May 5th, 2008 by Kja | 24 Comments »

Un altro
dolce viola! Questa volta però non viene dall’incantevole
Aurore Capucine ma dalla piccola cucina di rue de La vrillière.
Che io sia in fase viola ormai è innegabile, e questo forse anche perchè con l’arrivo della bella stagione ho sostituito gli ugg con un paio di all star viola che hanno la sorprendente capacità di abbinarsi a qualunque cosa
Comunque a parte la divagazione sulle scarpe, questo dolce al cucchiaio è stato concepito nella speranza di creare qualcosa di nuovo e un po’ speciale per una cara amica in visita a Parigi. Il tofu silk, di cui Yari mi ha rivelato il vero nome, kinugoshi, e l’affascinate etimologia, deriva infatti da kinu, seta in giapponese, e goshi che viene dal verbo gosu, filtrare, è un ingrediente meraviglioso per produrre creme soffici e spumose. L’incontro con un misto di frutti di bosco ha dato vita ad un colore stupendo e il connubio con i biscotti al cioccolato si è rivelato golosissimo ma lieve grazie alle caratteristiche nutrizionali del tofu.
In coda alla ricetta qualche suggerimento, piuttosto ovvio per dire la verità per rendere la ricetta vegan al 100%!
Bicchierini di tofu ai frutti di bosco e cioccolato
Per la crema
silk tofu 300 g
misto di frutti di bosco 300 g
zucchero 4 cucchiai
miele 1 cucchiaino
biscotti al cioccolato 200 g
zucchero 3 cucchiai
burro 80 g
cioccolato fondente q. b
Ponete tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore e frullate fino ad ottenere una crema liscia e viola (!). Conservate la crema in frigorifero. Sbriciolate i biscotti con il mixer o semplicemente mettendoli in un sacchettino per alimenti e schiacciandoli con un mattarello o una pentola. Fate fondere il burro e versatelo sulla polvere di biscotti mescolata con lo zucchero, fate raffreddare il composto in modo che sia a temperatura ambiente. Prendete 4 bicchierini e fate uno strato di biscotto in ciascuno, livellandolo bene; aggiungete la crema di tofu e ponete in frigorifero per 10 minuti. Proseguite con un altro strato di biscotto e con la crema di tofu e conservate in frigorifero. Prima di servire decorate con scagliette di cioccolato fondente.
Variante vegan
Sostituite il burro con del burro di soia e scegliete dei biscotti al cioccolato privi di uova e prodotti caseari. Il malto di grano invece prende il posto del miele.
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Feb 4th, 2008 by Kja | 24 Comments »
Settimana scorsa è stata un pochino più complessa del solito e quindi non ho trovato il tempo di dedicarmi al blog quanto avrei voluto, sarebbe meglio dire che non ne ho avuto affatto. Cucinare ho cucinato, quello sì, ma ho rifatto più che altro delle ricette che già conoscete. Anzi ho una piccola variante per la vellutata di peperone, pomodoro e feta, se omettete l’acqua diventa un ottimo condimento per un piatto di pasta. Ma veniamo al cheesecake, saranno infatti almeno un paio di mesi che la rubrica a cadenza casuale Il cheesecake di Babette non trova la sua giusta valorizzazione 
Much qualche tempo fa si è scoperto grande amante dei dolci a base di tofu silk e mi ha chiesto di preparargliene una variante ai mirtilli. Nella dispensa, tra i vari cereali, faceva capolino il vaso della quinoa soffiata ed è quindi stato naturale ricalcare l’altro cheesecake alternando strati della crema dalla sfumatura indaco con le palline dal lieve sentore di nocciola. La rifinitura con il cocco è una citazione di un dolce di Pain de sucre chiamato, non a torto, éphémère: una cupola di crema di cocco con un cuore di mirtilli e un’anima di vaniglia del Madagascar. Certo un dolce di alta pasticceria, niente a che vedere con la mia preparazione che tuttavia, pur nella sua umiltà, tradisce la mia nostalgia di Parigi, che già affiora, nonostante siano trascorse poche settimane dalla mia ultima visita.
Cheesecake vegan
per 4 piccoli bicchieri
quinoa soffiata 40 g
mirtilli 2 vaschette
malto di grano 6 cucchiai + 2 per decorare
tofu silk 400 g
cocco fresco q.b
Lavate e asciugate i mirtilli. Frullateli con il tofu e il malto tenendone da parte qualcuno. Lasciate riposare la crema cinque minuti in frigorifero.
Prendete 4 bicchierini e riempiteli alternando a strati la quinoa soffiata e
la crema di tofu. Decorate con i mirtilli tenuti da parte e delle scaglie di cocco ricavate con il pelapatate. Aggiungete un cucchiaino di malto.
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Nov 29th, 2007 by Kja | 25 Comments »
Credo che cambierò nome al blog. Pensavo ad una cosa come “Il cheesecake di Babette” vista la presenza ormai imbarazzante di questo dessert declinato in svariati esemplari sul blog di una che pensava di non amare il cheesecake. La quinoa la mangio almeno una volta a settimana da quando l’ho provata l’anno scorso, ma in versione soffiata l’ho scovata solo di recente in un negozio biologico e mi è stata subito simpatica: ha un lievissimo sapore di nocciola molto gradevole. Questo cheesecake è un dessert leggero ed è perfetto anche per coccolarsi con una colazione inusuale e colorata.
Cheesecake light di quinoa soffiata
per 4 piccoli bicchieri
quinoa soffiata 40
lamponi 2 vaschette
malto di grano 6 cucchiai + 2 per decorare
ricotta 500 g
semi di zucca a piacere
Lavate e asciugate i lamponi. Frullateli con la ricotta e il malto tenendone da parte qualcuno. Lasciate riposare la crema una ventina di minuti in frigorifero.
Prendete 4 bicchierini e riempiteli alternando a strati la quinoa soffiata e
la crema di ricotta. Finite con uno strato di quinoa. Aggiungete un cucchiaino di malto e decorate con un lampone e a piacere con dei semi di zucca tritati grossolanamente.
Direttamente da “Il cheesecake di Babette”
- Cheesecake alle pesche

