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	<title>Il Pranzo di Babette&#187; New York</title>
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		<title>New York&#8217;s tastiest places</title>
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		<pubDate>Sat, 18 Oct 2008 13:57:45 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Ci &#232; voluto un po&#8217; di tempo ma finalmente, dopo che un&#8217;amica mi ha pregato di segnalarle i miei indirizzi newyorchesi preferiti mi sono rimboccata le maniche e ho raccolto e organizzato i miei appunti di viaggio. In questo post si trova un estratto corredato da fotografie, mentre il pdf ne &#232; privo in modo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ci &egrave; voluto un po&#8217; di tempo ma finalmente, dopo che un&#8217;amica mi ha pregato di segnalarle i miei indirizzi  newyorchesi preferiti mi sono rimboccata le maniche e ho raccolto e organizzato i miei appunti di viaggio. In questo post si trova un estratto corredato da fotografie, mentre il pdf ne &egrave; privo in modo che sia facilmente stampabile. </p>
<p><strong>Versione pdf</strong> <a href='http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/newyork_tastiestplaces1.pdf'>New York&#8217;s tastiest places</a></p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/senza-titolo-11.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/senza-titolo-11.jpg" alt="" title="kettle" width="500" height="614" class="alignnone size-full wp-image-708" /></a><br />
</center></p>
<p><strong> Sympathy for the kettle</strong>   </p>
<p>109 Saint Marks Place                                                                                                        lun 11-18  mar-dom 11-22</p>
<p>Piccolissima sala da tÃ¨ con una scelta ampia di infusioni di alta qualitÃ , circa 150. Ambiente accogliente e calmo con possibilitÃ  di gustare dolcetti e torte seduti ad uno dei quattro tavolini.  Spesso  fanno degli eventi con delle degustazioni gratuiti. Se decidete di acquistare del tÃ¨ da portare via vi stupirete della bellezza del design delle etichette.</p>
<p><span id="more-704"></span></p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/bagel.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/bagel.jpg" alt="" title="bagel" width="500" height="375" class="alignnone size-full wp-image-705" /></a></center></p>
<p><strong>H &#038; H</strong><br />
639 west 46 th west </p>
<p>La definirei una panetteria ma forse il termine suona  inappropriato se si pensa che vendono solo ed esclusivamente bagel, gli ottimi panini a forma di ciambella originari della cucina ebraica. Classici,  integrali, al sesamo, ai semi di papavero, ma anche dolci alle uvette questi sono tra i bagel migliori di New York. Purtroppo non li vendono ripieni ma con un minimo di organizzazione si puÃ² acquistare della cream cheese in qualunque supermercato per un snack molto easy.</p>
<p><center><br />
<a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/panino.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/panino.jpg" alt="" title="panino" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-709" /></a></center></p>
<p><strong>Shake Shack</strong><br />
Madison Square Park<br />
Madison Avenue and 23rd Street</p>
<p>Quello che Ã¨ stato eletto il miglior hamburger del 2008 a New York, si puÃ² gustare seduti allâ€™aperto, anzi <em>alfresco</em>, seduti nel parco di Madison Square. Qui infatti, dopo una coda che puÃ² essere anche lunga, si ordinano hamburger, semplici o doppi, hot dog ma anche bevande e dolci. Mentre si prende posto ad uno dei tanti tavolini a disposizione, lâ€™ordine effettuato viene preparato nella casetta posta al centro del parco. Una sorta di walkie talkie che viene rilasciato alla cassa, vi avviserÃ  che il vostro delizioso hamburger Ã¨ pronto. </p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/pukk.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/10/pukk.jpg" alt="" title="pukk" width="500" height="367" class="alignnone size-full wp-image-706" /></a></center></p>
<p><strong>Pukk</strong><br />
71  1st Ave  1<br />
New York, NY 10003, United States<br />
+1 212-253-2741 </p>
<p>Lâ€™interno ricorda per certi versi quello di una piscina in toni verde lime e grigio perla, lâ€™atmosfera Ã¨ hip e moderna e il cibo, thai e vegetariano, assolutamente delizioso. In carta zuppe, una piÃ¹ buona dellâ€™altra, insalate e piatti principali che apparentemente sono a base di anatra, pollo e maiale. Ma proprio di apparenza si tratta; tutte le carni sono costituite infatti da prodotti derivati dalla soya che hanno suscitato lâ€™entusiasmo di piÃ¹ di un carnivoro. Ottimo rapporto qualitÃ  prezzo, si cena abbondantemente e bene con una quindicina  di dollari, tasse e mance comprese.</p>
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		<title>Magnolia Bakery</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Sep 2008 13:43:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[cupcake]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[cheesecake]]></category>
