Un mesetto fa circa avevo scritto un post in cui esprimevo la mia delusione per l’inaspettata anemia della goiaba che avevo acquistato qualche giorno prima nel quartiere indiano. Ma il destino, a dispetto del pallore, aveva in serbo un futuro roseo per questi esemplari di goiaba. La foto infatti è piaciuta a Marica, che l’ha scelta per l’invito all’inaugurazione del suo negozio di accessori per cucina e cibo dopo il recente restyling. Se vi trovate dalle parti di Piacenza potete fare un salto, pare che il negozio abbia una parete interamente rosa ;)


Rientrata da Parigi mi sono ritrovata nel mio giardino in fiore, con la rosa che comincia a mostrare boccioli scarlatti, promessa di una fioritura stupenda. E poi una gran voglia di usare il forno e fare, magari, un finger food. Detto, fatto. Ho improvvisato questa torta salata non con la solita sfoglia pronta ma con una pasta all’olio leggera e arrichita di quinoa soffiata. Il ripieno gioca su un trio vincente, zucchine, pinoli e uvette; e poi il tocco finale: una riduzione di aceto balsamico che esalta i sapori oltre ad abbellire la torta. Non l’avrei abbinata con la birra, bevanda che non amo molto, ma Much aka Jacopo, mio fratello, non era di questo avviso e ha sbocconcellato una fetta di torta sorseggiandone una chiara.

Un paio di note
- le foglioline di maggiorana sono opzionali ma accrescono il profumo in maniera piacevole
-dop aver finito l’ultima fetta a pranzo posso dire che il giorno dopo la torta è ancora piu` buona ;)

Torta salata con zucchine, pinoli e riduzione di aceto balsamico

per la pasta
farina 100 g
farina di grano duro 50 g
quinoa soffiata 3 cucchiai
sale 1/2 cucchiaino
olio extra vergine d’oliva 5 cucchiai
acqua

per il ripieno
zucchine grigliate 300 g
pinoli 30 g
uvette 20 g
uova 3
latte 150 ml
sale
pepe

per finire
aceto balsamico 3 cucchiai
maggiorana due rametti

Mescolate gli ingredienti secchi, e unite l’olio poco per volta mescolando. Aggiungete l’acqua necessaria per rendere la pasta morbida ma elastica, 7-10 cucchiai dovrebbero bastare. Fate riposare la pasta in frigorifero per 30 minuti coperta da pellicola.
Preriscaldte il forno a 180 gradi. Ammollate le uvette in poca acqua calda, scolatele quando sono morbide e fatele saltare ancora umide con i pinoli per qualche minuto, fate raffreddare. Stendete sottilmente la pasta e ponetela in una tortiera foderata di carta da forno, disponetevi le zucchine tagliate a pezzetti, le uvette e i pinoli. Sbattete le uova con il latte, sale e pepe; versate il composto sulla pasta. Cuocete per 40 minuti.
Prima di servire riducete l’aceto balsamico in un padellino a calore medio in modo che abbia la consitenza del caramello e versatelo sulla torta salata. Cospargete di foglie di maggiorana se vi piace.


Un altro dolce viola! Questa volta però non viene dall’incantevole Aurore Capucine ma dalla piccola cucina di rue de La vrillière.
Che io sia in fase viola ormai è innegabile, e questo forse anche perchè con l’arrivo della bella stagione ho sostituito gli ugg con un paio di all star viola che hanno la sorprendente capacità di abbinarsi a qualunque cosa :)

Comunque a parte la divagazione sulle scarpe, questo dolce al cucchiaio è stato concepito nella speranza di creare qualcosa di nuovo e un po’ speciale per una cara amica in visita a Parigi. Il tofu silk, di cui Yari mi ha rivelato il vero nome, kinugoshi, e l’affascinate etimologia, deriva infatti da kinu, seta in giapponese, e goshi che viene dal verbo gosu, filtrare, è un ingrediente meraviglioso per produrre creme soffici e spumose. L’incontro con un misto di frutti di bosco ha dato vita ad un colore stupendo e il connubio con i biscotti al cioccolato si è rivelato golosissimo ma lieve grazie alle caratteristiche nutrizionali del tofu.
In coda alla ricetta qualche suggerimento, piuttosto ovvio per dire la verità per rendere la ricetta vegan al 100%!

