Chettinadu
July 20th, 2007

Posso offrirvi un chai masala?
Chettinadu
15, rue Cail
75010 Paris

Posso offrirvi un chai masala?
Chettinadu
15, rue Cail
75010 Paris

A Parigi, nei pressi della Gare du Nord, c’è una zona in cui spesso petali di rosa adornano l’ingresso dei ristoranti e dalle vetrine dei negozi occhieggiano prodotti esotici come manghi verdi, foglie di banano e…Continua

Non sono forse la sintesi perfetta tra una ghiottoneria da undicenne e la tentazione di un vero gourmet?
Pain de Sucre
14 rue Rambuteau
75003 Paris
Piccola citazione della collezione Fetish che credo sia agli sgoccioli ormai; a breve ci saranno nuove creazioni ad “emozionare i nostri sensi” ,per citare il catalogo.

Versione millefoglie del celebre Ispahan (macaron alla rosa, crema ai petali di rosa, lamponi interi e litchy). J’adore !


Mettetevi nell’ordine di idee che starete in coda: scorrevole in settimana; chilometrica durante il week-end. Comunque l’attesa sara` premiata dalla bonta` oggettiva dei dolci, dalla cortesia del personale,che ,diversamente da quello de Ladurée ha fatto un corso di buone maniere. E comunque non è una coda necessariamente noiosa, impestata di signore borghesi con il barboncino nella borsa. Può accadere che un avvenente ragazzo vestito Gaultier con un etto di mascara (Chanel, inimitable) sbuchi dal retro e saluti platealmente gli altri commessi, con un sorriso malizioso sulle labbra, una strizzata d’occhio e la promessa “See you suuuun!”. Mi e` parso indiscreto investigare, del resto chi non si riprometterebbe lo stesso, dopo aver assaggiato tali meraviglie?!
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Pierre Hermé 72, rue Bonaparte http://www.pierreherme.com |

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L’art de la table 17, rue de l’Odeon |

Nome ignoto, allocato in un punto imprecisato di rue charlot, nei pressi della boutique “Le boudoir et sa philosophie” che sta al 18. Ma non so nemmeno cosa fosse, un robivecchi? Un aggiusta-cose-di-ottone? Chiaramente e` il gatto che ha attirato la mia attenzione

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Andy whaloo 69, rue des Gravilliers |

Chajin significa “Maestro del the” in giapponese, ed è il nome di una piccola sala da the dietro place de la Madeleine. Siamo accolti dall’accento americano di Madame Carol Negiar che ci invita a prendere un the. In effetti mi ero recata lì solo per acquistare del matcha per cucinare dato che la mia scorta stava finendo, ma vista l’atmosfera del luogo, semplice e raffinata al contempo decidiamo di fermarci. Siamo scortati per pochi passi nella sala da Madame Kazuyo Coineau una maestra del the di orgine giapponese, sarà lei a seguirci durante la degustazione.
Ci accomodiamo dopo aver convenientemente tolto le scarpe in questa sala di legno chiaro, quasi spoglia se si fa eccezione per alcuni utensili propri del luogo.
La mia scelta cade su un dolcetto Fuyo Daifuku , a base di pasta di soia e di armoise, un’erba che avevo gustato in un particolarissimo tiramisù in un ristorante coreano sempre a Parigi . Si tratta di un’erba officinale. Il dolce era molto leggero e di una consistenza inusuale ma gradevole.

Leo invece preferisce qualcosa di salato e la sua attenzione è attirata da un uovo cotto a 65 gradi e immerso in una soluzione di salsa di soya. Mi sono ripromessa di cercare la ricetta sul libro Il Giappone in cucina quando torno a casa.

Dopo aver mangiato sono arrivati i nostri the, serviti in splendido vasellame di ceramica. Chajin offre un’articolata selezione di the verdi, anche perchè in Giappone sono prodotti solo questi,la cui caratteristica precipua consiste nel non essere fermentati.

