Apr 1st, 2008 by Kja | 15 Comments »

Se il tema di settimana scorsa erano gli asparagi, vi annuncio che questa sarà all’insegna della
carota.
Le carotine più piccole con il bel ciuffo verde attaccato, che si fa quasi fatica a sbucciare, io uso il pelapatate per pulirle, mi catapultano inevitabilmente indietro nel tempo. Da bambina le usavo per sfamare i conigli dei nonni. Stringevo il ciuffo verde delle carotine, che essendo troppo piccole non erano destinate alla vendita al mercato, e cautamente le allungavo verso quei musetti teneri ma voracissimi. Mi risuonano ancora nelle orecchie le raccomandazioni della mamma e della nonna ” i conigli mordano:fai molta attenzione alle tue dita!” Poi sarà che io era attentissima e che mentre li sfamavo gli impartivo pure dei discorsetti sul fatto che sarebbe stato proprio cattivo da parte loro mordermi mentre io stavo lì a sfamarli inginocchiata sulla ghiaia ma nessun coniglio mi hai mai morso. Mi ha morso successivamente un cane, ma questa è un’ altra storia.
Oggi vi lascio la ricetta della zuppa di carote resa consistente dalla quinoa, e con un sapore dolce e piccante al tempo stesso scaturito dall’aggiunta di senape e miele, invece per i muffin di carota e mandorle dovrete aspettare domani

