Jul 18th, 2007 by Kja | 12 Comments »
La lemongrass per me ha sempre avuto un fascino particolare: quello degli ingredienti mitici, dei quali leggi, vedi fotografie in rete ma che non riesci mai a reperire e quando ti si presentano, all’improvviso nel tuo fruttivendolo abituale, in un abbondante mazzetto venduto a pochi euro… Beh non ho potuto trattenere degli urletti di gioia :). Si usa piu` che altro per la cucina asiatica ma questo accostamento, nato da un’intuizione notturna, si e`rivelato una soluzione perfetta per soddisfare la voglia di dessert nel caldo torrido. Penso anche che verrebbe un buon gelato, ma non ho la gelatiera, quindi per il momento mi accontento di mangiare queste albicocche profumate di lemongrass semplicemente in macedonia.
Albicocche alla lemongrass
albicocche 500 g
zucchero 3 cucchiai
acqua 2,5 dl
lemongrass 1 stelo
Lavate asciugate le albicocche. Tagliatele a fettine. Tagliate anche la lemongrass a fettine sottili. Fate scaldare l’acqua, lo zucchero e la lemongrass: deve prodursi uno sciroppo piuttosto liquido. Lasciatelo raffreddare e versatelo sopra alle albicocche. Conservate in frigorifero fino al momento di servire.
English version
Lemongrass apricots
Apricot 500 g
sugar 3 Tbs
water 2,5 dl
lemongrass 1 stalk
Wash and dry apricots and cut them in slices. Cut the lemongrass stalk in thin slices, too. Put the latter in a pan with water and sugar and heat until syrupy. Let the syrup cool down and pour it on the apricots. Keep in the fridge until served.
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Jul 14th, 2007 by Kja | 10 Comments »
Da qualche tempo ho nel frigorifero una preziosa bottiglia di sciroppo di rose. Dico preziosa perchè il suo contenuto non è frutto di un procedimento industriale bensì di un lavoro artigianale condotto con amore sin dal primo stadio: la coltivazione delle rose. Il tipo di rosa utilizzata è una rugosa, una qualità molto antica dal profumo intenso, che rischiava l’estinzione e che ora viene nuovamente coltivata. Da qualche anno è sorta l’Associazione “le rose della Valle Scrivia”, che rappresenta i produttori della zona in cui è sempre stata tradizione la coltivazione delle rose e l’uso di queste per realizzare sciroppo e confettura. Tra l’altro gode giustamente del Presidio Slow food. Io uso questo nettare floreale per il lassi generalmente, ma questa macedonia fresca a base di lamponi mi è piaciuta davvero tanto stamane, con un cucchiaio di yogurt e miele, che non possono non proporvela.
Lamponi allo sciroppo di rose
lamponi 250 g
sciroppo di rose 3 cucchiai
Lavate ed asciugate i lamponi. Prendetene una parte, circa 50 g, e schiacciatela in un colino a maglie fitte. Mescolate il succo con l’acqua di rose e condite i lamponi. Riponeteli in frigorifero fino al momento di servire.
English version
Raspberries with rose syrup
raspberries 250 g
rose syrup 3 Tbs
Wash and dry the raspberries. Take 50 g and sift it. Blend the raspberries’ juice with the rose syrup and season the raspberries. Keep in the fridge until served.

un esemplare di rosa rugosa
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Jul 12th, 2007 by Kja | 5 Comments »

