Quinoa | Il Pranzo di Babette

Quinoa con broccolo, pinoli e zenzero

January 30th, 2009

broccolo_quinoa2

La mia adorata quinoa! La mangio spesso e spesso accompagnata con della verdura e magari del tofu. Oggi ho guardato in frigorifero e ho addocchiato il broccoletto verde che da quando sono diventata drogata di questa zuppa tengo sempre in scorta. Read the rest of this entry »

Cupcake alla lavanda e quinoa soffiata (II blogversario!)

February 25th, 2008

Il blog ha compiuto due anni. La data esatta sarebbe stata il 21 febbraio, giovedì scorso, ma ci tengo comunque a festeggiare l’evento. Quando ho aperto Il pranzo di Babette, ispirata innanzitutto dalla mia passione per il cibo e la cucina e dal mio desiderio di scambio e condivisione mai avrei pensato che il blog stesso sarebbe diventato una passione a sua volta, tanto da stimolarmi e divertirmi ancora dopo due anni. Per non parlare della fotografia, un’attività cui ho sempre guardato con curiosità ma che solo grazie al blog è diventata un interesse vero che mi infonde molta gioia. A proposito, le foto che nelle ultime due settimane hanno suscitato tanti commenti carini sono anche merito della nuova macchina fotografica, che ho affiancato alla mia compattina cui resto tuttavia molto legata. E certo non mi sarei aspettata che il blog avrebbe suscitato la curiosità e l’attenzione di tante persone che quotidianamente mi dimostrano il loro affetto. Quindi non posso che ringraziarvi tutti, blogger e lettori di ogni tipo, per i commenti, le e-mail e i vostri pensieri in genere. Per l’occasione ho creato queste cupcake profumate di lavanda e decorate con della quinoa soffiata a sostituire, quasi per scherzo, le perline di zucchero colorato che trovo un po’ stucchevoli. Purtroppo solo virtualmente ma ne voglio offrire una a ciascuno di voi, con un tovagliolo color lavanda e una tazza di tè verde dagli aromi floreali.

Cupcake alla lavanda e quinoa soffiata
per 6 cupcake

lavanda secca 1 cucchiaino
zucchero 80 g
tuorlo 1
olio di girasole 3 cucchiai
yogurt 125 g
farina 90 g
lievito un cucchiaino
crema di marroni 4-5 cucchiai
quinoa soffiata

Frullate finemente lo zucchero con la lavanda. Sbattete il tuorlo con lo zucchero a velo alla lavanda e l’olio di girasole. Aggiungete lo yogurt. Unite la farina setacciata con il lievito. Ripartite l’impasto in 6 pirottini riempiendoli per 2/3 e cuocete a 180 gradi per 12-15 minuti. Sfornate e fate raffreddare su una gratella da dolci. Prima di servire spalmate generosamente le cupcake con la crema di marroni e decorate con un po’ di quinoa soffiata.

Cheesecake vegan

February 4th, 2008

Settimana scorsa è stata un pochino più complessa del solito e quindi non ho trovato il tempo di dedicarmi al blog quanto avrei voluto, sarebbe meglio dire che non ne ho avuto affatto. Cucinare ho cucinato, quello sì, ma ho rifatto più che altro delle ricette che già conoscete. Anzi ho una piccola variante per la vellutata di peperone, pomodoro e feta, se omettete l’acqua diventa un ottimo condimento per un piatto di pasta. Ma veniamo al cheesecake, saranno infatti almeno un paio di mesi che la rubrica a cadenza casuale Il cheesecake di Babette non trova la sua giusta valorizzazione ;)
Much qualche tempo fa si è scoperto grande amante dei dolci a base di tofu silk e mi ha chiesto di preparargliene una variante ai mirtilli. Nella dispensa, tra i vari cereali, faceva capolino il vaso della quinoa soffiata ed è quindi stato naturale ricalcare l’altro cheesecake alternando strati della crema dalla sfumatura indaco con le palline dal lieve sentore di nocciola. La rifinitura con il cocco è una citazione di un dolce di Pain de sucre chiamato, non a torto, éphémère: una cupola di crema di cocco con un cuore di mirtilli e un’anima di vaniglia del Madagascar. Certo un dolce di alta pasticceria, niente a che vedere con la mia preparazione che tuttavia, pur nella sua umiltà, tradisce la mia nostalgia di Parigi, che già affiora, nonostante siano trascorse poche settimane dalla mia ultima visita.

Cheesecake vegan

per 4 piccoli bicchieri

quinoa soffiata 40 g
mirtilli 2 vaschette
malto di grano 6 cucchiai + 2 per decorare
tofu silk 400 g
cocco fresco q.b

Lavate e asciugate i mirtilli. Frullateli con il tofu e il malto tenendone da parte qualcuno. Lasciate riposare la crema cinque minuti in frigorifero.
Prendete 4 bicchierini e riempiteli alternando a strati la quinoa soffiata e
la crema di tofu. Decorate con i mirtilli tenuti da parte e delle scaglie di cocco ricavate con il pelapatate. Aggiungete un cucchiaino di malto.

