December 6th, 2008

La ricetta di queste lasagne turche è sul mio quaderno di cucina da vari anni. L’ho riportata con la mia scrittura un po’ sgraziata da chissà quale giornale dal quale ho copiato anche la sintetica ma evocativa introduzione “specialità della cuoca dell’Imam di Bursa, Turchia”. Read the rest of this entry »
October 29th, 2008
Da bambina i cavoletti di Bruxelles mi attiravano tantissimo, forse perchè piccoli, verdi e carini mi immaginavo avrebbero avuto un ottimo sapore. Ma mia madre non concordava, lei che pure ama broccoli&co era sempre un po’ restia. Poi una volta deve anche avermeli fatti ma non ho un ricordo preciso. E così mi ha trasmesso questa sua credenza gastronomica cui, diversamente da altre non mi sono mai ribellata e i cavoletti sono stati definitivamente escusi dal mio ménage. Read the rest of this entry »
August 6th, 2008
Questa è una pasta da fare in una giornata di temporali estivi, quando l’aria è fresca, si mangia volentieri un piatto tiepido e si accende il forno senza grossi problemi. La ricetta l’avevo copiata a mano su il mio primo quaderno di ricette che condividevo con mia madre, e non so se venisse da un libro o da una rivista, all’inizio ero molto meticolosa e me le copiavo tutte con la mia scrittura calcata e che anche ora ha dei tratti tra lo stilizzato e l’infantile. Read the rest of this entry »
July 22nd, 2008
Questo profumato sugo di pomodoro senza cottura l’ho mangiato spesso ultimamente. Mia madre deve aver letto la ricetta su una rivista e si è innamorata della freschezza del sapore, della velocità di esecuzione unita al fatto che può preparare anche triple dosi e conservare la salsa in frigorifero per vari giorni. Read the rest of this entry »
January 10th, 2008

foto frettolosa della zuppa di pollo e menta
A inizio settimana arrivo a Parigi e trovo Leo praticamente in fin di vita a causa di un’influenza
feroce e di una bastarda tendinite al braccio; mi spiace rattristare le sue fan ma succede anche ai migliori. In attesa che arrivasse la sottoscritta Leo aveva aggirato il problema frigorifero vuotissimo, ordinando sushi consegnato a domicilio a go-go, di cui ora ne ha decisamente abbastanza, mentre io non sognavo altro che quello da una decina di giorni a questa parte. In questi giorni quindi ho riassortito la dispensa che mancava anche degli alimenti più elementari come patate (!) e zenzero e ho inaugurato un festival di zuppe: variazioni sulla zuppa di miso, zuppa di zafferano,ceci,e capesante (viva il freezer!) zuppa di gamberi e alghe. A questa zuppa di pollo e menta però ho deciso di fare una foto, per quanto frettolosa perchè pare che nonostante l’influenza e il conseguente naso chiuso se ne sentano un pochino i sapori, così almeno dice Leo. La mia impressione è che la menta aggiunta intera all’ultimo minuto diventi tenera, deliziosa la consistenza sotto i denti, e aromatizzi piacevolmente tutto il brodo, bilanciando le note piccanti portate da zenzero e peproncino.
Zuppa di pollo e menta
per 2 persone
petto di pollo 120 g
somen 100 g ( o udon, al limite anche altro tipo di pasta)
spinaci freschi 150 g
peperoncino 1
zenzero 4 cm
scalogni 2
menta un mazzetto abbondante
pasta 100 g
Portate a bollore 1,5 l di acqua con gli scalogni. Lavate spinaci, menta e peperoncino. Aggiungete il pollo e fatelo cuocere. Quando è quasi cotto unite lo zenzero sbucciato e tagliato a pezzetti, il peperoncino e gli spinaci lavati. Scolate il pollo, tagliatelo a pezzetti e tenetelo da parte. Quando gli spinaci sono cotti, occorreranno 5 minuti circa, frullate direttamente nella pentola con il frullatore ad immersione, otterrete un brodo verde poco denso. Regolate di sale, portate a bollore e unite la pasta. I somen cuociono in pochi minuti. Quando manca pochissimo alla cottura della pasta unite il pollo a pezzetti e la menta staccandola semplicemente dal rametto. Servite.
October 23rd, 2007
Rientrata a Lipomo ho trovato un cesto pieno di pomodorini che erano stati regalati a mia nonna un paio di settimane prima. I regali di questo tipo li conserva in una stanzetta della sua casa a cui si accede salendo tre gradoni e aprendo una vecchia porta un po’ pesante. Il pavimento è ancora quello originale , ruvido e irregolare e l’arredamento è composto da una vecchia credenza e un mobile basso. Qui si trova una dispensa rifornita di frutta, verdura, patate e cipolle che si conservano perfettamente in questo locale fresco, privo di riscaldamento. Ero salita a prendermi una mela gialla da sgranocchiare quando ho addocchiato i pomodorini. Uno strascico d’estate che ci ha permesso di regalarci questi spaghetti saporiti e gustosi.
Spaghetti 400 g
pomodorini 400 g
limoni sotto sale 3 fette
peperoncino 1
aglio 2 spicchi
rucola 100 g
gamberi sguscaiti 400 g
olio 3 cucchiai
Fate un soffritto con l’olio e l’aglio tritato. Quando l’aglio inizia a cuocere unite il peperoncino tritato e dopo un minuto i pomodorini spellati. Cuocete a fuoco vivace per 5 minuti e poco prima di scolare la pasta aggiungete i limoni sotto sale lavati e tritati, i gamberi e il succo di limone. Mescolate gli spaghetti con il sugo e la rucola tritata grossolanamente, tenendo da parte qualche foglia per la decorazione.
Note
I limoni sotto sale si possono sostituire con la buccia di un limone prelevata con un rigalimoni e un pizzico di sale.; i pomodorini con dei pomodori.
October 12th, 2007

