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	<title>Il Pranzo di Babette&#187; Pesce</title>
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		<title>Sardine al matcha</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Apr 2011 10:39:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[matcha]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[Ricette con il tè]]></category>
		<category><![CDATA[antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[sardine al matcha]]></category>

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		<description><![CDATA[Le sardine sfilettate vengono cotte in un brodo aromatico e marinate nell'olio mescolato al matcha, la polvere di te verde giapponese. Un antipasto gustoso e inatteso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-7.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-7.jpg" alt="cioccolatini a forma di sardina" title="cioccolatini a forma di sardina" width="500" height="750" class="aligncenter size-full wp-image-4074" /></a></p>
<p>Che pesca che ho fatto ieri! Una cosa enorme. Era lungo almeno 70 cm e l&#8217;ho praticamente preso a mani nude. No aspetta, era piu` di uno, e poi li avevo  presi  con la rete&#8230;Ma cominciamo dall&#8217;inizio. Passeggiavo distrattamente sul Canal St Martin e mi sono stupita nel vedere che nonostante la giornata uggiosa, grigina  e piovosetta ci fossero dei pescatori. Pazienti e motivati, spesso solitari, questi uomini trascorrono ore e ore seduti a bordo canale sperando che qualcosa (o qualcuno?) abbocchi al loro amo. Ieri ho attaccato bottone con uno di questi e dopo poco l&#8217;ho convinto a prestarmi gli strumenti del mestiere. Del resto nelle mie vene scorre il sangue di mio nonno che era cacciatore di lepri, ma insomma il principio e` quello. Ho reso attraente il mio amo con un (dis)gustoso vermicello decorato con un pezzetto di raso lilla (ho sempre detto che si mangia prima con gli occhi) e nel giro di pochi minuti un ordinato gruppettino di sardine che viaggiava in una retina blu ha abboccato.  Forzutissime e ingorde le sardine restavano nell&#8217;acqua tirando e dibattendosi. Abbiamo dovuto tenere la canna  in due con la gente sul canale che ci incitava. Ne abbiamo avuto ragione a fatica ma alla fine l&#8217;intero bottino e` stato mio.  Tornando a casa ho fatto il giro delle pescherie dei dintorni per raccontare la storia, mostrare le sardine e raccogliere idee su come cucinarle. Una volta a casa, stanca ma soddisfatta,  mi accingevo a pulirle quando mi sono accorta con stupore che le sardine erano&#8230; <span id="more-4072"></span><br />
Di cioccolato al latte.  Buon pesce di aprile!!<br />
 <img src='http://www.ilpranzodibabette.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /> </p>
<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-6.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-6.jpg" alt="cioccolatini a forma di sardina" title="cioccolatini a forma di sardina" width="500" height="750" class="aligncenter size-full wp-image-4073" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-8.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-8.jpg" alt="cioccolatini a forma di sardina" title="cioccolatini a forma di sardina" width="500" height="710" class="aligncenter size-full wp-image-4075" /></a></p>
<p>Note<br />
- Le sardine di cioccolato le ho trovate nella mitica epicerie  G Detou al 58 Rue di Tiquetonne<br />
- la ricetta delle sardine al matcha non e` mia. L&#8217;ho letta ma non so dove e mi ricordavo solo che alla fine le sardine si marinavano nell&#8217;olio al matcha, quindi ho deciso di cucocerle in una sorta di court bouillon. Vengono buone secondo me.<br />
- il burro alle alghe e` della solita maison Bordier<br />
-pretendete che vi puliscano le sardine in pescheria!</p>
<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-1.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-1.jpg" alt="sardine al matcha" title="sardine al matcha" width="500" height="750" class="aligncenter size-full wp-image-4076" /></a></p>
<p><strong>Sardine al matcha</strong><br />
6 sardine eviscerate e sfilettate<br />
5 g di matcha<br />
3 cucchiai di olio</p>
<p><em>per il court bouillon</em><br />
800 ml di acqua<br />
1 rametto di timo<br />
1 foglia di alloro<br />
1 rametto di rosmarino<br />
200 ml di vino bianco<br />
la scorza di mezzo limone bio<br />
3 bacche di pepe nero<br />
3 bacche di pepe di Sichuan<br />
un cucchiaino di sale grosso</p>