Bicchierini di tofu ai frutti di bosco e cioccolato

Per la crema
silk tofu 300 g
misto di frutti di bosco 300 g
zucchero 4 cucchiai
miele 1 cucchiaino

biscotti al cioccolato 200 g
zucchero 3 cucchiai
burro 80 g
cioccolato fondente q. b

Ponete tutti gli ingredienti nel bicchiere del frullatore e frullate fino ad ottenere una crema liscia e viola (!). Conservate la crema in frigorifero. Sbriciolate i biscotti con il mixer o semplicemente mettendoli in un sacchettino per alimenti e schiacciandoli con un mattarello o una pentola. Fate fondere il burro e versatelo sulla polvere di biscotti mescolata con lo zucchero, fate raffreddare il composto in modo che sia a temperatura ambiente. Prendete 4 bicchierini e fate uno strato di biscotto in ciascuno, livellandolo bene; aggiungete la crema di tofu e ponete in frigorifero per 10 minuti. Proseguite con un altro strato di biscotto e con la crema di tofu e conservate in frigorifero. Prima di servire decorate con scagliette di cioccolato fondente.

Variante vegan
Sostituite il burro con del burro di soia e scegliete dei biscotti al cioccolato privi di uova e prodotti caseari. Il malto di grano invece prende il posto del miele.


Questi deliziosi pinoli ricoperti di cioccolato al latte me li ha portati Chiara, in visita a Parigi qualche settimana fa. Sono peggio delle ciliegie, uno tira l’altro ad un ritmo pericoloso. La foto infatti è, come si dice, di repertorio. Gli ottimi pinoli sono quasi finiti a furia di arricchire lo yogurt a colazione, e di soddisfare il bisogno di piccoli snack che si ripetono piu` volte al giorno.
Li posto qui come memo per i possibili pensierini mangerecci del prossimo Natale, anche se al momento sembra lontanissimo. Intanto buon mese di maggio a tutti!


È un periodo intenso, e non riesco a dedicami al blog come vorrei, ma sono felice che voi passiate comunque di qui lasciando commenti affettuosi e partecipativi, mi fanno molto piacere.
Venerdì scorso sono stata al mio primo matrimonio in Veneto, un’esperienza particolare visto il numero di scherzi e iniziative che coinvolgono i due malcapitati sposini e che pare siano assolutamente tradizionali ;)
Prima di partire per il matrimonio comunque vi avevo anticipato che i pomodorini erano stati inizialmente abbinati ad un tataki che ho definito mediterraneo. Il tataki è una preparazione giapponese in cui carne di manzo o filetti di pesce vengono cotti solo superficialmente dopo essere stati salati e insaporiti generalmente con i semi di sesamo e pepe. Sostituendo i semini di sesamo con una granella di fave fresche e l’olio di semi con un buon extravergine di oliva ho conferito a questo piatto un tratto mediterraneo che era stato molto apprezzato dai miei ospiti.

Tataki mediterraneo di tonno

filetto di tonno 200 g
sale due cucchiaini
pepe bianco appena macinato q.b
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio abbondante
fave fresche private della pellicina esterna 3 cucchiai
germogli di soya o di alfa-alfa
pomodorini pendolini al microonde

Il tonno deve essere freschissimo, in un solo pezzo, spesso 5-6 cm e largo 7- 8 cm. Posatelo su un tagliere. Con un coltello affilato incidete di circa 1,5 cm delle fettine sottili che taglierete fino in fondo dopo la cottura. Tritate finemente la fave fresche e in un piatto mescolatele con il pepe appena macinato. Strofinate il sale sul filetto di tonno da tutti i lati, cercando di farlo aderire il più possibile. Passate ora il filetto nella miscela di fave e pepe. Fate scaldare l’olio in una padella, quando è caldo ponetevi il tonno e cuocete per 30 secondi. Ripetete l’operazione sull’altro lato largo mentre per le due estremità basterà una decina di secondi ciascuna. A questo punto l’importante è fermare la cottura, abbiate quindi premura di posare il filetto su un piatto conservato una decina di minuti in frezeer. Dopo qualche minuto spostate il tataki nuovamente sul tagliere e con il coltello affilato incidete fino in fondo le fettine che avevate inciso precedentemente. Conservatele in frigorifero fino al momento di servire.
Lavate e asciugate i germogli. Disponete nei piatti in modo armonioso il tataki di tonno con i germogli e i pomodorini.


