Il Pranzo di Babette » Antipasti

Torta salata con zucchine, pinoli e riduzione di aceto balsamico

May 7th, 2008


Rientrata da Parigi mi sono ritrovata nel mio giardino in fiore, con la rosa che comincia a mostrare boccioli scarlatti, promessa di una fioritura stupenda. E poi una gran voglia di usare il forno e fare, magari, un finger food. Detto, fatto. Ho improvvisato questa torta salata non con la solita sfoglia pronta ma con una pasta all’olio leggera e arrichita di quinoa soffiata. Il ripieno gioca su un trio vincente, zucchine, pinoli e uvette; e poi il tocco finale: una riduzione di aceto balsamico che esalta i sapori oltre ad abbellire la torta. Non l’avrei abbinata con la birra, bevanda che non amo molto, ma Much aka Jacopo, mio fratello, non era di questo avviso e ha sbocconcellato una fetta di torta sorseggiandone una chiara.

Un paio di note
- le foglioline di maggiorana sono opzionali ma accrescono il profumo in maniera piacevole
-dop aver finito l’ultima fetta a pranzo posso dire che il giorno dopo la torta è ancora piu` buona ;)

Torta salata con zucchine, pinoli e riduzione di aceto balsamico

per la pasta
farina 100 g
farina di grano duro 50 g
quinoa soffiata 3 cucchiai
sale 1/2 cucchiaino
olio extra vergine d’oliva 5 cucchiai
acqua

per il ripieno
zucchine grigliate 300 g
pinoli 30 g
uvette 20 g
uova 3
latte 150 ml
sale
pepe

per finire
aceto balsamico 3 cucchiai
maggiorana due rametti

Mescolate gli ingredienti secchi, e unite l’olio poco per volta mescolando. Aggiungete l’acqua necessaria per rendere la pasta morbida ma elastica, 7-10 cucchiai dovrebbero bastare. Fate riposare la pasta in frigorifero per 30 minuti coperta da pellicola.
Preriscaldte il forno a 180 gradi. Ammollate le uvette in poca acqua calda, scolatele quando sono morbide e fatele saltare ancora umide con i pinoli per qualche minuto, fate raffreddare. Stendete sottilmente la pasta e ponetela in una tortiera foderata di carta da forno, disponetevi le zucchine tagliate a pezzetti, le uvette e i pinoli. Sbattete le uova con il latte, sale e pepe; versate il composto sulla pasta. Cuocete per 40 minuti.
Prima di servire riducete l’aceto balsamico in un padellino a calore medio in modo che abbia la consitenza del caramello e versatelo sulla torta salata. Cospargete di foglie di maggiorana se vi piace.

Tataki mediterraneo di tonno

April 29th, 2008


È un periodo intenso, e non riesco a dedicami al blog come vorrei, ma sono felice che voi passiate comunque di qui lasciando commenti affettuosi e partecipativi, mi fanno molto piacere.
Venerdì scorso sono stata al mio primo matrimonio in Veneto, un’esperienza particolare visto il numero di scherzi e iniziative che coinvolgono i due malcapitati sposini e che pare siano assolutamente tradizionali ;)
Prima di partire per il matrimonio comunque vi avevo anticipato che i pomodorini erano stati inizialmente abbinati ad un tataki che ho definito mediterraneo. Il tataki è una preparazione giapponese in cui carne di manzo o filetti di pesce vengono cotti solo superficialmente dopo essere stati salati e insaporiti generalmente con i semi di sesamo e pepe. Sostituendo i semini di sesamo con una granella di fave fresche e l’olio di semi con un buon extravergine di oliva ho conferito a questo piatto un tratto mediterraneo che era stato molto apprezzato dai miei ospiti.

