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Déjeuner sur l’herbe


I mirtilli mi mettono sempre di buonumore. Sono piccoli, tondetti e pieni di un succo viola che macchia giocosamente le dita. Mi fanno inevitabilmente affiorare dei teneri ricordi: delle gite estive in montagna, il cui scopo era appunto quello di raccogliere chili e chili di questi fruttini golosi. Partivamo con tanti contenitori di alluminio, l’occorrente per fare un picnic frugale sul prato e uno sgabellino per la nonna. Poi ci si accoccolava vicino ai cespuglietti e delicatemente si iniziava a prelevarne i mirtilli, a volte una fogliolina verde brillante occhieggiava dal mucchietto.
E trascorrevamo tutta la giornata così, a raccogliere mirtilli in montagna. La sera se ne gustava subito una parte, generosamente mescolata al gelato alla crema, il resto finiva in una marmellata di un viola profondo che faceva mia madre. Solo a pensarci mi pare un’immagine di un’altra epoca, e invece sono trascorsi solo pochi anni. Allora non facevo molti muffin, ero più sulle torte, ma se avessi una macchina del tempo vorrei tornare indietro e sussurrare alla me raccoglitrice di mirtilli questa ricetta favolosa.

Muffin ai mirtilli
per 12 muffin

ingredienti secchi
farina 320 g
zucchero 150 g
lievito 3 cucchiaini

ingredienti liquidi
olio di girasole 65 ml
uova 3
creme fraiche 200 ml
latte 50 ml
mirtilli 250 g

Preriscaldate il forno a 220 gradi. Mescolate tutti gli ingredienti secchi. Mescolate tutti gli ingredienti liquidi. Mescolate le due preparazioni senza lavorare troppo la pasta. Riempite i pirottini di impasto fino a metà e ripartitevi i mirtilli, spingeteli un po’ sotto l’impasto con un cucchiaio. Coprite con il rimanente impasto riempiendo i pirottini fino all’orlo. Fate cuocere 15-20 minuti, inserendo uno stuzzicadenti dovrebbe uscire asciutto.

This entry (Permalink) was posted on Monday, August 4th, 2008 at 12:04 am and is filed under Muffin. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. You can leave a response , or trackback from your own site.

15 Responses to “Déjeuner sur l’herbe”

  1. Elvira Says:

    Mi hai suscitato dei bellissimi ricordi di mirtilli raccolti in montagna……e rovesciati sul sedile della macchina di mio zio!! :))

    Adoro questi piccoli frutti, come i lamponi, forse perche’ vivo cosi lontana dai luoghi in cui crescono in abbondanza, e fanno parte del pacchetto “nostalgia delle Dolomiti”…. :)

    Provero’ a fare questi muffin, usando le vaschette preconfezionate che arrivano negli ipermercati, e mi sembrera’ di essere sull’erbetta di un prato alpino :)

    Grazie per questa “evasione”, resa piu’ reale dalla bellezza delle foto :)

  2. Nina Says:

    Io al posto dei mirtilli raccoglievo more di rovo…e quando un incendio anni fa bruciò tutta quella nostra parte di rovi sulla collina, mi pianse un po il cuore perche quella raccolta era un momento da favola all’agosto di ogni anno della mia infanzia…

    terrò da parte la ricetta per un nuovo cespuglio di rovo, che troverò un giorno ne sono certa.

    Grazie, buona giornata

    F

  3. princelli di rovo Says:

    Anch’io! Anch’io raccoglievo le more di rovo quand’ero piccolo! La mia famiglia ha sempre avuto una casa di vacanza in Liguria (prima c’era un bisnonno acquisito, poi indipendentemente il nonno, poi la nonna, infine i miei genitori, e parallelamente i miei zii).

    Quand’ero piccolo (molte decine di chili fa), tutto il gruppone — nonna, genitori, zii e cugini — a fine estate si buttava nella macchia mediterranea piu` fitta alla ricerca delle more. Ne raccoglievamo diversi chili, e alla fine si faceva la marmellata di more, che tradizionalmente veniva aperta soltanto dopo Natale. In realta` avrei dovuto dire che ne raccoglievano diversi chili, perche’ io mi limitavo a prenderle dalla pianta e a mangiarle direttamente, e lo stesso facevano i miei cugini. Mia nonna si aggirava per la macchia con un bastone dal manico ricurvo: camminava benissimo senza, ma le serviva per piegare verso di se` i rami piu` alti. Mia mamma invece, suo malgrado, faceva il contrario: nella foga di arrivare alle more piu` inaccessibili, in punta di piedi e tesa fino allo spasimo, si sdraiava verticalmente sul rovo intero; poi, per arrivare ancora piu` in alto, saltellava. Il rovo, se grosso abbastanza, approfittava di quei saltelli per arpionarsi sempre piu` ineluttabilmente, e ad un certo punto letteralmente la “tirava su”: la poveretta si trovava quindi appesa al rovo, bloccatissima, senza possibilita` di movimento alcuno. Gridava e aspettava che la venissero a staccare. Tornavamo tutti sanguinolenti, pieni di spine, pieni di more, con gli occhi intontiti dal sole e la gola riarsa dal caldo e dal secco della macchia subalpina ligure; i vestiti, le mani e la faccia tutti striati di viola, uno stile punk ante litteram basato su creste viola e piercing estremo (praticamente dappertutto) che avrebbe girato piu` di una testa in Carnaby Street. Dal giorno dopo, io cominciavo a rompere i coglioni che volevo la marmellata, ma la tradizione del post-Natale m’imponeva un’attesa che a quell’eta` suona simile all’eterno. Dopo Natale, pero`, quando si aprivano i barattoli, io ci sentivo gli stessi profumi di macchia mediterranea, di piante grasse o semplicemente riarse e di more che mi ero lasciato dietro da settembre. Ad un certo punto abbiamo smesso di fare la raccolta delle more, forse dopo la morte della nonna, o forse quando la generazione piu` giovane ha cominciato a farsi i cavoli suoi. Pero` ogni tanto i miei vanno a prendere un po’ di more e fanno la marmellata. Non c’e` piu` il divieto di aprirla prima di Natale (dal che si evince che i divieti sono fatti apposta per far incazzare i bambini); quei sapori di macchia io ce li sento lo stesso, ma meno intensi di una volta. Quando compro una marmellata di more industriale mi pare che non abbia nulla a che vedere con quella marmellata li`.