Ah, buon inizio di aprile a tutti! È il mio mese preferito
Zuppa di carote e quinoa
per 2 persone o per 4 in aperitivo
carote 400g peso netto
acqua 7 dl
sale
semi di senape 1 cucchiaio
miele 1 cucchiaio
quinoa 50 g
Tagliate grossolanamente le carote, ponetele in una pentola, unite l’acqua, coprite con il coperchio e fatele cuocere fino a quando sono tenere, occorreranno 25 minuti circa. Lavate ripetutamente la quinoa e fatela bollire per 10 minuti, scolatela e tenete da parte l’acqua di cottura. Regolate di sale le carote, unite la senape e il miele e frullate fino ad ottenere una crema liscia, se necessario unite un po’ di acqua di cottura della quinoa. Aggiungete la quinoa, mescolate e servite, eventualmente con dei muffin speziati alle carote e mandorle.
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Jan 23rd, 2008 by Kja | 21 Comments »
Poveri rapanelli. Ho notato un clima di ostilità nei commenti al post precedente e spero di contribuire almeno un pochino alla loro riabilitazione con questa ricetta veloce e divertente nata principalmente dal mio amore per i colori. Devo dire infatti che la caratteristica principale che me li rende simpatici risiede proprio nel loro potere colorante. Innanzitutto la buccia il cui rosa affoga nel rosso dando vita ad una bellissima tinta. Frullandola con lo yogurt o con il latte si ottiene una crema rosa stuzzicante. E poi le foglie che, essendo commestibili, ho deciso di aggiungere nella vellutata vera e propria. Il sapore dolce dei porri ne risulta arricchito e reso un po’ più interessante e anche in questo caso il colore ne trae giovamento assumendo una piacevole sfumatura, un verde pastello che mi ricorda le foglioline delle primule o la parte coriacea dei porri appunto.
Allora? Vi ho reso i rapanelli un po’ più attraenti?
Vellutata di porri con yogurt ai rapanelli
Per 2 persone
Porri 2
rapanelli 10-12 con le loro foglie
olio di oliva 1 cucchiaino
sale
yogurt 2 cucchiai
Eliminate la radice e la parte verde dai porri. Lavateli e tagliateli a fettine. Lavate i rapanelli e una dozzina di foglie scegliendo le più tenere. Attenzione durante questa operazione, cercate di non toccare i gambi lievemente urticanti, l’ideale sarebbe tagliare le foglie con la forbice. Fate soffriggere i porri con l’olio, quindi unite 8 dl di acqua e le foglie di rapanello. Con l’aiuto di un pelapatate sbucciate i rapanelli e tenete da parte la buccia rosa. Tagliate a pezzetti la parte bianca e aggiungete anche quella in pentola. Fate cuocere coperto per 10-15 minuti. Regolate di sale.
Frullate la buccia rosa con lo yogurt e conservatela in frigorifero fino al momento di servire.
Frullate la zuppa con il frullatore ad immersione e ponetela nelle ciotoline. Decorate con un po’ di yogurt al rapanello e servite.
English version
Leek soup with radish yogurt
leeks 2
radishes with leaves 10-12
olive oil 1 ts
salt
yoghurt 2 tbs
Prepare the leeks by removing the root and the green portion. Rinse well and slice. Wash the radishes and some tender leaves. Saute the leeks with olive oil for 5 minutes, then add radish leaves and 8 dl water. Peel the radishes and keep the pink peel. Chop the white portion and add it into the soup. Cover with the lid and cook for 10-15 minutes. Blend the radishes with the yoghurt until smooth and keep the sauce in the fridge. Blend the vegetable until smooth and place the soup it in two bowls. Season with the radish yoghurt and serve.
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Jan 14th, 2008 by Kja | 27 Comments »
L’idea di questa vellutata di peperone, pomodoro e feta viene da Wanna Juice, un piccolo fast food dai colori acidi in cui si possono gustare ogni giorno 4 zuppe diverse come quella carote, miele e zenzero, o la piperade, e una scelta numerosa di frullati deliziosi. Ananas e basilico, mirtilli e ginseng, açaí ma anche sapori piu` consueti come banana e fragola. Zuppe e frullati sono disponibili in diverse taglie, e c’e` la possibilita` di comporre dei menu, che comprendono anche insalate di quinoa e pasta, e piccoli dolci. Un paio di mesi fa ho assaggiato la vellutata di peperone, pomodoro e feta e, io che non amo il peperone, mi sono stupita di quanto fosse riuscito l’accostamento. La salvia secca l’ho aggiunta per il piacere sensoriale di sbriciolarne delle foglioline profumate tra le dita e trovo che ci stia molto bene, credo che ormai sappiate quanto io ami le erbe aromatiche.
Vellutata di peperoni e feta
Per 2 persone
peperone rosso 1
pelati di buona qualità 1 scatoletta
scalogni 2
olio extra vergine di oliva 1 cucchiaio
salvia secca 4 foglioline
feta 80 g
Tritate gli scalogni e fateli appassire con l’olio e un cucchiaio di acqua. Aggiungete i pelati con la loro acqua e il peperone privato dei semi e tagliato a pezzetti. Coprite con 400 ml di acqua calda e cuocete per una ventina di minuti o comunque fino a quando il peperone sia tenero. Frullate con il frullatore a immersione e passate con un setaccio per eliminare eventuali pezzi di pelle. Unite la feta a pezzettini tenendone da parte un pochino per decorare e mescolate. Porzionate nelle ciotole e guarnite con la feta rimasta e la salvia secca sbriciolata. Servite.
Wanna Juice
9, rue Montorgueil
M: Chatelet-Les Halles
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Jun 4th, 2007 by Kja | No Comments »