<p>Ponete in una pentola tutti gli ingredienti del court bouillon e portate ad ebollizione. Fate cuocere per 20 minuti. Intanto lavate e tamponate bene i filetti di sardina. Filtrate il court bouillon bollente e rimettetelo in una padella. Riportatelo a bollore, quindi spegnete il fuoco e delicatamente ponetevi 3-4 filetti di sardina. Dopo un paio di minuti circa dovrebbero essersi cotti, lo capirete perche` le carni sbiancheranno poco a poco. Prelevateli con una spatola facendo attenzione a non romperli, scolateli gentilmente e poneteli in un contenitore adatto ad essere poi riposto in frigorifero. Proseguite fino ad esaurimento dei filetti. Se necessario fate riprendere il bollore al liquido (senza le sardine dentro). Messcolate il matcha con un cucchiaio di olio in modo da avere una pasta densa e priva di grumi. Unite man man il resto dell&#8217;olio in modo da diluire.  Tamponate le sardine cotte con della carta da cucina. Spennellate i filetti con l&#8217;olio al matcha e mettete il contenitore coperto in frigorifero per almeno 2 ore, ma anche per tutta la notte. Servite le sardine con crostini al burro, magari di alghe se l&#8217;avete a disposizione. </p>
<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-3.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-3.jpg" alt="sardine al matcha" title="sardine al matcha" width="500" height="711" class="aligncenter size-full wp-image-4078" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-2.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-2.jpg" alt="sardine al matcha" title="sardine al matcha" width="500" height="750" class="aligncenter size-full wp-image-4077" /></a></p>
<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-5.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2011/04/sardine_matcha-5.jpg" alt="Sardine al matcha e burro e crostini con burro alle alghe" title="Sardine al matcha" width="500" height="750" class="aligncenter size-full wp-image-4081" /></a></p>
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		<title>Capesante marinate</title>
		<link>http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2010/12/13/capesante-marinate/</link>
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		<pubDate>Mon, 13 Dec 2010 11:18:50 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Antipasti]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[capesante]]></category>
		<category><![CDATA[pesce crudo]]></category>

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		<description><![CDATA[Un carpaccio di capesante crude, fresco, elegante e con accenti mediterranei]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/12/capesante-1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-3455" title="capesante " src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/12/capesante-1.jpg" alt="" width="500" height="750" /></a>&nbsp;</p>
<p>Il pesce crudo resta per me una golosita` irrinunciabile. Ovviamente deve essere freschissimo altrimenti non se ne parla nemmeno. Le capesante devo dire mi piacciono se sono marinate in qualche modo, completamente al naturale, in un piatto di sashimi per dire,  non le trovo veramente interessanti. Questa ricetta dagli accenti liguri mi ha conquistato dalla prima volta che l&#8217;ho assaggiata.  E se all&#8217;inizio l&#8217;idea  di servire  i molluschi nelle conchiglia non mi entusiasmava (esteticamente mi faceva pensare alle capesante gratinate che non amo molto) alla fine ho cambiato idea. <span id="more-3453"></span><br />
Osservando il risultato ho trovato quasi poetico vedere delle foglioline  di basilico e dei pinoli posati nelle conchiglie con il pesce.  Se non pensate lo stesso procuratevi dei mini piattini se volete proporre vari  finger food, altrimenti con 4 capensante a testa risolvete l&#8217; antipasto in modo  leggero ed elegante.</p>
<p><strong>Capesante marinate</strong></p>
<p><em>(per 4 come antipasto o per 8-16 persone come finger food)</em></p>
<p>16 capesante freschissime con la conchiglia (precisate al pescivendolo che le mangerete crude)<br />
3 cucchiai di succo di limone<br />
8 cucchiai  di olio extravergine di oliva<br />
2 cucchiai di pinoli<br />
basilico<br />
sale</p>
<p>Aprite le conchiglie delle capesante, estraete i molluschi lavateli e affettateli con attenzione, lasciate intero il corallo. Lavate anche le parti concave delle conchiglie quindi distribuiteci le capesante affettate e il corallo intero.  Emulsionate l&#8217;olio con il succo di limone e il sale, spennellate con la marinata i molluschi, coprite con un foglio di pellicola per alimenti e mettete in frigorifero. Al momento di servire, spolverizzate con qualche fogliolina di basilico, aggiungendo in ogni conchiglia 3-4 pinoli.</p>
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		<title>Gamberi alla catalana con picada</title>
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		<pubDate>Tue, 22 Jun 2010 14:48:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[cucina catalana]]></category>
		<category><![CDATA[gamberi alla catalana]]></category>
		<category><![CDATA[picada]]></category>

