May 15th, 2008 by Kja | 26 Comments »

Il Brownie, o la brownie, che dir si voglia, è un dolce che mi piace tantissimo fare, ma che di fatto avrò assaggiato una volta in vita mia. Sono pochi i dolci al cioccolato che apprezzo davvero, tendenzialmente sono al cucchiaio e comunque arricchiti con della frutta che ne bilanci il sapore. Ma fare un brownie, soprattutto per 12-14 persone è un vero piacere dei sensi: tagliando il cioccolato al coltello si svelano delle venature chiare di burro di cacao e si produce un suono secco, inconfondibile. Il profumo di cioccolato comincia a diffondersi, timidamente. Poi sciogliendo dolcemente il burro e le scagliette di cioccolato la cucina si inonda letteralmente del profumo di cioccolato e lì sì che devo davvero resistere alla tentazione di rubarne un mestolino dove intingere un fragola matura
Brownies allo zucchero di canna
per 12-14 persone
cioccolato fondente spezzettato 700 g
burro 500 g
uova 6
zucchero di canna 500 g
farina 120 g
lievito per dolci in polvere 2 cucchiaini
sale 1/ 2 cucchiaino
Fateli sciogliere a bagnomaria il burro e il cioccolato. Sbattete le uova e lo zucchero con le fruste elettriche finché otterrete un composto chiaro e spumoso: incorporatevi il mix di cioccolato tiepido, e la farina setacciata con il lievito per dolci e il sale. Versate quindi il composto ottenuto in una teglia foderata con carta da forno e cuocete in forno già caldo a 180 per 40 minuti: sfornate il dolce, lasciatelo riposare per mezz’ora, e tagliatelo in quadrotti. Cospargete di zucchero a velo prima di servire.
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Nov 14th, 2007 by Kja | 15 Comments »
Questa crostata desideravo farla dal primo momento in cui sono salita sull’areo per New York. Strano? No, per niente. Appena preso posto sul mio sedile avevo iniziato a sfogliare il numero corrente di Gourmet (acquistato in Italia per 9 euro quando negli Stati Uniti costa 5 $, ma fa niente) e in uno splendido servizio sulla cucina marocchina avevo addocchiato questa ricetta. Poi per un motivo o per l’altro (tra cui il buon senso di capire che le arance a luglio non sono un’ottima idea) ho sempre rimandato. Sono infine riuscita a fare questa crostata una domenica soleggiata di un paio di settimane fa. Mi sono svegliata con il pensiero fisso di iniziare, un po’ perplessa da questa pasta il cui procedimento mi pareva strambo. Per non parlare delle imprecisioni nel testo: ingredienti presenti nella lista e che si sono poi rivelati essere assenti nel procedimento. Poi un pizzico di fortuna e il già citato buon senso mi hanno permesso di realizzare questa crostata, profumata di fichi e cannella, e resa ancora più golosa dalla panna al cardamomo e dalle arance. Inutile aggiungere che il tè alla menta la magnifica. Io l’ho fatto in maniera improvvisata ma si potrebbe chiedere ad Acilia il modo più indicato per preparlo. Ho utilizzato la teiera laccata di blu che vedete nella foto. Ce ne sono due uguali in casa, le ha portate mio padre da un viaggio fatto in Algeria poco più di una dozzina di anni fa. Ricordo di averle amate sin dal primo momento, mentre le svolgevo dalla carta giallognola che le imballava e cominciavo ad intravederne il colore. Per anni le ho ammirate, poste dov’erano su un mobile in cucina ma chissà perchè ho dovuto attendere di sentire il profumo di questa crostata per decidere di prendere il tè con una di queste piccole teiere blu.
Crostata di fichi e sesamo con panna al cardamomo e arance
Per la pasta
farina 375 g
zucchero 125 g
sale 1/4 di cucchiaino
burro 90 g
tuorli 4
panna 2-3 cucchiai
sesamo 1 cucchiaino
Per il ripieno
fichi secchi 250 g
acqua 125 g
zucchero 3 cucchiai
cannella 3/4 di cucchiaino
sesamo 3 cucchiai
acqua di fiori di arancio 1 cucchiaio
Per la decorazione
panna 1 cucchiaio
tuorlo 1
sesamo 1 cucchiaino
Per la panna
cardamomo 4 bacche
panna fresca 4 dl
zucchero
arance 6-8
Frullate insieme farina, sale e zucchero, unite il burro ancora freddo di frigorifero e frullate fino a quando il composto ha una consistenza farinosa. Unite i tuorli e frullate per 2-3 minuti, quindi unite la panna poco alla volta in modo da ottenere una pasta soda ma lavorabile. Tirate due dischi di pasta usando rispettivamente 1/3 e 2/3 di pasta, copriteli con la pellicola e poneteli in frigorifero per un’ora.
Tritate i fichi e cuoceteli con l’acqua, lo zucchero e la cannella per 3 minuti, il composto deve essere umido ma denso. Unite i semi di sesamo e continuate la cottura per 1 minuto. Levate dal fuoco e aromatizzate con l’acqua di fiori di arancio, mescolate e fate raffreddare.
Preriscaldate il forno a 180 gradi. Tirate fuori dal frigorifero i dischi di pasta. Foderate la piastra del forno con la carta da forno. Stendete il disco di pasta più grande piuttosto sottile, quindi fatelo aderire al cerchio da pasticceria (24-26 cm) posato sulla teglia foderata di carta da forno, se non l’avete usate uno stampo da crostata. Farcite con il ripieno, freddo, quindi coprite con l’altro disco. Eliminate l’eccesso di pasta. Sbattete il tuorlo e la panna con una forchetta, spennellate la torta e raffreddate la torta in frigorifero per 3 minuti circa, il tuorlo si deve un pochino seccare. Ripetete l’operazione. Decorate la torta disegnando un semplice motivo con un coltello affilato, spolverate con i semi di sesamo. Infornate la torta per 30-35 minuti, deve essere ben dorata. Sfornatela e fatela raffreddare su una gratella per dolci.
Aromatizzate la panna per almeno 2 ore con i semi di cardamomo pestati. Al momento di servire filtrate e montate la panna con zucchero a piacere. Pelate le arance al vivo e tagliatele a pezzetti.
Servite la torta con la panna, le arance e magari un tè alla menta.
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Oct 25th, 2007 by Kja | 23 Comments »

