Apr 13th, 2008 by Kja | 18 Comments »
Un pranzo improvvisato con quello che avevo nel frigorifero ma che ho trovato delizioso: i resti di un pollo arrosto, di quelli allevati a terra, acquistato in una macelleria in rue montorgueil, tre patate bollite, si sa che io le adoro e tendo sempre a cuocerne più di quanto la mia stessa golosita` mi permetta di mangiarne, degli spinacini e qualche foglia di basilico riuniti a creare un’ insalata di pollo.
Ho tritato il pollo e l’ho condito con un’emulsione di olio, limone, fior di sale, e pepe nero. Ho tagliato grossolanamente le patate bollite, e le ho aggiunte al pollo insieme a una manciata abbondante di spinacini scottati in acqua bollente e tritati. Alla fine ho tagliuzzato sopra del basilico e ho mescolato bene. Mentre lasciavo il tempo ai vari sapori di amalgamarsi almeno un pochino, ho lavato e affettato sottilmente un pomodoro cuor di bue. Ho preso i piatti e con l’aiuto di un coppapasta gli ho dato una forma circolare, poi dato che sentivo un’esigenza di verticalizzazione ho fatto delle quenelle e le ho disposte sopra. Ho aggiunto le fette di pomodoro intorno e un attimo prima che Leo imbracciasse la forchetta ho fatto questo scatto frettoloso 
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Mar 18th, 2008 by Kja | 13 Comments »
Quest’insalata di gamberi e mango verde è nata per caso, ma sono certa che allieterà diversi pasti quando il clima sarà pià caldo. Risulta infatti freschissima e saporita.
Ho fatto un giretto nel quartiere indiano e così mi sono trovata un po’ di ingredienti esotici a disposizione: la goyava, le deliziose mini-melanzane, dei mini-peperoni e manghi verdi. E proprio dai manghi verdi ho cominciato. Con la loro polpa soda e il gusto acidulo sarebbero l’ideale per fare il chutney o un pickle, ma al ricordo della lunga preparazione mi sono un po’ scoraggiata. Inoltre avevo voglia di qualcosa di fresco. Allora ho ripescato l’idea della nage e ho scottato dei gamberi, che sprigionano un sapore incredibile con questo metodo cottura, e li ho mescolati con il mango verde tagliato a fettine sottili. Il coriandolo non sarebbe stato la mia prima scelta ma avevo solo quello in casa, vorrei riprovare con la menta, che richiama l’eco balsamico del pepe di Sichuan presente nella nage.
Insalata di gamberi e mango verde
per 2 persone
Gamberi grigi 8
mango verde 1
olio di oliva 1 cucchiaio
aceto di riso 1 cucchiaino
salsa di soya 1 cucchiaino
coriandolo fresco una manciata
Per la nage
1 limone
pepe nero un cucchiaino
pepe di Sichuan* un cucchiaino
aceto di mele 1 dl
sel de Guèrande una manciata
Sbucciate il mango e tagliatelo sottile con il pelapatate oppure grattugiatelo con una grattugia a fori larghi. Ponetelo in un’insalatiera e conservate in frigorifero.
Preparate la nage: ponete 1,5 l di acqua in una pentola e unite tutti gli aromi indicati, il limone deve essere spremuto direttamente nella pentola e quindi aggiunto. Portate a ebollizione e fate sobbollire per 10 minuti. Sgusciate i gamberi lasciando attaccate le code e le teste. Cuocete i gamberi per 45 secondi nella nage, quindi prelevateli delicatamente con una schiumarola e lasciateli scolare. Separate le teste dai corpi sopra ad una ciotolina per non perdere i succhi, sgusciateli e schiacciate le teste con una forchetta per estrarli completamente.
Emulsionate i succhi del gamberi con l’ olio, l’aceto di riso, e la salsa di soya. Mescolate i gamberi e il mango e conditeli con il dressing. Fate riposare l’insalata un paio di ore in frigorifero per far amalgamare i sapori. Rifinite con il coriandolo tagliuzzato prima di servire.