È trascorsa ormai una settimana da quando, facendo un esperimento, l’odiato forno a microonde ha parzialmente riscattato la sua posizione restituendomi dei pomodorini pendolini saporiti e sugosi. La ricetta è di fatto quella tipica dei pomodorini al forno che io ho adattato per la cottura nel forno a microonde. Concepiti per arricchire un tataki di tonno dall’impronta mediterranea di cui vi parlerò presto si sono rivelati ideali anche per rifinire una pasta con le verdure, o per arricchire una frisella fusion notturna improvvisata con un po’ di baguette secca :)
I pomodorini pendolini abbondano da una settimana a questa parte sui banchetti del marché d’Aligre quindi io ho provato solo con quelli ma penso che dei pomodori ciliegini potrebbero essere un buon sostituto.

Pomodori pendolini al microonde

pomodorini pendolini 200 g
olio extravergine di oliva 2 cucchiai
sel de Guérande 2 cucchiaini

Cuocete 100 g di pomodorini alla volta per avere un controllo migliore della cottura.
Lavate i pomodorini senza privarli del picciolo, e trasferitene 100 g in un recipiente adatto alla cottura al forno a microoonde, conditeli con 1 cucchiaio di olio e 1 un cucchiaino di sale, girateli delicatamente in modo che ne siano cosparsi uniformemente. Cuoceteli per 1 minuto - 1 minuto e 15 a 800 w. Verificate i pomodorini che dovrebbero essere cotti ma non sfatti. Diversamente prolungate il tempo di cottura man mano di 15 secondi, verificando ogni volta la cottura. Lasciateli rafreddare e poi sbucciateli delicatamente tenendo il picciolo se avete intenzione di usarli per finire un piatto. Ripetete l’operazione con i pomodorini restanti, cosi` da avere un controllo migliore della cottura. Poneteli in un vasetto e ungeteli con pochissimo olio, volendo potete arricchirli con aglio tritato, pepe o un’erba aromatica a piacere. Conservateli in frigorifero.


Verso l’una della notte scorsa sono stata sorpresa da una fame improvvisa: ho ammollato un pezzo di baguette secca mentre preparavo i pomodorini al microonde, ho disposto la baguette sul piatto, l’ho cosparsa con i pomodorini spellati, l’ho condita con il sughetto dei pomodori, qualche scaglia di parmigiano e rifinito con poco aneto. Era ottima ;)

Dopo una passeggiata da Aurore capucine mi sono trovata a sbocconcellare dei dolci viola: meringa alla violetta, sablè alla lavanda e una tartelletta con crema di mandorle, albicocche sciroppate e violette candite. Il tè invece era un Darjeeling Singbulli, raccolta di questa primavera, con sentori erbacei e fruttati.
Vi lascio qui i dolcetti augurandovi una settimana all’insegna della dolcezza e del colore viola :)


Adoro passeggiare nel Marais, il quartiere ebraico, per la bellezza sobria che lo caratterizza, in contrasto con altre zone monumentali della città, e l’atmosfera particolare che si respira. Rue des Rosiers è la via per antonomasia per apprezzarla e gustare specilità ebraiche. A pochi metri di distanza si succedono L’As du falafel, noto per i suoi indimenticabili falafel, polpettine di ceci profumate di coriandolo, e Sacha Finkelsztajn, panetteria e gastronomia yiddish.
Io vi acquisto principalmente la challah, un soffice pane intrecciato arricchito nell’impasto di uova e aromi, e talvolta il il pavé ai semi di papavero, ma ci sono numerose alternative: cheesecake polacchi, vari pavé, strudel, bagel per citarne alcuni. Senza dimenticare che di fronte alla parte dedicata alla panetteria e pasticceria si trova anche un’invitante banco della gastronomia con tarama, salmone affumicato, caviale di melanzane e altri prodotti.
C’è anche un numero esiguo di tavolini alti con degli sgabelli e una carta scarna con elencata qualche bevanda; tutto quello che serve per gustare appieno il proprio acquisto mentre si ascoltano i racconti sulle preparazioni e sulle etimologie dei nomi elargiti con calore dai membri della famiglia che gestisce il negozio.