Tataki mediterraneo di tonno

filetto di tonno 200 g
sale due cucchiaini
pepe bianco appena macinato q.b
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio abbondante
fave fresche private della pellicina esterna 3 cucchiai
germogli di soya o di alfa-alfa
pomodorini pendolini al microonde

Il tonno deve essere freschissimo, in un solo pezzo, spesso 5-6 cm e largo 7- 8 cm. Posatelo su un tagliere. Con un coltello affilato incidete di circa 1,5 cm delle fettine sottili che taglierete fino in fondo dopo la cottura. Tritate finemente la fave fresche e in un piatto mescolatele con il pepe appena macinato. Strofinate il sale sul filetto di tonno da tutti i lati, cercando di farlo aderire il più possibile. Passate ora il filetto nella miscela di fave e pepe. Fate scaldare l’olio in una padella, quando è caldo ponetevi il tonno e cuocete per 30 secondi. Ripetete l’operazione sull’altro lato largo mentre per le due estremità basterà una decina di secondi ciascuna. A questo punto l’importante è fermare la cottura, abbiate quindi premura di posare il filetto su un piatto conservato una decina di minuti in frezeer. Dopo qualche minuto spostate il tataki nuovamente sul tagliere e con il coltello affilato incidete fino in fondo le fettine che avevate inciso precedentemente. Conservatele in frigorifero fino al momento di servire.
Lavate e asciugate i germogli. Disponete nei piatti in modo armonioso il tataki di tonno con i germogli e i pomodorini.

Scones agli asparagi

March 25th, 2008

Quanti finger food si possono preparare con un mazzo di asparagi? Svariate unità di almeno due tipi diversi :)
Ieri mi sono fatta ispirare dagli asparagi per soddisfare la mia voglia di fare e mangiare finger food e sono venute fuori delle preparazioni sfiziose, che hanno riscosso un certo successo a casa. Oggi vi propongo questi scones salati, che ho servito tiepidi, farciti con della mortadella, un salume che abitualmente non consumo ma che si abbinava bene con questi piccoli panini. Per farli ho utilizzato la parte un po’ più coriacea degli asparagi, nei prossimi giorni vedrete che fine hanno fatto le punte tenere.

Scones agli asparagi
per 14-16 scones

asparagi 100 g
farina di grano duro 100 g
farina di grano tenero 250 g
lievito in polvere 1 cucchiaio e 1/2
fior di sale 1 cucchiaino
latte 150 ml
burro fuso 30 g

per farcirli: a piacere mortadella o prosciutto crudo

Preriscaldate il forno a 220 gradi. Cuocete al vapore gli asparagi, quindi tagliateli a fettine. Setacciate insieme i due tipi di farina, unite il lievito e il sale, poi il latte e il burro fuso e gli asparagi. Impastate per pochi minuti, quindi stendete la pasta a 2,5 cm di spessore. Tagliate dei cerchi con un bicchiere, poneteli su una teglia foderata di carta da forno e cuocete per 12 minuti. Tagliateli a metà e farciteli con della mortadella o un atro salume a vostro piacere. Serviteli ancora caldi.

Involtini primavera vietnamiti

February 28th, 2008


Questi involtini li ho preparati varie volte dopo che settimana scorsa sono stata da Tang Frerès, infatti ho acquistato proprio in quel supermarcato le galette de riz necessarie a realizzarli, mentre dell’ erba he, prevista anch’essa, non c’era traccia, ma forse non l’ho vista io, e comumque vengono molto profumati lo stesso, grazie alla menta e al coriandolo. Il nome italiano dei fogli di riso non lo so con precisione; la mia fonte è in francese e li chiama appunto galette de riz, quindi se qualcuno sa il nome esatto me lo dica pure! In Vietnam esistono moltissime varianti di questi involtini primavera, quindi questa è solo una delle tante. Sono semplicissimi da fare, il più è preparare tutti gli ingredienti necessari a farcire i delicati fogli di riso, ma poi si compongono in un minuto. Li ho preparati varie volte questa settimana, vado molto a fasi, e ho fatto qualche modifica al procedimento originale. Trovo infatti che cuocendo i vermicelli di soya nella stessa acqua in cui si sono scottati i gamberi e i germogli li arricchisca di sapore. Le erbe conferiscono un profumo fresco e piacevole e, contrariamente a quanto temevo, le foglioline intere di menta e coriandolo, nel connubio di gamberi e vermicelli, non sono spiacevoli sotto i denti. Un involtino costituisce un finger food esotico, due diventano un antipasto, tre, accompagnati da un’insalata mista, magari arricchita con del mango, ne fanno un pasto leggero con un’allure asiatica. In teoria ciascun commensale intinge l’involtino nella salsa di soya e limone, ma, forse che i miei erano piuttosto farciti, ho preferito mettere in tavola dei cucchiai con cui versare dei rivoli scarlatti di salsa direttamente sui candidi involtini.

