Quest’anno per farvi gli auguri vi porto in casa di mia nonna. Qui da che ho memoria mia madre e mia nonna si occupano di allestire il presepe. Mia madre posiziona dei vecchi ceppi di legna custoditi da anni per questo scopo per creare una struttura che viene poi dotata di piccole luci e in seguito pazientemente ricoperta di muschio. Nel frattempo le casette e le statuine vengono svolte dall’imbalaggio costituito di carta da giornale e posizionate sul tavolo in attesa di prendere posto nel presepe. Ricordo l’attesa e l’eccitazione che ne conseguiva provate da bambina: liberare le statuine dal loro involto, ritrovando ogni anno il pescatore, l’ometto che si scalda le mani vicino al fuoco, la donna che sfama le galline, le pecore e soprattutto la guardia del castello di re Erode. Chissà perchè sia io che mio fratello bramavamo tanto posizionare quel soldatino vicino al castello, meglio tacere dei litigi e lacrime di delusione “perchè quest’anno tocca a lui”. Con gli anni si sono aggiunti dei dettagli come la fontanella dotata di un motorino elettrico che fa zampillare l’acqua, rendendo ai miei occhi il presepe sempre più bello. La casetta azzurra in alto a destra è la mia preferita, credo risalga agli anni ‘60. Immaginate di essere nel salone, mia nonna infila la spina nella presa per permettervi di apprezzare il presepe illuminato. Domattina aggiungerà la statuetta di Gesù bambino e tra una decina di giorni quelle dei Re Magi e allora il presepe sarà completo.
Vi auguro di trascorrere un Natale felice e sereno con le persone a cui volete bene.


Uno scorcio del presepe


Da sinistra in senso orario:il pollaio, pane e vino sul tavolo,
il pescatore vicino allo specchio d’acqua,
la fontanella e una pecora che ci si abbevera

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Questo il premio messo in palio da IlComuneInforma con la partecipazione di Elation. Per partecipare all’opportunità di cenare gratuitamente in uno dei numerosi ristoranti proposti basta notificare l’evento sul proprio blog e scegliere un numero, il resto lo farà la ruota di Venezia.
Buona fortuna a tutti :)

Al volo solo per dirvi che finalmente ho messo le ricette in un archivio ordinato in modo quasi alfabetico.
Se ci sono degli errori segnalatemeli che li correggo.


Rispondo in ritardissimo al meme sui libri al quale mi ha invitato Lizzy e in ritardo ragionevole al meme sull’utensile del cuore che mi ha proposto Pip. A proposito di utensili(ni) vi ricordate di questo?

5 libri della mia vita
Kitchen di Banana Yoshimoto

A un tratto mi accorsi che da una finestra illuminata sopra di me veniva fuori
un vapore bianco che restava sospeso nel buio. Appena udibili giungevano dall’interno voci di gente indaffarata, rumore di pentole, rumore di piatti.
Era una cucina.

Il primo libro di Banana Yoshimoto che ho letto non poteva che essere questo. Sullo sfondo di una storia malinconica si scopre la cultura gastronomica di Mikage e attraverso lei la cucina casalinga del Giappone. Sapevo appena cosa fosse il sushi quando l’ho letto la prima volta ma ricordo distintamente il senso di curiosità e attrazione verso ramen, tofu, tempura; cibi di cui sentivo parlare per la prima volta e che raccontavano il Paese del Sol Levante.

Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar

Il giovinetto, avvezzo agli omaggi, accettò compunto quei fiori densi come la cera, dagli steli molli e serpentini; si chiusero come palpebre quando scese la notte.

La riflessione sulla vita dell’imperatore induce a guardare all’esistenza da una prospettiva che, personalmente, non avevo considerato prima della lettura di questo libro.

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

L’odore di vino cominciava già a far girare la testa a Margherita, ed essa voleva andarsene,ma il gatto allestì nella piscina un numero di varietà che la trattenne.

All’inferno c’è una piscina? Chi è davvero Woland? Perchè il gatto indossa un cravattino? Una storia ironica che rileggo quando voglio fare sogni colorati e visionari.

Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado

Prendete la grattugia e due noci di cocco scelte, e grattugiatele. Grattugiate con forza, coraggio, grattugiate! Un po’ d’esercizio non ha mai fatto male a nessuno (dicono che l’esercizio fisico eviti i cattivi pensieri: non ci credo)

Le vicende sentimentali della riservata Flor, maestra di cuina, sono solo una delle ghiottonerie di cui si cibano le pettegole che affollano Bahia. Durante un’estate non troppo lontana ho scoperto un universo colorato, popolato da personaggi improbabili eppure di grande umanità; un intreccio che esige Chico Buarque in sottofondo.

La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki

Eravamo state meravigliose compagne di viaggio, ma in fondo non eravamo che solitari aggregati metallici che disegnavano ognuno la propria orbita.

Una storia onirica, intensa e delicata. Come un quadro di Chagall.

Senza non ci starei: il frullatore a immersione


Non ho alcun dubbio a riguardo , e la risposta è motivata: ne ho tre sparsi nelle varie abitazioni che frequento maggiormente e se devo recarmi altrove e ho in previsione di cucinare ne porto un esemplare con me, per sicurezza. Lo uso per le vellutate, per emulsionare i dressing e le marinate, per fare pesti e salse di vario tipo, per l’hummus, che adoro letteralmente, per fare lo zucchero a velo…E lo uso in continuazione quindi sono grata che lavarlo sia un’azione rapida. Ne ho due di marca Moulinex e uno Philips con la funzione turbo, meravigliosa.

Nella foto il cutter lipomese gocciola di mango maturo frullato: mango lassi in arrivo!



This recipe was submitted to HHDD #10. Although not a classic cheesecake, it is very good indeed. I proposed this “mini” version because people on diets always want cheesecake slices too thin to be cut without destroying them. This way they look nice as well as tasting nice!

165 g flour
65 g butter
a pinch of salt
2 ts lemon juice
1 egg
150 g ricotta
150 g mascarpone (italian soft cheese)
500 g nectarines
40 g sugar
1 tbs potato starch
30 g chopped almonds
1 tbs icing sugar

Cut the butter in small pieces.
Sieve the flour and mix it with the butter, 3 tbs of cold water and the salt.
Knead the dough until the ingredients are incorporated.
Roll the dough into a ball and place it in the fridge for one hour, covered with plastic wrap.
Wash the nectarines, cut them into thin slices and rinse them with the lemon juice.
Transfer them in a cool place.
Roll the dough and garnish some buttered molds with it.
Pre-heat your oven at 200 degrees.
Prick the bottom of the tarts with a fork and pre-bake them for 10 minutes (covered with foil paper with a weight on top, such as dried beans).
Remove them from the oven and remove the paper and the beans.
Mix ricotta, mascarpone, sugar, potato starch and egg yolk together. Whisk the egg whites until they become firm and add them to the cheese cream.
Pre-heat the oven at 220 degrees.
Fill the tart shells with the cheese cream and continue to cook for about 5 to 6 minutes.
Garnish with the nectarine’s slices and sprinkle with icing sugar.
Cook for 5 minutes.
Unmold on a cooling rack to let them cool down. Decorate with peeled and chopped almonds.

Questa ricetta l’avevo pubblicata in agosto, ma colgo l’occasione di HHDD #10 per riproporla, dopo la doverosa traduzione. L’entourage ringrazia Leo per l’aiuto.