La
ricetta è semplicissima, l’avrete immaginata guardando la foto, ma se volete i dettagli fatevi guidare dai cristalli di sale…
Baked cherry tomatoes
olive oil 4 tbs
Paceco salt crystals (sicilian salt) 1 tbs
freshly ground black pepper
4 bunches of cherry tomatoes
Wash the whole bunches of cherry tomatoes without taking out the tomatoes from the sprig. Dry them and put them in a baking-pan covered with foil paper. Pre-heat your oven at 210 degrees celsius. Season the cherry tomatoes with oil, salt and freshly ground pepper. Bake for 7 minutes. They are ready to eat when the peels split.
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Jun 28th, 2007 by Kja | 12 Comments »
Questo pesto è una vera sorpresa: il latte di cocco si amalgama perfettamente con gli altri ingredienti, creando una crema delicata e, contrariamente a quanto temevo, per nulla stucchevole. Inaugurato con degli udon, i candidi spaghetti giapponesi, pareva un paesaggio innevato: aneto e semi di sesamo nero hanno creato quel contrasto cromatico che rende ogni piatto più appetibile e arricchito il palato di ulteriori sfumature. La ricetta è liberamente ispirata a quella di Eric Gower.
Per il pesto
latte di cocco 100 ml
aceto di mele un cucchiaino
aceto balsamico un cucchiaio
zenzero fresco 1,5 cm
aglio uno spicchio schiacciato
pinoli 60 g
udon 300 g
aneto 15 g
sesamo nero 2 cucchiai
Frullate tutti gli ingredienti del pesto insieme. Conservate al fresco.
Cuocete gli udon in una pentola di acqua bollente salata secondo il tempo indicato sulla confezione. Lavate e tritate l’aneto. Scolateli e raffreddateli sotto il getto di acqua fredda del rubinetto. Scolateli nuovamente. Conditeli con il pesto e l’aneto tritato e servite. Guarnite i singoli piatti con i semi di sesamo.
English version
Udon with asian pesto
Pesto:
100 ml of coconut milk
1 ts of apple vinegar
1 tbs of balsamic vinegar
1, 5 cm of fresh ginger
1 clove of garlic
60 g of pine kernels
300 g of udon
15 g of dill
2 tbs of black sesame
Mix all the pesto ingredients in the blender until smooth. Put the pesto in the fridge. Wash and chop the dill. Boil the udon in salted boiling water and cook according to directions written on the packet. Drain and rinse under cold water. Drain again and season with the pesto and chopped dill. Garnish with black sesame.
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Jun 21st, 2007 by Kja | No Comments »

Oggi vi propongo una ricetta con i limoni confit, fresca e veloce, per rendere omaggio all’estate che si sta affacciando ovunque con temperature elevate. Il couscous è sempre un piatto gradito in questa stagione e ciascuno lo interpreta seguendo i suoi gusti. L’idea che vi suggerisco è quella di aromatizzare la semola in cottura con il sapore particolare dei limoni sotto sale: non sarà necessario aggiungerne altro e i limoni doneranno una scia piacevolissima sul palato.
Io ho condito semplicemente con anguria e cetriolo, ma credo che della feta sbriciolata renderebbe il piatto più completo dal punto di vista nutrizionale. Nel mio caso la scelta è caduta sul couscous del commercio equo solidale perchè lo trovo davvero buono. I grani sono un pochino più grossi del normale, e restano morbidi ma al contempo tengono bene la cottura.
couscous 500 g
limoni sotto sale 3 fette
anguria baby una
cetrioli due
olio evo un cucchiaio
Tritate le fettine di limone. Portate a bollore la quantità di acqua indicata sulla confezione e aggiungete i limoni tritati. Lasciate che la semola si gonfi. Intanto lavate e pelate i cetrioli e tagliateli a dadini. Lavate l’anguria e con l’aiuto di uno scavino prelevate tante palline di polpa. Conservate tutto al fresco mentre sgranate il couscous con la forchetta. Quando e` freddo e ben sgranato mescolate con le palline di anguria e i pezzetti di cetriolo, rifinite con un filo di olio di oliva. Servite.

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Jun 5th, 2007 by Kja | No Comments »
Questo menù vegano è perfetto per l’estate: molto fresco e leggero, sarà apprezzato anche da chi abitualmente non segue questo stile alimentare. Personalmente non sono vegana, ma se mi capita di preparare per un convivio in cui ci sono anche vegani, preferisco non ghettizzarli ma piuttosto adeguare gli altri a questa scelta. Non si muore se una volta ogni tanto si mangia senza proteine animali :)!
Le ricette vegane sono di mia creazione, tranne il dessert, rubato alla bravissima Clea.
Stuzzichini di patata dolce con sale nero di Cipro

Il sale nero puo` essere sostituito con dei semi di sesamo nero.
Vellutata di zucchine

Da servire in ciotoline.
Cous cous al limone confit con anguria e cetriolo

Mousse di lamponi

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Jun 4th, 2007 by Kja | No Comments »