Cheesecake light di quinoa soffiata

November 29th, 2007

 

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Credo che cambierò nome al blog. Pensavo ad una cosa come “Il cheesecake di Babette” vista la presenza ormai imbarazzante di questo dessert declinato in svariati esemplari sul blog di una che pensava di non amare il cheesecake. La quinoa la mangio almeno una volta a settimana da quando l’ho provata l’anno scorso, ma in versione soffiata l’ho scovata solo di recente in un negozio biologico e mi è stata subito simpatica: ha un lievissimo sapore di nocciola molto gradevole. Questo cheesecake è un dessert leggero ed è perfetto anche per coccolarsi con una colazione inusuale e colorata.

Cheesecake light di quinoa soffiata

per 4 piccoli bicchieri

quinoa soffiata 40
lamponi 2 vaschette
malto di grano 6 cucchiai + 2 per decorare
ricotta 500 g
semi di zucca a piacere

Lavate e asciugate i lamponi. Frullateli con la ricotta e il malto tenendone da parte qualcuno. Lasciate riposare la crema una ventina di minuti in frigorifero.
Prendete 4 bicchierini e riempiteli alternando a strati la quinoa soffiata e
la crema di ricotta. Finite con uno strato di quinoa. Aggiungete un cucchiaino di malto e decorate con un lampone e a piacere con dei semi di zucca tritati grossolanamente.

Direttamente da “Il cheesecake di Babette” ;)

- Cheesecake alle pesche
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- Cheesecake al kumquat
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-Cheesecake giapponese
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Quinoa con capesante e scalogni al succo di melograno

October 20th, 2006



Recentemente ho riassortito alcune spezie e per farlo sono andata nella mia èpicerie di fiducia a Parigi. Indugiando tra le spezie ho trovato un sacchettino pieno di una polvere rossastra recante un nome a me totalmente sconosciuto. Sumac. L’ho acquistato e una volta a casa mi sono dedicata alla degustazione: gradevolmente aspro. Oltre a questa sensazione continuava ad essere un illustre sconosciuto, così ho cercato qualche informazione in rete.

Il Sumac è una spezia molto diffusa in Turchia e Iran, dove dai frutti macinati si ottiene una polvere bruno-rossiccia che viene sparsa generosamente sul riso conferendogli un sapore asprigno. Viene anche mescolato con cipolle appena affettate e gustato come aperitivo. Il ben noto döner kebab viene spesso aromatizzato con il sumac che gli conferisce il suo gusto caratteristico. In Libano, Siria ed Egitto i frutti vengono cotti con acqua fino ad ottenere un’essenza densa e molto aspra che viene poi aggiunta alle carni e alle verdure. Questo metodo era noto sin dai tempi dei Romani ed è paragonabile all’uso che viene fatto attualmente del tamarindo nella cucina Indiana e Indonesiana.
In Giordania viene usato per fare un mix di spezie, lo za’tar, che ha già delle estimatrici nella blogsfera: Gourmet lo mette nei kakat israeliani, Diamanterosa ne tesse lodi appassionate. Quindi già che ci siamo anche due parole sullo Za’tar o Zahatar o Zà Attar. La spezia prende il nome da un particolare tipo di maggiorana diffusa in Giordania e difficilmente reperibile al di fuori della regione. Lo Za’tar è fatto combinando questa maggiorana secca con semi di sesamo, il sumac, sale e talvolta pepe. Si usa anche in Siria, Libano e Israele dove ha delle leggere differenze negli ingredienti che lo compongono. Eccellente sulle carni può anche essere mescolato con olio e servito come dip.

Con la dolcezza delle capesante il sumac produce un meraviglioso contrasto; la quinoa… Ormai è una droga! ;-)

Quinoa 180 g
capesante 10
scalogni 7
Porto 2-3 cucchiai
uvette due cucchiai
sale rosa q.b

Per la marinata

il succo di un melograno
il succo di mezzo limone
aneto tritato 2 cucchiai
aceto balsamico 1 cucchiaio
olio evo un cucchiaino
sumac un cucchiaio scarso

Mettete le capesante nella marinata e lasciatevele per almeno trenta minuti. Tritate grossolanamente gli scalogni, fateli appassire in poca olio, quindi unite un cucchaio di porto e un cucchiaino di balsamico e le uvette. Cuocete a fuoco basso in modo che si caramellino leggermente. Sciacquate la quinoa abbondantemente per rimuovere la saponina, una sostanza amara contenuta nella pianta. Cuocetela quindi in una quantità di acqua pari tre volte al suo peso, coprendo il recipiente con un coperchio. Dovrebbe assorbire tutta l’acqua nel giro di 10 minuti circa. Mescolate la quinoa con gli scalogni e tenetela in caldo. Scolate le capesante dalla marinata e saltatele in una padella calda, cuoceranno in pochi minuti. Fate ridurre la marinata a fuoco vivace. Mescolate la quinoa con gli scalogni.