Involtini primavera vietnamiti
Per 6 involtini

galette de riz cialde di riso 6
germogli di soya 100 g
gamberi 12
vermicelli di soya 60 g
carote 1-2
lattuga
coriandolo
menta

Per la salsa
salsa di soya 6 cucchiai
succo di limone 6 cucchiai
acqua fredda 6 cucchiai
Se piace anche la salsa di pesce 3 cucchiai

Lavate i germogli di soya, le carote, la lattuga sfogliata e le erbe. Scolate il tutto.
Mescolate gli ingredienti della salsa e riponetela in frigorifero. Tamponate delicatamente le foglie di lattuga e asciugate perfettamente le erbe e conservate in frigorifero. Portate a bollore dell’acqua in una pentola, salate e scottate i germogli per un minuto, quindi scolateli con una schiumarola e raffreddateli sotto l’acqua corrente. Nella stessa pentola scottate i gamberi per 30 secondi, prelevateli con la schiumarola e sgusciateli. Portate a ebollizione nuovamente l’acqua, se necessario unitene ancora, filtratela e versatela sui vermicelli di soya posti in uan ciotola resistente al calore. I vermicelli si cuociono nel giro di 10 minuti. Sbucciate le carote e grattugiatele oppure affettatele molto sottili. Allestite tutti gli ingredienti sul piano di lavoro; la lattuga sfogliata, le carote affettate, i germogli scolati, i gamberi sgusciati, le erbe asciugate, i vermicelli cotti e scolati; inoltre vi occorre un piatto fondo pieno di acqua fredda, e un piatto piano piuttosto grande lievemente unto di olio di semi. Prendete un foglio di riso, inumiditelo per 40 secondi circa nell’acqua fredda, quindi stendetelo sul piatto unto. Copritelo con una foglia di lattuga, e al centro ponete i vermicelli, due gamberi, un pochino di germogli, e poi le carote e le erbe. Sollevate delicatamente i lembi del foglio di riso e richiudeteli ad involtino appoggiandoli l’uno sull’altro. Trasferite l’involtino sul piatto di portata e proseguite fino ad esaurimento degli ingredienti. Servite con la salsa.

Rosolli: l’insalata finlandese

December 14th, 2007

rosolli

Che brutto nome Rosolli, non ho potuto fare a meno di pensarlo mentre leggevo la ricetta di questa insalata che pare sia tipico gustare la Vigilia di Natale in Finlandia. Ultimamente infatti oltre a sperimentare ricette per Natale sto anche cercando di avvicinarmi un pochino alla cultura finlandese: Helsinki incombe. Per non pensare a quanto freddo farà preferisco concentrarmi sulla cucina e devo dire che questa insalata è stata un delizioso approccio.
La mela la rende fresca, la barbabietola le conferisce una piacevole sfumatura rosea e la salsa la rende irresistibilmente golosa. Ammetto di aver omesso qualche ingrediente: la cipolla cruda a fettine e l’uovo sodo a pezzetti che temo l’appesantirebbero soprattutto in previsione di accompagnare questa insalata con una dozzina di altri antipasti, oltre al resto. Questa ricetta si unisce alle altre 160 (!), ultimo aggiornamento, che Francesca sta raccogliendo.