		<category><![CDATA[cioccolato]]></category>
		<category><![CDATA[crema]]></category>
		<category><![CDATA[formaggio]]></category>
		<category><![CDATA[week]]></category>

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		<description><![CDATA[E torniamo a New York, pi&#249; precisamente ad un indirizzo che i fan di Sex and the city conosceranno bene: Magnolia Bakery. In un episodio della serie Carrie e Miranda, sedute su una panchina proprio di fronte alla pasticceria, mangiano con golosit&#224; delle cupcake: in un battito di ciglia la pasticceria &#232; diventata un cult. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/magnolia1.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/magnolia1.jpg" alt="" title="magnolia1" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-600" /></a></center></p>
<p>E torniamo a New York, pi&ugrave; precisamente ad un indirizzo che i fan di <em>Sex and the city </em>conosceranno bene: <strong>Magnolia Bakery</strong>. In un episodio della serie Carrie e Miranda, sedute su una panchina proprio di fronte alla pasticceria, mangiano con golosit&agrave; delle <strong>cupcake</strong>: in un battito di ciglia la pasticceria &egrave; diventata un cult. <span id="more-599"></span></p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/magnolia2.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/magnolia2.jpg" alt="" title="magnolia2" width="500" height="747" class="alignnone size-full wp-image-601" /></a></center></p>
<p>So che in certe ore lunghe code si snodano fuori del negozio esattamente come da <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2007/03/09/parigipierre-herme/">Pierre Herm&egrave;</a> e una leggenda metropolitana vuole che non sia possibile acquistarne pi&ugrave; di 12 a testa. Ma per me che ci sono stata di mattina, praticamente all&#8217;apertura,  &egrave; stato molto rapido compiere l&#8217;acquisto nella pasticceria dalle tinte pastello e accomodarmi poi in un parchetto vicino per la degustazione.<br />
<center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/magnolia3.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/magnolia3.jpg" alt="" title="magnolia3" width="500" height="504" class="alignnone size-full wp-image-602" /></a></center><br />
La  mia scelta &egrave; caduta su una deliziosa cupcake-cheesecake al limone, che ho <del datetime="2008-09-26T13:20:10+00:00">divorato </del> adorato: base di biscotto, crema di formaggio profumatissima di limone, panna montata e una fettina di lime. Anche Leo era in vena di cheesecake e ha preso quello variegato al cioccolato, buono ma meno equilibrato del mio. In ogni caso entrambi molto nutrienti. Le briciole hanno poi allietato gli uccellini, per la verit&agrave; ben pasciuti, che si spingevano fin sul tavolino per becchettare quel poco  che rimaneva delle cupcake.</p>
<p>Magnolia Bakery<br />
401 Bleecker Street<br />
New York, NY 10014 </p>
<p>200 Columbus Avenue<br />
New York, NY 10023</p>
<p>http://www.magnoliacupcakes.com/</p>
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		<title>Amai tea and bake house</title>
		<link>http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2008/09/23/amai-tea-and-bake-house/</link>
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		<pubDate>Tue, 23 Sep 2008 14:22:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[cupcake]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>
		<category><![CDATA[matcha]]></category>
		<category><![CDATA[week]]></category>
		<category><![CDATA[zenzero]]></category>

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		<description><![CDATA[Per la seconda puntata della cupcake week vi porto in una piccola sala da t&#232; newyorchese in cui ho trascorso dei momenti di relax all&#8217;insegna del matcha durante l&#8217;ultima visita nella Grande mela. Chi frequenta la foodblogsfera internazionale forse riconoscer&#224; nel biscottino ritratto qui sotto, uno dei tormentoni che sta impazzando da un anno e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/amaytea3.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/amaytea3.jpg" alt="" title="amai cupcake" width="400" height="575" class="alignnone size-full wp-image-591" /></a></center></p>
<p>Per la seconda puntata della <strong>cupcake week</strong> vi porto in una piccola sala da t&egrave; newyorchese in cui ho trascorso dei momenti di relax all&#8217;insegna del matcha durante l&#8217;ultima visita nella Grande mela.<br />
Chi frequenta la foodblogsfera internazionale forse riconoscer&agrave; nel biscottino ritratto qui sotto, uno dei tormentoni che sta impazzando da un anno e mezzo circa: <a href="http://www.lovescool.com/archives/2007/05/15/best-bakery-recipe-finalist/">i sabl&egrave;e al matcha di Kelli di Lovescool</a>, che oltre ad  aver concepito questa e altre meraviglie &egrave; la proprietaria di <strong>Amai tea and bake house</strong>, la sala da t&egrave; in questione. </p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/amaytea4.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/amaytea4.jpg" alt="" title="amai green" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-592" /></a></center><br />