Il Gazpacho è un piatto originario della Spagna e del Portogallo. Questa zuppa fredda a base di verdure esiste in numerose versioni ed è stata ampiamente sdoganata dalla Penisola Iberica. L’aggiunta delle fragole, idea tratta dal volume “Crudo” di Lyndsay Mikanowski e Patrick Mikanowski, conferisce al gazpacho una tinta che dal rosso vira al rosa carico; il sapore invece è una vera scoperta. Le fragole dominano solo inizialmente, poi tutti i sapori emergono sul palato in modo distinto. Il risultato è rinfrescante e il Sale rosa dell’Himalaya che impreziosisce il bicchiere contrasta piacevolmente il sapore lievemente acido della preparazione.
Fragole 300 g
pomodorini ciliegia 300 g
aceto balsamico 2 cucchiai
olio extra vergine di oliva 3 cucchiai
cetriolo piccolo 1
scalogno mezzo
una fetta di pane
Sale rosa dell’Himalaya
Lavate e asciugate le fragole, i pomodori e il cetriolo. Sbucciate il cetriolo, eliminate i piccioli delle fragole e dei pomodorini e tagliate il tutto a pezzi. Ammollate il pane nell’acqua fino a quando si inzuppa completamente quindi strizzatelo. Riunite tutti gli ingredienti, eccetto il sale, nel frullatore e frullate per 30 secondi. Se fosse troppo denso unite dell’acqua. Conservate in frigorifero almeno un paio di ore; meglio tutta la notte. Prima di servire bagnate i bordi dei bicchieri con poco succo di limone; quindi fatevi aderire il sale rosa dell’Himalaya appena grattugiato, riempiteli con un mestolino di gazpacho e servite.
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May 6th, 2007 by Kja | 2 Comments »
Gomasio
L’etimologia del nome dichiara tutti gli ingredienti necessari per creare questo condimento giapponese: goma significa sesamo mentre shio significa sale. Le proporzioni tra i due ingradienti possono variare da 5:1 fino a 15:1. Regolatevi in base ai vostri gusti ed esigenze, io ho scelto una felice via di mezzo 8:1. Per fare il gomasio sarebbe necessario suribachi, una ciotola dall’interno rigato e ruvido, ideale per ridurre in pasta e spezzettare, con il relativo pestello in legno surikogi. Se non li possedete, usate un mortaio comune, verrà comunque delizioso.
sesamo 8 cucchiai
fior di sale 1 cucchiaio
Fate tostare leggermente i semi di sesamo in forno, uniteli al sale nel suribachi e pestateli fino a quando diventeranno una polvere fine e amalgamata. Il gomasio si conserva in frigorifero una settimana ed è perfetto sparso sulle vellutate e sulle zuppe.

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Apr 2nd, 2007 by Kja | 19 Comments »

Ho scoperto un hobby che mi permette di occupare le mani e liberare la mente che poi vaga tranquillamente a rincorrere pensieri di ogni tipo. Pilates? Yoga? Assolutamente no.
Sbaccellamento. Ovvero la pratica del privare legumi quali piselli e fave del contenitore fornito loro da Madre Natura; il neologismo infelice è mio. Comincio a togliere i baccelli e mi concentro intensamente sul loro colore; si può dire che sia una forma molto cheap di cromoterapia; e dopo qualche minuto mi sento piu` serena . Si sa che il verde e` per definizione il colore della calma e del relax. E poi, a parte tutto, alla fine mi trovo i suddetti fruttini pronti per essere consumati. Certo potrei anche aprire il freezer e usare un onesto surgelato ma perche` rinunciare a tutti i benefici della cromoterapia baccellosa?!
spinaci 200 g
piselli 200 g netti (se li usate freschi calcolate che possono dare fino a 2/3 del loro peso di scarto)
rucola 100 g
cipolla 1
sedano 2 coste
cipolla bianca 1
menta 4 rametti
olio evo 3 cucchiai
Tritate sedano e cipolla e fateli soffriggere con l’olio. Unite i piselli e dopo pochi minuti 800 ml di acqua. Quando i piselli sono quasi cotti aggiungete gli spinaci e quando sono appassiti ma ancora color verde brillante unite anche la rucola. Cuocete per un minuto quindi frullate la zuppa con la menta. Regolate di sale, magari usando un sale aromatizzato allo zenzero. Servite a piacere con della salsa di soya. Buonissima a qualunque temperatura.
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Mar 9th, 2007 by Kja | No Comments »

