Cucina indiana e East end

Il giro era iniziato da Spitalfields e dopo aver visto il mercato di sfuggita, poco significativo, avevamo proseguito verso Brick Lane.
Un arco segna l’inizio di questa via e idealmente l’ingresso in un altro mondo.

Da molto tempo a Brick Lane si è radicata una comunità indiana, tanto che il quartiere presenta dei tratti esotici enfatizzati dai nomi delle vie che sono scritti sia in lingua inglese che in lingua hindi.

La presenza indiana e asiatica in generale à massiccia; inutile dire che i ristoranti che cucinano tandoori e i negozi che vendono spezie e vasellame sono numerosi. Circa a metà di Brick Lane ho trovato persino un supermercato esclusivamente di prodotti asiatici. Non mi sono trattenuta e ho fatto incetta di spezie; di alcune di esse avevo solo letto il nome sui libri fino a quel momento. Nell’euforia ho comprato dei “doppioni” anche di ingredienti che erano già in mio possesso. Come per i semi di senape di cui ora ne sono proprietaria nella quantià di 450 grammi! Se qualcuno ne avesse bisogno non esiti a domandare.

Risalendo tutta la via si trova, la domenica, il caratteristico mercato delle pulci di Brick Lane. Uno dei pochi che trovo assolutamente autentici.

Banglacity
continental supermarket
Brick Lane (numero imprecisato, scusate!)
Channeh Sabat
Questo piatto vegetariano si conserva anche qualche giorno e i ceci assorbono al meglio gli aromi. Nonostante la presenza rilevante di peperoncino e aglio, essi sono perfettamente in armonia con gli altri sapori.
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ceci secchi 250 g curcuma* 1 cucchiaino scarso *(tutte finemente pestate insieme) prezzemolo tritato 1 cucchiaio Lavate i ceci e metteteli in acqua per almeno 24 ore. Scolateli a fateli bollire in acqua salata aromatizzata con uno spicchio di aglio. Tenete l’acqua a un livello di 10 cm sopra ai ceci in modo costante. Il tempo di cottura è di circa 2 ore e mezza. Quando sono teneri scolateli e tenete da parte anche l’acqua di cottura. |