<span id="more-589"></span><br />
Naturale che al momento di redarre il mio carnet di indirizzi questo in particolare non potesse assolutamente mancare. E cos&igrave; nel tardo pomeriggio di un mercoled&igrave; di agosto ho assaggiato uno di questi biscottini e devo dire che sono davvero strepitosi. Si sciolgono in bocca ma al contempo se ne pu&ograve; apprezzare la friabilit&agrave; e il sapore di matcha &egrave; presente in modo intenso, cosa che adoro. La ricetta &egrave; stata declinata anche con altri tipi di t&egrave; che vengono precedentemente macinati e devo dire che quello fatto con un t&egrave; verde aromatizzato con fragola e zenzero rivaleggiava con quello al matcha in quanto a bont&agrave;.<br />
Ma questa &egrave; la settimana delle cupcake, non dei biscottini,  quindi veniamo alla <strong>cupcake al matcha</strong>. Innanzitutto devo dire che era molto, molto buona. Il dolcetto di base era soffice e si poteva gi&agrave; distinguere chiaramente il sapore di matcha, ma con il verdissimo frosting diventava indimenticabile.  Frosting piuttosto burroso in verit&agrave;, ma che la nota fortemente vegetale del matcha bilanciava perfettamente. Poi le cupcake avevano una taglia medio-piccola che era ideale e permetteva appunto di gustare anche qualche biscottino sorseggiando intanto una tazza di t&egrave;.<br />
<center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/amaytea.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/amaytea.jpg" alt="" title="amai" width="500" height="347" class="alignnone size-full wp-image-593" /></a></center><br />
Ampia la selezione di t&egrave;:verde, bianco, nero e oolong con la possibilit&agrave; ulteriore di scegliere tra aromatizzati e naturali. Tutti  vengono conservati in piccoli cassettini dai quali il personale attinge con attenzione per prelevare le preziose foglie.<br />
L&#8217;ambiente &egrave; rilassatissimo e molto cosy  e si trascorre  piacevolmente il tempo sfogliando riviste, chiacchierando o facendo il punto dell&#8217;itinerario turistico (il mio era scandalosamente mangereccio)<br />
Ciliegina sulla torta?  &Egrave; a due passi da Union Square, zona che adoro. </p>
<p><center><a href="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/amaytea2.jpg"><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/wp-content/uploads/2008/09/amaytea2.jpg" alt="" title="amai 2" width="400" height="600" class="alignnone size-full wp-image-590" /></a></center></p>
<p>La ricetta delle cupcake non mi risulta sia stata pubblicata, ma vi segnalo che <a href="http://www.cilieginasullatorta.it/2007/07/green-tea-sweets.html">Tuki</a> ha tradotto e adattato la ricetta dei biscottini alla misurazione in grammi, oltre ad avere fatto delle foto stupende come suo solito.</p>
<blockquote>
<p><strong>Amai Tea &#038; Bake house</strong><br />
171 third avenue<br />
(BETWEEN 16th and 17th ST.)<br />
NEW YORK, NY 10003<br />
Tel: 212.863.9630</p>
<p><a href="http://www.amainyc.com/"></a> </p></blockquote>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Il mercato biologico in Union Square</title>
		<link>http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2008/02/29/il-mercato-biologico-in-union-square/</link>
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		<pubDate>Fri, 29 Feb 2008 11:14:52 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Durante la mia breve permanenza newyorchese ero capitata varie volte in Union Square, attirata dalla possibilit&#224; di fare un pasto veloce ma sano da Whole foods o di sorseggiare un matcha latte da Tavalon o ancora di sfogliare un libro accoccolata sulla moquette di Barnes &#038; Noble; per non parlare dell&#8217;acquisto di un paio di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/organicmarket.jpg" alt="" /></center></p>
<p>Durante la mia breve permanenza newyorchese ero capitata varie volte in Union Square, attirata dalla possibilit&agrave; di fare un pasto veloce ma sano da <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2007/05/29/new-york-chains/">Whole foods</a> o di sorseggiare un matcha latte da <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2007/06/01/new-york-tea/">Tavalon</a> o ancora di sfogliare un libro accoccolata sulla moquette di <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2007/05/29/new-york-chains/">Barnes &#038; Noble</a>; per non parlare dell&#8217;acquisto di un paio di Ugg a prezzo scontatissimo ma questa &egrave; un altra storia <img src='http://www.ilpranzodibabette.com/wp-includes/images/smilies/icon_smile.gif' alt=':)' class='wp-smiley' /><br />
