
Che ero occupata non era un mistero, non vi avevo detto a fare che, un po’ per scaramanzia un po’ per non inquinare la mia oasi parlando dell’esame, spiacevole, che stavo preparando. Comunque ormai e andata, male, per inciso, ma almeno per un po’ non dovrò studiare
questa odiosissima materia. Dopo aver sostenuto l’esame, tenutosi circa una settimana fa, ho fatto una serie di cose per rimetteremi, non solo psicologicamente ma anche fisicamente perchè si, cari miei, mentre preparavo l’esame di economia industriale, ecco l’ho detto, le ho avute praticamente tutte: mal di stomaco che poi è diventato mal di pancia, per virare infine ad una persistente forma influenzale con tosse, febbre e mal di gola. No, dico, non è il primo esame che preparo, però una cosa del genere non mi era mai accaduta. E mentre si teneva l’esame, che era scritto,nonostante la concentrazione (?) non ho potuto fare a meno di notare un vero e proprio concerto tra accessi di tosse e raffreddori virulenti e questi erano i disagi fisici piu evidenti, chissà che cosa avevano gli altri, poveretti. Vista la stagione, tutto sommato mite, la spiegazione a questo malessere diffuso risiede innegabilmente nel fatto che l’esame di economia industriale faccia male al corpo, oltre che allo spirito, e, come avviene correttamente per il fumo dovrebbero renderne noti gli effetti collaterali scrivendo bene in evidenza sul programma che
nuoce gravemente alla salute. In ogni caso ora l’ho forzatamente accantonato (LEGGI
salto d’appello), e oltre a curarmi, finalmente, con un cocktail a base di antibiotici¶codina, mi sono coccolata un po’, facendo un po’ di shopping, leggendo un libro che mi attirava da tempo,
Il tè nel deserto, e di cui ora non vedo l’ora di vedere il film, a proposito,
ciao John, mangiando maki&sushi a go-go, correndo alle Tuileries, e facendo visita alla mia ultima passione in fatto di
negozi del the a Parigi. Il trattamento riabilitativo post-esame si è concluso egregiamente oggi pomeriggio con una terapia intensiva al cioccolato nella
cioccolateria del cuore della sottoscritta.
E così riposata e carica eccomi qui con questa gustosa variazione della
classica ricetta svedese che avevo in bozza da un po’, ma che ci tengo a proporvi prima di passare ad altro perchè è davvero riuscito l’accostamento tra salmone,lemongrass e zenzero. Inoltre ho apprezzato un miglioramento anche a livello di consistenza usando un pari quantitativo di sale e zucchero. L’originale si trova su
the scent of green bananas, un bel blog che leggo ormai da mesi e che mi dimenticavo, per un motivo o per l’altro, di segnalarvi. Prossimo impegno rispondere a molte mail che ho ricevuto da tante care persone, e alle quali scrivero` con molto piacere, prestissimo.
Intanto una curiosità ma voi come vi coccolate dopo un super stress?
Buon inizio di week-end a tutti!
Gravadlax hawaiian version
filetto di salmone con la pelle 750 g
vodka 2 cucchiai
miso 3 cucchiai
sale grosso 120 g
zucchero 120 g
zenzero grattugiato
lemongrass tritata 1 stelo
peperoncino tritato 1
aneto tritato 15 g
Prelevate le lische dal salmone con l’aiuto di una pinzetta. Praticate dei tagli nella pelle con un coltello affilato. Tagliate il filetto in due parti della stessa dimensione. In una ciotola mescolate il sale e lo zucchero, in un’altra invece ponete lemongrass, zenzero, aneto e peperoncino tritati. Ponete i due filetti sopra un grosso pezzo di pellicola per alimenti, un pochino distanziati tra loro,con la pelle a contatto con la pellicola, tenendo presente che dopo averli conditi dovrete sovrapporre i due filetti. Iniziate condendo i filetti con la vodka e spalmandoli con il miso. In seguito fate aderire bene la miscela di sale e zucchero ai filetti, quindi condite con il mix di aromi. Senza disperdere i vari strati mettete i filetti uno sopra l’altro, in modo che la pelle sia all’esterno e le parti condite siano a contatto. Chiudete strettamente il tutto, aggiungendo altra pellicola se necessario, poi ponete il pesce in un’insalatiera e appoggiatevi sopra un peso, ad esempio un pacco di lattine e lasciate marinare a temperatura ambiente per 3 ore. Riponete in frigorifero per 24-48 ore, girando di tanto in tanto il filetto ed eliminando man mano l’acqua che uscira` dal pesce. Io lo tengo generalmente 24 ore, anche perche` non resisto un attimo di piu` al desiderio di mangiarlo. A quel punto risciacquate i filetti sotto l’acqua fredda e poi tagliate a fettine sottili con un coltello affilato.