La prima volta che ho assaggiato un curry veramente buono e` stato poco piu` di due anni fa, e me l’ha preparato Leo. Ricordo che si era preso un sacco di tempo per la spesa, la scelta dei numerosi ingredienti, e poi anche la realizzazione della ricetta aveva richiesto molto tempo, un pomeriggio intero per preparare un piatto solo. Ma alla fine il risultato era stato incredibile, carni tenere e succosa, spezie inebrianti ma armoniose. Ora lascio spazio a lui che racconta da dove prende origine questo piatto.
First time I ever saw a curry being made, it was in my own kitchen in the Wimbledon house residence. This was the best flatshare I’ve ever lived in (and I’ve seen a few) and marks the golden age of my independence, when I still lived like a bum, well let’s say a student, but finally on a decent wage, as I was one of the best paid Ph.D. students in London. The house was a large semi-detached near Wimbledon Park tube station. When I first entered, I started sharing with three other people: Fabrizio (known as The Fab Fab), Luis (known as Luis Camacho Borracho) and Stefan Hedvall (known as Stefan Hedvall), a swedish guy with a penchant for cuisine. I immediately took possession of the largest room in the house, preparing my future domination. The house was ruled according to a strict military discipline that spelt, the longest in service plays the tyrant. The rest tell him to go fuck himself. In those early days I had no particular duties save paying the TV licence; other poor sods were in charge of hefty bills such as the electricity and (ohmygod) the telephone. As people left (people never seem to stick to London for more than the length of a master or a Ph.D.) I took responsibility of more and more bills. By the end of my stay the rent had doubled, the new owner had added one more room, and from 3-4 people we’d gone to bloody six. A bathroom was also added, fortunately.

Fabrizio at work in the kitchen

The undersigned in his immense room at Wimbledon Park

Anyhow, we were always a bit like family, and liked to have communal meals on special occasions - some sunday lunches, Christmas, Easter, things like that. Stefan first roused my interest as a cook when he made us a splendid swedish Xmas meal sporting raw herring and roasted deer fillet (the deer was hunted down by a friend of his mother, apparently), all washed down with Vodka. By the end, I couldn’t even stand. Well, one day I stumbled into the kitchen as Stefan was throwing a lot of apparently random spices together in a wok, and cooking them all with a few huge prawns. Upon my questioning, he said this dish was a “kind of curry”, very easy to make, and he used it to “impress the chicks”; said, “just mention a lot of exotic sounding spices and they’ll be at your feet”. As I focused my attention away from the pot, I actually noticed a knockout of a girl being all flirtatious towards Stefan and looking at me like one looks at a small piece of dirt suddenly appearing out of nowhere for no particular reason other than to annoy the hell out of people. I might mention that last time I followed his advice I got me a pretty little blondie whose blog I’m currently squatting.

Convivial moment in the dining room (yes the ambience was furnished with terrible taste but the house was rented furnished, and we were just poor students). Luis Camacho Borracho is the big guy on the right.

I took down a few notes and then refined the recipe in the last five or six years. Nowadays the only invariant in the recipe is that I change it radically every time I make it - I mean I change the spices, the meat, everything - and it comes out tasting exactly the same. It’s an interesting experiment, that has a parallel with colours. You add too many of them together, you end up with white. This is why I usually wear green trousers, purple socks, beige shoes, pink shirt and grey jumper: so that people will tell me how nice I look in white. It hasn’t quite worked yet but I’m sure it’s just a question of perseverance. Meanwhile, I’ve attained the “white taste” with a beautiful curry-type dish enlisting no less than 27 ingredients. Some of the more fastidious amongst you might say, hey, why should I bother, just to get white taste? But I assure you, white taste is all the rage now. Ever tasted californian wine? It’s a kind of “catch-all” wine: a white taste. And it’s not all that bad. Anyhow, there is some satisfaction in serving this dish and challenging people to guess the spices in it. Bet some money, they won’t get them all. For the more purist indian tasters among you, this is more a korma (or a pasanda) than a curry. But the terminology is lost in the whiteness of this dish.

Another view of the kitchen, with the fabled Neil. He took Stefan Hedvall’s place when he left, and since I don’t have any picture of Stefan’s, I’m proposing you his substitute. Neil was known to run from Wimbledon Park to Imperial College every day with a 50 liter rucksack full of stones on his back. He ran marathons every other day and woke up at 5 so that he could swim from 6:30 to 8. You might think he was crazy, but in fact he was just Scottish. The ripped T-shirt was his usual attire (shortly after the picture was taken, Neil was hired as a lecturer at Imperial College).