Non vi avevo invece accennato del mercato dei contadini, che si tiene a cielo aperto proprio in questa piazza e che propone frutta, verdura ma anche fiori e conserve il tutto rigorosamente biologico. Me l&#8217;ha riportato alla mente, suscitandomi poi altri ricordi piacevoli della vacanza a New York,  il post sui <a href="http://www.francescav.com/2008/02/farmers-market-california/">Farmers&#8217;s market della California</a>  che gli ha dedicato <a href="http://briciole.typepad.com/">Simona</a> per inaugurare  <a href="http://www.francescav.com/category/cucina-california/">Cucina in California</a>, un&#8217;ulteriore rubrica che arrichisce il sempre pi&ugrave; interessante blog di <a href="http://www.francescav.com/">Francesca</a>.</p>
<p>Farmer&#8217;s market<br />
luned&igrave; ,mercoled&igrave;, venerd&igrave; e sabato<br />
Union Square (14th Street/Broadway)<br />
New York</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Onigiri</title>
		<link>http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2007/12/20/onigiri/</link>
		<comments>http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2007/12/20/onigiri/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 20 Dec 2007 07:12:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[Cucina Giapponese]]></category>
		<category><![CDATA[Finger food]]></category>
		<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[La prima volta che ho visto gli onigiri ero a Parigi da Juji-Ya, un piccolo negozio di alimentari con cucina annessa situato nel quartiere giapponese. Sul momento mi sono quasi commossa: mi hanno ricordato i pomeriggi della mia infanzia che dalle 16.00 alle 18.00 trascorrevo guardando cartoni animati giapponesi trasmessi nel programma contenitore bim bum [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/omsb.jpg" alt="" /></center><br />
La prima volta che ho visto gli <strong>onigiri</strong> ero a Parigi da <strong>Juji-Ya</strong>, un piccolo negozio di alimentari con cucina annessa situato nel quartiere giapponese. Sul momento mi sono quasi commossa: mi hanno ricordato i pomeriggi della mia infanzia che dalle 16.00 alle 18.00 trascorrevo guardando  cartoni animati  giapponesi trasmessi nel programma contenitore <em>bim bum bam</em>. Spesso i protagonisti di questi cartoni animati avevano delle scatolettine, <em>bento</em>, piene di cibi coloratissimi, da cui estraevano dei triangolini di riso con quella che a me  pareva un&#8217;impugnatura nera, l&#8217;alga nori. Poi gli onigiri al di l&agrave; del trip emotivo sono davvero buoni: il riso  &egrave; lo stesso del sushi, acidulato e dolce, molto piacevole, e il  ripieno sia prugna umeboshi o pesce cotto, piuttosto gustoso.<br />
Gli onigiri pi&ugrave; buoni invece li ho mangiati a New York da <strong>Oms/b</strong>, un ristorantino che serve solo <strong>om</strong>u<strong>s</strong>u<strong>b</strong>e, che &egrave; l&#8217;altro nome di queste polpettine, e poco altro: zuppe di miso, alghe, pollo fritto e dei dolci molto buoni tra cui delle <em>madeleine al matcha</em>. I loro onigiri sono davvero originali e colorati, avvolti in fogli di soia rosa o gialli e farciti con ripieni estrosi.<br />
<center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/onigiri.jpg" alt="" /><br />
<em>Onigiri cotti sull piastra in un ristorantino a St Mark place; onigiri dai colori vivaci da oms/b</em></center></p>
<p>Se passate da New York vi consiglio di andarci. Invece la formina per fare gli onigiri l&#8217;ho trovata in un grande negozio di alimentari giappoese a Nolita, dove tra l&#8217;altro ho mangiato dei <strong>mochi</strong> buonissimi, ma  ho poi visto queste formine anche a Parigi e immagino ci siano anche a Milano, diversamente gli onigiri si possono fare a mano come mostrano <a href="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/ricette_cucina_giapponese/2007/01/onigiri_le_polpette_di_riso_co.shtml#more">Daniele e Yumie</a>. Inutile dire che gli onigiri sono un <strong>finger food</strong> delizioso e originale.</p>
<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/nolitajap2.jpg" alt="" /><br />
<em>Un <strong>maneki neko</strong>, il gatto potafortuna, dei <strong>mochi</strong>, dolci giapponesi a base di soya e kanten, l&#8217;interno dell&#8217;alimentari a Nolita, un vaso pieno di bacchette.</em></center></p>
<p><strong>Onigiri<br />
</strong></p>
<p>Per il riso:<br />
riso a chicco piccolo 300 g<br />
acqua 330 ml<br />
aceto di riso o di mele 4 cucchiai<br />
zucchero 2 cucchiai<br />
sale mezzo cucchiaino</p>
<p>Mettete il riso in una ciotola (non di acciaio) e sciacquatelo con dellâ€™acqua fredda, fatela colare via, poi schiacciate il riso con il palmo della mano in modo che i chicchi si strofinino tra loro. Ripetete questa operazione almeno tre volte, l&#8217;acqua deve rimanere limpida,  poi fate sgocciolare il riso per unâ€™ora. DopodichÃ© trasferite il riso in una pentola con lâ€™acqua, copritela, e cuocete a fiamma alta per 4 minuti, poi abbassate il fuoco al minimo e cuocete per 12-15 minuti ancora. Alzate quindi la fiamma per 5 secondi, poi spegnete e lasciate riposare per 15 minuti senza togliere il coperchio in modo che cuocia ancora nel suo vapore. Il riso che viene scoperchiato durante la cottura viene definito morto, quindi cerchiamo di evitare cadaveri <img src='http://www.ilpranzodibabette.com/wp-includes/images/smilies/icon_wink.gif' alt=';)' class='wp-smiley' /><br />
