August 21st, 2008
Prima di andare e tornare da una destinazione che scoprirete presto ho finalmente vinto la mia paura immotivata e totalmente irrazionale di usare il sifone, oggetto a lungo desiderato e che poi, vista la soggezione che mi incuteva, pari solo a quella irradiata dalla calcolatrice scientifica, è rimasto inutilizzato, sballottato tra Italia e Francia durante l’ultimo anno e mezzo. Innanzitutto per chi non lo sapesse il sifone per spume è uno strumento nato dalla creatività avveniristica di Ferran Adrià che per primo ha usato un sifone da soda per trasformare una purea in mousse. Read the rest of this entry »
June 16th, 2008
Da quando ho scoperto un’ottima ricetta per preparare il dulce de leche senza partire dal latte condensato ne sono diventata sempre più appassionata tanto che credo di averlo ormai iscritto tra i miei ingredienti feticcio. Terminato il primo vasetto ne ho rifatta un’altra porzione e ho notato che prolungando il tempo di cottura a bagnomaria il dulce de leche acquista una consistenza ancora più densa, diventando quasi un mou. Non sono d’accordo con chi dice che la vaniglia è opzionale, uno dei piaceri del dulce de leche consiste proprio nel sentirne i semini neri che scivolano tra i denti con la loro ineguagliabile consistenza leggiadra. Read the rest of this entry »
May 19th, 2008
Quello che si intravede nella foto è uno degli angoli del giardino che preferisco in assoluto. Si tratta di una panchinetta bassa di pietra posta vicino al muro di cinta del giardino, perennemente ombreggiata dalle piante di alloro. Dietro, negli antri del muro, la nonna pianta sempre dei ciclamini, che con i loro petali dall’inconfondibile tinta rosa costituiscono la sola nota di colore vivace. Mi piaceva stare seduta lì da bambina, si sa che i bambini amano le sedute a loro misura, e mi piace anche ora, magari sorseggiando il tè, mi da molto senso di raccoglimento, di pace ma anche di stare in un posticino un po’ fiabesco, forse per i giochi che ci facevo durante l’infanzia. Quando ho fatto questo tiramisù al matcha mi sono immaginata che potesse essere il cibo ideale per delle fatine dalle ali verde acqua che sono certa devono abitare ancora sotto le foglie di edera, e per questo ho deciso di fare le foto a questi bicchierini verdi in questo angolino.
La ricetta partecipa al meme sulle ricette a base di tè di Laura
Matcha tiramisù
per 4 persone
100 ml acqua
sencha o altro te` verde in foglie 1 cucchiaio
uova 2
zucchero 6 cucchiai
mascarpone 400 g
matcha 3- 4 cucchiaini circa
pavesini 3 sacchettini circa
Fate scaldare l’acqua e fate infondere il tè in foglie per il tempo previsto, quindi filtratelo e fatelo raffreddare. Separate i tuorli e gli albumi. Montate i tuorli con lo zucchero in un contenitore adatto alla cottura a bagnomaria, sfruttando il calore indiretto le uova diventano più spumose. Fate raffreddare e unitele al mascarpone. Montate gli albumi a neve fermissima quindi incorporateli alla crema di tuorli e mascarpone effettuando un movimento dal basso verso l’alto. Prendete dei bicchierini o delle ciotoline, intingete velocemente i pavesini nel tè ormai freddo, e fate un primo strato, quindi aggungete un cucchiaio di crema e spolverate con del matcha. Per spargere il matcha mi sono trovata bene mettendolo in uno dei classici filtri a molla con il manico. Proseguite alternando gli strati fino a riempire il contenitore, quindi procedete con le altre porzioni.
Prima di servire decorate con delle stelline al matcha.
Stelline al matcha
burro 30 g
zucchero a velo 30 g
tuorlo 1
farina 75 g
matcha un cucchiaino
sale un pizzico
Montate il burro morbido con lo zucchero a velo. Unite il tuorlo. Mescolate bene, unite la farina setacciata con il sale e il matcha. Lavorate la pasta in modo che sia ben liscia ed elastica. Formate una palla e lasciatela riposare in frigorifero per 30 minuti. Scaldate il forno a 175 gradi. Trascorso il tempo stendete la pasta a spessore di 1,5 cm e tagliatela con i tagliabiscotti a forma di stellina. Infilate uno stuzzicadenti nello spessore delle stelline spingendolo bene in centro. Cuocete i biscotti ben distanziati sulla piastra del forno per 10 minuti. Lasciateli raffreddare su una gratella per dolci.
May 18th, 2008

