Non amo le insalate composte da sole foglie verdi, non riesco praticamente e mangiarle. Mi provocano sotto i denti una sensazione spiacevole che mi fa venire i brividi, come se sentissi graffiare sul vetro. E lo so, sono un po’ particolare. La soluzione e` semplice, mescolo le foglie di insalata con altri tipi di verdura o altri ingredienti che abbiano una consistenza diversa in modo da contrastare l’effetto sgradito e creare un equilibrio adatto ai miei gusti. Dopo la fase mela e noci e` seguita la fase avocado e salmone affumicato e da qualche tempo sono entrata nella nuova fase granella di girasole© e germogli. La granella di girasole, nome troppo bello per non metterci il copyright, :) e` semplicemente un mix di pinoli (pochi) e semi di zucca (tanti) saltati in padella per pochi minuti e poi tritati che trovo si sposi benissimo nell’insieme, a maggior ragione se nel condimento si mette un pochino di olio di nocciole. Le patate sono una passione sin dall’infanzia, soprattutto bollite e condite con olio, aceto e prezzemolo e sembrera` assurdo ma le mangio molto volentieri con le verdure crude di qualunque tipo. Qui sono valorizzate dallo stupendo sale al matcha, che posto sul tuorlo d’uovo e` qualcosa di incredibile, Eric Gower docet.
L’uovo e` un altro alimento che credo sia scritto nel mio dna che mi debba piacere, del resto mia nonna ha avuto il pollaio fino a una decina di anni fa e mia mamma fino ad allora ha mangiato quasi esclusivamente uova di quel pollaio,che potete ben immaginare fossero assolutamente deliziose. Io non potevo certo non essere un’ amante delle uova, o delle galline che le forniscono. Nel senso che ricordo con molto affetto dei pomeriggi, mooolto lontani, ci tengo a precisarlo, trascorsi inseguendo le galline con la canna dell’acqua aperta. Ci divertivamo un sacco (?), io con gli stivaletti della pioggia e la mantellina rosa impugnavo la canna e loro, beh, scappavano correndo nel pollaio, emettendo dei coccodè acuti e isterici.
Ho scritto a ruota libera tutto questo sproloquio qui sopra per presentare un’insalata con le uova ; che sia questa la mia madeleine?!



Feta, lamponi e l’aceto balsamico a rendere armonioso il tutto. Idea germogliata probabilmente al marchè d’Aligre mentre mi pesavano la feta alla drogheria greca e io indugiavo con lo sguardo su un banchetto pieno di cestini di lamponi, che intravedevo in lontananza. Ho impiegato qualche giorno per formalizzarle ma non escludo di indagare questo accostamento anche in altre preparazioni. Nel giro di una settimana queste frittatine sono state testate da più di un palato raffinato, sempre con esito positivo. Ora mi manca un nome evocativo, che proprio non si trova. O mi devo rassegnare a questo titolo didascalico?

lamponi 30 g
feta 40 g
aceto balsamico un cucchiaino
uova 2
olio evo
fior di sale
valeriana

Lavate i lamponi, asciugateli e tagliateli con il coltello in quarti. Schiacciate la feta con la forchetta. Sbattete le uova con l’aceto balsamico e un pizzico di sale. quindi unitevi i lamponi e la feta. Scaldate una padella unta con poco olio a forte calore e ponetevi la pastella a cucchiaiate ben distanziate. Diminuite il fuoco e dopo 1 minuto giratele per farle cuocere dall’altro lato.
Per fare le fritattine a forma di cuore ungete i tagliapasta dei biscotti e poneteli nella pentola calda, mettete la pastella nei coppapasta e cuocete come spiegato sopra. Al momento di girare le frittatine, tenete con le pinze il coppapasta e dando un leggero movimento la frittatina si staccherà; diversamente aiutatevi con un coltellino da frutta e procede a cuocere dall’altro lato.
Servitele fredde o intiepidite al forno con un’insalata di valeriana, guarnita da qualche lampone e condita con olio, aceto balsamico e fior di sale.