in ordine sparso:mini-melanzane verdi e viola,
manghi verdi, goyava, peperoni africani
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Feb 7th, 2008 by Kja | 18 Comments »
L’orzo è davvero la prima volta che lo cucino e questo lo devo a Monica che mi ha spedito un pacco pieno di ingredienti eccellenti con cui nutrire la mia fantasia e non solo 
Insomma io l’orzo non l’avevo mai preso in considerazione, attirata piuttosto dall’esotica quinoa o dal miglio, dal sapore dolcemente rassicurante. Mangiandolo ho apprezzato la sua capacità di assorbire i sapori ed impregnarsene rendendo più ricco il suo. Per la cottura dei gamberi ho impiegato una tecnica chiamata nage, probabilmente classica, ma che non conoscevo, letta su un volume di Alain Ducasse dedicato al pesce. Ora che io sappia “nage” significa nuotata, e in effetti i gamberi si sono fatti una nuotatina in acqua bollente aromatizzata con pepe nero, pepe di Sichuan, aceto e limone che gli ha conferito un ottimo sapore.
Dal punto di vista nutrizionale siamo sotto le 300 calorie a porzione, secondo i miei calcoli, il che rende questo gustoso piatto di orzo adatto per il meme dietetico lanciato da Fiordisale.
Orzo e gamberi con coriandolo e pepe di Sichuan
Per 4 persone, circa 280 calorie a porzione
orzo 200 g
gamberi con le teste 400 g
coriandolo 5 g
un’arancia
olio extra vergine di oliva 3 cucchiai
Per la nage
1 limone
pepe nero un cucchiaino
pepe di Sichuan* un cucchiaino
aceto di mele 1 dl
sel de Guèrande una manciata
Ammollate l’orzo per almeno 12-16 ore, quindi lessatelo per circa un’ora o fino a quando risulterà della consistenza a voi gradita. Scolatelo e fatelo raffreddare. Preparate la nage: ponete 1,5 l di acqua in una pentola e unite tutti gli aromi indicati, il limone deve essere spremuto direttamente nella pentola e quindi aggiunto. Portate a ebollizione e fate sobbollire per 10 minuti. Sgusciate i gamberi lasciando attaccate le code e le teste. Cuocete i gamberi per 45 secondi nella nage, quindi prelevateli delicatamente con una schiumarola e lasciateli scolare. Separate le teste dai corpi sopra ad una ciotolina per non perdere i succhi, schiacciatele lievemente con una forchetta per estrarli completamente. Fate raffreddare il sugo ed emulsionatelo con 2 cucchiai di olio, e 3 di succo di arancia.
Ponete qualche cucchaio di orzo nei singoli piatti, ripartitevi i gamberi e il condimento. Rifinite i piatti con il coriandolo tagliuzzato e del pepe di Sichuan. Servite.
In alternativa potete preparare in anticipo il piatto e servirlo poi come un’insalata, rifinendo con il coriandolo poco prima di servire.
*Se volete scoprire qualcosa in più su questo e gli altri tipi di pepe andate a leggere il post a tema che gli ha dedicato Virginia.
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Dec 14th, 2007 by Kja | 20 Comments »
Che brutto nome Rosolli, non ho potuto fare a meno di pensarlo mentre leggevo la ricetta di questa insalata che pare sia tipico gustare la Vigilia di Natale in Finlandia. Ultimamente infatti oltre a sperimentare ricette per Natale sto anche cercando di avvicinarmi un pochino alla cultura finlandese: Helsinki incombe. Per non pensare a quanto freddo farà preferisco concentrarmi sulla cucina e devo dire che questa insalata è stata un delizioso approccio.
La mela la rende fresca, la barbabietola le conferisce una piacevole sfumatura rosea e la salsa la rende irresistibilmente golosa. Ammetto di aver omesso qualche ingrediente: la cipolla cruda a fettine e l’uovo sodo a pezzetti che temo l’appesantirebbero soprattutto in previsione di accompagnare questa insalata con una dozzina di altri antipasti, oltre al resto. Questa ricetta si unisce alle altre 160 (!), ultimo aggiornamento, che Francesca sta raccogliendo.
Rosolli
per 4 persone
patate 2
carote 3
barbabietola cotta 1
mela granny smith 1
Per il dressing
aneto 10 g
crème fraiche 6 cucchiai
aceto di mele 3 cucchiai
zucchero 3 cucchiai
Lavate, sbucciate e tagliate a pezzetti le patate e le carote. Cuocetele separatamante in acqua bollente salata, le carote devono essere al dente. Tagliate a pezzetti la barbabietola. Fate raffreddare complatemente carote e patate.
Preparate il dressing: lavate e asciugate l’aneto, tritatelo finemente. In una ciotolina emulsionate con una forchetta zucchero e aceto, unite la creme fraiche e l’aneto.