Here goes - for 8 people. You need:
  • 3 onions
  • 1 clove of garlic
  • 500g of cubed chicken breast
  • 500g of cubed lamb meat
  • fresh coriander
  • bay leaves
  • Madras curry powder
  • “ordinary” curry powder (whatever that means)
  • Curcuma ginger powder
  • ordinary ginger powder
  • cardamom seeds
  • cumin seeds
  • safron powder
  • crushed/powdered chillies
  • sunflower oil
  • a finely chopped aubergine
  • 600g of tomatoes
  • 50g peeled fresh almonds
  • 50g peeled fresh pistachio nuts
  • 50g peeled fresh cashew nuts (Italian: anacardi)
  • one glass of coconut milk
  • half a coconut
  • one tablespoon of honey
  • salt
  • milk
  • fresh whipping cream
  • full-fat greek yoghurt
You also need a blender to crush and liquefy things, and a large non-stick pan (I use a wok) to cook everything in. Chop the coriander and the garlic very finely. With the blender, liquefy the onions. Put some of the sunflower oil in the pan and fry the onions, garlic and half of the coriander (put the other half aside). Next, put all the meat and the (crushed) bay leaves in the pan and cook them with a high gas mark, stirring continuously, for at least 15 minutes. Add the salt to the meat. Next, add the chopped aubergine. Add oil if it is completely soaked up. Now, the spices. Add the curries, the gingers, the cardamom and cumin seeds and the chilli. Cut the tomatoes in chunks and put them in the pan. Stir and cook with a lower gas mark for a while. With the blender, make a mixture of almond, pistachio and cashew powder, and put it in the pan. Do the same with the coconut and add it with the coconut milk. From now on, when the dish becomes too dry, add a bit of milk and cream. Keep cooking and stirring with a low gas mark. Add the safron, stir, and then the yoghurt and honey. Stir and cook without allowing to reach boiling point. Prepare the basmati rice (with cumin seed) as a side dish in the meanwhile. Right before serving, add the rest of the coriander. To give you an idea, last time I made it, the blasted thing cooked for two hours altogether. You can also make it with king prawns (but cook them a lot less!) or just vegetables (peppers, aubergines, courgettes, more tomatoes).
You can complement this dish with a starter (a sauce) made with: 1/3 greek yoghurt, 1/3 cream, 1/3 milk all whipped together; a lot of chopped coriander; some Madras curry, some chopped garlic, liquefied onion and cumin seeds. The proper bread to use is called “papadum” (it’s also spelled “poppadom” sometimes).
Warning: to a truly indian person, these animals sound like blasphemy. These are “indian style” rather than indian dishes.
Perec mi ha invitato a questo meme ed ecco saziata la sua (e la vostra) curiosità.

Patente

Non ho la patente. Ma non solo, odio fare viaggi in macchina, anche brevi sopratutto se sono seduta a fianco del guidatore. Non so perchè ma mi parte un’incubo allucinogeno che mi proietta sul cofano con le gambe che penzolano. Divento anche un pericolo perchè comincio a cacciare urletti isterici o a gridare aggressivamente verso chi sorpassa/ fa manovre inconsulte/ attraversa in maniera selvaggia… Sono al punto che se il viaggio dura a lungo mi autosedo con la melatonina.

Brioches&bigiate

A 16 anni, in III superiore ho iniziato a bigiare allegramente e devo dire che in massima parte dipende dall’antipatica professoressa di chimica. Che poi io sono convinta che la chimica sia importante ora come ora ma come la proponeva quella donna proprio no. E allora con qualche compagna si prendeva il bus da Como a Lecco per raggiungere una pasticceria che faceva delle ottime brioches, due passi sul lago e poi si tornava a casa. Poi sfiga vuole che ci abbiano beccato in pieno e queste gite sono diventate pomeridiane.

Campagne anti-alcool

Ho fatto delle campagne anti-alcool. Oddio non pensate male, non è che avessi un problema vero! Ma uscendo in una compagnia numerosa era normale bere un po’ di più; allora qualche sera arrivavo ed esordivo con frasi tipo: “Io stasera sono in campagna anti-alcool. Chiaaaaaro?!”". A volte erano efficace si prolungava per settimane, altre anche meno di 2 ore.

