Cucina Svedese | Il Pranzo di Babette

Cucina svedese: le polpette (dell’Ikea!)

February 20th, 2007

I remember some trees which stood black and naked
Weatherbeaten hollows of snow
With sparse lumps of ice,
Been scraped off by the wind alone

E rieccomi, a usurpare uno spazio non mio con ricordi delle terre del nord.
Molte cose mi sono rimaste impresse nella memoria, tanti personaggi e tante situazioni(ahaha se vabbeh) ad ogni modo vorrei spendere qualche parola per elogiare delle figure stupende che si ergono su tutte…

Dalla materia prima…al prodotto finito sotto gli occhi del consumatore :)

-Gli italiani in svezia con scritto in fronte “Siamo italiani, vogliamo la fXXa!” che speravano di trovare Rimini versione invernale in Svezia, ovviamente poi si va al ristorante a mangiare pasta al pesto la sera non sia mai!

-Gli svedesi così provati dal vivere per 6 mesi nell’oscurità semi totale che sono arrivati a sostenere l’esistenza di una “luce del cosmo” che nutre il cervello d’inverno(e non si parla di Dio o religione, proprio…la luce dell’universo O_o)


Russian Art Noveau…aka “La stansa pusè bèla”

-Gli impiegati delle ferrovie di Abisko e il loro stupendo “party of the year” la notte di capodanno nella sala d’aspetto della stazione dei treni in un’atmosfera fantozziana KVLT(ho cercato anche qualcuno con degli occhiali alla ragionier filini ma purtroppo nessuno in vista)

-Una ragazza giapponese che s’è fatta un viaggio assurdo giusto per passare due mattine all’accampamento dei cani, senza fare escursioni o nient’altro.

-Tutti quelli che davanti al mio inglese pietoso mi hanno detto “Ma no! Lo parli molto bene per essere un italiano!”

Frozen streams and vapours gray…

Ma soprattutto vorrei ricordare e ringraziare un anonimo che con me ha combattutto una silenziosa e interminabile battaglia notturna sulle poltroncine del treno notturno, per me sappi che non è stata un’avventura di una notte e basta!
Voglio incontrarti di nuovo e voglio finire lo scontro che abbiamo portato avanti a gomitate, calci e simili per la supremazia della fila :***
Ti porto nel mio cuore perchè ormai le ecchimosi sono scomparse…

Nell’angolo rosso, per l’Italia…emh no questo è il treno dei turisti e degli immigrati non della boxe =P

Epilogo

Fine, qui concludo le mie scarse memorie, ma se anche solo una foto vi è piaciuta o vi ha affascinato e vi ha fatto anche solo per un secondo desiderare di visitare queste terre beh….sappiate che anche io voglio tornarci! E visti i prezzi dannati di quei posti accetterò volentieri qualunque libera donazione per un “Crushing On Scandinavia - Summer Time 20**” (spero entro il 2099 di aver raccimolato abbastanza danari =P).
Adotta a distanza un piccolo(?) scandinavofilo, bastano 10 euro e lui si potrà pagare un pasto in un fast food *_*

Much the cow



Certo il nome köttbullar non vi dice nulla, ma il sottotitolo “le polpette dell’ikea” immagino di si :)
L’argomento è abbastanza hot in questo momento:
-qui potete vedere quelle assolutamente autentiche, in un succulento panino dai colori sgargianti;
-qui leggerete una dissertazione su Ikea&polpette ispirata da un editoriale del Gambero rosso;
-qui invece trovate una minuziosa quanto spassosa recensione di un ristorante della marca svedese.

Dal canto mio mi sono limitata a (e)seguire la ricetta trovata su un volume di cucina svedese. Ho trovato queste polpette piuttosto gustose, ma anche in questo caso niente
lingoberries, così ho accompagnato le polpette con una salsa assolutamente svedese ma che in genere si usa per il pesce. Mi riprometto di provarla con il salmone il prima possibile.

Köttbullar

Carne trita di manzo 250 g
Carne trita di maiale 250 g
Latte 250 ml
Pan grattato 250 g
Uovo 1
Cipolla 1
Sale
Pepe, cannella, noce moscata un cucchiaino ciascuno
Burro

Tritate finemente la cipolla e fatela appassire in poco burro, senza che si scurisca. Immergete il pane nel latte. Mescolate la carne con l’uovo, la cipolla, il pane imbevuto di latte, il sale e le spezie. Se la miscela fosse troppo densa unite altro latte. Lascite riposare l’impasto al fresco per 20 minuti, poi cominciate a fare le polpettine. Potete farle con l’ausilio di due cucchiaini oppure con le mani. Ne verrano circa 65.
Ponete abbondante burro in una pentola e fatelo cuocere bene, appena ha preso colore ponetevi le polpettine e lasciategli prendere colore da ogni lato. Scuotete spesso la pentola tenendo saldamente con due mani il manico. Servite con patate bollite, o con purè e i lingoberries, beati voi se li trovate.