Poco prima di servire sbucciate e tagliate la mela a pezzetti, mescolatela con patate, carote e barbietola. Servite con il dressing a parte. Se invece avete approntato delle ciotoline monoporzione guarnite con una cucchiata di salsa e un ciuffo di aneto.
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Oct 5th, 2007 by Kja | 15 Comments »
Non amo le insalate composte da sole foglie verdi, non riesco praticamente e mangiarle. Mi provocano sotto i denti una sensazione spiacevole che mi fa venire i brividi, come se sentissi graffiare sul vetro. E lo so, sono un po’ particolare. La soluzione e` semplice, mescolo le foglie di insalata con altri tipi di verdura o altri ingredienti che abbiano una consistenza diversa in modo da contrastare l’effetto sgradito e creare un equilibrio adatto ai miei gusti. Dopo la fase mela e noci e` seguita la fase avocado e salmone affumicato e da qualche tempo sono entrata nella nuova fase granella di girasole© e germogli. La granella di girasole, nome troppo bello per non metterci il copyright,
e` semplicemente un mix di pinoli (pochi) e semi di zucca (tanti) saltati in padella per pochi minuti e poi tritati che trovo si sposi benissimo nell’insieme, a maggior ragione se nel condimento si mette un pochino di olio di nocciole. Le patate sono una passione sin dall’infanzia, soprattutto bollite e condite con olio, aceto e prezzemolo e sembrera` assurdo ma le mangio molto volentieri con le verdure crude di qualunque tipo. Qui sono valorizzate dallo stupendo sale al matcha, che posto sul tuorlo d’uovo e` qualcosa di incredibile, Eric Gower docet.
L’uovo e` un altro alimento che credo sia scritto nel mio dna che mi debba piacere, del resto mia nonna ha avuto il pollaio fino a una decina di anni fa e mia mamma fino ad allora ha mangiato quasi esclusivamente uova di quel pollaio,che potete ben immaginare fossero assolutamente deliziose. Io non potevo certo non essere un’ amante delle uova, o delle galline che le forniscono. Nel senso che ricordo con molto affetto dei pomeriggi, mooolto lontani, ci tengo a precisarlo, trascorsi inseguendo le galline con la canna dell’acqua aperta. Ci divertivamo un sacco (?), io con gli stivaletti della pioggia e la mantellina rosa impugnavo la canna e loro, beh, scappavano correndo nel pollaio, emettendo dei coccodè acuti e isterici.
Ho scritto a ruota libera tutto questo sproloquio qui sopra per presentare un’insalata con le uova ; che sia questa la mia madeleine?!
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Aug 1st, 2007 by Kja | 2 Comments »
Questa insalata è da qualche tempo che mi riprometto di farla, poi o per un motivo o per l’altro mi è sempre sfuggita dalla mente. Recentemente mi sono ricordata che la volevo fare e ieri sera appena arrivata a Lipomo mi sono trovata tra le mani un pacchetto di lenticchie, negletto da mia madre almeno dalla scorsa Epifania dato che usa solo le lenticchie di Castelluccio. Di queste non sa letteralmente che farsene. Quindi ho pensato fosse proprio un segno del destino, questa è la volta buona, mi sono detta. In realtà sul più bello mi sono resa conto del fatto che la spezia necessaria per aromatizzare l’insalata, il carvi, non era a mia disposizione qui, ma era al sicuro a Parigi. Dopo il primo momento di seccatura ho consultato l’appunto che mi ero presa e ho scoperto una variante con il sumac. E così mi sono resa conto che dopo averci fatto queste capesante, avevo negletto a mia volta questa spezia, per altro gradevollissima. Forse dovrei ribatezzare questo piatto l’insalata degli ingredienti negletti.
lenticchie 200 g
olio extravergine di oliva 5 cucchiai
una piccola cipolla finemente affettata
450 g di pomodorini
2 cucchiaini di sumac
sale e pepe
Ponete le lenticchie in una ciotola piena di acqua fredda per un paio di ore. Scolatele e trasferitele in una pentola. Coprite con acqua bollente e portatele a cottura, circa 15-20 minuti dovrebbero essere sufficienti per everle morbide ma ancora al dente. Scolatele e tenetele da parte. Fate scaldare tre cucchiai di olio in una pentola. Dopo due minuti unite la cipolla e cuocete per 7-8 minuti, devono essere morbide e traslucide. Aggiungete i pomodorini tagliati a metà e le lenticchie. Fate saltare pochi minuti. Regolate di sale. In un altro padellino scaldate 2 cucchiai di olio per 45 secondi. Unite il sumac e scaldate per 30 secondi. Usate questo olio per condire le lenticchie. Servite.