Rosolli
per 4 persone

patate 2
carote 3
barbabietola cotta 1
mela granny smith 1

Per il dressing

aneto 10 g
crème fraiche 6 cucchiai
aceto di mele 3 cucchiai
zucchero 3 cucchiai

Lavate, sbucciate e tagliate a pezzetti le patate e le carote. Cuocetele separatamante in acqua bollente salata, le carote devono essere al dente. Tagliate a pezzetti la barbabietola. Fate raffreddare complatemente carote e patate.
Preparate il dressing: lavate e asciugate l’aneto, tritatelo finemente. In una ciotolina emulsionate con una forchetta zucchero e aceto, unite la creme fraiche e l’aneto.
Poco prima di servire sbucciate e tagliate la mela a pezzetti, mescolatela con patate, carote e barbietola. Servite con il dressing a parte. Se invece avete approntato delle ciotoline monoporzione guarnite con una cucchiata di salsa e un ciuffo di aneto.

Blinis

December 11th, 2007

blinis

I blinis sono una grande classico per il pranzo di Natale nella mia famiglia. Si tratta di semplici frittelline lievitate molto versatili e gustose che in genere si accompagnano con salmone affumicato, panna acida o uova di trota essendo il caviale un po’ troppo costoso, almeno per noi ;)
Ho varie ricette per fare i blinis e questa la scelgo quando devo farne per 6-8 persone perchè in effetti mi da il quantitativo sufficiente senza dover raddoppiare l’impasto. Poi devo dire che mi piace proprio cuocere i blinis, soprattutto se sono un pochino stressata. Scaldo un pochino di burro nella padella calda e metto cucchiaiate di impasto. Osservo i blinis mentre cuociono poi al momento giusto con una spatola li giro e li vedo gonfiarsi istantaneamente. Mentre si conclude la cottura di blinis in qualche modo la mia mente si svuota, assorbita da questo processo. E poi l’operazione si ripete continuamente fino a quando ho terminato l’impasto e per allora in genere ho la testa abbastanza sgombra di pensieri.
Anche questa ricetta partecipa alla raccolta di ricette natalizie di Francesca.

Blinis

yogurt intero 150 g
latte 150 ml
lievito di birra 14 g
zucchero un cucchiaino
farina bianca 300 g
farina di grano saraceno 100 g
uova 3
burro 100 g
panna 1,5 dl
burro per la padella
sale

Setacciate insieme le due farine. Fate intiepidire parte del latte e fate sciogliere il lievito. Unite i tuorli alla farina, poi tutto il latte a filo, lo zucchero, lo yogurt e il burro sciolto. Mescolate bene e fate riposare coperto con della pellicola per un paio di ore. In seguito unite gli albumi e la panna montati separatamente e un pizzico di sale. Ungete con pochissimo burro una padella e cuocete l’impasto depositandolo a cucchiaiate ben distanziate. Cuoceteli su entrambi i lati.
I blinis si possono surgelare separati da pezzi di carta da forno e una volta scongelati scaldati nel forno a 50 gradi o nel forno a microonde per pochi secondi.
Si servono con burro, anche aromatizzato, salmone affumicato, caviale e per un’alternativa decisamente piu`economica uova di trota. Oppure con hummus e dip di verdure.
Vi lascio una crema veloce e di sicuro successo:

Crema di salmone
salmone 200 g
aneto 15 g
ricotta 250 g
philadelphia 160 g
panna 200 ml
sale
pepe verde

Tritate grossolanamente il salmone e a parte l’aneto molto finemente. Mescolate i formaggi e aggiungete la panna finoa d avere un composto cremoso ma non troppo denso. Unite l’aneto e il salmone e regolate di sale e pepe, trovo che il verde ci stia molto bene. Tenete in fresco fino al momento si servire.