Nel frattempo mescolate in un pentolino posto sul fuoco  lâ€™aceto di riso con il sale e lo zucchero fino a quando questo ultimo si sarÃ  sciolto. Trascorsi 20 minuti dal termine di cottura del riso trasferitelo in una ciotola e versatevi il condimento allâ€™aceto e, utilizzando una spatola di legno, incorporatelo al riso compiendo dei movimenti come se doveste tagliarlo e facendo in modo che contemporaneamente si raffreddi raggiungendo la temperatura ambiente. L&#8217;ideale sarebbe che qualcuno vi aiutasse con un ventaglio. </p>
<p>Per gli onigiri</p>
<p>prugne umeboshi<br />
salmone in scatola al naturale sgocciolato<br />
tonno in scatola al naturale sgocciolato<br />
semi di sesamo a piacere<br />
un foglio di nori</p>
<p>Assemblare gli onigiri con la formina &egrave; stato un gioco: dopo averla unta lievemente l&#8217;ho riempita di riso per met&agrave; ho farcito  con una prugna o con il salmone e ho coperto con il riso. Ho premuto con il coperchio e po ho sfilato delicatamente due perfetti onigiri. Quinid gli ho fatto aderire un pezzetto di nori che avevo ritagliato precedentemente. Se non avete la formina o volete in ogni caso cimentarvi a fare a mano seguite le istruzioni di <a href="http://www.corriereasia.com/giappone/blog/ricette_cucina_giapponese/2007/01/onigiri_le_polpette_di_riso_co.shtml#more">Daniele e Yumie</a></p>
<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/omsb2.jpg" alt="" /></center></p>
<p>Indirizzi utili:<br />
JUJI-YA<br />
46, rue Saint Anne<br />
75002 Paris </p>
<p>Oms/b<br />
156 east 45 street<br />
New York</p>
<p>http://www.riceball-omsb.com/index.html</p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York: rice pudding</title>
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		<pubDate>Wed, 04 Jul 2007 11:58:17 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Un locale di New York che serve solo pudding di riso]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/ricepudding1.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/ricepudding2.jpg"><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/ricepudding3.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/ricepudding4.jpg"><br />
Rice to Riches, pudding bar</center></p>
<p><font color="black"><br />
Personalmente adoro i dolci al cucchiaio, li trovo una vera coccola per la sensazione che mi provocano in bocca e in testa, rispettivamente cremosa dolcezza che titilla le papille e reminiscenze di unâ€™infanzia serena. Questa premessa per dire che in generale trovo un <em>pudding bar</em> una buona idea. CosÃ¬ quando a New York sono inciampata in un posto recante unâ€™insegna con scritto â€œRice to Riches&#8221; e dalla cui vetrina occhieggiavano colorati agglomerati di crema di riso, ho estratto dalla borsa il cucchiaio che porto sempre con me e sono entrata piena di speranze. Presto disilluse. Impossibile prendere piÃ¹ di un sapore: la taglia minima sfama almeno 3 persone e contiene tassativamente solo un gusto, cosi` stabilisce il regolamento. Dopo una consultazione con il mio accompagnatore che non porta ad un accordo mi distraggo per fare due foto. Basta una manciata di secondi ed ecco che mi trovo un chilo di pudding alla nocciola, che certo non era il gusto fruttato/floreale che avevo in mente io. Lâ€™assaggio riluttante con il cucchiaino design fornito, si beh ho riposto il mio cucchiaino da <em>street food </em> a questo punto. La nocciola piÃ¹ sintetica che abbia mai assaggiato in assoluto non ha certo fatto una buona impressione, ecco. Lâ€™idea di destinare altri 5 $ al localino situato nel quartiere hip di Nolita non mi allettava, ma nella mia concezione romantica ho deciso che il gusto mango era fatto con vero mango fresco e quello lavanda con veri fiori di lavanda. Mi rimarrÃ  il dubbio ma se qualcuno ci passa e lo prova mi faccia sapere.</font></p>
<p>Rice to Riches<br />
37 Spring Street<br />
tra Mott and Mulberry Street<br />
New York City </p>
<p><center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/sohonolita.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/nolitacommesse.jpg"><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/nolitadog.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/nolitatessuti.jpg"><br />
Nolita, zona di NYC il cui nome significa <em>North of Little Italy</em></center></p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York: Alice&#8217;s Tea Cup</title>
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		<pubDate>Wed, 13 Jun 2007 13:00:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Questa eccentrica sala da the &#232; un sogno che si avvera. Erano mesi che desideravo prendere un cream tea e non avevo trovato ancora un luogo soddisfacente. Alice&#8217;s Tea Cup &#232; un locale dall&#8217;arredamento colorato e fantasioso in cui ho trascorso piacevolmente un paio d&#8217;ore sorseggiando un buon the e mangiando di gusto i tanto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/aliceoutdoor.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/aliceindoor.jpg"><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/alicewash.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/aliceteapot0.jpg"></center><br />