- Cheesecake al kumquat
-Cheesecake giapponese

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Aug 3rd, 2007 by Kja | 12 Comments »
Cosa poco comune per me che non smanio per i dolci, sto letteralmente vivendo la settimana delle verrine dolci “Sweet verrine week” appunto, che in inglese suona meglio 
Queste sono due ma un’altra e` sfuggita alla macchina fotografica, in attesa di migliorie. Intanto preferite una crema di riso all’acqua di rose e pistacchi o …
Una mousse al cioccolato con sale di Bali?

A voi la scelta. Le ricette qui e qui.
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Jul 8th, 2007 by Kja | 10 Comments »

Nonostante il caldo che mi ha accolto al mio arrivo in Italia, beh a Parigi sembrava ottobre, quindi ora mi pare molto caldo qui, mi sono sorpresa ad avere un forte desiderio di cioccolato.
Mi sono ricordata di una ricetta letta su Elle à table che proponendo questa crema al cioccolato la definisce un dessert d’altri tempi, un dolce della nonna. Ma è davvero così? Forse perchè l’unico dolce che mi abbia mai fatto mia nonna è la cotizza, una frittellona allo zucchero tipica della zona di Como, che sicuramente in una competizione titolata mancanza di pretese sbaraglia la citata crema, non mi sento di snobbare questa delizia al cucchiaio. E se le redattrici di Elle predicano severe di attualizzare la crema al cioccolato accompagnandola con un dessert più cool, io al contrario penso di mangiarmela proprio così, mentre finisco di scrivere questo post. Unica avvertenza:panna freschissima e cioccolato eccellente. Io uso quello Cioccolandia la mia cioccolateria di fiducia in assoluto.
cioccolato fondente 70% di cacao 125 g
panna fresca 150 ml
zucchero 40 gr
burro 40 g
acqua 1 dl
Tritate il cioccolato e fatelo sciogliere con 100 ml di panna e l’acqua finchè si trasforma in una crema densa. A parte fate un caramello con lo zucchero e due cucchiai di acqua. Fuori dal fuoco incorporate il caramello, il burro a pezzetti e la panna restante alla crema di cioccolato. Mescolate accuratamente con la frusta e conservate in frigorifero.
English version
Chocolate cream
chocolate (70 % cocoa) 125 g
cream 150 ml
butter 40 g
sugar 40 ml
water 1 dl
Chop the chocolate and put it in a saucepan with 100 ml of cream and the water. Heat until smooth and thick,stirring frequently. Melt sugar in a pan with two tablespoons of water and whisk it in the chocolate cream. Add also butter and the remaining cream, stirring thoroughly with a whip. Keep in fridge until serve.
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Jun 25th, 2007 by Kja | 14 Comments »