Il
dulce de leche è la confettura di latte di origine argentina che ultimamente spopola tra i foodblog. Molto spesso le ricette che ho letto proponevano di partire dal latte condensato che cuocendo nella sua stessa confezione si riduceva nella crema dal sapore di caramello. Sarà cha da bambina devo aver fatto una sorta di indigestione di latte condesato, ma guardo con sospetto a questo prodotto, quindi ho sempre abbandonato l’idea. Poi qualche giorno fa, sfogliando un libro di cucina
vintage sono inciampata per puro caso in questa ricetta che mi ha ingolosito istantaneamente e che ho trovato pratica in quanto prevedeva la cottura a bagnomaria. E così in un pomeriggio piovoso di maggio ho trovato la mia ricetta definitiva per il dulce de leche: cremoso, denso al punto giusto, non eccessivamente dolce e ricco di vaniglia, una delle mie spezie preferite.
Dulce de leche
per 300 g circa
latte intero 500 g
panna 150 g
zucchero 150 g
bicarbonato di sodio 1/2 cucchiaino
vaniglia 1/2 stecca
Ponete tutti gli ingredienti, tranne la vaniglia, in un contenitore adatto alla cottura a bagnomaria. Incidete la stecca di vaniglia a metà e prelevate i semi che unirete al resto degli ingredienti, quindi aggiungete anche la stecca stessa. Fate cuocere a bagno maria per 3 ore girando di tanto in tanto. Quando il dulce de leche è denso versatelo in un vasetto.
May 5th, 2008

Un altro
dolce viola! Questa volta però non viene dall’incantevole
Aurore Capucine ma dalla piccola cucina di rue de La vrillière.
Che io sia in fase viola ormai è innegabile, e questo forse anche perchè con l’arrivo della bella stagione ho sostituito gli ugg con un paio di all star viola che hanno la sorprendente capacità di abbinarsi a qualunque cosa
Comunque a parte la divagazione sulle scarpe, questo dolce al cucchiaio è stato concepito nella speranza di creare qualcosa di nuovo e un po’ speciale per una cara amica in visita a Parigi. Il tofu silk, di cui Yari mi ha rivelato il vero nome, kinugoshi, e l’affascinate etimologia, deriva infatti da kinu, seta in giapponese, e goshi che viene dal verbo gosu, filtrare, è un ingrediente meraviglioso per produrre creme soffici e spumose. L’incontro con un misto di frutti di bosco ha dato vita ad un colore stupendo e il connubio con i biscotti al cioccolato si è rivelato golosissimo ma lieve grazie alle caratteristiche nutrizionali del tofu.
In coda alla ricetta qualche suggerimento, piuttosto ovvio per dire la verità per rendere la ricetta vegan al 100%!
Bicchierini di tofu ai frutti di bosco e cioccolato
Per la crema
silk tofu 300 g
misto di frutti di bosco 300 g
zucchero 4 cucchiai
miele 1 cucchiaino
biscotti al cioccolato 200 g
zucchero 3 cucchiai
burro 80 g
cioccolato fondente q. b
Ponete tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore e frullate fino ad ottenere una crema liscia e viola (!). Conservate la crema in frigorifero. Sbriciolate i biscotti con il mixer o semplicemente mettendoli in un sacchettino per alimenti e schiacciandoli con un mattarello o una pentola. Fate fondere il burro e versatelo sulla polvere di biscotti mescolata con lo zucchero, fate raffreddare il composto in modo che sia a temperatura ambiente. Prendete 4 bicchierini e fate uno strato di biscotto in ciascuno, livellandolo bene; aggiungete la crema di tofu e ponete in frigorifero per 10 minuti. Proseguite con un altro strato di biscotto e con la crema di tofu e conservate in frigorifero. Prima di servire decorate con scagliette di cioccolato fondente.
Variante vegan
Sostituite il burro con del burro di soia e scegliete dei biscotti al cioccolato privi di uova e prodotti caseari. Il malto di grano invece prende il posto del miele.
February 4th, 2008
Settimana scorsa è stata un pochino più complessa del solito e quindi non ho trovato il tempo di dedicarmi al blog quanto avrei voluto, sarebbe meglio dire che non ne ho avuto affatto. Cucinare ho cucinato, quello sì, ma ho rifatto più che altro delle ricette che già conoscete. Anzi ho una piccola variante per la vellutata di peperone, pomodoro e feta, se omettete l’acqua diventa un ottimo condimento per un piatto di pasta. Ma veniamo al cheesecake, saranno infatti almeno un paio di mesi che la rubrica a cadenza casuale Il cheesecake di Babette non trova la sua giusta valorizzazione 
Much qualche tempo fa si è scoperto grande amante dei dolci a base di tofu silk e mi ha chiesto di preparargliene una variante ai mirtilli. Nella dispensa, tra i vari cereali, faceva capolino il vaso della quinoa soffiata ed è quindi stato naturale ricalcare l’altro cheesecake alternando strati della crema dalla sfumatura indaco con le palline dal lieve sentore di nocciola. La rifinitura con il cocco è una citazione di un dolce di Pain de sucre chiamato, non a torto, éphémère: una cupola di crema di cocco con un cuore di mirtilli e un’anima di vaniglia del Madagascar. Certo un dolce di alta pasticceria, niente a che vedere con la mia preparazione che tuttavia, pur nella sua umiltà, tradisce la mia nostalgia di Parigi, che già affiora, nonostante siano trascorse poche settimane dalla mia ultima visita.
Cheesecake vegan
per 4 piccoli bicchieri
quinoa soffiata 40 g
mirtilli 2 vaschette
malto di grano 6 cucchiai + 2 per decorare
tofu silk 400 g
cocco fresco q.b
Lavate e asciugate i mirtilli. Frullateli con il tofu e il malto tenendone da parte qualcuno. Lasciate riposare la crema cinque minuti in frigorifero.
Prendete 4 bicchierini e riempiteli alternando a strati la quinoa soffiata e
la crema di tofu. Decorate con i mirtilli tenuti da parte e delle scaglie di cocco ricavate con il pelapatate. Aggiungete un cucchiaino di malto.
November 29th, 2007
Credo che cambierò nome al blog. Pensavo ad una cosa come “Il cheesecake di Babette” vista la presenza ormai imbarazzante di questo dessert declinato in svariati esemplari sul blog di una che pensava di non amare il cheesecake. La quinoa la mangio almeno una volta a settimana da quando l’ho provata l’anno scorso, ma in versione soffiata l’ho scovata solo di recente in un negozio biologico e mi è stata subito simpatica: ha un lievissimo sapore di nocciola molto gradevole. Questo cheesecake è un dessert leggero ed è perfetto anche per coccolarsi con una colazione inusuale e colorata.
Cheesecake light di quinoa soffiata
per 4 piccoli bicchieri
quinoa soffiata 40
lamponi 2 vaschette
malto di grano 6 cucchiai + 2 per decorare
ricotta 500 g
semi di zucca a piacere
Lavate e asciugate i lamponi. Frullateli con la ricotta e il malto tenendone da parte qualcuno. Lasciate riposare la crema una ventina di minuti in frigorifero.
Prendete 4 bicchierini e riempiteli alternando a strati la quinoa soffiata e
la crema di ricotta. Finite con uno strato di quinoa. Aggiungete un cucchiaino di malto e decorate con un lampone e a piacere con dei semi di zucca tritati grossolanamente.
Direttamente da “Il cheesecake di Babette”
- Cheesecake alle pesche