<font color=black><br />
Questa eccentrica sala da the &egrave; un sogno che si avvera. Erano mesi che desideravo prendere un <em>cream tea</em> e non avevo trovato ancora un luogo soddisfacente. Alice&#8217;s Tea Cup &egrave; un locale  dall&#8217;arredamento colorato e fantasioso in cui ho trascorso piacevolmente un paio d&#8217;ore sorseggiando un buon the e mangiando di gusto i tanto sospirati scones. Una  merenda corroborante con tempi decisamente slow: pausa ideale per riposarsi dopo intensi giri turistici. </p>
<p><center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/juliaali.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/ragazzialice.jpg"><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/whiterabbit.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/ponyarancione.jpg"></center></p>
<p>Il romanzo di Lewis Carrol  &egrave; dunque ancora fonte di ispirazione per un <em>tea place</em>, e il risultato rispetto al parigino  <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2006/10/03/le-loir-dans-la-theiere/">le loir dans la th&eacute;i&egrave;re</a> &egrave; diverso, forse maggiormente scanzonato, complice anche l&#8217;atteggiamento del personale sorridente e rilassato. Con 9 $ potrete avere la formula &#8220;Alice&#8217;s Scones &#038; tea&#8221;, ma  ci sono merende ben pi&ugrave; sostanziose che prevedono  biscotti enormi (10 cm di diametro!), sandwiches, mousse al cioccolato e torte. In carta the neri, verdi, bianchi  anche in versione aromatizzata serviti in splendide teiere colorate.<br />
La tavola apparecchiata ricalca infatti  l&#8217;immaginario relativo al <em>Mad Tea-Party</em> cui, suo malgrado, prende parte Alice nel settimo capitolo del libro. Invece <em>Alice&#8217;s Tea Cup</em> di &#8220;capitoli&#8221; ne ha tre: due dotati di sala da the e uno che vende solamente le preziose foglie di <em>camelia sinesis</em>. Vi lascio l&#8217;indirizzo che ho visitato io; gli altri li trovate sul sito.<br />
<center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/aliceteapot1.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/alice/aliceteapot2.jpg"></center></p>
<p>Alice&#8217;s Tea Cup (chapter 1)<br />
102 west 73rd Street<br />
New York  </p>
<p>http://www.alicesteacup.com/</p>
<p></font></p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York: dinner time</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Jun 2007 11:39:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Candle CafÃ¨ animal friendly Lâ€™andirivieni del cameriere dalla cucina Ã¨ continuo e provoca il movimento delle porte basculanti, che lascia intravedere enormi sacchi di iuta pieni di cereali. Al Candle CafÃ¨ sono infatti ingrediente fondamentale di buona parte dei piatti presenti sulla carta, ampia, creativa e assolutamente vegana. In questo locale di dimensioni modeste, quinoa, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Candle CafÃ¨</strong><br />
<em>animal friendly</em></p>
<p><center> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/candlefood.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/Leocandlecafe.jpg"></center></p>
<p>Lâ€™andirivieni del cameriere dalla cucina Ã¨ continuo e provoca il movimento delle porte basculanti, che  lascia intravedere enormi sacchi di iuta pieni di cereali.<br />
Al  Candle CafÃ¨  sono infatti ingrediente fondamentale di buona parte dei piatti presenti sulla carta, ampia, creativa e assolutamente vegana. In questo locale di dimensioni modeste, quinoa, riso, kamut, miglio con le immancabili  verdure, e vari derivati della soja si trasformano in piatti golosi e colorati, spesso incorniciati da dressing favolosi. Tra gli antipasti ci sono i classici guacamole e hummus, zuppe e una focaccia; le insalate spaziano da accostamenti creativi come lâ€™<em>aztec salad</em> con quinoa, mais e semi di zucca alla <em>greek</em> dove la feta e` sostituita dal tofu feta. Non mancano i burger di soja ; e da bere te`, frullati vitaminici e cocktail. Le porzioni  sono abbondantissime, con un  <em>entree</em>, piatto completo mediamente sui 16 dollari, si raggiunge un certo grado di sazietÃ , quindi se desiderate il dessert optate per unâ€™insalata o un burger. </p>
<p><em>Nella foto riso venere,con tofu marinato, spinaci saltati, zucchine alla griglia e fagioli con lâ€™occhio diventano il ripieno per una tortilla verde; un dressing al coriandolo  completa il piatto. Sullo sfondo i resti dello stufato di tofu <em>indian style</em>  servito con riso integrale. A lato Leo si accinge a sorseggiare  un the freddo al ginseng.</em></p>
<p>Candle cafe<br />
1307 terza avenue con 75th street</p>
<p><strong>Nam</strong><br />
<em>viet slow food</em><br />
<center> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/Nam.jpg"> <img src=""></center></p>