Oggi titolo lungo e spero altisonante, visto che ieri Maricler mi ha fatto notare che non mi so vendere ;) Comumque io adoro la polenta, ve lo devo dire. Solo che tradizionalmente in casa mia era legata a grandi brasati. Invece a me piace proprio lei, cosi` gialla e rassicurante nella sua presenza morbida ma soda. Così questo piatto è venuto fuori praticamente da solo, principalmente dalla voglia di polenta, che per una volta mi ha assalito a Lipomo dove ci sono non 1 ma 2 paioli elettrici. Si perchè c’è ancora qualcuno che ricorda una vacanza in Croazia con la sottoscritta che si lamentava dell’ assenza di venditori ambulanti di polenta; idem a Rio. Appena venuta via da Rio chiaramente desideravo il churrasco. E quando NON sono a Parigi ho voglia di ostriche.
Ma non sono capricciosa, solo golosa in versione random e, gastronomicamente parlando, instabile.



Polenta taragna

farina 500 g (mix di farina di mais e farina di grano saraceno)
olio un cucchiaino
sale una presa
acqua 3 litri circa

Portate l’acqua ad ebollizione nel paiolo elettrico con l’olio. Unite il sale, quindi la farina mescolando con la frusta per non creare grumi. Agganciate il “braccio che gira” (se qualcuno sa il suo nome vero me lo dica!) e cuocete per 90 minuti circa.

porcini 300 g
brodo di pollo 500 ml
scalogni 2
patata 1
panna 50 ml opzionale
burro 30 g
uova 4
aceto bianco
lardo 4 fette

Saltate gli scalogni tritati nel burro facendoli appassire bene senza bruciarli. Unite i porcini a pezzetti e il brodo bollente. Cuocete per 15-20 minuti in modo che i funghi siano morbidi. In un’altra pentola bollite la patata sbucciata e tagliata a pezzi. A questo punto frullate i funghi con la patata per ottenere una crema, tenendo da parte una dozzina di pezzetti di porcino per decorare. Tenetela in caldo. Volendo potete porla ancora sul fuoco e unire la panna. Io non l’ho fatto ed era comunque molto cremosa.
Portate ad ebollizione 500 ml di acqua a cui aggiungerete qualche cucchiaio di aceto bianco. Rompete un uovo in una ciotola e versatelo nella pentola; aiutandovi con un cucchiaio racchiudete l’albume intorno al tuorlo. Dopo 2 minuti scolatelo con un mestolo forato e avvolgetegli intorno una fettina di lardo.



Costruzione del piatto
Prendete un generoso mestolo di polenta e ponetelo nel piatto. Scavate una conchetta
con un cucchiaio. Versate la crema di funghi a lato e decorate con i pezzetti di fungo. Deponete delicatamente l’uovo in camicia di lardo nella conchetta. Spolverate con del prezzemolo tritato. Servite.



Direttamente dal menù di pesce:

Tris di frittatine con granchio, salmone e gamberi



Velocissime ma molto gustose. Sbattete le uova e mescolatele con pochissima acqua, sale e pepe. Scaldate una padella antiaderente e ungetela con poco olio. Disponete le uova sbattute a cucchiaiate, fino ad esaurimento delle stesse. Dovreste ottenere 4 frittatine a testa. Abbiate cura di formare anche delle strisce di frittata, una per commensale. Queste è meglio se le fate per ultime perchè dovete farcirle con una striscia di salmone affumicato e arrotolarle ancora calde per fare dei rotolini in modo che restino “in forma”. Ponetele in centro ai piatti di servizio. Fate raffreddare le altre ben distese, ponendole anche esse nei piatti. Preparate i condimenti.
Mescolate la polpa di granchio con un peperoncino rosso fresco tritato, il succo di un lime, lo zucchero di canna, il coriandolo tritato, olio, sale e pepe. Ponetelo a cucchiaiate su metà delle fritattine.
Tagliate a metà i gamberi e poneteli sulle frittatine rimanenti, rifiniteli con salsa di soya. Irrorate i rotolini di salmone e frittata con un goccio di panna e decorateli con un rametto di aneto.

