March 30th, 2008

Coccolata dal sapore e dal profumo delle
perle di gelsomino non poteva che venirmi voglia di cucinare qualcosa con il tè. La scelta è stata abbastanza classica, ho deciso infatti di sfornare dei verdissimi
biscotti al matcha. Ho adattato una ricetta di biscotti americani, gli snickerdoodles profumati di cannella e scorza d’arancia, sostituendo questi aromi caldi con la polvere di tè verde. Questi biscottini fragranti si sono abbinati divinamente alle numerose infusioni di tè al gelsomino.
Matcha cookies
per 20-22 biscotti
farina 125 g
bicarbonato 1/4 di cucchiaino
sale alla vaniglia 1/4 di cucchiaino
matcha 1 cucchiaio
burro a temperatura ambiente 60 g
zucchero 80 g
uovo 1
Preriscaldate il forno a 190 gradi. Setacciate insieme farina, bicarbonato, sale, e matcha. Riducete in crema il burro e lo zucchero, Unite l’uovo e lavorate fino ad avere una crema soffice. Incorporate gli ingredienti setacciati e mescolate bene. Coprite il recipiente con della pellicola e conservatelo in frigorifero per 30 minuti. Foderate una piastra di carta da forno. Con un cucchiaino raccogliete un pochino di impasto e formate una pallina di 2,5 cm di diametro, quindi appiattitela sulla teglia , proseguite fino ad esaurimento della pasta, distanziando i biscotti di 5 cm. Infornate per 12 minuti. Fateli raffreddare su una gratella e a piacere spolverateli con un misto di zucchero a velo e matcha
January 25th, 2008
Ho fatto questi frollini prima di Natale e poi mi sono dimenticata di postarli, quindi eccoli ora. Premettendo che non impazzisco per il genere, rientrano infatti nella categoria delle cose che mi piace fare ma che non amo mangiare, devo dire che questi sono abbastanza buoni. La ricetta originale viene da Il libro d’oro del Cioccolato, ma io l’ho lievemente adattata. In primo luogo omettendo una serie di aromi chimici, vanillina e mandorla credo, e poi, mio malgrado, sostituendo il cacao con le nocciole tritate. Il cacao doveva avere il solo scopo di rendere i frollini più seducenti, rendendo ben scura la frolla aromatizzata al cioccolato e creando così un bel contrasto; ma io non ne avevo acquistato, convinta di averne una fornitura da mercato nero. Salvo che la suddetta fornitura c’era (e c’è ) sì, ma sulla mensolina delle spezie a Parigi, non a Lipomo. Dopo un’ arrabbiatura iniziale in cui ho pensato che gli alimentari pakistani carissimi aperti alle 23.00, no a Lipomo non ci sono, hanno anche una ragione di esistere, ho deciso di sostituire il cacao con le nocciole. Tanto male non é andata, soprattutto se si ama quel sapore inconfondibile, che si libera in bocca gradualmente, e che arricchisce il biscotto rispetto all’originale cacaoso, che avevo già provato. Vi propongo quindi di correggere la ricetta con le nocciole e se avete il cacao a disposizione sappiate che i biscotti non potranno che venire più belli di quelli ritratti in fotografia
Frollini bicolori al cioccolato
farina 250 g
lievito in polvere 1 cucchiaino
burro 150 g
zucchero di canna 150 g
uovo 1
latte 1 cucchiaio
cioccolato fondente 80 g
nocciole tritate finemente 30 g
cacao 20 g (per avere la parte al cioccolato più scura)
sale un pizzico
Setacciate la farina, il lievito in polvere, e un pizzico di sale. Aggiungete il burro a pezzetti fino ad avere un composto granuloso. Unite lo zucchero di canna e l’uovo. Dividete la pasta in due parti e conservatela in frigorifero per 30 minuti. Fate fondere il cioccolato tritato e unite il latte, il cacao e le nocciole; mescolate questa pasta di cioccolato con una parte di impasto e formate un rotolo di 23 cm, rimettetelo in frigorifero per 30 minuti
Stendete la pasta bianca formando una sfoglia e avvolgetela intorno al rotolo di cioccolato. Rimettete in frigorifero per 20 minuti. Scaldate il forno a 180 gradi. Foderate di carta da forno una teglia. Tagliate il rotolo a dischi di 5 mm di spessore e poneteli sulle piastre, cuoceteli per 15 minuti. Fateli raffreddare su una gratella per dolci.
May 10th, 2007