<p>Locale dallâ€™atmosfera soffusa e curata, il  cui servizio un poâ€™ lungo vi lascerÃ  il tempo di sorseggiare un cocktail. Deliziosi i <em>bo bia</em>, involtini di pasta di riso con <em>jicama</em>, una radice,  gamberi, salsiccia, e arachidi serviti con una salsa tiepida e saporita e verdure tagliate con la mandolina;  come pure <em>Banh Xeo</em> crepes di cocco e farina di riso con gamberi, pollo e germogli. Il <em>Ga xa Ot</em>, pollo piccante con lemongrass, e` piccante davvero. Chi non ama sapori forti Ã¨ avvisato. Le porzioni medio-piccole, non vi faranno sentire in colpa per una merenda  pomeridiana da Aliceâ€™s tea cup. </p>
<p>Nam<br />
110 Reade street<br />
(Reade St. &#038; West Broadway)</p>
<p><strong>PJ Clarke&#8217;s</strong><br />
<em>historic burger</em></p>
<p><center> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/PJ1.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/frechpotatoes.jpg"></center></p>
<p>Fondato nel 1884 e rilevato una decina di anni dopo da un barista irlandese, questo pub ha il pregio di aver mantenuto  quasi inalterato lâ€™aspetto di allora. Illustri patron  si sono susseguiti negli anni: Jacqueline Kennedy Onassis e  Cary Grant, per citarne due. Mangiare qui e` sicuramente unâ€™esperienza storico-culturale ma  piuttosto che spendere 20 dollari  per un hamburger con le patatine e una coca, suggerisco di prendere una birra al bancone, per un miglior rapporto qualitÃ -prezzo. Per chi ama i ristoranti storici come <a href="http://www.ilpranzodibabette.com/index.php/2006/05/01/chartier/">Chartier</a> a Parigi.</p>
<p>PJ Clarke&#8217;s<br />
915 terza avenue sul lato nord-est della 55 street </p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York: Tea</title>
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		<pubDate>Fri, 01 Jun 2007 06:00:24 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Tavalon cool tea Spazio minimo e design minimalista. Una miscela di bianco, plexiglas e accessori cromati selezionati: lâ€™habitat naturale di un deejay. In effetti, dalla sua nicchia nel soppalco il deejay sta curando la scelta musicale del locale contribuendo a scaldare lâ€™atmosfera. Eppure al piano terra non câ€™Ã¨ unâ€™orda danzante, bensÃ¬ una fila ordinata che [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Tavalon</strong><br />
<em>cool tea</em></p>
<p><center><img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/tavalon3.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/matchalattetavalon.jpg"></center><br />
<center> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/tavalon2.jpg"> <img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/tavalon4.jpg"></center></p>
<p>Spazio minimo e design minimalista. Una miscela di bianco, plexiglas e accessori cromati selezionati: lâ€™habitat naturale di un  deejay. In effetti, dalla sua nicchia nel soppalco il deejay sta curando la scelta musicale del locale contribuendo a scaldare lâ€™atmosfera. Eppure al piano terra non câ€™Ã¨ unâ€™orda danzante, bensÃ¬ una fila ordinata che attende con calma di gustare il suo tÃ¨. Da <a href="http://www.tavalon.com/">Tavalon</a>, tea bar newyorchese, oltre agli accessori si trovano te` neri, bianchi e verdi al naturale o aromatizzati, serviti sia caldi che ghiacciati. Le taglie sono quelle standard americane, molto abbondanti, ma dimenticate le bustine di starbucks, qui il tÃ¨ si fa con le foglie, che a richiesta Ã¨ possibile vedere prima di effettuare la scelta. In carta anche dei cocktail analcolici: alchimie di tÃ¨ e succhi bio o cover di classici come il <em>Moteajo</em>, un mohito da concedersi anche di primo mattino. Ma Ã¨ il <em>Matcha latte</em> con un pizzico di vaniglia la vera oasi verde nel caldo torrido di Manhattan. </p>
<p>Tavalon tea bar<br />
22 east 14 th street<br />
www.tavalon.com</p>
]]></content:encoded>
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		<title>New York: chains</title>
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		<pubDate>Tue, 29 May 2007 14:46:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Kja</dc:creator>
				<category><![CDATA[New York]]></category>

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		<description><![CDATA[Starbucks herbal tea and wee Le loro caffetterie sono onnipresenti, anche 3 nel raggio di 100 metri, non esagero, quindi e` difficile non inciamparci dentro. Personalmente non sono unâ€™estimatrice ma amo sorseggiare bevande calde in quantita` abbondante e, di conseguenza, ho spesso necessitÃ  di fare la pipÃ¬. Starbucks risponde a queste mie necessitÃ  con un [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Starbucks</strong><em><br />
herbal tea and wee<br />
</em></p>
<p><center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/starbuck.jpg"><br />
</center><br />
