January 23rd, 2008
Poveri rapanelli. Ho notato un clima di ostilità nei commenti al post precedente e spero di contribuire almeno un pochino alla loro riabilitazione con questa ricetta veloce e divertente nata principalmente dal mio amore per i colori. Devo dire infatti che la caratteristica principale che me li rende simpatici risiede proprio nel loro potere colorante. Innanzitutto la buccia il cui rosa affoga nel rosso dando vita ad una bellissima tinta. Frullandola con lo yogurt o con il latte si ottiene una crema rosa stuzzicante. E poi le foglie che, essendo commestibili, ho deciso di aggiungere nella vellutata vera e propria. Il sapore dolce dei porri ne risulta arricchito e reso un po’ più interessante e anche in questo caso il colore ne trae giovamento assumendo una piacevole sfumatura, un verde pastello che mi ricorda le foglioline delle primule o la parte coriacea dei porri appunto.
Allora? Vi ho reso i rapanelli un po’ più attraenti?
Vellutata di porri con yogurt ai rapanelli
Per 2 persone
Porri 2
rapanelli 10-12 con le loro foglie
olio di oliva 1 cucchiaino
sale
yogurt 2 cucchiai
Eliminate la radice e la parte verde dai porri. Lavateli e tagliateli a fettine. Lavate i rapanelli e una dozzina di foglie scegliendo le più tenere. Attenzione durante questa operazione, cercate di non toccare i gambi lievemente urticanti, l’ideale sarebbe tagliare le foglie con la forbice. Fate soffriggere i porri con l’olio, quindi unite 8 dl di acqua e le foglie di rapanello. Con l’aiuto di un pelapatate sbucciate i rapanelli e tenete da parte la buccia rosa. Tagliate a pezzetti la parte bianca e aggiungete anche quella in pentola. Fate cuocere coperto per 10-15 minuti. Regolate di sale.
Frullate la buccia rosa con lo yogurt e conservatela in frigorifero fino al momento di servire.
Frullate la zuppa con il frullatore ad immersione e ponetela nelle ciotoline. Decorate con un po’ di yogurt al rapanello e servite.
English version
Leek soup with radish yogurt
leeks 2
radishes with leaves 10-12
olive oil 1 ts
salt
yoghurt 2 tbs
Prepare the leeks by removing the root and the green portion. Rinse well and slice. Wash the radishes and some tender leaves. Saute the leeks with olive oil for 5 minutes, then add radish leaves and 8 dl water. Peel the radishes and keep the pink peel. Chop the white portion and add it into the soup. Cover with the lid and cook for 10-15 minutes. Blend the radishes with the yoghurt until smooth and keep the sauce in the fridge. Blend the vegetable until smooth and place the soup it in two bowls. Season with the radish yoghurt and serve.
January 14th, 2008
L’idea di questa vellutata di peperone, pomodoro e feta viene da Wanna Juice, un piccolo fast food dai colori acidi in cui si possono gustare ogni giorno 4 zuppe diverse come quella carote, miele e zenzero, o la piperade, e una scelta numerosa di frullati deliziosi. Ananas e basilico, mirtilli e ginseng, açaí ma anche sapori piu` consueti come banana e fragola. Zuppe e frullati sono disponibili in diverse taglie, e c’e` la possibilita` di comporre dei menu, che comprendono anche insalate di quinoa e pasta, e piccoli dolci. Un paio di mesi fa ho assaggiato la vellutata di peperone, pomodoro e feta e, io che non amo il peperone, mi sono stupita di quanto fosse riuscito l’accostamento. La salvia secca l’ho aggiunta per il piacere sensoriale di sbriciolarne delle foglioline profumate tra le dita e trovo che ci stia molto bene, credo che ormai sappiate quanto io ami le erbe aromatiche.
Vellutata di peperoni e feta
Per 2 persone
peperone rosso 1
pelati di buona qualità 1 scatoletta
scalogni 2
olio extra vergine di oliva 1 cucchiaio
salvia secca 4 foglioline
feta 80 g
Tritate gli scalogni e fateli appassire con l’olio e un cucchiaio di acqua. Aggiungete i pelati con la loro acqua e il peperone privato dei semi e tagliato a pezzetti. Coprite con 400 ml di acqua calda e cuocete per una ventina di minuti o comunque fino a quando il peperone sia tenero. Frullate con il frullatore a immersione e passate con un setaccio per eliminare eventuali pezzi di pelle. Unite la feta a pezzettini tenendone da parte un pochino per decorare e mescolate. Porzionate nelle ciotole e guarnite con la feta rimasta e la salvia secca sbriciolata. Servite.
Wanna Juice
9, rue Montorgueil
M: Chatelet-Les Halles
June 4th, 2007