Letture

Se potessi mi comprerei tantissimi libri ma le finanze da studentessa me lo impediscono; allora mi installo per ore nelle librerie a leggere gratis bei volumi di cucina e non. Luoghi d’elezione:
Milano: Feltrinelli in Duomo
Parigi: Gilbert Joseph in Boulevard St. Michel
Londra: una libreria a Soho ma il nome proprio non lo ricordo anche se ci vado ogni volta che sono a Londra!

Gratitudine

Il modo più bello che conosco per esprimere gratitudine, affetto e amore è preparare del cibo. Biscotti, torte, confetture, pranzi interi. Mentre cucino per una persona la penso sempre intensamente e credo che i miei pensieri si intreccino con gli ingredienti a formare, di volta in volta, un “piatto unico“.

Passo la palla a Lobelia, Franci, Comida, Beatrice e Francescav

Oggi con grande orgoglio sono lieta di presentare questo articolo di carattere storico-scientifico scritto da uno scienziato, che ha sviluppato un metodo innovativo per la conservazione delle ghirlande natalizie. Vi rendo partecipi in anteprima mondiale di questa tecnica avanzata.

Molti di voi sicuramente hanno sentito parlare di rinomate e noiose università come il “famoso” Politecnico di Parigi, o di altrettanto blasonati centri di ricerca come il CERN, il MIT e compagnia danzante, pochi di voi conoscono però(anzi credo nessuno) il celeberrimo CNMPLRSA (Comitato Nazionale Mucchese Per La Ricerca Scientifica Applicata). L’ente, al di là del nome decisamente poco catchy, nacque negli ultimi anni del XIX secolo per far sì che la città di Mucchopoli si accaparrasse l’Esposizione Universale prevista per il 1900 in modo da interrompere quell’oltraggioso isolamento imposto dall’esterno allo stato Bovino. La storia andò purtroppo diversamente e per motivi ancora decisamente oscuri l’esposizione fu assegnata a una cittadella della Francia.

Nonostante la cocente delusione il Comitato decise di portare avanti la sua opera di ricerca avanguardistica in campo scientifico e collezionò diversi succesi attribuiti per motivi di sicurezza a enti e personaggi di facciata, dall’Eurotunnel al Vasco De Gama Bridge senza dimenticare il Taipei 101 nel campo prettamente architettonico ma anche invenzioni di ampia diffusione come, per dirne una, il sintetizzatore.

Recentemente (era il 1987) il Comitato ha cominciato a lavorare su commissione anche per privati, in particolare nell’inverno 2005/2006 la proprietaria di questo blog e sua madre hanno richiesto l’assistenza di Much e degli scienziati Mucchesi per uno ’scottante’ problema correlato a una ghirlanda natalizia proveniente da Salisburgo.




Vista la bellezza e il prezzo di quest’ultima infatti tutti quanti rosicavano abbastanza all’idea di non poterla sfoggiare in faccia agli amati vicini per più di un misero avvento, così, vista la scarsità di idee proposte dalla sushika decisero di fare un ultimo tentativo con il Comitato. Questo dopo aver attentamente analizzato il problema e aver lungamente discusso tutte le alternative possibili (inclusa quella di andare ogni anno a Salisburgo di contrabbando a comprare una ghirlanda identica) optarono per la sperimentazione su ghirlanda della crioconservazione (ad oggi unico tentativo mai effettuato)… Fu un successo!



La Tecnologia Mucchese si dimostrò sufficientemente avanzata da garantire un’altro anno di supremazia nei confronti dei vicini e dei loro patetici “Babbi Natale Scalatori”, qui di seguito una delle poche foto del Leader che si bulla in prima persona del successo ottenuto.


L’eco di questa straordinaria impresa scientifica ha recentemente portato Much e i suoi più stretti collaboratori a tenere un convegno già definito seminale in Lapponia su “Criogenia e sviluppo sostenibile”.

Jacopo “Much Addicted” Bellasio


PS: Nonostante la perfetta conoscenza della lingua madre mucchese a differenza di alcuni post che vedrete nei giorni successivi mi sono sforzato di scrivere in italiano corrente per garantire una più ampia diffusione del Muggito Mucchese®.