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		<description><![CDATA[Un piatto mediterraneo di gamberi e pomodoro arricchito con la picada: un trito  a base di pane e aromi  che rende il piatto molto saporito]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada_cucchiao4.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada_cucchiao4.jpg" alt="" title="picada_cucchiao4" width="450" height="675" class="aligncenter size-full wp-image-3112" /></a></center></p>
<p>Questa ricetta la volevo provare da almeno due anni, non esagero. Quando avevo letto il testo di questo stufato, che nell&#8217;originale prevede un mix di pollo e gamberi, quello che mi aveva attirato maggiormente era l&#8217;aggiunta finale della picada. E cosa sarebbe la picada? <span id="more-3111"></span><br />
Niente di più semplice  di un trito di pane, mandorle, aglio ed erbe che viene aggiunto alla fine della preparazione addensandola e profumandola al tempo stesso. Una favola se amate  gli aromi mediterranei delle erbe e il sapore piacevolmente pungente dell&#8217;aglio.  </p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada3-.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada3-.jpg" alt="" title="picada3" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-3119" /></a></center></p>
<p>Poi in seguito, dopo aver mangiato il piatto ho scoperto che al nome  <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Picada">picada</a> non  risponde  una preparazione univoca, ma piuttosto  una tecnica di base della cucina catalana che viene poi declinata diversamente da  ogni cuoco e in base alla ricetta.<br />
Preparare una picada significa basilarmente tritare insieme nel mortaio una serie di ingredienti, di cui apparentemente aglio, mandorle e pane sono le basi, aggiungervi un liquido alla fine e fare una salsa densa che viene aggiunta alla preparazione all&#8217;ultimo.<br />
Di fatto la picada di questa ricetta non veniva allungata con liquidi, io l&#8217;ho stemperata alla fine, poco prima di servire in tavola.<br />
Inutile dire che adotterò la tecnica per altri piatti!</p>
<p><center<a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada.jpg" alt="" title="picada" width="450" height="675" class="aligncenter size-full wp-image-3113" /></a></center></p>
<p><strong>Gamberi alla catalana con picada</strong></p>
<p>500 g di gamberi<br />
1 cipolla rossa<br />
300 g di pomodori<br />
1/2  peperoncino rosso<br />
1 foglia di alloro<br />
2 rametti di timo<br />
brodo vegetale</p>
<p>per la picada<br />
12 mandorle<br />
un pugno di prezzemolo e le foglioline di un rametto di timo<br />
1 fetta di pane<br />
2 spicchi di aglio<br />
1 cucchiaino di olio<br />
sale<br />
pepe</p>
<p>Preparate la picada:tostate il pane e le mandorle. Sbucciate l&#8217;aglio ed eliminate l&#8217;anima se ci dovesse essere. Tritate tutti gli ingredienti insieme fino ad avere un composto fine. (io ho usato un frullatore, ma sarebbe meglio farlo nel mortaio)</p>
<p>Sgusciate i gamberi e tenete le teste da parte. Fatele rosolare in una padella con un cucchio di olio, schiacciandole bene. Sfumate con mezzo bicchiere di vino bianco e fatelo evaporare. Ponete le teste in un colino e schiacciatele per estrarne i succhi, conservate il liquido. Affettate la cipolla e tritate il peperoncino. Fateli appassire in una pentola con un cucchiaio di olio. Unite l&#8217;alloro e il timo, quindi dopo 2 minuti i pomodori a pezzi. Fateli cuocere per qualche minuto, fino a che iniziano a disfarsi, poi unite il succo dei gamberi e 3 dl di acqua bollente. Fate cuocere per 15 minuti circa, o comunque fino ad avere un sugo piuttosto liquido. Togliete alloro e timo e unite i gamberi. Portateli a cottura senza esagerare, altrimenti diventano stopposi. (3-4 minuti in base alle dimensioni dovrebbero bastare). Regolate di sale. Ora potete unire subito la picada, mescolare e servire oppure servirla a parte in modo che ciascuno possa aggiungerlo a suo piacere. </p>
<p><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada2-.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada2-.jpg" alt="" title="picada2" width="450" height="675" class="aligncenter size-full wp-image-3116" /></a></p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada5.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2010/06/picada5.jpg" alt="" title="picada5" width="450" height="675" class="aligncenter size-full wp-image-3114" /></a></center></p>
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		<title>Tagine di  sardine</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Jun 2009 06:33:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[&#200; un periodo di su e gi&#249;. Sono andata e tornata dall&#8217;Italia, senza macchina fotografica, per una volta volevo viaggiare un pochino pi&#249; leggera e me ne sono pentita quasi subito. Prima di tutto perch&#232; sono stata ad un divertente evento di cui vi parler&#242; spero presto e poi perch&#232; ho finalmente mangiato, molto bene, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2009/06/tajine_sardine.jpg" alt="tajine_sardine" title="tajine_sardine" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-1968" /></center></p>