Ho ritrovato la l
emongrass dal fruttivendolo di rue Montorgueil! Cominciavo a stare in pena. Mi avvicinavo speranzosa al settore erbe e andavo immancabilmennte incontro ad una delusione. Per fortuna si conserva piuttosto a lungo in frigorifero, quindi la mia scorta attuale mi rassicura. Invece quei fruttini rosa che vedete nella seconda fotografia, sono le
shiso ume, delle prugne giapponesi, ume significa prugna, poste in una salamoia in cui ad un determinato stadio viene aggiunto dello
shiso, crescione giapponese. Non le avevo mai assaggiate prima di poche settimane fa e devo dire che sono interessanti. Molto sapide, ma al contempo acidule e con un lieve sapore fruttato. So che si mangiano anche in un boccone, come antipasto, o come farcia per degli onigiri ma personalmente trovo che il sapore sia troppo intenso per consumarle in questo modo. Preferisco tagliarle a pezzettini molto piccoli, e usarle per decorare i piatti, anche perché trovo che la polpa abbia un colore molto scenografico. Un’amica giapponese mi diceva che sono un vero toccasana per la salute: se si avvertono sintomi di un’influenza e` sufficiente bere un infuso di zenzero e umeboshi per avvertire un immediato sollievo. Suggerisco a chi non trova facilmente la lemongrass di diminuire il peperoncino e usare dello zenzero al suo posto.
spaghettini cinesi di riso 100 g
germogli misti 80 g
lemongrass 4 cm
tofu 200 g
peperoncino mezzo
aglio mezzo spicchio
salsa di soya
succo di limone
olio extra vergine di oliva
shiso ume (prugna giapponese allo shiso) mezza a dadini piccoli
Mettete gli spaghettini di riso in una ciotola resistente al calore e copriteli di acqua bollente salata, dopo circa 6-7 minuti doverebbero essere cotti ma al ancora dente, scolateli e fateli sgocciolare bene. Tritate insieme finemente aglio, peperoncino e lemongrass, avendo cura di usare solo la parte bianca di quest’ultima. Fate scaldare due cucchiai di olio e a fuoco medio fate appassire il trito. Tagliate il tofu a cubetti, lavate e scolate i germogli. Unite due cucchiai di salsa di soya al soffritto, quindi il tofu. Saltate per 3 minuti circa. Unite gli spaghetti e ancora uno o due cucchiai di salsa di soya e saltate a fuoco vivace mescolando bene. Unite i germogli solo nella fase finale. Dopo un minuto spegnete il fuoco e servite condendo a piacere con dadini piccolissimi di prugne umeboshi e qualche cucchiaino di emulsione di olio e limone.
June 28th, 2007
Questo pesto è una vera sorpresa: il latte di cocco si amalgama perfettamente con gli altri ingredienti, creando una crema delicata e, contrariamente a quanto temevo, per nulla stucchevole. Inaugurato con degli udon, i candidi spaghetti giapponesi, pareva un paesaggio innevato: aneto e semi di sesamo nero hanno creato quel contrasto cromatico che rende ogni piatto più appetibile e arricchito il palato di ulteriori sfumature. La ricetta è liberamente ispirata a quella di Eric Gower.
Per il pesto
latte di cocco 100 ml
aceto di mele un cucchiaino
aceto balsamico un cucchiaio
zenzero fresco 1,5 cm
aglio uno spicchio schiacciato
pinoli 60 g
udon 300 g
aneto 15 g
sesamo nero 2 cucchiai
Frullate tutti gli ingredienti del pesto insieme. Conservate al fresco.
Cuocete gli udon in una pentola di acqua bollente salata secondo il tempo indicato sulla confezione. Lavate e tritate l’aneto. Scolateli e raffreddateli sotto il getto di acqua fredda del rubinetto. Scolateli nuovamente. Conditeli con il pesto e l’aneto tritato e servite. Guarnite i singoli piatti con i semi di sesamo.
English version
Udon with asian pesto
Pesto:
100 ml of coconut milk
1 ts of apple vinegar
1 tbs of balsamic vinegar
1, 5 cm of fresh ginger
1 clove of garlic
60 g of pine kernels
300 g of udon
15 g of dill
2 tbs of black sesame
Mix all the pesto ingredients in the blender until smooth. Put the pesto in the fridge. Wash and chop the dill. Boil the udon in salted boiling water and cook according to directions written on the packet. Drain and rinse under cold water. Drain again and season with the pesto and chopped dill. Garnish with black sesame.