uova 4
salmone affumicato un fetta
polpa di granchio un scatola sgocciolata (tenetene da parte un cucchiaio scarso per l’insalata)
gamberi 4 (tenete da parte le teste per il dressing dell’insalata)
peperoncino rosso fresco uno
coriandolo 15 g
avocado maturo metà
zucchero di canna un cucchiaino
succo di mezzo lime
olio un cucchiaio
panna q.b
aneto qualche rametto






Perfette per un brunch, queste frittatine giallo-arancio si faranno notare subito per il loro gusto dolce-speziato. Il broccolo diventa più chic con il cumino che dona una nota indian style. Insieme vanno a braccetto che è una meraviglia. Il composto è per 16-18 fritattine.

patate dolci 350 g
scalogni 2
uova 3
acqua 3 cucchiai
curry 1/2 cucchiaino
aneto fresco tritato 1 cucchiaio
sale
pepe
olio evo
aceto balsamico
cumino 1 cucchiaino
un broccoletto verde

Frittatine alle patate dolci

Fate bollire le patate dolci con la buccia fino a quando sono cotte. Sbucciatele e tenetene da parte qualche fetta, schiacciate il resto con la forchetta e unite le uova sbattute, l’aneto, il curry, l’acqua e un pizzico di sale e pepe. Fate soffriggere gli scalogni tritati in poco olio. Quando sono appassiti uniteli al composto per la frittata e mescolate bene. Ungete appena la padella che avevate usato per gli scalogni e cuocete il composto a cucchiaiate formando delle frittatine che vi sarà facile girare con una spatola. Tenetele in caldo.

Broccoletti al cumino

Tagliate le cimette dal broccolo e cuocetele nel forno a microonde con poca acqua per 4 minuti. Scolateli dall’acqua e saltateli in una padella unta con il cumino per qualche minuto ancora. Teneteli in caldo.

Costruzione del piatto

Posizionate in bel modo le cimette di broccolo, ponetevi a fianco le frittattine e ultimate con un un fetta di patata dolce condita con aceto balsamico.



Queste lettere sono tratte dalla relazione epistolare che si tiene regolarmente tra Chiaraneve e la Fata Ingrassata.

Cara Chiaraneve,
fare la nutrizionista in un pollaio è un lavoro molto soddisfacente; sto migliorando il mio pollacchiese parlando con le galline dei loro problemi di cuore e cercando di placare i litigi tra le oche. Fare la baby-sitter ai pulcini , poi, si sta rivelando molto divertente e anche loro si sono affezionati: mi chiamano tutti zia. L’unico problema è che qui mi pagano in natura e io dopo aver mangiato uova sode, in frittata, alla coque, all’occhio di bue e in camicia non ne posso più. Per fortuna che ogni tanto mi mandi tu dei biscottini e delle torte, io per la cucina sono negata lo sai! Quindi mi consigli come usare le uova, per favore? Deve essere un piatto verduroso, c’è l’orto nei pressi del pollaio, e di quel tipo confortevole, che mi scaldi il cuore nelle sere malinconiche in cui guardo la luna in compagni del Pipistrello Tenebrello.

Ps Non dirlo a nessuno, ma tra un po’ scappo qualche giorno e ti vengo a trovare!

Tanti baci di dama. Tua Fata Ingrassata

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Cara Fata Ingrassata,
sono contenta per il tuo impiego. Che bello avere tutte quelle uova fresche a disposizione. E poi i pulcini devono essere proprio teneri : sono così morbidi e gialli! Ti mando questa ricetta al volo nel senso che faccio un aeroplanino di carta e l’affido al vento: dovrebbe arrivarti entro sera se continua così, almeno la provi per cena.