<p>&Egrave; un periodo di su e gi&ugrave;. Sono andata e tornata dall&#8217;Italia, senza macchina fotografica, per una volta volevo viaggiare un pochino pi&ugrave; leggera e me ne sono pentita quasi subito. Prima di tutto perch&egrave; sono stata ad un divertente evento di cui vi parler&ograve; spero presto e poi perch&egrave; ho finalmente mangiato, molto bene, al  Sempione 42 dopo averne tanto sentito parlare da <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/articolo.asp?articolo=249">Maricler</a> e da <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/articolo.asp?articolo=179">Fabrizio</a>. Comunque rientrata a Parigi  ho finalmente sfogliato con pi&ugrave; attenzione un bel libro sulla cucina del Ramadan che mi hanno regalato recentemente.  <span id="more-1967"></span>Percorrendo le cucine tradizionali dei vari paesi mussulmani,  questo libro propone tutta una serie di ricette che sarebbero destinate a spezzare il digiuno in questo particolare periodo.<br />
Questa tagine di sardine di origine marocchina, <em>tagine &eacute;l- s&eacute;rdine</em>, non ha attirato la mia attenzione subito, ero piuttosto incuriosita dalle crepes dell&#8217;Africa nera o dal minestrone pakistano ma poi dal pescivendolo ho visto delle belle sardine e cos&igrave; i miei piani sono cambiati.<br />
Il titolo del libro?  <em>Saveurs et couleurs &#8211; Les cuisines du Ramadan &agrave; travers le monde-</em> di Hind Caidi, edizioni Albin Michel.</p>
<p><strong>Tagine di  sardine</strong></p>
<p>sardine 250 g<br />
uovo 1<br />
pomodori 500 g<br />
prezzemolo 1 manciata<br />
coriandolo 1 manciata<br />
aglio 1 spicchio<br />
cumino 1 cucchiaino<br />
paprika  1/2 cucchiaino<br />
pane grattugiato 4 cucchiai colmi<br />
1/2 limone confit affettato o 2 fette di limone sotto sale<br />
olive verdi 80 g<br />
olio</p>
<p>Private le sardine di testa, interiora, lisca centrale e coda. Lavatele e tamponatele con carta assorbente da cucina. Lavate anche le erbe. Tritate le sardine con le erbe e l&#8217;aglio e conditele con le spezie,  sale e pepe. Unite l&#8217;uovo sbattuto e il pan grattato. Formate delle polpette della dimensione di una noce, o poco pi&ugrave;. Sbucciate i pomodori; ponendoli nell&#8217;acqua bollente per 2 minuti l&#8217;operazione diventa rapida. Se non vi piaccione eliminate anche i semini, tagliateli a pezzetti. Ponete i pomodori in una pentola dotata di coperchio, unite 1 cucchaio di olio, il limone, e il  pepe. Fate cuocere 5 minuti a calore medio quindi riducetelo e unite le polpette e le olive verdi. Fate cuocere per 15 minuti a fuoco dolce e coperto. Servite le polpette calde con il sugo.</p>
]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Tartare di tonno</title>
		<link>http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2009/05/27/tartare-di-tonno/</link>
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		<pubDate>Wed, 27 May 2009 07:48:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando sono tornata in Italia ho fatto una passeggiata sul lungo lago. Sono infatti originaria della provincia di Como, anche se di questa bella cittadina in fondo non ne parlo mai. Comunque il caso vuole che proprio quel giorno ci fosse una piccola fiera di produttori pugliesi, tra cui il signor Rizzello, che si dedica [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2009/05/tonno.jpg" alt="tonno" title="tonno" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-1939" /></center><br />
Quando sono tornata in Italia ho fatto una passeggiata sul lungo lago. Sono infatti originaria della provincia di Como, anche se di questa bella cittadina in fondo non ne parlo mai. Comunque il caso vuole che proprio quel giorno ci fosse una piccola fiera di produttori pugliesi, tra cui il signor Rizzello, che si dedica al vino e all&#8217;olio. Mi ha fatto assaggiare il suo olio d&#8217;oliva su un pezzo di pane fragrante ma la vera chicca doveva ancora arrivare. <span id="more-1938"></span><br />
Mi apre una bottiglietta di piccola taglia  sotto il naso e mi invita ad annusare. Il  profumo di limone mi pervade le narici. Guardo sospettosa la bottiglina da alchimista chiedendomi come sia stato aromtizzato. Rizzello mi spiega che l&#8217;idea e` semplice: in fase di produzione si mescolano olive e limoni e tutto viene macinato insieme. L&#8217;olio, se come me si ama l&#8217;aroma di limone, e` imperdibile.<br />
Ovviamente ho subito acquistato una bottiglietta, e sono  pentita di non averne acquistate di piu`, l&#8217;ho provato sul pesce al forno, e poi su questa tartare tanto semplice quanto buona e sono gia` dipendente!</p>