Pumpkin time: muffin e halva

November 21st, 2007


La butternut squash è un tipo di zucca che adoro, innanzitutto perchè trovo abbia una bellezza prodigiosa che la distingue dalle altre, forse per la sua forma che ricorda un mandolino. Poi bisogna dire che la sua polpa, oltre ad essere di rara dolcezza, presenta una tinta di arancione talmente vivace e brillante che ti leva la tristezza e ti infonde benessere solo a guardarla, caratteristica non vera per tutte le zucche; anzi ce ne sono alcune terribilmente anemiche, quasi di un giallore che vira al grigio spento. E questo sarebbe già abbastanza per adorarla. Ma no, la nostra si taglia anche senza difficoltà alcuna o quasi, rendendo la vita più facile a chi come me ha le braccia un po’ deboline. Ah, cuoce anche più in fretta. Insomma in un ipotetico concorso di zucche, penso che la butternut squash meriterebbe di buon diritto il titolo vitalizio di Miss Pumpkin.
Questo esemplare in particolare mi ha servito molto fedelmente: una metà l’ho utilizzata per stuzzicare la mia voglia di finger food (molto forte in questi giorni, siete avvisati) con dei muffin alla zucca e noci e l’altra l’ho destinata a veicolare sapori zuccherini e sensazioni asiatiche realizzando una meravigliosa halva di zucca.



Muffin alla zucca e noci
per 18-20 pirottini

zucca sbucciata e cotta 400 g
scalogno 1
uova 3
olio d’oliva 70 g
farina 110 g
lievito un sacchettino
gruyere grattugiato 50 g
latte 1dl circa
noci 100 g

Lavate e asciugate la zucca. Tagliatela a metà e ungetela con poco olio. Cuocete la mezza zucca in forno a 200 gradi, quando potrete affondare i rebbi della forchetta senza sforzo sarà cotta. Sbucciatela, pesatene 400 grammi e schicciateli con la forchetta. Tritate lo scalogno, fatelo appassire con un goccio di olio e fate saltare la purea di zucca a fuoco dolce, anche per eliminare l’eccessiva umidità. Setacciate la farina con il lievito, unite le uova lievemente sbattute e il latte a filo. Aggiungete la zucca e il formaggio, mescolate bene, quindi unite l’olio. Ultimate aggiungendo le noci rotte grossolanamente. L’impasto sarà piuttosto liquido ma non preoccupatevi. Riempite per meno di 2/3 i pirottini e cuocete in forno caldo a 180 gradi per 15-18 minuti.

Questi muffin alla zucca e noci li ho trovati piuttosto buoni: sono piacevolmente umidi e l’equilibrio tra il sapore dolce e quello sapido li rende irresistibili.
Ora, dopo essermi sperticata in lodi sulla buttrenut squash, una piccola nota necessaria: devo ammettere di aver fatto questi muffin anche tradendo la mia fidata perchè impossibilitata a trovarla e sono venuti buoni lo stesso. Della serie l’unico fruttivendolo di Lipomo ha la butternut squash, mentre ben 3 fruttivendoli milanesi ben più blasonati non sanno neppure che cosa sia.
Per la ricetta dell’halva di zucca vi rimando a blog di cucina indiana


Frittelle di gamberetti

November 18th, 2007


Ho letto che queste frittelle di gamberetti sono uno street food piuttosto popolare nel Sudest asiatico e quindi, attirata dall’esotismo, ho deciso di provarle. Anche perchè se aspetto di trovare la ricetta di uno street food lipomese rischio di morire di fame. Premettendo che non amo le fritture in genere devo dire che in effetti il sacrificio è valso a qualcosa in questo caso. Le frittelle di gamberetti sono davvero gustose e soprattutto non perdono di bontà se consumate fredde, il che le rende un finger food perfetto da preparare in anticipo e godere poi in compagnia. Se non temete il cibo piccante esagerate liberamente con il peperoncino, gli dona. Si prestano molto bene ad essere accompagnate con una semplice insalata verde, e se lo devo dire io, che notoriamente soffro di brividi diffusi solo al pensiero di mangiare un’insalata verde verde (lo scrivo due volte con scopo rafforzativo, per indicare che ci sono solo foglie verdi e davvero niente altro) potete fidarvi.

