New York: dinner time
Candle Cafè
animal friendly

L’andirivieni del cameriere dalla cucina è continuo e provoca il movimento delle porte basculanti, che lascia intravedere enormi sacchi di iuta pieni di cereali.
Al Candle Cafè sono infatti ingrediente fondamentale di buona parte dei piatti presenti sulla carta, ampia, creativa e assolutamente vegana. In questo locale di dimensioni modeste, quinoa, riso, kamut, miglio con le immancabili verdure, e vari derivati della soja si trasformano in piatti golosi e colorati, spesso incorniciati da dressing favolosi. Tra gli antipasti ci sono i classici guacamole e hummus, zuppe e una focaccia; le insalate spaziano da accostamenti creativi come l’aztec salad con quinoa, mais e semi di zucca alla greek dove la feta e` sostituita dal tofu feta. Non mancano i burger di soja ; e da bere te`, frullati vitaminici e cocktail. Le porzioni sono abbondantissime, con un entree, piatto completo mediamente sui 16 dollari, si raggiunge un certo grado di sazietà, quindi se desiderate il dessert optate per un’insalata o un burger.
Nella foto riso venere,con tofu marinato, spinaci saltati, zucchine alla griglia e fagioli con l’occhio diventano il ripieno per una tortilla verde; un dressing al coriandolo completa il piatto. Sullo sfondo i resti dello stufato di tofu indian style servito con riso integrale. A lato Leo si accinge a sorseggiare un the freddo al ginseng.
Candle cafe
1307 terza avenue con 75th street
Nam
viet slow food
Locale dall’atmosfera soffusa e curata, il cui servizio un po’ lungo vi lascerà il tempo di sorseggiare un cocktail. Deliziosi i bo bia, involtini di pasta di riso con jicama, una radice, gamberi, salsiccia, e arachidi serviti con una salsa tiepida e saporita e verdure tagliate con la mandolina; come pure Banh Xeo crepes di cocco e farina di riso con gamberi, pollo e germogli. Il Ga xa Ot, pollo piccante con lemongrass, e` piccante davvero. Chi non ama sapori forti è avvisato. Le porzioni medio-piccole, non vi faranno sentire in colpa per una merenda pomeridiana da Alice’s tea cup.
Nam
110 Reade street
(Reade St. & West Broadway)
PJ Clarke’s
historic burger

Fondato nel 1884 e rilevato una decina di anni dopo da un barista irlandese, questo pub ha il pregio di aver mantenuto quasi inalterato l’aspetto di allora. Illustri patron si sono susseguiti negli anni: Jacqueline Kennedy Onassis e Cary Grant, per citarne due. Mangiare qui e` sicuramente un’esperienza storico-culturale ma piuttosto che spendere 20 dollari per un hamburger con le patatine e una coca, suggerisco di prendere una birra al bancone, per un miglior rapporto qualità-prezzo. Per chi ama i ristoranti storici come Chartier a Parigi.
PJ Clarke’s
915 terza avenue sul lato nord-est della 55 street
Avete ancora fame?
- Insalata di spinaci e finocchi con dressing al caffè
- Quinoa con broccolo, pinoli e zenzero
- Zuppa di lenticchie di Castelluccio
Questo post (Permalink) è stato pubblicato il
6/06/2007 alle 13:39 nella categoria New York.
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11 Commenti to “New York: dinner time”
June 6th, 2007 at 3:01 pm
Chiara, il primo ristorante è fantastico: tutti quei cibi sani e mescolati insime in modi gustosissimi ed inimmaginabili. E anche gli altri 2 luoghi, uno vietnamita, l’altro irish pub, bello veramente sarebbe averli più a portata di mano, sai quante serate lì
June 6th, 2007 at 3:02 pm
ah dimenticavo: bello rivedere Leo, un saluto anche a lui.
June 6th, 2007 at 3:19 pm
Che bello quel posto hamburgeroso, finalmente ti metti anche a girare posti di classe & stile bene bene, solo quell’impacchettatura barocca delle patatine merita i soldi(senza contare le ascendenze ultracult irlandesi e notoriussiane)
Support! ]:)
June 6th, 2007 at 3:28 pm
Francesca
concordo, il candle mi e` piaciuto molto, avrei assaggiato anche il dolce ma ero troppo piena di quella squisitezza nella foto
Muche the cow
Bel posto davvero che mi hai segnalato. Pero` come dire non ci andrei una volta a settimana, sara` che mi piacciono luci soffuse certo ma non il buio totale mentre mangio il mio hamburger
Complimenti per l’uso forbito della lingua inglmucchese. Ma a Londra che ci vai a fare?!
June 6th, 2007 at 3:36 pm
A Londra ci vado a scoprire i luoghi della classe operaia bianca versione XX° secolo(leggi: i pub più caciaroni e le peggio bettole da hooligan) che tu dimentichi di visitare con l’erremoscesizzato ad ogni visita ]:D
PS:Ottima idea mettere un locale vegano ed un tritacarne nello stesso post ]:b
PPS:Ancora meglio la foto di Leo in apertura ]:**
June 7th, 2007 at 8:26 am
…fa molto “friends” questo locale!
June 7th, 2007 at 1:01 pm
Tra i tre locali, per come sono fatta io, andrei più volentieri al Nam… come mi piacerebbe averne l’occasione!! Mi fai venire una voglia di evadere!
June 7th, 2007 at 2:03 pm
Il principino mi sembra un po’ dimagrito e sciupato nella foto in alto… Lo fai mangiare abbastanza?
June 8th, 2007 at 4:46 pm
Che belli questi post Kja, e che voglia di tornare in America! Intanto io ti invito a partecipare a questo meme!
June 11th, 2007 at 5:37 pm
tu dovresti lavorare per Alice (canale di sky). Ecco. Te l’ho detto.
Foto e descrizione sono semplicemente gustose.
June 12th, 2007 at 11:56 am
Lizzy
Grazie, sei dolcissima :*
Pip
Grazie dell’invito Pip. Conoscendo New York tornerei li` al volo ma sono certa che ci siano altre belle realta` da scoprire.
Galet
Corri a fare una visita dall’oculista! Dimagrito? Sciupato? Al limite un pochino stanco, messere viaggia parecchio ultimamente.
Dolcetto
Si e` carino ma forse preferirei tornare a candle, mai mangiato un tofu cosi` buono!
Ape
Quale dei tre?
Much
Buona scoperta di Londra allora. Chiamami quando sarai nella bettola con la gente marcia e aggressiva cosi` ti do l’ultimo commiato. Leo non e` attraente come te ma voglio dire tu hai vinto anche miss Muccopoli nel 1991 o sbaglio? No contest.
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