in vetrina: challah, bagel ai semi di papavero e sesamo e pani rotondi alla cipolla


una torta alle mandorle e delle challah alle uvette


una cliente indugia nella scelta, sullo sfondo il banco dei dolci


la cameriera prepara una porzione di pavé alle mele, accanto il pavé ai semi di papavero


Strudel polacchi con semi di papavero

Sacha Finkelsztajn
27, Rue des Rosiers
75004
Paris

http://www.laboutiquejaune.com/

La challah ultimamente stuzzica l’appetito di alcune compagne foodblogger. Se capita anche a voi provate la ricetta di Alex o quella di Monique.

Un pranzo improvvisato con quello che avevo nel frigorifero ma che ho trovato delizioso: i resti di un pollo arrosto, di quelli allevati a terra, acquistato in una macelleria in rue montorgueil, tre patate bollite, si sa che io le adoro e tendo sempre a cuocerne più di quanto la mia stessa golosita` mi permetta di mangiarne, degli spinacini e qualche foglia di basilico riuniti a creare un’ insalata di pollo.
Ho tritato il pollo e l’ho condito con un’emulsione di olio, limone, fior di sale, e pepe nero. Ho tagliato grossolanamente le patate bollite, e le ho aggiunte al pollo insieme a una manciata abbondante di spinacini scottati in acqua bollente e tritati. Alla fine ho tagliuzzato sopra del basilico e ho mescolato bene. Mentre lasciavo il tempo ai vari sapori di amalgamarsi almeno un pochino, ho lavato e affettato sottilmente un pomodoro cuor di bue. Ho preso i piatti e con l’aiuto di un coppapasta gli ho dato una forma circolare, poi dato che sentivo un’esigenza di verticalizzazione ho fatto delle quenelle e le ho disposte sopra. Ho aggiunto le fette di pomodoro intorno e un attimo prima che Leo imbracciasse la forchetta ho fatto questo scatto frettoloso ;)

Ieri ho acquistato le mie prime fragole della stagione. Su un bachetto al marché d’Aligre c’erano queste cassettine di legno chiaro con all’interno le fragole ordinatamente disposte, con le loro punte invitanti rivolte verso il cielo, cui era difficile resistere. Se devo essere sincera avevo già mangiato un ottimo gelato alla fragola da grom a Milano settimana scorsa, ma ancora non avevo davvero morso la polpa di uno di questi frutti rossi che inneggiano all’estate. E visto che proprio l’estate sembra essere sbocciata all’improvviso in questi due giorni parigini, con le fragole ci ho fatto una macedonia freschissima e profumata con il basilico. Il té verde fruttato si mescola con gli aromi della frutta e dell’erba aromatica creando un piacevole accordo.

Macedonia di fragole, té verde e basilico
fragole 500 g
basilico 6 foglie
té verde fruttato 1 cucchiaio
miele 1 cucchiaio

Lavate le fragole in acqua e bicarbonato. Tamponatele lievemente e tagliatele in quarti. Lavate e asciugate le foglie di basilico. Preparate il té in 150 ml di acqua, rispettando i tempi e la temperatura di infusione dell’acqua. Filtratelo e fatelo raffreddare. Quando è intorno ai 30 gradi, scioglietevi il miele e tagliatevi sopra sottilmente le foglie di basilico e fate raffreddare completamente. Versate poi il liquido sulle fragole e tenete in frigorifero almeno un paio di ore e comumque fino al momento di servire.

Una ricetta velocissima: Fragole al cioccolato e sesamo