Conserve | Il Pranzo di Babette

Ginger curd

April 18th, 2011

ginger curd

Passeggiavo nel Marais un paio di settimane fa con fratello al seguito che divorava alla velocita` della luce un panino de l’As du Falafel (best falafels in town) quando girando l’angolo ci siamo trovati vicinissimi ad una libreria di cui non ricordo mai il nome ma che espone sempre all’esterno dei libri di cucina a prezzo scontatissimo. Ne ho preso in mano uno piccolino piccolino che quasi mi stava nel palmo della mano e sfogliandolo mi sono resa conto del fatto che trattava di conserve. Ed ecco che inciampo nella ricetta del ginger curd, ovvero un lemon curd in cui la scorza di limone e` sostituita dallo zenzero fresco e secco. Ho trovato l’idea geniale e appena ho avuto dieci minuti liberi ho fatto il ginger curd. Read the rest of this entry »

Gari

December 21st, 2010

In questi giorni mi sto dedicando ad ultimare i menu` per le varie occasioni di festeggiamenti e a realizzare dei regalini homemade. Dopo la fase dei biscotti sono in quella delle conserve. E il gari e` in cima alla mia lista. Magari il nome non vi dice nulla, eppure sono certa che il gari l’avete gia` mangiato, soprattutto se amate il sushi ;) Read the rest of this entry »

Sciroppo alla lavanda

February 10th, 2010

Sono andata e tornata da Identità Golose e ora, dopo millemila spese, foto e improbabili tour parigini alla ricerca di questo o quello posso fermarmi, almeno un attimo. Almeno spero.
Quindi dato che non vedo l’ora di raccontarvi di IG 2010 ma devo prima raccogliere un pochino le idee e non voglio lasciarvi con le mani in mano, soprattutto se anche da voi nevica e avete in casa una manciata di fiori di lavanda e un po’ di zucchero… Read the rest of this entry »

Marmellata di fragole e peperoni

August 24th, 2009

marmellata_peperoni

Era da qualche tempo che l’idea di una marmellata di fragole e peperoni mi girava in testa. Poi, colpo di fortuna, una decina di giorni fa al marchè d’Aligre ho trovate delle fragole veramente belle, succose e profumate e non ho potuto resistere all’acquisto. Una volta a casa non è che avessi le idee chiarissime, la mia esperienza in marmellate&co è comunque scarsa. Facendo un giro in rete ho trovato una ricetta della mitica Christine Ferber e l’ho adattata ai miei ingredienti e esigenze, infatti ho anche frullato il tutto a fine cottura perchè volevo una confettura liscia. Read the rest of this entry »

Burro alla lavanda

March 9th, 2008

Nel post dedicato alle cupcake alla lavanda e quinoa soffiata Romy mi ha lasciato un suggerimento prezioso:

… Anche io ho la mia personale, anche se semplicissima, ricettina con la lavanda. Una fettina di pane(di baguette), burro ( di quello bello morbido , meglio se fatto da noi con la panna fresca e la frusta elettrica..), miele cremoso e qualche chicco di lavanda…è una scemata, ma è buonissimo, specie se accompagnato da una bella tazza di caffè d’orzo aromatizzato all’anice. Provalo e poi fammi sapere! Un abbraccio

L’idea mi ha subito stuzzicato, poi pensandoci mi è venuto in mente di aver letto da qualche parte che in Inghilterra si usava aromatizzare il burro cospargendolo di petali di rosa canina, tanto che le latterie olezzavano come fiorai. E così ho pensato di fare lo stesso, usando però la lavanda. Il risultato è stato un burro aromatizzato in modo lieve ma persistente che ho gustato con degli scones alla mela e un velo di miele, una merenda piacevolissima.

Burro alla lavanda
Per 80 g circa di burro

panna fresca 200 ml
lavanda secca 5-6 cucchiai

Togliete la panna dal frigorifero e montatela subito con le fruste elettriche fino a quando la parte liquida, il latticello, si separa da quella solida, il burro. Occorreranno circa 6-8 minuti. Fate sgocciolare il burro in un colino, poi trasferitelo su un pezzo di carta da forno e avvolgetelo strettamente per eliminare il latticello residuo cercando intanto di dargli la forma di un cilindro. Coprite il burro con delle garze. Trasferitelo in un pezzo di alluminio e copritelo uniformemente di lavanda. Chiudete l’involucro di alluminio e conservate il burro in frigorifero almeno 10 ore. Prima di servirlo togliete le garze.

Limoni sotto sale

May 20th, 2007



I limoni sotto sale sono un ingrediente tipico della cucina marocchina e vengono usati per insaporire tajine e zuppe. Al di la`di questo particolare tipo di cucina etnica i limoni cosi` trattati si possono usare in ogni ricetta salata che preveda l’uso della scorza, il sale ne conserva infatti intatto l’aroma. Esistono varie ricette per eseguirli, questa versione e` piuttosto veloce e consente di avere delle fette di limone pronte all’uso. Unica raccomandazione: i limoni devono essere di origine biologica.

limoni sotto sale

limoni biologici 3
sale fino 400 g

Lavate e asciugate accuratamente i limoni. Con l’aiuto di un coltello affilato tagliateli a fettine molto sottili. Poneteli quindi in un vaso alternadoli a strati di sale e premendo bene con un un cucchiaio. Conservateli in un luogo fresco.




Qqualche tempo fa ho ricevuto una mail in cui mi si chiedeva qualche ricetta per utilizzare i limoni sotto sale e ho pensato che potesse essere un tema interessante per riprendere.
Chi ha provato a farli, spero con limoni rigorosamente biologici, si sarà reso conto dell’aroma intenso e piacevole che hanno sviluppato grazie all’azione del sale.
Questa caratteristica li rende ideali per conferire una scia limoncina a molte preparazioni come il couscous, la cui ricetta si può declinare con verdure di stagione come ad esempio carote e daikon, un tipo di rapa giapponese, lievemente stufati. Un’altra possibilità consiste nel profumare il condimento come in questi spaghetti con rucola e gamberi in cui le fettine di limone tritate sostituiscono completamente il sale e donano al contempo una nota tangy che valorizza il sapore dolce dei gamberi. Restando in tema di pesce vi propongo un esperimento che ho fatto recentemente con un branzino selvaggio. Ho lavato sotto l’acqua corrente le fette di limone sotto sale necessarie per fare un letto al pesce squamato ed eviscerato. Nella pancia ho posto qualche grano di pepe rosa e poche foglioline di timo e sopra alla pelle altre fette di limone. Dopo la cottura a 210 gradi per un’ora (era un branzino da 1,4 kg!) le carni avevano assorbito l’aroma dell’agrume giallo e ne risultavano impreziosite; il sapore indimenticabile.
Spero di avervi offerto qualche spunto da cui partire, ma in generale se vi farete guidare dalla vostra fantasia e un pizzico di buon senso, non metteteli nel caffè ;) , sono sicura che darete vita a degli ottimi accostamenti.

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