Le loro caffetterie sono onnipresenti, anche 3 nel raggio di 100 metri, non esagero, quindi e` difficile non inciamparci dentro. Personalmente non sono unâ€™estimatrice ma amo sorseggiare bevande calde  in quantita` abbondante e, di conseguenza, ho spesso necessitÃ  di fare la pipÃ¬. Starbucks risponde a queste mie necessitÃ  con un discreto rapporto qualitÃ -prezzo. Quindi se il tÃ¨ vero e proprio Ã¨ francamente pessimo, il caffÃ¨ non so perchÃ¨ non lo bevo, le tisane, <em>herbal tea</em>,  sono assolutamente decenti, e lo stesso vale per i bagni che sono talmente spaziosi e puliti da essere utilizzati dai newyorchesi per fare veri e propri cambi di look. Invece le poltroncine, lâ€™atmosfera soffusa e  il sottofondo jazz non sono garantiti: solo uno Starbucks su due Ã¨ cosÃ¬, gli altri sono spogli, hanno delle sedie autenticamente scomode e magari hanno pure gli spifferi. Invece il  wi-fi gratis scordatevelo del tutto: potete pagare 6 $ lâ€™ora con la carta di credito o comprare una conveniente tessera prepagata presso il provider, ma non alla caffetteria.<br />
Ma in America non erano per la praticitÃ ?!</p>
<p><strong>Papaya dog<br />
</strong></p>
<p><em>
<ol>
&#8220;&#8230;provate uno qualsiasi dei &#8220;Papaya <strong>King</strong>&#8221; (il migliore Ã¨ comunque quello sulla East 86th street), per gustare la classica &#8220;NYC experience&#8221; di un hot dog accompagnato da succo di papaia: costa solo un paio di dollari, ma Ã¨ un&#8217;esperienza da non perdere!&#8221;</ol>
<p></em></p>
<p><center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/papayadog.jpg"><br />
</center></p>
<p>Avendo in testa le parole di Anthony Bourdain sono entrata in un Papaya dog  e non <strong>king</strong>. Beh credo che non sia cosÃ¬ diverso ma se qualcuno dovesse provare proprio quello sulla 86esima mi faccia sapere. Nel â€œmioâ€? Papaya dog il sapore del succo di papaya era talmente sintetico da far concorrenza a quello dellâ€™aulin. I due hot dog erano buoni, o meglio quelo normale era buono mentre lo special con la salsa gialla al formaggio che si vede nei fumetti e nei film e` abbastanza ributtante. E ho pure pagato 25 cent in piÃ¹ per averla!<br />
Ma entrateci perchÃ¨ farete un`esperienza di vita vera: a parte il tizio che si era fissato con un preciso hamburger nel senso che minacciava verbalmente i commessi che secondo lui volevano dargliene un altro e non proprio quello che stava fissando tra gli altri 25; mentre scattavo qualche foto una donna  mi si e` avvicinata e mi ha chiesto aggressivamente il motivo standomi ad un millimetro dal viso. Ho risposto che le foto  erano per il mio blog e lei si  Ã¨ immediatamente acquietata.<br />
Blog power?</p>
<p><strong>Au boin pain</strong><br />
<em><strong>vs</strong> Starbucks</em></p>
<p>Alternativa gradevole a Starbucks, propone tra gli altri muffin, <em>bagel</em> e piccoli strudel alla mela decisamente freschi e buoni, credo che abbia anche dei prodotti vegani. Il tÃ¨ non Ã¨ male e câ€™Ã¨ la possibilitÃ  di fare colazioni salate con uova e bacon.</p>
<p><strong>Whole foods</strong><br />
<em>bio comfort food</em></p>
<p><center><br />
<img src="http://www.ilpranzodibabette.com/images/newyork/wholefoods.jpg"><br />
</center></p>
<p>In questo supermercato si trova una vasta gamma di alimenti provenienti da tutto il mondo che hanno in comune una qualita` elevata. Ma quello che mi ha  colpito maggiormente in questo paradiso del biologico Ã¨ stata la gigantesca sezione self- service in cui Ã¨  possibile acquistare per 7 $ alla libbra insalate di pasta e di cereali di vario tipo, ma anche di pollo, tofu  verdure, zuppe. Câ€™Ã¨ una zona dedicata esclusivamente alla cucina indiana e una a sushi&#038;co. Ma non mancano i dolci, se ne trovano veramente  di tutti i tipi: cup cakes, trif;le, biscotti, dolcetti pannosi e poi  bagel,  muffin dolci e salati, anche in versione vegan. Dopo aver pagato ci si accomoda e si mangia, io andavo sempre nella sede di Union Square che ha una bellissima vista sulla piazza ma ne ho viste anche altre a Manhattan.</p>
<p>4 Union Square South<br />
New York, NY 10003<br />
Aperto tutti i giorni dalle 8 .00 alle 23.00<br />
(Attraversando la piazza trovate  Barnes&#038; Noble)<br />
<a href= "http://www.wholefoodsmarket.com/stores/unionsquare/">wholefoods</a></p>
<p><strong>Barnes &#038; Noble</strong><br />
<em>(booksellers)</em></p>
<p>Immaginate di entrare una libreria in cui dopo aver effettuato la scelta di un libro o di una rivista sia possibile sedersi al bar interno e sorseggiare una bevanda mentre si sfoglia il volume e si valuta  se acquistarlo o meno. Se il bar fosse occupato  &egrave;  lecito  trovare posto  sulla moquette con accanto la pila di libri e il solito bicchierone. Ma perchÃ¨ citarlo tra indirizzi mangerecci?! Presto detto: hanno una scelta di libri di cucina inaudita, migliaia di volumi  che trattano di qualunque tipo di cucina. E poi sta vicinissimo a Whole foods!</p>
<p>Union Square<br />
33 East 17th Street<br />
New York, NY 10003<br />
Aperto ogni giorno dalle 10.00 alle 22.00<br />
<a href="http://www.barnesandnoble.com/index.asp?z=y">Barnes&#038; Noble</a></p>
]]></content:encoded>
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