<p><strong>Tartare di tonno </strong></p>
<p>tonno sashimi grade 400 g<br />
olive verdi piccanti 8<br />
olio al limone 3 cucchiai<br />
sale di maldon<br />
pepe</p>
<p>Tagliate il tonno a pezzettini con un coltello. Tritate e denocciolate le olive, mescolatele con l&#8217;olio al limone. Conditevi il tonno e conservate in frigorifero per un&#8217;ora. Regolate di sale e pepe e servite la tartare con un&#8217;insalata di spinaci crudi.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Capesante alla vaniglia</title>
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		<pubDate>Mon, 27 Apr 2009 08:28:44 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[fave]]></category>
		<category><![CDATA[nocciole]]></category>
		<category><![CDATA[Quinoa]]></category>

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		<description><![CDATA[A volte dal pescivendolo trovo le capesante in un&#8217;offerta speciale, tipo 3 kg a 15 euro, e mi ci getto letteralmente sopra. &#200; un tipo di pesce di cui amo molto la consistenza e il sapore e che trovo abbia una forma divertente: questa pallottolina tutta smussata e con quel color corallo acceso, mi sembra [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2009/04/capesante.jpg" alt="capesante" title="capesante" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-1821" /></center></p>
<p>A volte dal pescivendolo trovo le capesante in un&#8217;offerta speciale, tipo 3 kg a 15 euro, e mi ci getto letteralmente sopra. &Egrave; un tipo di pesce di cui amo molto la consistenza e il sapore e che trovo abbia una forma divertente: questa pallottolina tutta smussata e con quel color corallo acceso, mi sembra uscita da un manga <img src='http://www.ilpranzodibabette.com/wp-includes/images/smilies/icon_biggrin.gif' alt=':D' class='wp-smiley' />  <span id="more-1820"></span><br />
Il modo pi&ugrave; semplice con cui le preparo consiste nel marinarle nella vaniglia, una spezia che in casa mia non manca mai. Basta aromatizzare l&#8217;olio di oliva con i suoi semini e far trascorrere un po&#8217; di tempo alla capesante in questa semplicissima marinata. Una volta saltate  in padella si accompagnano deliziosamente ad un&#8217; insalata mista, magari con un tocco tropicale dato da un mango a pezzetti, o a della quinoa, sostituibile con il riso basmati,  arricchiti con nocciole tostate, avocado,e  quando &egrave; stagione il cetriolo. Recentemente un&#8217; amica mi ha servito degli spiedini grigliati in cui si alternavano pezzetti di mango e capesante: magari si potrebbe marinarli prima  nell&#8217;olio alla vaniglia.  Insomma queste capesante passano con grande classe e naturalezza dall&#8217;antipasto al piatto unico, fino al secondo.<br />
In questo caso le ho servite come antipasto con delle fave scottate, ma avrete capito che l&#8217;unico limite agli abbinamenti &egrave; dato dalla vostra fantasia.</p>
<p><strong>Capesante alla vaniglia</strong></p>
<p>olio extravergine di oliva 2 cucchiai<br />
vaniglia 1/3 di stecca<br />
capesante 8<br />
fave sgusciate 120 g<br />
insalata o germogli</p>
<p>Aprite il pezzo di  stecca di vaniglia e prelevate i semini con un coltello affilato, mescolateli all&#8217;olio in un contenitore che si possa chiudere ermeticamente. Unite le capesante lavate e tamponate con della carta da cucina e conservate il tutto in frigorifero per 6-8 ore. Sbollentate le fave in acqua bollente salata per 3 minuti, scolatele. Portate le capesante a temperatura ambiente, scaldate un pochino di olio alla vaniglia della marinata in una pentola con il fondo pesante e cuocete le capesante un minuto e mezzo per lato, quando cuocete il secondo lato fate saltare anche le fave. Servite subito con dei germogli o qualche foglia di insalata.</p>
<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2009/04/ranuncolo.jpg" alt="ranuncolo" title="ranuncolo" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-1822" /></center></p>
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		<title>Tartare di gamberi al sesamo</title>
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		<pubDate>Wed, 18 Mar 2009 10:58:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finger food]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[crema]]></category>
		<category><![CDATA[gamberi]]></category>
		<category><![CDATA[mele]]></category>
		<category><![CDATA[tahina]]></category>
		<category><![CDATA[zenzero]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa tartare di gamberi al sesamo era un po&#8217; che volevo provarla. Ma chiss&#224; perch&#232; tutte le volte, che si contano sulle dita di una mano tra l&#8217;altro, che mi sono trovata a disposizione dei bei gamberi crudi di Mazara, questa ricetta giapponese con accenti fusion non mi &#232; mai venuta in mente. Devo dire [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2009/03/gamberi_crudi1.jpg" alt="gamberi_crudi1" title="gamberi_crudi1" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-1600" /></center></p>