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on Monday, February 5th, 2007 at 8:11 pm and is filed under Cucina Indiana, Londra.
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17 Commenti to “Cucina indiana e East end”
February 5th, 2007 at 2:10 pm
non sono mai andata a londra..credo di essere una delle poche persone rimaste…scandalosa.
February 5th, 2007 at 2:22 pm
Ciao Lus,
come va?
Devi rimediare assolutamente, Londra e` una citta` che merita parecchio, vai almeno per un week-end. Una cosa che amo molto e` che la domenica non si ferma tutto come da noi, anzi tutti negozi e i mercati possibili lavorano a pieno ritmo. La Cecca e` innamoratissima di Londra.
February 5th, 2007 at 3:07 pm
well well, il mio sesto senso mi aveva suggerito giusto di non andare perchè non avrei visto ciò che volevo, anyway la prossima volta mangierò anch’io sin dall’inizio visto che l’assaggio postumo mi era piaciuto assai…much attende sulla riva del fiume il passagio dei cadaveri delle aringhe ]:C
February 5th, 2007 at 3:37 pm
Much restera` delusa per qualche tempo. O meglio se vuole attendere all’adiaccio a me non interessa , anzi mi libera un po` di spazio nella mia camera, emmmm al SUO quartier generale.
February 5th, 2007 at 3:46 pm
Che belle fotografie.
Quando lavoravo andavo spesso a Londra, ma non in cerca di luoghi come quelli che hai fotografato. Ah, l’arido mondo della moda ^_^
La sorella di Priya vive a Londra, così come la famiglia di Prathiba, ma non sono mai andata a trovarli. Loro non vivono a Brick Lane e nemmeno a Spitafield.
Hai percaso avuto in mano il libro
scritto da Vicky Bhogal “Cooking like Mummyji”? è bellissimo e ritroveresti alume belle immagini dei negozi alimentari indiani di Londra, oltre a quelli della sua famiglia
ciao, comidademama
February 5th, 2007 at 4:11 pm
sono stata a Londra per un finesettimana la primavera scorsa ma non sono stata in questa zona. Voglio rimediare sicuramente, nel prossimo viaggio londinese che sicuramente farò. Questo piatto di ceci così speziato mi fa l’acquolina in bocca, veramente. Secondo me perfetto sarebbe proprio il pane che ho postato oggi, anche se la ricetta è irachena. Gran bel post
February 5th, 2007 at 4:43 pm
Interessante, sia il piatto che l’indicazione di viaggio… che bello sarebbe poter viaggiare più spesso!!
ciao
franci
February 5th, 2007 at 10:24 pm
ambhè, ma allora mi fai concorrenza!!!??
ma com’è la popolazione indo-british?
February 5th, 2007 at 11:58 pm
Se Much non va al fiume il fiume va Much ricordalo, quindi stanotte cerca di dormire con un costume e la tavoletta vicina al cuscino che non si sa mai se viene a piovere, cmq direi che è il momento appropriato per scegliere il corredo fotografico e il commento adatto al post,
/Much getta una canna “pesca-alghe” nel fiume e alla luce della luna attende ruminando…
February 6th, 2007 at 10:44 am
Piu’ che indiano direi che Brick Lane e’ Bagladesh.
Prova a leggere
Brick Lane
by Monica Ali
February 6th, 2007 at 12:58 pm
Conosco perfettamente questa magia, l’ho assaporata poco tempo fà. Ma sai che tra il saccheggio di spezie non ho acquistato i semi di senape?
February 6th, 2007 at 1:20 pm
Un applauso alle tue foto che rendono l’atmosfera variegata di Londra…
February 6th, 2007 at 6:24 pm
Elena
l’ultimo libro che hai segnalato tu l’ho trovato stupendo, quindi spero che questo sia facilmente reperibile, il titolo mi ispira molto. Grazie!
Francesca
anche io ho visto questa parte solo la quarta volta che sono andata a Londra, ma merita. E tu non scordarti che hai ancora indietro il ristorante turco che ti avevo segnalato! bellissimo il pane, penso che il chapati resti leggermente piu` morbido. :*
Franci
condivido in pieno, viaggiare arrichisce tantissimo.
Ape
un mio amico e` nato a Londra da madre pakistana e padre indiano ed e ` una persona splendida. Coniuga degli atteggiamenti puramente inglesi con i sorrisi e i gesti carichi di significato della cultura indiana.
Much
io uso la tavoletta in piscina “per fare le gambe”, non ho bisogno di certe cose per nuotare. Much e` ancora all’uso dei braccioli o punta direttamente sulla barchetta a remi?
Trollettore
Preferisco Sette mari tredici fiumi
In relata` il princiLeo ne ha una copia in versione originale… Baci
Maria giovanna
Ma dai? Ascolta se li vuoi, non scherzo, non hai che da mandarmi il tuo indirizzo via mail e te ne mando un po’.
Miss piperita
grazie :*
sono molto orgogliosa della foto del ragazzo, perche` lui se ne e` accorgerto e subito dopo si e` girato seccato.
February 6th, 2007 at 6:45 pm
Le mucche hanno ideato da decenni ormai una tecnologia che permette loro di galleggiare mediante delle camere stagne all’interno delle corna, in particolare ciò è merito del comiatto mucche per la ricerca scientifica applicata che tu dovresti conoscere bene, e ricorda…tanto va lagatta al largo che la salva il bagnino…
February 6th, 2007 at 9:44 pm
Oddio il comitato mucche per la ricerca scientifica applicata… Non me ne parlare. Ti avviso che se lasci altri frasi come quelle sulla gatta il tuo commento sara` rimosso. Io te lo dico.
February 6th, 2007 at 9:52 pm
Much è più forte della censura, io ti avviso…
due daini si incontrano nel bosco, il primo al secondo “dai giochiamo a nascondaino” e l’altro seccato “dai no!”
se oserai cancellare questi adagi di saggezza mucchese le ritorsioni saranno gravissime, le BM ti avviso hanno fondato una divisione telematica…io non ci scherzerei troppo
February 17th, 2007 at 7:43 am
mm, adoro questo piatto.. Mi piacerebbe mlto andare a londra..
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