Questa vellutata affianca agli asparagi le foglie di lattuga, una verdura che generalmente viene consumata cruda in insalata ma che si presta anche per una breve cottura. Il risultato e` una crema dai delicati toni verde pastello, leggera e dolce. Per esaltare questa dolcezza e al contempo dare carattere alla vellutata basta un piccolo gesto: un pizzico di sale. Ma non un sale qualsiasi, bensi` un sale aromatizzato alle spezie che crea un contrasto cromatico e solletica piacevolmente il palato.

asparagi un mazzetto
lattuga un piccolo cespo
zucchine piccole e sode 2
cipollotto 1
olio evo
sale aromatizzato alle spezie q.b
Tritate finemente la cipolla e fatela appassire a fuoco dolce con un cucchiaio di olio. Tagliate le zucchine a fettine e fate rosolare anche esse per 5 minuti. Unite 0,7 l di acqua bollente. Fate cuocere per 10 minuti, quindi unite gli asparagi a pezzetti, avendo cura di non aggiungere i gambi coriacei, li userete per un’altra preparazione. Quando le verdure sono quasi cotte, unite la lattuga a pezzetti e continuate la cottura per 2 minuti. Frullate la zuppa; per averla molto liscia la potete successivamente passare al colino.
Servitela tiepida o fredda condita con il sale aromatizzato alle spezie.

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Nov 6th, 2006 by Kja | 14 Comments »

L’abbinamamento zucca+cacao+pomodoro è germogliato nella mia testa e devo dire che la mia commensale l’ha trovato sorprendentemente buono. Tanto che ho deciso di battezzare la vellutata con il suo nome.
Penso che ci siano altre forme da esplorare con questo
trio e poco a poco prenderanno vita sotto la cura attenta delle mie mani.
Pomodorini confit
pomodorini 600 g
scorza di arancia e limone bio 30 g
pepe rosa un cucchiaino
timo secco due cucchiaini
sale
olio extravergine di oliva 30 g
Coprite i pomodori con acqua bollente e dopo 10 minuti scolateli, spellateli e privateli dei semi. Poneteli in una teglia foderata con carta da forno. Mescolate le scorze degli agrumi, il pepe pestato, il timo, un pizzico di sale e l’olio e irrorate i pomodori. Cuoceteli in forno preriscaldato a 100 gradi per 2 ore .
Vellutata di zucca e cacao
zucca 800 g
cipolla bianca 1
cacao tre cucchiaini
caffè liofilizzato 1 cucchiaino
mandorle sgusciate una decina
fior di sale
olio extravergine di oliva
Tritate finemente la cipolla e fatela appassire in due cucchiai di olio con il cacao e il caffè. Dopo qualche minuto aggiungete la zucca a pezzetti e coprite con mezzo litro di acqua bollente salata. Portate la zucca a cottura, se necessario unendo altra acqua, quindi frullate in modo da ottenere una vellutata color caramello. Tritate grossolanamente le mandorle.
Costruzione del piatto
Porzionate la vellutata nelle singole ciotole, ponetevi sopra ciascuno 4 filetti di pomodori canditi; decorate con le mandorle e rifinite con il fior di sale.

Posted in Vellutate, Chutney E Confit | 14 Comments »
Oct 25th, 2006 by Kja | 9 Comments »

Sarà che ultimamente vedo più spesso Kanika, sarà che in autunno mi viene voglia di cibi con una cottura lunga e profumati di spezie ma anche questa settimana inizio con un piatto indiano. La vellutata di anacardi è deliziosa, può diventare anche un’idea per l’aperitivo servita in mini ciotoline con dei
Chappati. Ah, la ricetta originale non prevede la zucca, ma io ne avevo lì una metà che mi guardava tutta triste e solitaria.

Inizialmente ero in dubbio sul fatto di aggiungere la zucca. Così lei si è offesa ed è andata a fare il broncio sul muretto.

Poi sui sassi della fontanella.

Fortuna che i pesci rossi l’hanno convinta a non arrabbiarsi troppo con me che nel frattempo avevo cambiato idea. Inutile dire che sta benissimo con gli anacardi.