Il Gazpacho è un piatto originario della Spagna e del Portogallo. Questa zuppa fredda a base di verdure esiste in numerose versioni ed è stata ampiamente sdoganata dalla Penisola Iberica. L’aggiunta delle fragole, idea tratta dal volume “Crudo” di Lyndsay Mikanowski e Patrick Mikanowski, conferisce al gazpacho una tinta che dal rosso vira al rosa carico; il sapore invece è una vera scoperta. Le fragole dominano solo inizialmente, poi tutti i sapori emergono sul palato in modo distinto. Il risultato è rinfrescante e il Sale rosa dell’Himalaya che impreziosisce il bicchiere contrasta piacevolmente il sapore lievemente acido della preparazione.
Fragole 300 g
pomodorini ciliegia 300 g
aceto balsamico 2 cucchiai
olio extra vergine di oliva 3 cucchiai
cetriolo piccolo 1
scalogno mezzo
una fetta di pane
Sale rosa dell’Himalaya
Lavate e asciugate le fragole, i pomodori e il cetriolo. Sbucciate il cetriolo, eliminate i piccioli delle fragole e dei pomodorini e tagliate il tutto a pezzi. Ammollate il pane nell’acqua fino a quando si inzuppa completamente quindi strizzatelo. Riunite tutti gli ingredienti, eccetto il sale, nel frullatore e frullate per 30 secondi. Se fosse troppo denso unite dell’acqua. Conservate in frigorifero almeno un paio di ore; meglio tutta la notte. Prima di servire bagnate i bordi dei bicchieri con poco succo di limone; quindi fatevi aderire il sale rosa dell’Himalaya appena grattugiato, riempiteli con un mestolino di gazpacho e servite.
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May 6th, 2007 by Kja | 2 Comments »
Gomasio
L’etimologia del nome dichiara tutti gli ingredienti necessari per creare questo condimento giapponese: goma significa sesamo mentre shio significa sale. Le proporzioni tra i due ingradienti possono variare da 5:1 fino a 15:1. Regolatevi in base ai vostri gusti ed esigenze, io ho scelto una felice via di mezzo 8:1. Per fare il gomasio sarebbe necessario suribachi, una ciotola dall’interno rigato e ruvido, ideale per ridurre in pasta e spezzettare, con il relativo pestello in legno surikogi. Se non li possedete, usate un mortaio comune, verrà comunque delizioso.
sesamo 8 cucchiai
fior di sale 1 cucchiaio
Fate tostare leggermente i semi di sesamo in forno, uniteli al sale nel suribachi e pestateli fino a quando diventeranno una polvere fine e amalgamata. Il gomasio si conserva in frigorifero una settimana ed è perfetto sparso sulle vellutate e sulle zuppe.

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Apr 16th, 2007 by Kja | 10 Comments »

Nella maggior parte delle ricette che prevedono l’uso degli asparagi è quasi certo che i gambi vadano poi gettati, ma che peccato!
Dopo essermi fatta una cosina che vedrete poi mi trovavo con questi gambi, dall’ aspetto in apparenza un pochino coriaceo, ma che ho domato tranquillamente, trasformandoli in un verdissimo e delicato hummus.
i gambi di un mazzo di asparagi
tahina 1 cucchiaio
aglio un pezzettino
olio evo 2 cucchiai
limone un cucchiaino
Fate bollire gli asparagi in poca acqua salata per 15 minuti circa. Scolateli e frullateli a massima velocità con poca acqua di cottura per 30 secondi. A questo punto valutate se passarli con un colino, nel mio caso non era necessario, le fibre si erano dissolte. Aggiungete gli altri ingredienti e mescolate bene. Lasciate raffreddare completamente e servite.
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Mar 5th, 2006 by Kja | 5 Comments »

Per 4 persone: 250 g ceci secchi, 2 spicchi d’aglio schiacciati, il succo di un limone, 3-4 tbs di tahina, 3-4 tbs olio, sedano, indivia belga, carote, pomodori secchi.
Ieri ho visto un bellissimo pane pita sul blog di
senza panna e poi
Gaia ha espresso il desiderio di cibo egiziano e di conseguenza mi è venuta un gran voglia di hummus. Allora ho messo a bagno i ceci per tutta la notte e stamane li ho fatti cuocere per un paio d’ore. Meglio salare alla fine della cottura, per non rischiare di esagerare. Dopo averli scolati li ho semplicemente frullati con aglio, succo di limone e tahina, aggiungendo poco alla volta un po’ dell’ acqua di cottura dei ceci e dell’ olio extravergine di oliva fino ad ottenere la consistenza desiderata. Personalmente mi piace che sia più corposo e meno “spalmabile” per accomodarlo all’interno delle foglie di indivia belga e delle costole di sedano, ma de gustibus… A proposito del sedano, consiglio di usare quello bianco generalmente più sodo che si presta maggiormente di quello verde ad essere “sbucciato” con un pelapatate della parte esterna più fibrosa.

Tradizionalmente l’hummus si serve con i pomodori secchi, ma io vi suggerisco anche di provare ad incorporarli allo stesso: per una ciotolina di hummus già pronto pesate 80 g di pomodori secchi rinvenuti in acqua bollente e poi frullate il tutto… Provare per credere!
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