<p>Questa <strong>tartare di gamberi</strong> al sesamo era un po&#8217; che volevo provarla.  Ma chiss&agrave; perch&egrave; tutte le volte, che si contano sulle dita di una mano tra l&#8217;altro, che mi sono trovata a disposizione dei bei gamberi crudi di Mazara,  questa ricetta giapponese  con accenti fusion  non mi &egrave; mai venuta in mente.  <span id="more-1598"></span><br />
Devo dire che la marinata al sake e la crema di sesamo conferiscono un sapore particolare e inconsueto, che magari non tutti possono apprezzare al primo boccone. Poi per&ograve; terminato un crostino attenzione perch&egrave; tutti vogliono il bis! Le porzioni che vi lascio sono per 6 crostini piuttosto grandi, volendo potete tagliare a met&agrave; ogni fetta di pane prima di tostarla e ottenere 12 piccoli triangoli. La ricetta &egrave; adattata da  un libro che possiedo da tempo &#8220;Wa- fumi, à la rencontre des saveurs de Japon&#8221; di Mariko Ueno.</p>
<p><strong>Tartare di gamberi al sesamo<br />
</strong></p>
<p>per 6 tartine grandi o 12 piccole</p>
<p>gamberi crudi freschissimi 100 g<br />
pane in cassetta, preferibilmente integrale 6 fette<br />
songino o germogli per guarnire</p>
<p><em>per la marinata</em><br />
sake 1 cucchiaio<br />
olio di sesamo 1 cucchiaio<br />
zenzero grattugiato 3 cucchiaini<br />
sale<br />
pepe</p>
<p><em>per la salsa al sesamo</em><br />
tahina 2 cucchiai<br />
salsa di soya 2 cuccchiai<br />
aceto di riso o di mele 1 cucchiaino</p>
<p>Eliminate il filetto nero dai gamberi sgusciati. Conditeli con gli ingredienti della marinata. Ponete in frigorifero a riposare per almeno 30 minuti.<br />
Preparate la salsa al sesamo mescolando tutti gli ingredienti. Tagliate la crosta dal pane in cassetta, fatelo tostare bene, spalmatelo con la crema al sesamo, distribuitevi i gamberi, qualche foglia di songino e servite.</p>
<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2009/03/gamberi_crudi2.jpg" alt="gamberi_crudi2" title="gamberi_crudi2" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-1601" /></center></p>
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		<title>Cernia al vapore con pesto di aneto</title>
		<link>http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2009/01/28/cernia-vapore/</link>
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		<pubDate>Wed, 28 Jan 2009 12:42:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[aneto]]></category>
		<category><![CDATA[cernia]]></category>
		<category><![CDATA[filetti di pesce]]></category>

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		<description><![CDATA[La cernia cotta  al vapore assume gli aromi della buccia di arancia e si serve con un pesto di aneto, una ricetta sana e gustosa]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2009/01/pesce_vapore.jpg" alt="pesce_vapore" title="pesce_vapore" width="400" height="600" class="aligncenter size-full wp-image-1314" /></center></p>
<p>Amo usare le erbe aromatiche in genere ma di questa categoria solo l&#8217;aneto rientra tra i  miei <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/about/">ingredienti feticcio</a>.  Non solo tendo a metterlo ovunque ma davvero non posso fare a meno. A Parigi lo acquisto nei mercati, dove  lo vendono in mazzetti generosi e profumati. Una volta a casa  lavo bene i rametti, li asciugo delicatamente sulla carta da cucina e separo le foglioline tenere dai rametti coriacei. Questi li uso per aromatizzare i brodi e le minestre, prelevandoli prima di servire. L&#8217;aneto cos&igrave; trattato lo ripongo in sacchettini di plastica per alimenti badando che non vada a finire contro le pareti del frigorifero. In questo modo rimane fresco e sempre pronto all&#8217;uso per una settimana. Questo metodo funziona anche con altre erbe naturalmente, come il prezzemolo e il coriandolo. <span id="more-1311"></span><br />
Veniamo alla ricetta detta anche  &#8220;ode all&#8217;aneto&#8221;, la cernia &egrave; infatti aromatizzato con un mix di aneto, semi di senape e scorza di arancia e servita con un pesto di aneto e delle carote crude che volendo potete spolverare con dell&#8217;aneto.<br />
Per cuocere il pesce ho usato la funzione vapore del Grand Chef JT 369 aka il <em>forno della nasa</em>, lo stesso che mi aveva permesso di realizzare<a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2009/01/12/lo-strudel-di-mele-piu-veloce-del-mondo/#more-1164">lo strudel di mele pi&ugrave; veloce del mondo</a>.  Mi sono trovata  molto bene sia per la semplicit&agrave; di utilizzo che per  la rapidit&agrave;  e l&#8217;efficacia di cottura.<br />