Shorba ( =Vellutata di anacardi)
cipolla affettata al velo una
spicchi di aglio schiacciati 3
zenzero fresco grattugiato 3 cm
brodo 1 l
sale
curry un cucchiaio
semi di papavero un cucchiaio
patate 2
anacardi 200 g
zucca 500 g
olio ( preferibilmente di colza) 3 cucchiai
Ammollate gli anacardi per un’ora. Intanto scaldate nel wok l’olio e unite la cipolla, l’aglio e lo zenzero. Cuocete a fuoco medio per almeno 30- 40 minuti girando spesso con un cucchiaio di legno; il soffritto deve avere un colore tendente al marrone e un intenso profumo. Solo ora potete unire il brodo di pollo, e il curry; mescolate e portate ad ebollizione. Aggiungete le patate e la zucca tagliate a pezzetti e gli anacardi scolati. Cuocete fino a quando le verdure sono tenere. Frullate metà del composto, mescolate e servite decorando con qualche anacardo e del coriandolo tritato.

Gobhi Paratha
Gobhi significa cavolfiore che in questo caso è stato un eccellente ripieno per la paratha che ` simile al chappati ma risulta più nutriente per via del latte nell’impasto e dell’olio impiegato per cuocerlo. Si possono cuocere i dischi di pasta a uno a uno senza farli ripieni, ma ci si nega un vera delizia.
farina integrale 200 g
farina 150 g
acqua 125 ml circa
latte 125 ml circa
sale un cucchiaio
Unite il latte all’acqua. Mescolate le due farine e il sale, unite poco per volta parte della mistura di lattee e acqua. Lavorate l’impasto, che deve essere soffice, prima con un cucchiaio di legno e quindi con le mani per circa 10 minuti. Mettetelo a riposare in una ciotola unta per 4- 6 ore coperta con un panno umido.
Preparate il ripieno: tritate 200 g di cavolfiori finemente. Preparate un soffritto con zenzero gratuggiato, cumino, semi di sesamo e semi di papavero, aggiungete il cavolfiore tritato e cuocete a calore moderato in modo che la verdura sia cotta ma al dente. Fate raffreddare.
Stendete la pasta in dischi sottili, depositate al centro di metà dei dischi qualche cucchiaio di ripieno, e coprite con gli altri sigillando bene. Scaldate la padella. Spennellate la paratha con olio di colza e adagiatelo con la parte unta rivolta verso il fondo della padella. Mettete su fuoco medio. Mentre la paratha cuoce, spennellate di olio di colza il lato superiore; giratela e cuocetela dall’altro lato. Servite caldo.
La paratha può essere riempita anche con patate, spinaci, piselli e altre verdure a piacere.

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Oct 4th, 2006 by Kja | 11 Comments »

Qualcuno inorridirà ma sto facendo conoscenza con il microonde per cause di forza maggiore e devo dire che si sta rivelando efficace per quanto riguarda la cottura delle verdure. Questa vellutata si prepara praticamente da sola e servita in tazze o bicchieri può essere un modo carino di iniziare un pasto senza appesantirsi troppo.

Fondamentale in questo caso la qualità delle carote. Devono essere fresche e dolci; possibilmente acquistatele con il loro ciuffo ancora attaccato. Naturalmente se sono fresche il ciuffo in questione sarà bello verde e brillante. Calcolate tre carote e una piccola patata a testa, ponete il tutto in un contenitore adatto alla cottura al microonde e aggiungete due dita di acqua. Cuocete le verdure. A parte scaldate in una padella antiaderente un cucchiaio scarso di riso per ogni commensale, e tenendolo girato lo cuocete finchè non assume un bel colore dorato. Meglio procedere con piccole quantità per ottenere un miglior risultato. Quando le verdure sono pronte frullatele con qualche cucchiaio della loro acqua, porzionate nelle tazze, suddividete il riso e aggiungete una lacrima di olio extravergine di oliva. Naturalmente si possono cuocere le verdure anche al vapore.

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