Ispahan è una creazione di Pierre Hermé che amo molto:un macaron alla rosa racchiude una crema alla rosa e litchi e dei lamponi interi. Un trionfo en rose per la vista e per il palato. Proprio i colori degli ingredienti mi hanno spinto a mettermi all’opera in prima persona, e ho giocato a fare il mio Ispahan. La mia è chiaramente una pallida versione dell’originale, cui riconosco tuttavia un pregio: la leggerezza. In questo dolce infatti l’ingrediente più calorico è un piccolo e innocente macaron: insomma un dessert decisamente girlish.

Per 4 bicchierini da circa 100 ml di capienza
Litchi 800 g
macaron al lampone 8
lamponi un cestino
confettura di rose 4 cucchiai
agar agar in polvere un cucchiaino
latte intero 100 ml
zucchero un cucchiaio scarso
Pestate i macaron in una ciotola con un cucchiaio e unite la confettura di rose. Lavorate leggermente il composto:dovreste ottenere una pasta densa. Ripartite il composto in 4 bicchierini e poneteli in frigorifero. Lavate e sbucciate i litchi. Privateli del nocciolo. Frullateli e passateli al setaccio:dovreste ottenere un succo candido e zuccherino. Aggiungete lo zucchero e l’agar agar e ponete il liquido in una pentolina. Portate a bollore e dopo pochi secondi togliete da fuoco. Unite il latte e mescolando sempre con una frusta, fate intiepidire il liquido. Versatelo nei bicchierini e lasciate che si solidifichi nel giro di un’ora. Lavate e asciugate accuratamente i lamponi. Quando i bicchierini sono a temperatura ambiente decorateli con i lamponi e poneteli in frigorifero fino al momento di servire.

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Mar 20th, 2007 by Kja | 17 Comments »

Clea colpisce ancora! Questa mousse nella versione originale prevede l’olio essenziale di ylang-ylang, per altro buonissimo, solo che il suddetto olio si trova altrove rispetto a me; quindi ho dovuto ripiegato su quello alla rosa, che ci sta bene comunque. Adoro queste mousse leggere ma soddisfacenti, che si possono declinare con vari tipi di frutta. E poi, questa
raspberry-version, non ha una meravigliosa tinta di rosa pallido?!
tofu silk 400 g
lamponi 250 g
malto 4 cucchiai
olio essenziale alla rosa 1 goccia
Passate tutto al mixer e tenete in frigorifero fino al momento di servire. Guarnite con poco malto e qualche lampone.
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Mar 6th, 2007 by Kja | 6 Comments »

Crema coccolosa e dolce ma ultra leggera: l’ipirazione viene da
Clea e il risultato e` eccellente. Adatta per un concludere una cena, ma anche per la colazione e sopratutto per equilibrare l’impatto calorico dei numerosi macaron che ingollo in continuazione

La sua ricetta prevedeva i lamponi, ma io avevo un mango maturo a disposizione…
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un pezzo di tofu silk (400g)
mango maturo 1
malto 4 cucchiai
Tagliate il mago in due, eliminate il nocciolo; incidete con un coltello la polpa in modo da creare tanti quadrotti, passate la lama a filo della buccia, avrete ottenuto tanti pezzetti. Procedete allo stesso modo anche per l’altro pezzo. Passate al mixer tutti gli ingredienti. Versate in 2 piccoli bicchieri, e poneteli in frigorifero per qualche ora, fino al momento di servire.
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Feb 21st, 2007 by Kja | 36 Comments »