L&#8217;ispirazione per il pesto invece viene da una corso di cucina ayurvedica un po&#8217; sui generis che ho seguito  a dicembre.  Se proprio non trovate l&#8217;aneto sostituitelo con il prezzemolo, e nel pesto usate gli anacardi al posto delle nocciole.</p>
<h2>Cernia al vapore con pesto di aneto</h2>
<p>4 filetti  di cernia da 120-150 g l&#8217;uno<br />
due arance bio<br />
2 cucchiaini di semi di senape<br />
2 cucchiai di aneto tritato<br />
carote 4</p>
<p><em>per il pesto</em><br />
30 g di nocciole<br />
30 g di aneto<br />
1/4 di una mela sbucciata<br />
1 dl di olio extra vergine di oliva<br />
sale</p>
<p>Iniziate dal pesto, in modo che i sapori abbiano il tempo di amalgamarsi.  Lavate e asciugate l&#8217;aneto. Tritatelo grossolanamente. Ponetelo nel bicchiere del frullatore con gli altri ingredienti. Frullate fino ad avere un pesto liscio, se necessario unite altro olio. Regolate di sale.<br />
Lavate e asciugate le arance, grattugiatene la buccia prelevando solo la parte arancione. Fate saltare brevemente i semi di senape in padella in modo che rilascino il loro aroma, fate attenzione a non farli annerire. Mescolate i semi di senape, la buccia di arancia e l&#8217;aneto e spargeteli sui filetti di pesce. Versate 1 dl di acqua nella parte inferiore della vaporiera, trasferite il pesce nella parte centrale e chiudete con il coperchio. Impostate il tempo a 6 o 7 minuti, in base alla dimensioni dei filetti di  pesce, e schiacciate il tasto sesto senso steam. Fate riposare per due minuti prima di aprire la vaporiera.<br />
Lavate le carote e grattatele, grattugiatele e conditele con un po&#8217; di succo di arancia e volendo  pochissimo aneto. Se preferite potete emulsionare il succo di arancia con olio, sale e pepe.<br />
Servite il pesce con il pesto di aneto e le carote. </p>
<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2009/01/pesce_vapore3.jpg" alt="pesce_vapore3" title="pesce_vapore3" width="400" height="555" class="aligncenter size-full wp-image-1313" /></center></p>
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		<title>Gamberi impanati di nocciole con salsa al vincotto</title>
		<link>http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2008/12/12/gamberi-nocciole-vincotto/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Dec 2008 13:44:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[crema]]></category>
		<category><![CDATA[gamberi]]></category>
		<category><![CDATA[nocciole]]></category>
		<category><![CDATA[vincotto]]></category>

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		<description><![CDATA[Un&#8217;amica l&#8217;anno scorso mi ha raccontato di una cena favolosa a base di pesce in cui il suo innamorato tra le altre cose le aveva preparato dei gamberi conditi con il vincotto e il rosmarino. Io il vincotto non sapevo nemmeno cosa fosse. Monica mi aveva spiegato che si tratta del mosto di uva, che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/11/gamberi_vinocotto400.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/11/gamberi_vinocotto400.jpg" alt="" title="gamberi_nocciole" width="400" height="640" class="alignnone size-full wp-image-936" /></a><br />
</center></p>
<p>Un&#8217;amica l&#8217;anno scorso mi ha raccontato di una cena favolosa a base di pesce in cui il suo innamorato tra le altre cose le aveva preparato dei gamberi conditi con il vincotto e il rosmarino. Io il vincotto non sapevo nemmeno cosa fosse. Monica mi aveva spiegato che si tratta del mosto di uva, che viene cotto molto a lungo per ottenere una salsa della consistenza dello sciroppo e dal sapore fruttato. Mi ero incuriosita e appena possibile ne avevo acquistata una bottiglietta. L&#8217;ho usato per replicare la ricetta di Riccardo, il suo innamorato, e un paio di volte per condire il <a href="http://soffidisale.blogspot.com/2008/03/appetizer-di-pesce-spada-daikon-e-sale.html">pesce spada crudo</a>.<span id="more-935"></span><br />
 Poi <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/">Maricler</a>, che ha la fortuna sfacciata di avere del vincotto <em>homemade</em> ha lanciato l&#8217;idea di creare una raccolta di ricette a tema.  L&#8217;ha poeticamente intitolata <a href="http://www.thechefisonthetable.com/dblog/articolo.asp?articolo=214">Vino per la neve</a>. </p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/12/banner-vinco-1b.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/12/banner-vinco-1b.jpg" alt="" title="vino per la neve" width="180" height="210" class="alignnone size-full wp-image-1023" /></a></center></p>
<p>Da lei ho scoperto che il vincotto non si ottiene solo dal mosto ma anche dal miele, i fichi e il melograno. Queste varianti non le mai assaggiate purtroppo. Sempre Maricler rivela che il vincotto e` perfetto con i peperoni.<br />