Mentre sorseggiavamo il nostro the seduti gambe incrociate sul tatami un graduale senso di pace si è impadronito di noi. Dopo la terza infusione abbiamo lasciato la sala appartata quasi ipnotizzati. Non so quanto tempo sia passato in questo tempio di calma, per me solo un istante, come se avessi appena chiesto il matcha da acquistare e avessi poi fatto un sogno.

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Informazioni pratiche Chajin 24, rue Pasquier Paris VIII Chiusura: domenica Metro: Madeleine Sala da the con una selezione di Grands Crus di the verdi giapponesi, vendita di utensili e vasellame. Tra i vari tipi di the figurano 4 qualità di Matcha tra cui una decisamente economica da riservare ad un uso culinario venduta in confezioni sottovuoto da 100 g a 12 euro. Per chi apprezza i dolci wagashi sempre in zona si trova la pasticceria Minamoto Kitchoan. |

Stamattina mi sono svegliata con il pensiero della passeggiata che mi attendeva. Erano circa due mesi che non venivo a Parigi e sinceramente la città mi mancava. Se penso che la prima volta che ci sono venuta, circa 2 anni fa, mentre il treno mi riportava verso Milano pensai che si era un bel posto , ma in fondo non ero sicura che sarei tornata, non fu amore a prima vista come per Londra. Invece ora due mesi mi sono parsi un’eternità e la mia malinconia era forte.
Così ho fatto un giro a Saint Paul, e il mio sguardo è stato attirato da meravigliosi mazzi di rose e vasi armoniosamente disposti. Certo di fioristi ce ne sono in giro tanti, ma queste rose erano presentate particolarmente bene.

Sbirciando l’interno ho visto accanto ad una moltitudine di rose, vasetti e candele anche delle tavolette di cioccolato bianco screziato di petali di rosa , bottigliette di sciroppo, caramelle e torrone tutto rigorosamente alla rosa. C’erano poi dei pachettini trasparenti pieni di petali di rose non trattate: ideali per aggiungere colore e profumo ai piatti. La mia scelta è caduta su una gelatina alla rosa; vi saprò dire cosa ne penso alla prossima merenda ![]()
Proseguendo il mio giro mi sono trovata proprio nel cuore del Marais, di cui apprezzo le viuzze antiche, i negozietti e l’atmosfera in generale. Di nuovo una vetrina ha attirato la mia attenzione: piccoli bicchieri pieni di creme colorate, torte con lamponi e peperoni, piccoli cake matcha e ciliegie, una moltitudine di finger food in versione dolce, macaron allo zafferano… Macaron allo zafferano?! Sono entrata al volo e ho comprato un mezza dozzina di dolcetti.

Tornata a casa ho iniziato impaziente la degustazione. Quelli al lampone non mi hanno colpito molto, si sentiva troppo la mandorla e la ganache era proprio un velo, anche se, esteticamente parlando, adoro il colore.

Invece quelli al cassis erano davvero squisiti, ma nulla di nuovo. La vera sorpresa sono stati proprio quelli allo zafferano, di-vi-ni e ripieni al punto giusto, il sapore di zafferano era assolutamente autentico.
Mattinata fortunata direi, questi sono due indirizzi da segna(la)re.

Au nom de la rose
87, rue Saint Antoine
Pain de sucre
14 rue Rambuteau
chiusura martedi` e marcoledi`
Ora, dopo aver rivisto il film che nel frattempo è uscito anche in Italia, quando sono stata a Parigi mi sono pazientemente messa in fila in rue Royale per avere la mia porzione di macaron.
Se vi recate a Parigi e amate i dolci a mio avviso vale la pena provarli. Ecco qualche consiglio per godere dell’esperienza.
Premessa
Calcolate un’attesa che mediamente è di 20 minuti e siate pronti a passare sopra alla maleducazione, cavallo di battaglia della servitù. O, ehm, dei commessi ;-P
Istruzioni
1 Precisate che i gusti dei macaron li volete scegliere voi, non che vi buttino dentro quello che passa a loro per la testa.
I gusti permanenti sono:
*cioccolato, ciccolato fondente( non eccezionali per chi ama davvero il cioccolato)
*vaniglia (pieno di deliziosi puntini neri, slurp!)
*rosa, lampone, frutti rossi, cassis-violetta ( e qui vale il teorema per cui la gamma dei rosa e viola in generale è una meraviglia)
* limone
* acqua di fiori di arancio ( delicato e buono)
* caramello salato e nocciola pralinata (sfiziosi)
*Caffé, pepe di Java e pistacchio (a me ignoti)

