New York
May 28th, 2007


Lo sapevate che a New York il numero di internet point è inversamente proporzionale a quello delle caffetterie Starbucks? Io ora lo posso affermare con certezza e una punta di dispiacere: mi sarebbe piaciuto mostrarvi New York live, come avevo fatto con Rio De Janeiro ma non è stato possibile vista la carenza di internet cafe e il costo orario spropositato del wi-fi.
New York e` divisa in 5 boroughs: Bronx, Brooklyn, Queens, Staten Island e Manhattan. Proprio questo è il distretto in cui si concentrano i punti di maggior interesse e che e` stato oggetto della mia visita. Il nome, anticamente Manahatta, significa “luogo dell’ebbrezza generale”.
Premettendo che non ero mai stata prima negli Stati Uniti uno degli aspetti che ho rilevato istantaneamente e` stata la cordialità degli abitanti. L’attitudine al dialogo con gli sconosciuti, la volontà di aiutare il prossimo e il garbo e la disponibilità nel dare informazioni sono tutti aspetti che contribuiscono a far sentire a proprio agio in una città straniera e che ritengo alla lunga incidano sulla qualità della vita.
La popolazione è molto varia, si incontrano comunemente persone di qualunque etnia, e se dovessi scegliere un colore per descriverla, sarebbe il bianco perché contiene tutti gli altri.
Chiudendo gli occhi vedo le tinte dell’elegante sari indossato da un’affascinante donna indiana che passeggiava a Times Square fondersi con la pelle nera come ebano di una sorridente immigrata del Burkina Faso che lavora da Whole foods per poi affogare nel biancore irreale di un’albina abitante di China Town.


Se il colore è il bianco, il rumore è continuo, inopportuno e addirittura assordante nelle stazioni della metropolitana dove mi premevo i palmi della mano sulle orecchie per proteggerle dal frastuono provocato dall’arrivo di carrozze fatiscenti.
Nella Grande Mela il palato non può che essere appagato e vista la quantità e la varieta` dei luoghi dedicati al cibo qualunque esigenza può essere soddisfatta. La concorrenza è spietata e la vita media di un locale circa di 3 anni, quindi la qualità è mediamente più elevata. Accanto ad una moltitudine di ristoranti etnici, si trovano locali fusion, vegetariani, un vero e proprio elenco di ristoranti vegani, sale da the inglesi, giapponesi e poi posti specializzati esclusivamente in un piatto. Poco per volta condividerò con voi le mie esperienze ed impressioni sul lato più gustoso della città.