Da quanto tempo non facevo un dolce?! Non me lo ricordo. Due settimane fa avevo preso in una merenda pomeridiana da Zen Zoo un fetta di
japanese style cheesecake al
matcha e avevo assaggiato anche quello al
kumquat scelto da Silvia. Il mio di matcha non ne aveva molto, si sentiva appena una scia del suo inconfondibile sapore, mentre quello al kumquat mi sembrava decisamente buono, con un sapore agrumato che definirei frizzante. Avevo quindi il chiodo fisso di fare un cheesecake in stile giapponese, preferibilmente con il
kumquat. Poi ovviamente i kumquat che avevo sempre snobbato dal fruttivendolo sono scomparsi e io ho finito il matcha.
Sgrunf. Non mi sono data per vinta e gli aromi esotici sono stati sostituiti con una comunissima buccia di limone. Beh, per fortuna. Questo cheesecake e` davvero buono. Soffice, appena umido, e il sapore di formaggio, contrariamente a quello mangiato da Zen Zoo non domina affatto, ma si integra armoniosamente con gli altri sapori. Adesso non vedo l’ora di provarlo con il matcha e con il kumquat e, eresia, vorrei usarlo come basa salata omettendo lo zucchero, ma ci sto ancora lavorando
Cheesecake giapponese
formaggio tipo philadelphia 150 g
burro 50 g
uova 3
zucchero 80 g
farina 40 g
latte 50 ml
succo di limone un cucchiaino
la buccia grattugiata di un limone
Ponete il burro e il formaggio a temperatura ambiente in una ciotola. Mescolateli bene, quando avrete una crema densa ma liscia unite il latte, i tuorli, il succo e la scorza di limome, senza smettere di mescolare. Incorporate la farina setacciata. Montate a neve ferma gli albumi e lo zucchero e incorporateli delicatamente al composto. Versate l’impasto in una tortiera di 22 cm di diametro foderata di carta oleata, quindi ponete la tortiera in una teglia da forno riempita di acqua calda e cuocete in forno caldo a 150 gradi per 55 minuti. Sfornate su una gratella per dolci.
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Jan 13th, 2007 by Kja | 10 Comments »