2 Se prendete una dozzina di macaron stanno nella scatolina standard; ma se ne prendete più o meno loro cercheranno di rifilarvi una scatolina un po’ carina che per carità può essere un bel souvenir appiccicoso dopo il consumo dei diletti, ma che in genere alza il prezzo di una decina di euro almeno. Comunque con 12 mini-macaron si spendono sui 12 euro. Dico mini perchè i macaron e basta sono decisamente più grandi, meno carini e non credo ci siano in tutti sapori.
3 Chi rompe paga. Verificate che non siano rotti, quando vi porgono il pacchettino. Diversamente fateveli cambiare, e` routine ma a volte fanno finta di niente con i turisti. Parlo a ragion veduta: io che ho la capacità di sembrare una turista anche in Italia, immaginate quanto lo possa sembrare all’estero!
4 Se sentite che una collega della commessa che vi sta servendo apostrofa quest’ultima con una frase che significa pressapoco “oggi tutti a te gli spagnoli, poverina!” ; rispondete a voce alta e ben scandita :”je ne suis pas espagnole de tout!”
Ladurée
16, Rue Royale
75008 Paris
Metro Concorde o Madeleine



C’é un cantuccio più colorato degli altri e subito attira la mia attenzione: ecco gli inchiostri e gli zuccheri colorati, le carte alimentari, le collane e i braccialetti di caramelle a forma di cuori e fiori; ufficialmente è l’angolo dei bambini ma chi non si sente incuriosito da queste illusioni edibili?

Soddisfatto l’occhio dal punto di vista ludico subentra quello da gourmet e intravedo oltre agli oli di oliva aromatizzati, anche quello di argan, di sesamo, di pistacchio, di noce e di nocciola. Tra gli aceti mi sono rimasti impressi nella mente quelli di Banyuls declinati con varie spezie. In un ciotolino vedo il sale rosa dell’himalaya e ho la certezza che non ne uscirò senza. Era tanto che lo volevo e comprarlo qui mi permetterà di serbare un po’ dell’allegria colorata di questo posto per l’inverno che verrà.


Quanto a marmellate, mieli e gelatine speziate c’è solo l’imbarazzo della scelta: preferite la confettura di gerani e the verde preparata esclusivamente con i fiori del giardino di una produttrice in Charente-Maritime o scegliete quella classica fatta solo con lamponi colti in mattinata e pectina fatta in casa?

Valerie ha selezionato anche una serie di piatti, stoviglie e ciotoline che abbelliscono ulteriormente l’ambiente, tanto che uno scatto dell’interno capeggia sulla copertina di una guida per giapponesi golosi. I prezzi rispecchiano la qualità; Valérie fa dei veri e propri tour per scovare prodotti non omologati, colture biodinamiche, accostamenti aromatici inediti e questo le permette di avere una selezione strepitosa e in continua espansione. Nota a margine: nutre una spiccata simpatia per i foodblog, in tutte le lingue.
beau et bon
81 rue Lecourbe Paris xv

“Alice nel paese delle meraviglie”, Lewis Carrol
Non posso dire di aver pensato lo stesso allontanandomi da questa sala da the quieta nella quale ho condiviso due ore e una fetta di deliziosa tarte au citron con Daniela. L’arredamento è molto accogliente, i colori del legno e della terra dominano; Daniela ed io abbiamo tra l’altro avuto la fortuna di essere accomodate su due vecchie poltroncine di pelle guarnite da un tavolino basso su cui appoggiare le vivande. L’ambiente mi è parso decisamente rilassato, quasi ovattato, con un’attitudine alla lentezza che non stona quando si sta sorseggiando un the alla vaniglia intraprendendo una piacevole conversazione.