Oggi “Il pranzo di Babette” compie un anno. Questo è in contrasto con l’header che recita “established 2005″ ma sono vere entrambe le affermazioni. A settembre del 2005 ho cominciato a bazzicare il mondo dei foodblog e ho pensato che mi sarebbe piaciuto a mia volta condividere le mie ricette e le mie
teorie gastronomiche. Ero profana delle basi più elementari di informatica e per questo pensavo di non essere all’altezza della gestione di un blog; alla fine dopo qualche mese e molte insistenze di
qualcuno mi sono decisa a registrarmi su blogger ma dopo due post il blog si è completamente bloccato. Ho sentito che era un segno del destino e ho rinunciato. Poi il 21 febbraio 2006 ho ripubblicato il I post e a quello ne sono seguiti molti altri.
Il blog mi ha permesso di conoscere tante persone: con alcune di esse è sbocciata un’amicizia, con altre ho comunque scambiato conoscenze di cucina, fotografia e web in generale. Spero di imparare molto altro in futuro dato che, almeno ora, il blog è parte di me, ed è un hobby che mi rilassa e mi diverte molto: amo parlare di gastronomia e lo faccio da appassionata; esprimo il mio punto di vista, senza alcuna pretesa di pronunciare verità incontrovertibili.
Per celebrare questo evento non ho programmato nulla in particolare, mi sono affidata alle mie attuali esigenze gastronomiche: rassicuranti dolci al cucchiaio, con biscottini golosi per accompagnare. La nota speziata è ricorrente nella mia cucina e in questo caso trovo che la droga ideale per sedurre una deliziosa crème brulée sia proprio una stecca di vaniglia. E la rosa? Non è un semplice aroma.
Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus

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Crème brulée rosa e vaniglia
tuorli 6
zucchero 60 g
latte 2,5 dl
panna 2,5 dl
rose secche 10 g
vaniglia una stecca
Mettete il latte in una ciotola e aggiungete i fiori di rosa, coprite con la pellicola e mettete in frigorifero. Dopo un’ora circa montate i tuorli con lo zucchero. Incidete la stecca di vaniglia a metà con un coltellino affilato e appuntito. Prelevate i semini e uniteli al latte, fatelo intiepidire, quindi filtratelo dai fiori. Unite la panna, mescolate bene con una frusta e versate il tutto sui tuorli, mescolando fermamente. Ponete la crema in sei coppettine e cuocete a bagnomaria in una teglia piena di acqua bollente nel forno caldo a 160 gradi per 40 minuti.
Fate raffreddare completamente la crema, poi cospargete di zucchero la superficie e caramellatela con il cannello o sotto il grill del forno.
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Lingue di gatto
burro a temperaura ambiente 100 g
farina 100 g
zucchero a velo 100 g
albumi 3
vaniglia una stecca
Riducete in crema il burro con lo zucchero; deve essere una crema leggera. Unite gli albumi, sempre mescolando. Quando sono amalgamati aggiungete la farina setacciata. Mettete l’impasto in una tasca da pasticcere con il beccuccio da 0,7 cm e riempite una teglia di segmentini lunghi 5 cm e ben distanziati gli uni dagli altri. Cuocete i biscotti in forno caldo a 180 gradi per 8-10 minuti. Appena escono dal forno staccateli dalla piastra e metteteli su una gratella da pasticcere. Ripetete con la pasta rimanente.
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Feb 16th, 2007 by Kja | 12 Comments »

Ora che posseggo il cannello sono lanciatissima con le crème brulée, veramente non mi ferma nessuno. Forse sta venendo fuori la piromane che c’e` in me. E detto da una che non sa accendere i fiammiferi…
La crème brulée ha un sacco di caratteristiche positive:
-permette l’uso del cucchiaino, posata che io adoro
-si prepara tranquillamente in anticipo e si stocca in frigorifero, anche in grandi quantità
-fa scena nel momento in cui si fiammeggia con il cannello
-è multisensoriale come pochi altri dolci in quanto produce un meraviglioso suono nel momento in cui si rompe la crosticina con il cucchiaino, appunto.
Così dopo la crème brulée al cioccolato ecco la green-version, naturalmente al matcha. Buonissima, la panna, così ricca di sapore, si sublima con le note vegetali del matcha. 6 porzioni piccine o 4 grandi, a voi la scelta.
tuorli 6
zucchero 80 g + 30
panna 5 dl
matcha 10 g
Scaldate la panna a 50 gradi circa, unite il the e mescolate con una frusta. Montate i tuorli con lo zucchero e versatevi sopra la panna. Mescolate bene. Versate la crema in ciotoline e ponetele in forno in una teglia a bagnomaria con acqua bollente e cuocete per 40 minuti a 160 gradi.
Estraetele dal forno e lasciatele raffreddare completamente. Prima di servire spolverate con lo zucchero e fate caramellare con il cannello o rimettendole sotto al grill del forno.

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