Cosa c’è di più semplice e buono di una torta di mele calda? Questa torta la facevo con successo anche quando ero alle primissime armi in cucina e mi veniva sempre buona. Ora mi capita di snobbarla in favore di piatti più esotici e particolari, ma poi succede che mi viene proprio voglia di questa torta, che non mi delude mai. Ora sono diventata anche disinvolta con la farina, e ho scoperto che metterne una parte integrale o di segale dona molto. E poi la salsina che metto sopra all’inizio era semplice confettura, ora faccio dei mix con il miele e più raramente con la crema pasticcera.
Qualche giorno fa
Ape ha proposto il suo
meme, e penso che questa torta sia per me quello che per lei significano le polpette: un piatto che con qualunque variante viene sempre bene perchè te lo senti dentro.

burro 125 g
zucchero 125 g
la scorza gratuggiata di un limone
uova 3
farina 200 g ( di cui a piacere 50 g di segale a piacere)
lievito un cucchiaino
latte 2 cucchiai
4 mele
miele d’arancia 2 cucchiai
marmellata 2 cucchiai (io ho usato quella di prugne)
mandorle intere non pelate 12
Battete bene a spuma il burro morbido con lo zucchero. Unite la buccia di limone e le uova. Setacciate la farina, eventualmente mista e il lievito, uniteli al resto con il latte. Versate in una tortiera foderata di carta da forno.
Lavate e sbucciate le mele e tagliale in quarti, disponele fitte fitte sulll’impasto morbido. Infornate a 180 gradi per 45 minuti.
Sforanatela e lascialatela raffreddare per qualche minuto. Intanto sciogliete miele e marmellata in un pentolino e tritate le mandorle al coltello. Spennellate la torta con il misto di marmellata e miele caldo e le mandorle.

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Dec 1st, 2006 by Kja | 12 Comments »

Le lenticchie di Castelluccio sono talmente dolci e delicate da prestarsi per un dessert? Assolutamente si. L’alto tasso di gradimento che ha ottenuto questa torta ne è la prova. Assaggiatela e fatemi sapere, ha tutte la carte in regola per diventare un’ alternativa della classica crostata ricotta e cioccolato. I maialini sono un’indizio per un osservatore attento che prima di gustarla indovinerà il pregiato aroma di tartufo contenuto nella torta.
pasta frolla 300 g
lenticchie di Castelluccio 250 g
ricotta 500 g
limoni non trattati 2
cannella 4 stecche
zucchero 100 g
uova 1
olio al tartufo un cucchiaino
latte 3/4 di litro (indicativo)
Ponete le lenticchie in una ciotola con due stecche di cannella e la buccia di un limone. Coprite di latte, non usatelo tutto, devono essere coperte. Lasciatele così per una notte intera.
L’indomani preparate la pasta frolla, sono certa che ciascuno ha la sua ricetta cui è affezionato. Mentre riposa fate cuocere le lenticchie per 30 minuti aggiungendo altro latte in modo che siano coperte un dito e mettendo il resto degli aromi. Lasciatele raffreddare bene. Stendete la pasta frolla e ponetela in una tortiera foderata di carta da forno. Lavorate la ricotta con l’olio al tartufo, il tuorlo e lo zucchero. Unitevi le lenticchie e alla fine l’albume montato a neve, delicatamente. Versate il ripieno sulla pasta e decorate la superficie con i ritagli. Io ho fatto dei maialini perchè so che alcuni vengono allevati per trovare i prelibati tartufi di cui si sente l’aroma in questa torta. Cuocete in forno caldo a 180 gradi per 45 minuti.

