



È il regno degli alberi da frutto: palme appesantite da enormi cespi di banane, banana prata precisa gentilmente seu Paulo; altre invece adorne di una collana di cocchi verdi in miniatura e poi ancora il pé de mamão, un tipo di papaya che regala frutti che possono raggiungere il peso di un chilogrammo o piú ciascuno. Ci sono anche limoni dal colore aranciato, e arance verdi ancora acerbe che saranno pronte in ottobre mi dicono; eppure, anche se leggermente asprigne, sono buonissime anche ora.

curiositá: pé significa piede, ma anche pianta.

un cespo di banana prata

uno dei gatti sotto la palma da cocco

i limoni…Arancioni!
Camminando per il podere ci imbattiamo in un paio di lavoranti: sbucciano abilmente con il machete le canne da zucchero, privandole delle foglie e delle estremità; quindi le riducono in pezzi di 40-50 cm per poi estrarne il succo con un attrezzo ad hoc.

Sbucciatura

Prima spremitura

Seconda spremitura
Dopo due spremiture rimane una fibra coriacea, ma decisamenete allettante per qualcuno che vedremo in seguito. Mi offrono un bicchiere di questo liquido torbido,corposo e dolcissimo. Per me è eccessivamente zuccherino: mi bagno appena le labbra, mentre sotto i miei occhi attoniti Rogério, uno degli operai, se ne scola tre. Scopro poi che in genere ne beve almeno otto mentre pasteggia con un casco di banane.

Continuiamo il giro e ci troviamo in un boschetto di manioca; viene selezionato uno dei piccoli arbusti e semplicemente sradicato dal terreno, scopro che la radice è la parte edibile che in forma di farina prende il nome di tapioca, elemento importante nella cucina locale.


Il fusto sottile viene fatto a brandelli che vengono accuratamente coperti di terra. Daranno vita a nuovi alberelli che infoltiranno il boschetto nel giro di pochi mesi.

Saliamo in cima ad una collinetta: un cavallo dal mantello albino si ciba delle fibre della canna da zucchero, quieto.

Passeggiamo in un campicello di zucche e zucchine e scorgo uno stagno in lontananza. Avvicinandomi faccio maldestramente scappare le oche, le galline e i loro pulcini tutti gialli.

In compenso i due gatti che abbiamo incontrato appena arrivati, ci seguono fedeli, avidi di carezze ed attenzioni.

Il sole comincia a scendere velocemente, ci ubriachiamo dei colori del tramonto poi con un cesto pieno di mamão, arance verdi e limoni aranciati lasciamo questo posto d’incanto.

