  4. Fra Says:

    Che belli questi muffin, soprattutto per il ricordo a cui sono legati…delicati come la memoria che conservano
    Un bacio e buon lunedì
    Fra

  5. carla Says:

    Cioa Kja :)
    Io invece dei mirtilli racoglievo le more che dalle mie parti una volta ce ne erano tantissime anche lungo la strada della casa dei miei genitori….ora si fanno più fatica a trovarle….
    I mirtilli come le more mi piacciono molto e questi muffins senza burro ma con olio di girasole devono essere delicati e morbidosi;)
    Carla

  6. Max Says:

    Devono essere buoni.
    La foto che hai fattto mi piace molto.

  7. Arianna Says:

    Ciao Kja,
    ogni volta che illustri dei nuovi muffin mi fai davvero tornare bambina perchè li adoro d sempre!!!
    Sono reduce da una settimana (la prima della mia vita) in London, e mi volevo confrontare con chi, come te quella città l’ha visitata e la conosce…ho cercato di vedere più cose possibili, impegni di lavor permettendo dato che il motivo principale per cui era andata su era quello, e non so te ma a me ha rubato il cuore il quartiere di chelsea..lIl trionfo di mattoncini rossi, le case così “appuntite”, e il meraviglioso viale alberato del Chelsea enbankment..che emozione.. mi farebbe piacere avere qualche consiglio da te rigurdo i luoghi che preferisci della città (ho già scaricato il tuo file su quello che concerne piacevoli posti per mangiare)..
    Grazie infinite, e complimenti per la freschezza dei piatti che stai proponendo in questa afosa estate..con i loro colori brillanti mettono tanta allegria!Sei grande, non mi stancherò mai di dirlo!!
    Un abbraccio

  8. salsadisapa Says:

    adoro i mirtilli, ma qui da me non si trovano: solo more di rovo e fragoline di bosco! ma quanti mirtilli mangio quando vado in montagna… mmhhh :-) anche tu hai avuto il coraggio di accendere il forno? :-D brava! baci!

  9. Romy Says:

    Nel leggere il tuo post mi ha sfiorato un soffio di nostalgia: nostalgia dell’infanzia, delle giornate trascorse a Montieri ( un paesino dalle mie parti ) a cogliere fragoline di bosco, a fare merenda sotto i castagni giganteschi, a intrecciarsi coroncine di foglie…ma soprattutto mi è venuta nostalgia della mia nonna, che da qualche anno non c’è più ,ma che mi ha fatto dono della sua passione per la cucina e del suo amore per la casa e per la famiglia. Passavamo ore ed ore a fare marmellate, a mettere nei barattoloni di vetro i fichi sotto zucchero, a fare le ciliegine sotto spirito…mi mancano molto quei momenti! Grazie per questo tuo bel racconto, e per la tua ricetta così colorata ed evocativa!

  10. Yari Says:

    Proprio questa mattina stavo pensando di mettermi a fare dei muffin ai mirtilli ;-) Ottima idea, semplice ma geniale.

  11. Kja Says:

    Arianna
    grazie, sei dolcissima :)
    Allora io Londra l’ho visitata alcune volte ma non e` che ci abbia vissuto, comunque a me piace molto la zona dell’east end, un po’ rude, etnica e decadente, Hyde park e poi Portobello, con o senza mercato :)

    Princelli di rovo
    E` un bellissimo racconto, non sapevo questa particolare della tua infanzia

    Romy
    Che bello averti evocato dei momenti cosi` intensi. A me la passione per la cucina me l’ha trasmessa mia madre invece, mia nonna ha piu` il pollice verde. Pero` e` vero che pensare a certi momenti trascorsi provoca delle sensazioni forti, che a me un po’ bruciano in gola.

  12. Moscerino Says:

    ho appena trovato un fruttivendolo che tiene i miritilli freschi (una rarità qui a palermo) e stavo giusto cercando una buona ricetta di muffins ai miritilli! :-)
    quando si tratta di muffins mi sa che qui trovo sempre quello che cerco!
    complimenti per le foto. sono sempre più…..chic!

  13. Chiara Says:

    abbiamo lo stesso nome, la stessa passione per la Liguria e la preferenza per i tulipani :-)
    peccato che io sia un’autentica frana in cucina…eheheh!
    cosa si intende per creme fraiche? grazie!

  14. VerA Says:

    Oddio, i muffins, la mia passione!!! Li devo provare!!! I tuoi sono venuti stupendi, e penso anche stupendamente buoni!!!!

  15. I muffin!!! | Surreale Says:

    [...] sul pc! I primi che ho provato sono stati quelli ai mirtilli per i quali ho preso spunto dalla ricetta di Chiara de Il Pranzo di [...]

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