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Sep 22nd, 2006 by Kja | 13 Comments »

Alzi la mano chi toglie i canditi dal panettone a Natale. Secondo me siamo in tanti. Perchè non ti mangi il pandoro allora?! Perchè appartengo a quella minoranza etnica che adora le uvette, naturalmente. Ah, la birra tra l’altro , salvo rarissime eccezioni, non la tollero davvero. Ma la presenza cospicua di uvetta prevista dalla ricetta, mi ha indotto ad allargare le mie visioni sulla birra che secondo me continua a sapere di pxxx; ma in questa torta ci sta proprio bene. i canditi no, quelli non li ho messi: tutto ha un limite. Quindi tirando le conclusioni di questo flusso di pensieri sconclusionato, questa torta è adatta per le seguenti categorie di persone:
- quelle che amano la birra
- quelle che amano le uvette alla follia
- quelle che non amano i canditi ma amano le uvette
- quelle che amano la birra, i canditi e le uvette
- quelle che non amano la birra ma amano le uvette
- quelle che amano i canditi
- quelle che amano le uvette ragionevolmente
- quelle che non amano i canditi ma amano la birra
- quelle che non amano la birra ma amano i canditi e non disdegnano le uvette
Sono certa che tutti rientrate in una o più delle categorie citate; quindi dovete provarla assolutamente. Ne vale la pena.
farina 220 g
burro 110 g
uvetta 200 g
canditi di cedro e arancia 50 g (facoltativo)
uova due
la scorza di un limone
zucchero di canna 150 g
cannella, noce moscata , zenzero un pizzico ciascuno
birra guinnes 1,5 dl
bicarbonato di soda mezzo cucchiaino
Sfregate tra le mani il burro morbido a fiocchi e la farina fino ad ottenere un impasto bricioloso. Aggiugete le uvette, i canditi se volete, la scorza di limone gratuggiata, lo zucchero e le spezie. Scaldate in un pentolino la birra a fuoco lento; fuori dal fuoco unite il bicarbonato e lasciate intiepidire. Aggiungete alla birra le uova sbattute appena, quindi versate il composto sulla miscela di farina e mescolate per 5 minuti fino a quando avrete un impasto omogeneo. Imburrate e infarinate 12 stampini o uno stampo a cerniera di 18 cm ; versatevi il composto e cuocete a 180 gradi. I dolcetti saranno pronti in 25 minuti; la torta in 45.
Quando sono ben freddi avvolgeteli in pellicola per alimenti e aspettate fino al giorno successivo prima di mangiarli.

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Sep 18th, 2006 by Kja | 20 Comments »

Certo di questi tempi mangiare i latticini e i formaggi in particolare non è politically correct, ma a me piacciono proprio tanto… Che ci posso fare? Questi budini sono davvero versaatili: serviti con la torta chiudono il pasto in modo inedito; con focaccine e qualche foglia di crescione fungono da antipasto.
Tarte tatin al profumo di alloro
mele granny smith 800 g
pasta sfoglia un rotolo pronto
alloro 5-6 foglie
cannella un pezzo di 3 cm
zucchero 50 g
burro
20 g
Sbucciate e tagliate a fettine le mele, cuocetele in padella con il burro, l’alloro, la cannella; infine aggiungete lo zucchero e spegnete il fuoco. Eliminate gli aromi dalle mele. Foderate uno stampo a cerniera di carta da forno, distribuite uniformemente le mele sul fondo, quindi coprite con la pasta stesa facendola aderire bene. Cuocete per 20 minuti in forno caldo a 200 gradi. Quando la torta è pronta rovesciatela su un piatto di portata.
Budini di formaggio
gelatina in fogli 7,5 gr
panna 1 dl
robiola 100 gr
ricotta di pecora 100 g
gorgonzola piccante stagionato 40 gr
Ammorbidite la gelatina in acqua fredda per 5 minuti. Nel frattempo fate bollire al minimo la panna, unitevi il gorgonzola a pezzetti e fatelo sciogliere. Quindi filtratelo per eliminare la parti blu e rimettetelo sul fuoco al minimo. Aggiungete la gelatina strizzata e spegnete il fuoco. Mettete il composto nel mixer con la robiola e la ricotta di pecora. Foderate 6 tazzine da caffè con carta da forno e porzionate la crema. Trasferite in frigorifero per almeno 5 ore.
Servite i budini di formaggio con una fetta di Tarte tatin, un cucchiaino di chutney di cipolle e una fetta di gorgonzola dolce a piacere.
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Sep 7th, 2006 by Kja | 2 Comments »