Costruzione del piatto

Ponete una ciotola rovesciata al centro di un piatto piano, e riempite il contorno di quinoa, schiacciando appena con un cucchiaio. Sollevate con delicatezza la ciotola e ponete nello spazio rimasto vuoto le capesante. Irrorate con la marinata ristretta e decorate con uvette e pizzichi di sumac, dopo aver garttato dle sale rosa.



Quinoa con avocado, tacchino e pompelmo

October 2nd, 2006



Dopo che ho scoperto la quinoa ne sono diventata dipendente; oltre al sapore mi piace davvero tanto la consistenza dei semini che mi scivolano in bocca: sono morbidi ma al contempo mantengono un cuore croccante. Inoltre come una vera invasata cerco di proporla a tutti coloro che mi stanno intorno, decantando le sue virtù e la sua versatilità. Ad esempio l’accostamento con l’avocado è meraviglioso :)

quinoa 160 g
avocado maturo uno
pompelmo giallo uno
tacchino 250 g
olio extra vergine di oliva
semi di zucca 3 cucchiai
olive verdi 40 g
tabasco uno spruzzo

Emulsionate con un frullatore a immersione 2 cucchiai di olio, 3 di succo di polpelmo. Tenetene da parte un cucchiaio e versate il resto della marinata sulla carne di tacchino tagliata a strisce nel senso verticale delle fette. Coprite con pellicola per alimenti. Sciacquate la quinoa abbondantemente per rimuovere la saponina, una sostanza amara contenuta nella pianta. Cuocetela quindi in una quantità di acqua pari tre volte al suo peso, coprendo il recipiente con un coperchio. Dovrebbe assorbire tutta l’acqua nel giro di 10 minuti circa. Pelate al vivo mezzo pompelmo e fate marinare gli spicchi e il succo con l’avocado tagliato a fettine sottili. Denocciolate le olive e tagliatele grossolanamente. Lasciate intiepidire la quinoa poi aggiungetevi le olive, i semi di zucca, tenendone da parte qualcuno per la decorazione, e l’avocado e il pompelmo scolati dal succo. Mentre scottate sulla griglia rovente il tacchino, schiacciate con la forchetta il succo di polmpelmo con poche fettine di avocado, una goccia di olio e uno spruzzo di tabasco in modo da ottenere una salsina verde brillante.
Costruzione del piatto
Con un coppapasta o un contenitore date un forma alla quinoa condita, appoggiate di fianco la carne e nappate la cima con la salsa all’avocado. Decorate con i semi di zucca e con qualche goccia della marinata al pompelmo. Servite.



Quinoa, un cereale per finta.

May 22nd, 2006



Qualche mese in un fast food bio di Parigi ho mangiato la quinoa e mi sono innamorata del suo sapore e della sua consistenza. Dato che non sapevo nulla di questa sconosciuta ho cercato qualche referenza. La quinoa veniva coltivata nei territori andini già 5000 anni fa ed è ancora un alimento importante nella dieta dei campesinos. Forse per questo motivo ha un’accezione di arretratezza e povertà che la rende poco appetibile nei mercati sudamericani; mentre in Europa riscuote un discreto successo. La sua diffusione fu ostacolata dai conquistadores poichè gli inca la usavano nei loro riti, considerati pagani dagli spagnoli che volevano invece imporre la religione cristiana. La maggior parte degli appezzamenti di terreno furono convertiti a favore di riso e frumento, con una contrazione della produzione vista l’altitutide e il clima non temperato. Esteticamente sembra un cereale ma in realtà appartiene alla stessa famiglia delle barbabietole e degli spinaci, e le sue foglie ricordano il sapore di questi ultimi . L’apparenza inganna. Perfetta per chi sta antipatico al glutine , dal punto di vista nutrizionale vanta una considerevole quantità di proteine circa il 14% , contiene molta fibra e i suoi carboidrati si digeriscono più facilmente grazie ad un enzima dal nome difficilmente memorizzabile.

La prima volta l’ho improvvisata in versione fusion e devo dire che l’accostamento mi è piaciuto talmente tanto che continuo a rifarla cos&igrave, ma sono sicura che si può valorizzare anche con tanti altri sapori.



quinoa 160 g
alga wakame 10 g
tofu 150 g
pomodorini una dozzina
asparagi una decina
olio, sale.

Sciacquate la quinoa poi cuocetela coperta nell’acqua bollente salata. Mettete a mollo l’alga wakame in una tazza di acqua fredda e tagliate il tofu a a dadini. Cuocete gli asparagi al vapore. Tagliate i pomodorini a metà e quando mancano cinque minuti alla cottura della quinoa scaldate un cucchiaiao di olio e fate cuocere a fuoco vivace i pomodorini, quando cominciano ad appassire aggiungete il tofu e l’alga. Infine aggiungete la quinoa che dovrebbe avere assorbito tutta l’acqua nel giro di 20-25 minuti. Saltate a fuoco vivace e servite con gli asparagi.