Tartare di gamberi al sesamo

Questa tartare di gamberi al sesamo era un po’ che volevo provarla. Ma chissà perchè tutte le volte, che si contano sulle dita di una mano tra l’altro, che mi sono trovata a disposizione dei bei gamberi crudi di Mazara, questa ricetta giapponese con accenti fusion non mi è mai venuta in mente.
Devo dire che la marinata al sake e la crema di sesamo conferiscono un sapore particolare e inconsueto, che magari non tutti possono apprezzare al primo boccone. Poi però terminato un crostino attenzione perchè tutti vogliono il bis! Le porzioni che vi lascio sono per 6 crostini piuttosto grandi, volendo potete tagliare a metà ogni fetta di pane prima di tostarla e ottenere 12 piccoli triangoli. La ricetta è adattata da un libro che possiedo da tempo “Wa- fumi, à la rencontre des saveurs de Japon” di Mariko Ueno.
Tartare di gamberi al sesamo
per 6 tartine grandi o 12 piccole
gamberi crudi freschissimi 100 g
pane in cassetta, preferibilmente integrale 6 fette
songino o germogli per guarnire
per la marinata
sake 1 cucchiaio
olio di sesamo 1 cucchiaio
zenzero grattugiato 3 cucchiaini
sale
pepe
per la salsa al sesamo
tahina 2 cucchiai
salsa di soya 2 cuccchiai
aceto di riso o di mele 1 cucchiaino
Eliminate il filetto nero dai gamberi sgusciati. Conditeli con gli ingredienti della marinata. Ponete in frigorifero a riposare per almeno 30 minuti.
Preparate la salsa al sesamo mescolando tutti gli ingredienti. Tagliate la crosta dal pane in cassetta, fatelo tostare bene, spalmatelo con la crema al sesamo, distribuitevi i gamberi, qualche foglia di songino e servite.

Avete ancora fame?
- Tartare di gamberi rossi marinati all’arancia e zenzero
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Questo post (Permalink) è stato pubblicato il
18/03/2009 alle 12:58 nella categoria Finger food, Pesce.
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12 Commenti to “Tartare di gamberi al sesamo”
March 18th, 2009 at 2:03 pm
Wow, un finger food davvero raffinato e sfizioso! da gustare con un buon vino bianco frizzante!
un bacione
March 18th, 2009 at 2:06 pm
Chiara questo crostino è una meraviglia!!!! Il problema è trovare il gambero giusto ;-D
March 18th, 2009 at 2:09 pm
It looks wonderful.
E SOLO guardando la foto, SAPEVO che si trattava di gamberi italiani.
March 18th, 2009 at 4:33 pm
Bellissima foto! I gamberi conditi coi sesamo e sake devono essere d’un altro mondo! Li provero questa settimana per una cena fusion-light. Grazie!
March 18th, 2009 at 4:41 pm
assolutamente favoloso!
bravissima
bacio
fra
March 18th, 2009 at 5:23 pm
Non mangiando pesce crudo, stavolta mi soffermo solo sulle foto. Questi sfondi di vari blu che stai usando ultimamente sono raffinatissimi ed esaltano ancora di più il piatto stesso. E la luce è sempre più avvolgente.
Bravissima
March 18th, 2009 at 6:13 pm
Specialissimo…io credo che mi tarerò su dosi molto più consistenti, perchè potrei farne una cena intera, di questi crostini!
March 18th, 2009 at 7:25 pm
che delizia questi gamberini crudi marinata in questo modo originale, sono sicura mi piacerebbero moltissimo
March 18th, 2009 at 9:35 pm
leccornia suprema e piena di ispirazione
fotografia meravigliosa ( mi ripeto, mi ripeto)
March 18th, 2009 at 9:46 pm
Amo gamberi cotti o crudi. La presentazione, in particolare, appare bellisima.
March 19th, 2009 at 11:25 am
manue e silvia
si, o con un cocktail a base di sake
Lisa
si, e` vero ma voglio provre a farlo anche con dei gamberi cotti, ho amato troppo il connubio
radicchio
occhio da intenditrice
Marta
fammi spaere se li provi
Fra
assolutamente buono, quello si`
Alex
grazie, sono nella fase blu in effetti
Sai che comumque questa marinata mi e` piaciuta talmente tanto che penso di provare a renderala anche con i gamberi cotti, anche se devo un po’ studiare la cosa. ti diro`!
Romy
gurda l’unica cosa he mi ha trattenuto dall’abbondare sono stati i costi della materia prima
Francesca
e lo so che tu ami il crudo, questi sono molto buoni, se trovi dei gamberi provali
Comida
troppo buona
Tony
grazie, forse dei germoli ci sarebbero stati meglio ma non ne avevo quel giorno
March 20th, 2009 at 9:09 pm
una meraviglia per gli occhi e sicuramente per il palato.
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