Prima di lasciare la Liguria settimana scorsa, sono andata dal contadino di fiducia a comprare un po’ di verdura e basilico da portare a casa: totale 20 kg tra pesche succose, piccoli cetrioli croccanti, pomodori dal profumo inebriante, e poi cipolle, limoni ma soprattutto le famose
zucchine trombetta che adoro per la loro dolcezza. Questa qualità zuccherina unita alla caratteristica sodezza della polpa rende questo tipo di zucchina particolarmente adeguata per confezionare dolci desueti. Questa torta di zucchine ed erbe è perfetta con un the nero al profumo di vaniglia e limone. Da gustare a merenda approfittando di una giornata fresca, magari appena ventilata.
La ricetta è di Teresa, una mia amica che ringrazio.
zucchine trombetta 800 g
farina 300 g
uova 3
zucchero 240 g
lievito 1/2 bustina
latte 100 ml
olio extra vergine ligure 100 ml
un trito abbondante di timo, maggiorana, menta e basilico
la buccia gratuggiata di un limone
cannella mezzo cucchiaino
Accendete il forno a 180 gradi. Inumidite un foglio di carta da forno e foderatevi uno stampo a cerniera.
Per il caramello
Fate sciogliere la metà dello zucchero in un padellino dal fondo spesso; girando spesso e rompendo eventuali grumi con il dorso del cucchiaio; quando prende un bel colore ambrato unite 100 ml di acqua in tre volte, sempre mescolando. Versate il caramello sulla tortiera foderata e lasciate raffreddare.
Tagliate a fettine una parte delle zucchine e disponetele sul caramello in modo da coprire la superficie della tortiera, tritate le altre e tenetele da parte. Montate le uova con lo zucchero rimanente, aggiungete a filo il latte, l’olio,
le erbe e la buccia di limone tritate, la cannella, le zucchine tritate ed infine la farina setacciata con il lievito. Se l’impasto non fosse sufficientemente morbido aggiungete altro latte o olio a piacere. Cuocete a 180 gradi per 50 minuti. Quando la torta è raffreddata rivoltatela sul piatto di portata.
È ancora più profumata se viene servita il giorno dopo.


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Sep 2nd, 2006 by Kja | 12 Comments »

Questa torta è tratta da “Cioccolato!” di Trish Deseine (Guido Tommasi Ed.) e ha solleticato l’appetito di più di un foodblogger finora. Del resto è facilissima, velocissima e piace proprio a tutti, intolleranze alimentari permettendo naturalmente. L’ultima volta che l’ho realizzata tuttavia il forno in questione aveva il termostato impazzito si è scoperto poi; ma prima di quel poi mi sono trovata con una torta bruttina e bruciacchiata e un invito a cena. Ispirata da un peperoncino, una cima di basilico in fiore e poco altro ho fatto una decoro in puro stile
Art Nouveau e la torta ha riscosso grande successo anche prima di essere mangiata. Qualcuno ha detto che era kitsch; magari interessa a Moschino.
cioccolato fondente 250 g
burro 200 g
zucchero 200 g
uova 5
farina un cucchiaio
Fate fondere a bagnomaria burro e cioccolato. Aggiungete lo zucchero al composto e poi, una alla volta, le uova, quindi la farina. Versate il tutto in una tortiera imburrata e infarinata e cuocete in forno a 180 gradi per 35 minuti.

Si vede che ho nostalgia di Ipanema?
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