- Cheesecake al kumquat
-Cheesecake giapponese

August 3rd, 2007
Cosa poco comune per me che non smanio per i dolci, sto letteralmente vivendo la settimana delle verrine dolci “Sweet verrine week” appunto, che in inglese suona meglio 
Queste sono due ma un’altra e` sfuggita alla macchina fotografica, in attesa di migliorie. Intanto preferite una crema di riso all’acqua di rose e pistacchi o …
Una mousse al cioccolato con sale di Bali?

A voi la scelta. Le ricette qui e qui.
June 25th, 2007

Ispahan è una creazione di Pierre Hermé che amo molto:un macaron alla rosa racchiude una crema alla rosa e litchi e dei lamponi interi. Un trionfo en rose per la vista e per il palato. Proprio i colori degli ingredienti mi hanno spinto a mettermi all’opera in prima persona, e ho giocato a fare il mio Ispahan. La mia è chiaramente una pallida versione dell’originale, cui riconosco tuttavia un pregio: la leggerezza. In questo dolce infatti l’ingrediente più calorico è un piccolo e innocente macaron: insomma un dessert decisamente girlish.

Per 4 bicchierini da circa 100 ml di capienza
Litchi 800 g
macaron al lampone 8
lamponi un cestino
confettura di rose 4 cucchiai
agar agar in polvere un cucchiaino
latte intero 100 ml
zucchero un cucchiaio scarso
Pestate i macaron in una ciotola con un cucchiaio e unite la confettura di rose. Lavorate leggermente il composto:dovreste ottenere una pasta densa. Ripartite il composto in 4 bicchierini e poneteli in frigorifero. Lavate e sbucciate i litchi. Privateli del nocciolo. Frullateli e passateli al setaccio:dovreste ottenere un succo candido e zuccherino. Aggiungete lo zucchero e l’agar agar e ponete il liquido in una pentolina. Portate a bollore e dopo pochi secondi togliete da fuoco. Unite il latte e mescolando sempre con una frusta, fate intiepidire il liquido. Versatelo nei bicchierini e lasciate che si solidifichi nel giro di un’ora. Lavate e asciugate accuratamente i lamponi. Quando i bicchierini sono a temperatura ambiente decorateli con i lamponi e poneteli in frigorifero fino al momento di servire.