La ricetta è per due ma io lo so che tu te la mangi da sola, ghiotta come sei.
Allora ti occorrono questi ingredienti (tutti, mi raccomando!):

zucchine 2
uovo 1
parmigiano gratuggiato 2 cucchiai
erbe aromatiche tritate un cucchiaio
brodo vegetale 3/4 di litro
pasta da minetra 50 g
cannella in polvere la punta di un cuccchiaino
olio extravergine di oliva un cucchiaio

Taglia le zucchine a fette e falle rosolare nell’olio insaporendo con la cannella; non distrarti in un romanzo o contando le stelle, rischi che si brucino e poi é questione di pochi minuti. La cannella darà un sapore particolare al piatto che sono sicura ti piacerà. Quando sono colorite aggiungi il brodo bollente, e lascia cuocere lentamente finchè le zucchine sono tenere. Quando mancano cinque minuti alla fine della cottura butta la pasta e e dai una mescolata. Intanto sbatti l’uovo con il parmigiano e le erbe tritate. Quando le zucchine sono tenere e la pasta pronta regola di sale e aggiungi il composto di uova. Mangiala subito, senza scottarti la lingua però. ;-)
Io e gli utensilini ti aspettiamo.
Tanti biscotti anche a te. Tua Chiaraneve.







Ve lo ricordate il capponmagro? Questa è la versione easy che mi è venuta in mente mentre sbirciavo i prodotti San Lorenzo. Grazie al progetto “Pensa una ricetta” mi sono stati recapitati a casa tutti i succulenti prodotti che avevo richiesto, et voilá il risultato è qui da vedere. Una nota sull’insalata di mare: si scioglie in bocca.

Ingredienti per 6 persone:

una confezione di antipasto di mare in olio di oliva San Lorenzo
una confezione di filetti di ricciola in olio di oliva San Lorenzo
una confezione di bagnetto verde San Lorenzo
una confezione di carpaccio di funghi porcini in olio di oliva San Lorenzo
6 carciofini alla brace in olio di oliva San Lorenzo
250 g patate
250 g carote
una barbabietola già cotta
6 uova di quaglia
6 cracker tondi
bottarga di muggine San lorenzo
aceto di vino Chianti San Lorenzo
oilo extravergine di oliva

Fate bollire le patate e le carote separatamente. Rassodate le uova di quaglia. Riducete in purea un quarto della barbabietola e passatela al colino per avere il succo. Quando le uova sono tiepide picchiettatene con il dorso di un cucchiaino il guscio e fatele raffreddare completamente nel succo di barbabietola. Preparate una vinaigrette con 4 cucchiai di olio, 2 di aceto e un pizzico di sale. Tagliate a fettine la barbabietola, le patate e le carote e conditele separatamente con la vinaigrette. Ponete un cracker nel piatto in cui poi servirete e conditelo con un cucchiaino scarso di vinaigrette e delle scaglie di bottarga, poi appoggiatevi sopra il coppapasta e fate uno strato sottile di carote, insaporite con un velo di bagnetto verde e premete leggermente con un cucchiaio poi proseguite con uno strato di ricciola, di barbabietola, di patate e di carpaccio di funghi porcini; sempre insaporendo ogni strato con il bagnetto verde e schiacciando leggermente con il cucchiaio. A questo punto sfilate con delicatezza il coppapasta e ponete al centro del piccolo capponmagro un carciofino alla brace, a cui avrete tagliato la base per dare maggior stabilità e decorate quest’ultimo con un uovo di quaglia agghindato con una scaglia di bottarga. Realizzate così gli altri cinque capponmagro; prima di servire deponete intorno a ciascuno qualche pezzo di antipasto di mare misto.





Questa è una ricetta dell’infanzia, mia madre in primavera e in estate la faceva spesso quando ero piccola; poi non l’ha più proposta; questo contorno ha subito la moda. E ora che sono a casa mi è tornato in mente questo sapore che per me è vintage come certi accessori datati che sono ancora stuzzicanti e &agrave la page.

Per due persone
Finocchi 2-3
uovo uno
olive nere una dozzina
acciughe sott’olio 2
prezzemolo tritato un cucchiaino
olio di oliva dal sapore deciso, toscano, due cucchiai
aceto di vino un cucchiaio

Pulite i finocchi e fateli bollire per 15 minuti, scolateli e fateli raffreddare. Rassodate l’uovo. Tritate le olive con le acciughe e il prezzemolo poi mescolateli con l’olio e l’aceto e stemperate dentro il tuorlo. Condite i finocchi con questa vinaigrette e decorate con l’albume finemente tritato. Lasciatelo in frigorifero un’ora circa e poi servite.