La prima volta che ho visto i brutti ma buoni mi trovavo ad Alassio, in Liguria. Da allora li associo, in maniera del tutto personale, alla frizzante brezza marina. Non avevo mai pensato di rifarli ma qualche tempo fa ho avuto la curiosita` di cercare la ricetta, poi, colta da un’ispirazione notturna, mi sono messa all’opera. Lasciandoli raffreddare tutta la notte in forno il mattino successivo sono stata inondata dal soave profumo di nocciole.
Brutti ma buoni
uova 3 albumi
zucchero 225 g
nocciole tritate 180 g
Montate gli albumi con lo zucchero. Quando l’impasto e` ben sodo, ci vorranno una decina di minuti, aggiungete le nocciole tritate e fate cuocere per 8 minuti in una casseruola. Togliete dal fuoco e quando il composto è tiepido distribuitelo in piccole palline in una teglia foderata di carta da forno. Infornate a 100 ° per un’ora. Lasciateli raffreddare completamente in forno.

February 21st, 2007

Oggi “Il pranzo di Babette” compie un anno. Questo è in contrasto con l’header che recita “established 2005″ ma sono vere entrambe le affermazioni. A settembre del 2005 ho cominciato a bazzicare il mondo dei foodblog e ho pensato che mi sarebbe piaciuto a mia volta condividere le mie ricette e le mie
teorie gastronomiche. Ero profana delle basi più elementari di informatica e per questo pensavo di non essere all’altezza della gestione di un blog; alla fine dopo qualche mese e molte insistenze di
qualcuno mi sono decisa a registrarmi su blogger ma dopo due post il blog si è completamente bloccato. Ho sentito che era un segno del destino e ho rinunciato. Poi il 21 febbraio 2006 ho ripubblicato il I post e a quello ne sono seguiti molti altri.
Il blog mi ha permesso di conoscere tante persone: con alcune di esse è sbocciata un’amicizia, con altre ho comunque scambiato conoscenze di cucina, fotografia e web in generale. Spero di imparare molto altro in futuro dato che, almeno ora, il blog è parte di me, ed è un hobby che mi rilassa e mi diverte molto: amo parlare di gastronomia e lo faccio da appassionata; esprimo il mio punto di vista, senza alcuna pretesa di pronunciare verità incontrovertibili.
Per celebrare questo evento non ho programmato nulla in particolare, mi sono affidata alle mie attuali esigenze gastronomiche: rassicuranti dolci al cucchiaio, con biscottini golosi per accompagnare. La nota speziata è ricorrente nella mia cucina e in questo caso trovo che la droga ideale per sedurre una deliziosa crème brulée sia proprio una stecca di vaniglia. E la rosa? Non è un semplice aroma.
Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus

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Crème brulée rosa e vaniglia
tuorli 6
zucchero 60 g
latte 2,5 dl
panna 2,5 dl
rose secche 10 g
vaniglia una stecca
Mettete il latte in una ciotola e aggiungete i fiori di rosa, coprite con la pellicola e mettete in frigorifero. Dopo un’ora circa montate i tuorli con lo zucchero. Incidete la stecca di vaniglia a metà con un coltellino affilato e appuntito. Prelevate i semini e uniteli al latte, fatelo intiepidire, quindi filtratelo dai fiori. Unite la panna, mescolate bene con una frusta e versate il tutto sui tuorli, mescolando fermamente. Ponete la crema in sei coppettine e cuocete a bagnomaria in una teglia piena di acqua bollente nel forno caldo a 160 gradi per 40 minuti.
Fate raffreddare completamente la crema, poi cospargete di zucchero la superficie e caramellatela con il cannello o sotto il grill del forno.
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Lingue di gatto
burro a temperaura ambiente 100 g
farina 100 g
zucchero a velo 100 g
albumi 3
vaniglia una stecca
Riducete in crema il burro con lo zucchero; deve essere una crema leggera. Unite gli albumi, sempre mescolando. Quando sono amalgamati aggiungete la farina setacciata. Mettete l’impasto in una tasca da pasticcere con il beccuccio da 0,7 cm e riempite una teglia di segmentini lunghi 5 cm e ben distanziati gli uni dagli altri. Cuocete i biscotti in forno caldo a 180 gradi per 8-10 minuti. Appena escono dal forno staccateli dalla piastra e metteteli su una gratella da pasticcere. Ripetete con la pasta rimanente.
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December 16th, 2006