Frittelle di gamberetti

gamberetti g 150
mais in scatola sciacquato e sgocciolato 40 g
scalogno 1
peperoncino 1-2
aglio mezzo spicchio schiacciato
la punta di un cucchiaino di coriandolo in polvere
un uovo
sale
pepe

Tritate insieme i gamberetti, lo scalogno, il peperoncino, e l’aglio. Unite l’uovo sbattuto, il mais e il coriandolo. Regolate di sale e pepe. Scaldate abbondante olio per friggere e cuocete delle quenelle di impasto fino a quando sono dorate. Asciugate con carta assorbente e servite con un’insalata.


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Millefoglie di gamberi, pan brioche e crema di aneto e pistacchi

November 12th, 2007

Succede che Maricler e Fabrizio vadano in Sicilia per trascorrere una vacanza costellata da pranzi e colazioni luculliane. E che al loro ritorno rechino in dono una crema di pistacchi di Bronte di Corrado Assenza, il cui nome, impresso sul vasetto, crea molte aspettative, e non le disillude. La crema ha un sapore di pistacchio indescrivibile ed è dolce come te l’aspetti: in modo assolutamente equilibrato. Dopo il primo assaggio mi si è aperto un ventaglio di possibilità nella testa ed ecco questo accostamento con aneto e gamberi, golosissimo. I virtuosi della panificazione possono farsi il loro pan brioche, io mi sono fermata alla panetteria sotto casa, con ottimi risultati.

Millefoglie di gamberi, pan brioche e crema di aneto e pistacchi

gamberoni 4
pan brioche 6 fette
aneto un mazzetto
crema di pistacchi un cucchiaino
olio evo
sale
pepe

Lavate ed asciugate l’aneto. Sgusciate i gamberoni, lavateli e teneteli in frigorifero. Ponete nel bicchiere del frullatore l’aneto tenendo da parte dei ciuffi per decorare, un pochino di olio e una fetta d pan brioche privata della crosta. Frullate, se necessario aggiungendo olio e anche un pochino di acqua. Unite un cucchiano di crema di pistacchi. Regolate di sale e pepe.
Scaldate le fette di pane sotto il grill. Intanto scaldate un pochino di olio in una pentola e cuocete i gamberoni due minuti per lato circa.
Sui piatti da portata appoggiate una fetta di pane, un gamberone, condite con la crema di aneto e pistacchi e ripete con un altro strato uguale. Decorate con un i ciuffetti di aneto. Ripetete per l’altro piatto, servite.