Elaboro un po&#8217; le idee: parto dalla ricetta di Riccardo, la coniugo con il suggerimento dei peperoni e mi faccio ispirare dall&#8217;aroma di  un pacco di nocciole di Giffoni. Il risultato sono questi deliziosi  gamberi impanati di nocciole e serviti con una salsa di peperoni e  vincotto. Accompagnati con un riso basmati cotto al vapore  e ben sgranato sono un piatto unico elegante.</p>
<h2>Gamberi impanati di nocciole con salsa al vincotto</h2>
<p>Per 4-5 persone </p>
<p>gamberi 750 g<br />
peperoni rossi 2<br />
sedano 1 costa<br />
nocciole 120 g<br />
rosmarino 3 rametti<br />
vincotto 5 cucchiai<br />
olio extravergine di oliva<br />
sale e pepe</p>
<p>Sgusciate i gamberi e rimetteli in frigorifero coperti di pellicola; mettete le teste e i gusci in una pentola, coprite con  750 ml di acqua e cuocete per 20 minuti a fuoco medio. Filtrate il tutto e conservate il brodo. Tritate il  sedano, rosolate in olio, unite i peperoni a pezzetti, salate, cuocete qualche minuto e  unite il brodo. Fate cuocere fino a quando i peperoni sono teneri e il liquido si è un po&#8217; ridotto. Frullate e filtrate per avere una crema liscia, unitevi il vincotto e regolate di sale se necessario. Tritate finemente nocciole e rosmarino, devono essere in polvere, non una pasta oleosa (per avere un buon risultato si pu&ograve; usare il frullatore frullando ad intervalli di 4 secondi). Impanate i gamberi e cuoceteli in una padella unta, 2-3 minuti per lato, girando solo una volta. Serviteli con la salsa al vincotto calda.<br />
<center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/11/senza-titolo-1-copia.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/11/senza-titolo-1-copia.jpg" alt="" title="nocciole" width="500" height="295" class="alignnone size-full wp-image-938" /></a></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>Crema di sgombro</title>
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		<pubDate>Sun, 05 Oct 2008 11:38:11 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Finger food]]></category>
		<category><![CDATA[Pesce]]></category>
		<category><![CDATA[crema]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[sgombro]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa crema di sgombro &#232; un ottimo antipasto che si trasforma in finger food se accompagnata da semplici fette di pane. La ricetta &#232; stata pubblicata su una rivista francese, Regal, all&#8217;interno di un articolo che proponeva abbinamenti tra t&#232; e piatti dolci e salati. In questo caso i t&#232; consigliati sono entrambi verdi giapponesi: [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/cremasgombro.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/cremasgombro.jpg" alt="" title="crema sgombro" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-672" /></a></center></p>
<p>Questa crema di sgombro &egrave; un ottimo antipasto che si trasforma in  <strong>finger food </strong> se accompagnata da semplici fette di pane. La ricetta &egrave; stata pubblicata su una rivista francese, Regal, all&#8217;interno di un articolo che proponeva abbinamenti tra t&egrave;  e piatti  dolci e salati. <span id="more-671"></span><br />
In questo caso i t&egrave; consigliati sono entrambi verdi giapponesi:  il <strong> Bancha Hojicha</strong>, un t&egrave; tostato, privo di sapore astringente con note di legno e frutta e  il <strong>Genmaicha</strong>, miscela di t&egrave; bancha, riso e mais tostati  in cui il sapore di torrefazione domina insieme a quello dei cereali.  Entrambi sono poveri di teina e molto dissetanti e si prestano per <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2008/03/16/t-bianco-freddo/">un&#8217;infusione a freddo</a>.<br />
Ho apportato qualche modifica alla ricetta riducendo al minimo gli aromi, perch&egrave; volevo che il sapore del pesce e dell&#8217;aneto, erba che trovo perfetta per il pesce, risaltassero completamente, ma se volete un sapore pi&ugrave; deciso unite anche una punta di aglio e di peperoncino.</p>
<p><strong>Crema di sgombro</strong><br />
sgombri 2<br />
sale grosso una manciatina<br />
aneto tritato  ( sostituibile con  erba cipollina) 4 cucchiai<br />
formaggio bianco cremoso 150 g<br />
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio<br />
sale<br />
pepe rosa, nero e verde un&#8217;abbondante macinata<br />
limone 1</p>
<p>Pulite gli sgombri: praticate un lungo taglio sulla pancia e sviscerateli, quindi tagliate via le teste. Sciacquateli. Fate bollire l&#8217;acqua in una pentola capiente, salate e aggiungete gli sgombri. Cuocete esattamente 6 minuti con il coperchio, quindi scolateli. Separate i filetti e ed eliminate attentamente tutte le lische, alla fine il pesce sar&agrave; ridotto in tanti pezzettini. Lasciate raffreddare. Mescolate la crema di formaggio con il pesce,  l&#8217;olio, 3 cucchiai di aneto, il sale e il pepe. Servite con fette di limone e spolverate con l&#8217;aneto restante.</p>
]]></content:encoded>
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