Il Gazpacho è un piatto originario della Spagna e del Portogallo. Questa zuppa fredda a base di verdure esiste in numerose versioni ed è stata ampiamente sdoganata dalla Penisola Iberica. L’aggiunta delle fragole, idea tratta dal volume “Crudo” di Lyndsay Mikanowski e Patrick Mikanowski, conferisce al gazpacho una tinta che dal rosso vira al rosa carico; il sapore invece è una vera scoperta. Le fragole dominano solo inizialmente, poi tutti i sapori emergono sul palato in modo distinto. Il risultato è rinfrescante e il Sale rosa dell’Himalaya che impreziosisce il bicchiere contrasta piacevolmente il sapore lievemente acido della preparazione.
Fragole 300 g
pomodorini ciliegia 300 g
aceto balsamico 2 cucchiai
olio extra vergine di oliva 3 cucchiai
cetriolo piccolo 1
scalogno mezzo
una fetta di pane
Sale rosa dell’Himalaya
Lavate e asciugate le fragole, i pomodori e il cetriolo. Sbucciate il cetriolo, eliminate i piccioli delle fragole e dei pomodorini e tagliate il tutto a pezzi. Ammollate il pane nell’acqua fino a quando si inzuppa completamente quindi strizzatelo. Riunite tutti gli ingredienti, eccetto il sale, nel frullatore e frullate per 30 secondi. Se fosse troppo denso unite dell’acqua. Conservate in frigorifero almeno un paio di ore; meglio tutta la notte. Prima di servire bagnate i bordi dei bicchieri con poco succo di limone; quindi fatevi aderire il sale rosa dell’Himalaya appena grattugiato, riempiteli con un mestolino di gazpacho e servite.
May 6th, 2007
Gomasio
L’etimologia del nome dichiara tutti gli ingredienti necessari per creare questo condimento giapponese: goma significa sesamo mentre shio significa sale. Le proporzioni tra i due ingradienti possono variare da 5:1 fino a 15:1. Regolatevi in base ai vostri gusti ed esigenze, io ho scelto una felice via di mezzo 8:1. Per fare il gomasio sarebbe necessario suribachi, una ciotola dall’interno rigato e ruvido, ideale per ridurre in pasta e spezzettare, con il relativo pestello in legno surikogi. Se non li possedete, usate un mortaio comune, verrà comunque delizioso.
sesamo 8 cucchiai
fior di sale 1 cucchiaio
Fate tostare leggermente i semi di sesamo in forno, uniteli al sale nel suribachi e pestateli fino a quando diventeranno una polvere fine e amalgamata. Il gomasio si conserva in frigorifero una settimana ed è perfetto sparso sulle vellutate e sulle zuppe.

April 2nd, 2007

Ho scoperto un hobby che mi permette di occupare le mani e liberare la mente che poi vaga tranquillamente a rincorrere pensieri di ogni tipo. Pilates? Yoga? Assolutamente no.
Sbaccellamento. Ovvero la pratica del privare legumi quali piselli e fave del contenitore fornito loro da Madre Natura; il neologismo infelice è mio. Comincio a togliere i baccelli e mi concentro intensamente sul loro colore; si può dire che sia una forma molto cheap di cromoterapia; e dopo qualche minuto mi sento piu` serena . Si sa che il verde e` per definizione il colore della calma e del relax. E poi, a parte tutto, alla fine mi trovo i suddetti fruttini pronti per essere consumati. Certo potrei anche aprire il freezer e usare un onesto surgelato ma perche` rinunciare a tutti i benefici della cromoterapia baccellosa?!
spinaci 200 g
piselli 200 g netti (se li usate freschi calcolate che possono dare fino a 2/3 del loro peso di scarto)
rucola 100 g
cipolla 1
sedano 2 coste
cipolla bianca 1
menta 4 rametti
olio evo 3 cucchiai
Tritate sedano e cipolla e fateli soffriggere con l’olio. Unite i piselli e dopo pochi minuti 800 ml di acqua. Quando i piselli sono quasi cotti aggiungete gli spinaci e quando sono appassiti ma ancora color verde brillante unite anche la rucola. Cuocete per un minuto quindi frullate la zuppa con la menta. Regolate di sale, magari usando un sale aromatizzato allo zenzero. Servite a piacere con della salsa di soya. Buonissima a qualunque temperatura.
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