PPS:Questo post ha subito numerosi aggiustamenti editoriali, presto ci saranno comunicazoni bovine libere da ogni condizionamento simil stalinista.

PPPS:non mi aspetto molti commenti, ma come si dice ‘…the elite will stand firm…’



Cosa significa il termine Halal?
Me lo sono domandato di recente e non ho saputo darmi una risposta esaustiva; sapevo solo che è legato a un metodo di macellazione della carne guidato dai precetti della religione islamica.
Halal che letteralmente indica “ciò che è permesso” dalla legge islamica shari’a in realtà assume un significato più esteso in lingua araba, si riferisce infatti non solo agli aspetti alimentari ma anche al comportamento, al linguaggio, agli abiti e in generale allo stile di vita che un buon musulmano dovrebbe tenere.
Nelle altre lingue il termine ha un significato più ristretto. È relativo infatti al metodo di macellazione che rende la carne “pura”, ovvero conforme alla legge alimentare della religione islamica.
Tutti gli animali, escluso il maiale che è considerato impuro, devono essere uccisi seguendo un rituale ben preciso. L’animale deve essere rivolto verso La Mecca, quindi deve essere invocato il nome di Allah pronunciando una formula religiosa. Infine viene inflitto un colpo mortale alla giugulare con un coltello affilato, in modo da risparmiare all’animale inutili sofferenze. Gola, trachea e giugulare vanno recise senza tranciare il midollo spinale poichè un taglio prematuro di esso provoca un arresto cardiaco e il conseguente ristagno del sangue nelle vene. Invece seguendo il metodo halal tutto il sangue viene fatto defluire e solo in seguito la testa viene separata dal corpo. Questo procedimento ha profonde motivazioni sanitarie; il sangue, ristagnando, permette infatti il proliferare di microrganismi nocivi. Il tema è trattato in varie sure del Corano.
Nella II sura chiamata Al-Baqara, giovenca, ci sono dei cenni.

173 In verità vi sono state vietate le bestie morte, il sangue, la carne di porco e quello su cui sia stato invocato altro nome che quello di Allah. E chi vi sarà costretto, senza desiderio o intenzione, non farà peccato. Allah è perdonatore, misericordioso.

Nella VI sura del Corano chiamata Al-An’âm , bestiame, se ne parla diffusamente.


142 e del bestiame da soma e da macello, mangiate di quello che Allah vi ha concesso per nutrirvi e non seguite le orme di Satana: egli è un vostro sicuro nemico.

145 Di’: « In quello che mi è stato rivelato non trovo altri interdetti a proposito del cibo, se non l’animale morto, il sangue effuso e la carne di porco - che è immonda - e ciò che, perversamente, è stato sacrificato ad altri che ad Allah». Quanto a chi vi fosse costretto, senza intenzione o ribellione, ebbene, il tuo Signore è perdonatore, misericordioso.

Ps: Grazie a Leo per la foto.



Ecco quello che c’era nel pacco della Compagnia del cavatappi arrivato qualche settimana fa. Purtroppo la foto era intrappolata in un pc che aveva dato le dimissioni e solo ora l’ho recuperata.

1. Artigiana conserviera-Insalata di mare: non mi ha entusiasmato, era gradevole il sapore ma il pesce a mio avviso non era particolarmente tenero e c’erano troppi surimi di granchio.
2 Artigiana conserviera-Lampascioni alla pugliese: non avevo mai assaggiato prima i lampascioni e devo dire che li ho trovati decisamente buoni, la punta di amaro era ben conpensata dal peperoncino.
3 Morelli- Novellame marinata: ovvero la stuzzichella, slurp! Davvero buonissima, hanno dovuto togliermi il vasetto con la forza ;-) 4 I taralli al finocchio: buoni, decisamente freschi e croccanti.
5 Caroli- Orecchiette secche Attendono di esser testate, con cime di rapa e ricotta
I funghi cardoncelli alla pugliese non sono stati coprotagonisti del reportage fotografico perchè sono finiti prima, il che mi pare decisamente indicativo della loro bontà; la birra Menabrea non penso necessiti di recensioni, vero?