English version
Lebanese salad with lentils and tomatoes
lentils 200 g
olive oil 5 Tbs
cherry tomatoes 500 g
1 small onion finely sliced
sumac 2 ts
salt
Soak the lentils in water for 2 hours. Drain and put them in a saucepan. Cover with boiling water. Return to boil and simmer for 15-20 minutes until they are soft but still firm. Drain well and set aside. Wash the cherry tomatoes and cut them in half. Heat 3 tbs of oil in a pan and add the sliced onion. Cook for 7-8 minutes until the onion is soft and traslucent. Add the tomatoes, the lentils, and sauté for a few minutes. In another pan heat 2 tbs of oil for 45 seconds then add the sumac and sauté for 30 seconds. Put the lentils and tomatoes salad in a bowl and season with the sautéd sumac.
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Mar 27th, 2007 by Kja | 11 Comments »

Quest’insalata è indubbiamente di ispirazione marocchina ma con delle varianti finalizzate ad esaltare il connubio con il piatto forte. Il piatto forte si intravede ma non vi dico certo di cosa si tratta, per quello dovete aspettare domani
arance rosse 2
pompelmi rosa 2
carote con il ciuffo 8
uvetta 30 g
olio evo 3 cucchiai
sale rosa
Pelate al vivo gli agrumi e conservate il loro succo. Sbucciate le carote e tagliatele a julienne non troppo fine, se l’avete con l’aiuto di un elettrodomestico ad hoc. Ungete una padella e fate cuocere le carote incoperchiate per circa 20 minuti, fino a quando saranno cotte al dente. Lasciatele raffreddare. Mescolatele con gli agrumi e le uvette. Preparate una miscela mescolando olio, il succo tenuto da parte e il sale rosa. Condite l’insalata e servite.
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Mar 2nd, 2007 by Kja | 7 Comments »

Ieri a pranzo avevo fame e non sapevo bene cosa mangiare: l’idea di aprire la cucina non mi allettava per niente e allora ho semplicemente guarnito un avocado con pochi ingredienti che avevo sottomano. L’idea nella sua semplicità è stata un successo, tanto che ve la propongo. Io l’ho gustata con un pane integrale bio; ma penso che anche una focaccia sarebbe perfetta.
Avocado 1
pinoli 20 g
semi di zucca 1 cucchiaio
aceto balsamico
Tagliate l’avocado a fette. Disponetelo in un piatto e intanto sbucciate le singole fette. Scaldate i pinoli senza grassi in una padella antiaderente e tritate i semi di zucca. Unite tutto all’avocado e spruzzate con l’aceto balsamico.
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Jan 1st, 2007 by Kja | No Comments »
Direttamente dal menù di pesce:
Insalata con gamberi, litchi, pistacchi e insalata novella

Questa insalata è stata arricchita da due pomodori d’inverno, un dono ricevuto la mattina di san Silvestro. Non so se sia un frutto o una verdura, il suo sapore è una via di mezzo tra un pomodoro e un melograno, invece il colore della polpa è come quello della pesca, un arancio delicato e caldo al contempo.

Sgusciate i pistacchi e gettateli in una pentolina di acqua bollente. Lasciateli 5 minuti, quindi procedete a sbucciarli della loro pellicina senza difficoltà. Private alcuni gamberi delle teste, o usate quelle dei gamberi per le fritattine. Fateli andare con poco olio e sfumate con il vino bianco. Schiacciate bene le teste, lasciate ridurre; quindi filtrate il succo di gambero e lasciatelo raffreddare. Saltate i gamberi in una padella unta di olio. Sgusciate i litchi e privateli del nocciolo. Per il dressing frullate il succo di gambero con un cucchiaio scarso di polpa di granchio, il succo di un lime, zenzero fresco gratuggiato, aceto balsamico e olio. Mescolate i gamberi con i pistacchi, i litchi e la valeriana, conditeli con il dressing e ponete l’insalata in singole ciotoline. Decorate con delle fettine di pomodoro d’inverno. Tenete in fresco fino al momento di servire.
gamberi grigi 500 g
litchi 400 g
pistacchi da sgusciare 100 g
insalata novella 100 g
pomodori d’inverno 2 (per decorare, in alternativa dei semi di melograno)
zenzero fresco gratuggiato 3 cm
lime 1
vino bianco 50 ml
olio
aceto balsamico 1 cucchiaino
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