Salsa all’aneto

Zucchero 2 cucchiai
Aceto bianco 1 cucchiaio
Aneto 20 g
Senape all’ancienne 4 cucchiai
Olio di semi 6 – 8 cucchiai

Mescolate aceto e zucchero. Io per farli amalgamare bene li ho fatti scaldare appena in un padellino, per avere una sorta di caramello all’aceto. Lasciate intiepidire e unitelo alla senape. Aggiungete l’olio e quando avrete una crema bella liscia l’aneto tritato.

Cucina svedese: gli gnocchi

February 13th, 2007

Dopo il mio primo post gentilmente concessomi dall’autrice di questo blog mi è stato chiesto di replicare e di fornire in uno stile allegro, sciolto e ritmicamente piacevole un resoconto di un recente tour che mi ha visto protagonista nella Lapponia Svedese.
P.S.:Per coloro i quali volessero vivere una maggior immedesimazione suggerisco di infilare la testa nel freezer al momento della lettura. ]:D




Till Fjälls, Till Fjälls där storm mig famnar
Till Fjälls, Till Fjälls vakad av ramnar
-
To the mountains, to the mountains where storm embraces me
To the mountains, to the mountains watched by ravens

Ingredienti: Neve, Ghiaccio, Vento, Desolazione, Buio.
Procedimento: Mischiate neve e ghiaccio, spargeteli col vento su una natura rada, spoglia e malinconicamente desolata, infine contornate il tutto con un’enorme quantità di buio e qua e là qualche riservato e taciturno abitante.
Risultato: La Lapponia



Posso ahimè aggiungere poco altro, non sono in effetti in grado di rievocare con le parole l’atmosfera desolata e solitaria che scaturiva dall’ambiente circostante e dall’oscurità onnipresente che concedeva alla luce poche ore di sfogo per poi riavvolgere tutto.



Beware Of The Light[...]Night is so beautiful (we need her as much as we need Day)

Ovviamente non mancano comunque anche qui zone più turistiche come Kiruna e Jukkasjärvi dov’è possibile visitare l’affascinante (ma va?) Ice Hotel vero e proprio palazzo di ghiaccio delle favole…




Carino l’Ice Bar, peccato che le consumazioni avessero un prezzo un tantino scottante :D




Bellissime a vedersi, si apprezzano un po’ meno da seduti.




Ice Suite, 470 euro a notte in alta stagione… e non c’è manco il bagno =P.

Insomma, chiudete le valigie amici si va Berlino! ops no mi sono confuso, insomma copritevi bene anche se quest’anno fa caldo (minima a -10°) e cercate di immaginarvi su una strada ghiacciata dove sibia il vento a guardare una luna di dimensioni spropositate mentre meditate indisturbati.




May these moments under the moon be eternal.
May the infinity haunt me… In Darkness.

Much the cow
I souvenir che Much ha riportato dal viaggio in Lapponia sono stati un libro di cucina svedese e vari vasetti di aringhe per cui la conclusione ovvia era di realizzare una cena a base di piatti svedesi. Purtroppo mi è stato impossibile reperire a Lipomo e dintorni i lingonberries, deliziose bacche rosse, succose e aromatiche che sono un elemento onnipresente della cucina cucina svedese. Per dare una nota di colore ho decorato i piatti con rametti di ribes. L’autenticità al pasto è stata restituita dall’ottima Seriously [swedish vodka] .



Aperitivo: i crostini con le aringhe aromatizzate da varie salse speziate.

Oggi vi posto la ricetta degli gnocchi svedesi, per qualche spiegazione in merito, realizzata in loco, vi rimando qui.

Kroppkakor

Patate 1,5 kg
2 uova
Farina 250 g
Sale un cucchiaino
Cipolla 1
pancetta 100
pancetta affumicata 100 g
Cannella, noce moscata, pepe 1 cucchiaino ciascuno

Fate bollire le patate, schiacciatele e mescolatele con le uova e il sale. Lasciate raffreddare il tutto. Unite la farina, tenendo conto che potrebbe servirne di piu`, e lavorate la pasta fino a quando sia soda e non appiccicosa. Stendetela come se doveste fare un rotolo. Cuocete la pancetta in poco burro, unite la cipolla tritata fine e, fuori dal fuoco, le spezie. Tagliate un pezzetto di pasta dal rotolo steso e formate un piccola depressione con le dita, infilateci un poco di ripieno e chiudetelo lavorandolo bene con le mani, in modo che il ripieno sia chiuso all’interno. Proseguite fino all’esaurimento degli ingredienti. Cuoceteli in una pentola piena di acqua bollente salata, contando 5-6 minuti quando vengono a galla. In tutto impiegano circa 10 minuti.
Serviteli con burro e lingoberries a piacere.