Gravadlax hawaiian version

September 21st, 2007


Che ero occupata non era un mistero, non vi avevo detto a fare che, un po’ per scaramanzia un po’ per non inquinare la mia oasi parlando dell’esame, spiacevole, che stavo preparando. Comunque ormai e andata, male, per inciso, ma almeno per un po’ non dovrò studiare questa odiosissima materia. Dopo aver sostenuto l’esame, tenutosi circa una settimana fa, ho fatto una serie di cose per rimetteremi, non solo psicologicamente ma anche fisicamente perchè si, cari miei, mentre preparavo l’esame di economia industriale, ecco l’ho detto, le ho avute praticamente tutte: mal di stomaco che poi è diventato mal di pancia, per virare infine ad una persistente forma influenzale con tosse, febbre e mal di gola. No, dico, non è il primo esame che preparo, però una cosa del genere non mi era mai accaduta. E mentre si teneva l’esame, che era scritto,nonostante la concentrazione (?) non ho potuto fare a meno di notare un vero e proprio concerto tra accessi di tosse e raffreddori virulenti e questi erano i disagi fisici piu evidenti, chissà che cosa avevano gli altri, poveretti. Vista la stagione, tutto sommato mite, la spiegazione a questo malessere diffuso risiede innegabilmente nel fatto che l’esame di economia industriale faccia male al corpo, oltre che allo spirito, e, come avviene correttamente per il fumo dovrebbero renderne noti gli effetti collaterali scrivendo bene in evidenza sul programma che nuoce gravemente alla salute. In ogni caso ora l’ho forzatamente accantonato (LEGGI salto d’appello), e oltre a curarmi, finalmente, con un cocktail a base di antibiotici&paracodina, mi sono coccolata un po’, facendo un po’ di shopping, leggendo un libro che mi attirava da tempo, Il tè nel deserto, e di cui ora non vedo l’ora di vedere il film, a proposito, ciao John, mangiando maki&sushi a go-go, correndo alle Tuileries, e facendo visita alla mia ultima passione in fatto di negozi del the a Parigi. Il trattamento riabilitativo post-esame si è concluso egregiamente oggi pomeriggio con una terapia intensiva al cioccolato nella cioccolateria del cuore della sottoscritta.
E così riposata e carica eccomi qui con questa gustosa variazione della classica ricetta svedese che avevo in bozza da un po’, ma che ci tengo a proporvi prima di passare ad altro perchè è davvero riuscito l’accostamento tra salmone,lemongrass e zenzero. Inoltre ho apprezzato un miglioramento anche a livello di consistenza usando un pari quantitativo di sale e zucchero. L’originale si trova su the scent of green bananas, un bel blog che leggo ormai da mesi e che mi dimenticavo, per un motivo o per l’altro, di segnalarvi. Prossimo impegno rispondere a molte mail che ho ricevuto da tante care persone, e alle quali scrivero` con molto piacere, prestissimo.
Intanto una curiosità ma voi come vi coccolate dopo un super stress?
Buon inizio di week-end a tutti!

Gravadlax hawaiian version

filetto di salmone con la pelle 750 g
vodka 2 cucchiai
miso 3 cucchiai
sale grosso 120 g
zucchero 120 g
zenzero grattugiato
lemongrass tritata 1 stelo
peperoncino tritato 1
aneto tritato 15 g

Prelevate le lische dal salmone con l’aiuto di una pinzetta. Praticate dei tagli nella pelle con un coltello affilato. Tagliate il filetto in due parti della stessa dimensione. In una ciotola mescolate il sale e lo zucchero, in un’altra invece ponete lemongrass, zenzero, aneto e peperoncino tritati. Ponete i due filetti sopra un grosso pezzo di pellicola per alimenti, un pochino distanziati tra loro,con la pelle a contatto con la pellicola, tenendo presente che dopo averli conditi dovrete sovrapporre i due filetti. Iniziate condendo i filetti con la vodka e spalmandoli con il miso. In seguito fate aderire bene la miscela di sale e zucchero ai filetti, quindi condite con il mix di aromi. Senza disperdere i vari strati mettete i filetti uno sopra l’altro, in modo che la pelle sia all’esterno e le parti condite siano a contatto. Chiudete strettamente il tutto, aggiungendo altra pellicola se necessario, poi ponete il pesce in un’insalatiera e appoggiatevi sopra un peso, ad esempio un pacco di lattine e lasciate marinare a temperatura ambiente per 3 ore. Riponete in frigorifero per 24-48 ore, girando di tanto in tanto il filetto ed eliminando man mano l’acqua che uscira` dal pesce. Io lo tengo generalmente 24 ore, anche perche` non resisto un attimo di piu` al desiderio di mangiarlo. A quel punto risciacquate i filetti sotto l’acqua fredda e poi tagliate a fettine sottili con un coltello affilato.