Questa ricetta non è tipica natalizia che io sappia, ma per me ha un significato particolare. Questi sono i primissimi biscotti che io abbia mai realizzato in assoluto; e l’occasione era proprio il Natale, forse del 1998. Come ero giovane ;). Comunque ricordo la mia soddisfazione nel vedere che erano riusciti perfettamente nonostante fosse il mio primo tentativo. E il profumo che inondava la casa. Una fragranza prima sconosciuta, dato che mia madre i biscotti non li ha mai fatti. Quindi li consiglio a chi è alle prime armi; se seguirete la ricetta avrete dei meravigliosi frollini alla cannella, molto profumati.
farina 250 g
farina integrale 100 g
burro 150 g
zucchero a velo 150 g
cannella in polvere un cucchiaio
tuorli 4
sale un pizzico
Montate il burro morbido con lo zucchero a velo. Unite i tuorli e la cannella. Mescolate bene, unite le farine setacciate con il sale. Lavorate la pasta in modo che sia ben liscia ed elastica. Formate una palla e lasciatela riposare in frigorifero per un’ora e mezza. Scaldate il forno a 180 gradi. Trascorso il tempo stendete la pasta e tagliatela con i tagliabiscotti di forme diverse. Se volete appenderli o usarli come decorazioni praticate un foro con una bacchetta, quella che normalmente usate in coppia per il sushi. Cuocete i biscotti ben distanziati sulla piastra per 13 minuti. Lasciateli raffreddare su una gratella per dolci. Pochi minuti e saranno croccantissimi e profumati.
Ma gli angeli volano più in alto delle stelle?
March 20th, 2006

Il nome di questi biscotti deriva dalla loro somiglianza con delle spugne di mare, il che, per libera associazione di idee, mi fa pensare alle immersioni fatte l’estate scorsa in Croazia e Costa Azzurra e a tutti i colori e gli abitanti degli abissi. Certo il polpo croato è stato l’essere marino più socievole che io abbia mai incontrato: dopo qualche lusinga ci aveva educatamente stretto la mano con il suo tentacolopiù curioso e penso che fosse femmina visto che si era lasciata prendere letteralmente in braccio dal
principe. Ma un altro episodio mi viene alla mente: il mio primo e burrascoso incontro con il
Signor Pomodoro di mare. Pinnavo beata (come una sirena? Naaa, come un tonno, va) quando il passaggio si é ristretto , ero vicino agli scogli, e la mia pinna gialla ha urtato qualcosa di morbido, della consistenza di un cuscinetto. Mi giro rapida e vedo una sorta di puntaspilli rosso che scende verso il fondo, lo recupero e cerco di riposizionarlo ma cavolo, non si riattaccava! Allora comincio a profondermi in scuse, a dire che gli avrei risarcito i danni, che ero mortificata ma non c’è stato niente da fare: si era offeso. Alla fine ho rinunciato e l’ho posato in un posto a mio giudizio confortevole per Lui e me ne sono andata, rea di aver sradicato maldestramente un tranquillo e inoffensivo Signor Pomodoro di mare che si faceva semplicemente gli affari suoi.
Ingredienti: 2 chiare d’uovo, 25 g di zucchero, 50 g di zucchero avelo, , 50 g di mandorle macinate, 150 g di farina di mandorle, marmellata di lamponi.
Preriscaldate il forno a 190 gradi. Sbattete per due minuti gli albumi con un pizzico di zucchero, quando si formeranno morbide creste aggiungete il resto, montando bene. Setacciate lo zucchero a velo con la farina di mandorle e amalgamate gli ingredienti con cura. Trasferite il composto in una tasca da pasticcere con beccuccio rotondo da un cm e formate sulla piastra foderata di carta da forno dei mucchietti di 3 cm di diametro. Cospargeteli con le mandorle sminuzzate e cuoceteli per 7-10 minuti finchè saranno dorati. Fateli raffreddare sulla gratella poi uniteli a due a due con la marmellata di lamponi. Terminate con una spolverata di zucchero a velo.