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Piccoli Cake con carote e banane

October 31st, 2008

Qualche tempo fa avevo selezionato una bella ricetta in tema per Halloween, delle cupcake alla zucca che avevo trovato su un giornale americano. Poi quando ho avuto tempo libero per dedicarmi a dei dolci non avevo voglia di farle, attirata da un nuovo accostamento che vede protagonista ancora una volta la banana, in questi tempi frutto d’elezione nei dolci e la carota. Read the rest of this entry »

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Pasta con cavoletti di Bruxelles, prosciutto e curcuma

October 29th, 2008

Da bambina i cavoletti di Bruxelles mi attiravano tantissimo, forse perchè piccoli, verdi e carini mi immaginavo avrebbero avuto un ottimo sapore. Ma mia madre non concordava, lei che pure ama broccoli&co era sempre un po’ restia. Poi una volta deve anche avermeli fatti ma non ho un ricordo preciso. E così mi ha trasmesso questa sua credenza gastronomica cui, diversamente da altre non mi sono mai ribellata e i cavoletti sono stati definitivamente escusi dal mio ménage. Read the rest of this entry »

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Comunicazione di servizio: Robot Kitchenaid scontatissimo

October 29th, 2008

Un robot da cucina sono un paio di anni che lo vorrei, devo dire che non ho mai subito partcolarmente il fascino del Kitchenaid, mi sono sempre detta che quando sarebbe stato, chissà quando vista la permanente situazione delle finanze, prosciugate dai numerosi voli Italia-Francia e viceversa che mi fanno sentire una specie di pendolare internazionale, sarebbe sato un Kenwood chef.
Nessun culto in generale per nessuno dei due brand comunque. Poi qualche giorno fa grazie a lei ho scoperto il link a questo negozio di vendite on line e il cuore ha iniziato ad aumentare il battito.
Perchè se siamo ancora lontani dai 330 $ che lo stesso identico prodotto vale in Usa (e si, ci avevo pensato di contrabbandarlo, ma non è esattamente un mazzo di barbabietole) direi che 331 euro è un prezzo con cui si inizia a ragionare (implorare la mamma di prestarmi dei soldi). Segue rapido consulto con il mio guru dell’acquisto on-line, nonchè uomo di Maricler poi dato che qui a Parigi siamo in un momento delicato di cambio indirizzo volevo anche parlare con il servizio clienti per capire come fare e sono stati gentili e disponibili. Ho cercato di estorcere anche ulteriori informazioni del tipo ma quanto dura l’offerta? Ma lo farete anche su altri colori? Dai se me lo dite prometto che non lo dico a nessuno ;)) ma li ho visti restii a sbottonarsi in questo senso. Quindi ricapitolando

Se siete interessati al Robot Artisan KitchenAid andate a questo indirizzo per quello
- Rosso
- Nero
- Panna

Immediatamente prima del pagamento digitate nella casella delle promozioni il codice PK15 che vi permette di ottenere un ulteriore sconto. Stamattina il prezzo di partenza era 390 euro, ora vedo che è 399, quindi il prezzo finale dovrebbe essere intorno ai 340 euro.

Vanillekipferl

October 27th, 2008

Lo so, la ricetta dei Vanillekipferl non centra molto con la chinese week che avrebbe dovuto prevedere anche un post su Chinatown, ma se ci fosse qualcuno interessato sappia che poi ne parlerò. È solo che su questo foodblog da troppo tempo non si vede una ricetta e in particolare la ricetta che vi propongo oggi trovo sia molto preziosa.
A fare dei biscotti di Natale ora come ora non ci pensavo in questo momento, ma poi una persona dolcissima ha fatto in modo che questa deliziosa ricetta dei Vanillekipferl arrivasse nella mia posta elettronica. Read the rest of this entry »

Salon de thé de Mademoiselle Li

October 24th, 2008


Finiti i racconti di Leo su Shaghai, rientro in scena io per raccontarvi di una particolare sala da tè dagli accenti cinesi situata a Parigi. Ci sono stata perchè attratta da quello che avevo letto a riguardo: squisita gentilezza, ottimi infusi, il tutto offerto in un luogo in cui l’arredamento e l’atmosfera avrebbero regalato agli avventori l’illusione di trovarsi in Cina, anche se solo per il tempo di un tè. Read the rest of this entry »

Ultimo giorno a Shanghai

October 23rd, 2008

Vietare le bottiglie d’acqua nell’area di partenza degli aeroporti è un’assurdità, e non solo perché, suvvìa, quale terrorista confezionerà una bomba di mezzo litro di simil-Evian? Ci voleva un cinese per farmelo capire. All’entrata della stazione del MagLev c’è un controllo del bagaglio, bisogna passare le borse sotto una macchina ai raggi X. Di fianco alla macchina c’è una scatola piena di bottiglie di plastica vuote e pensavo, mi faranno gettare la mia bottiglia d’acqua, e solo per salire su un treno il cui percorso dura dieci minuti (#@!). Invece uno dei due preposti all’operazione mi fa segno di bere dalla bottiglia, per dimostrargli che non trasporto esplosivi liquidi, veleni o grappa eccessivamente scadente, mentre l’altro si mette sull’attenti e mi fa il saluto alla visiera. Capito? Basterebbe questo, chiedere alla gente che vuol portare l’acqua attraverso il controllo bagagli, semplicemente di prenderne un sorso (e non mi si venga a dire che si può confezionare un esplosivo fatto soltanto di liquidi innocui)! Ma ovviamente questo implicherebbe una minore vendita di costosissima acqua in bottiglia nei bar all’interno della zona protetta, che come si può facilmente immaginare, fanno affari d’oro.
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Shanghai: problemi di comunicazione

October 22nd, 2008

Image shanghai-street

Ho poi visto il lungofiume davanti a Pu Dong con la famosa skyline, chiamato Bund per gli occidentali e Wei Tan per i residenti, per cui se uno chiede “Bund?” a un Shanghaiese quello lo guarda senza sapere cosa rispondere, l’europeo fa il paragone di un ipotetico Parigino che non abbia mai sentito nominare la Tour Eiffel, e molto si arrovella sui percorsi neuronali cinesi; e a questo proposito, un piccolo inciso. Ci sono alcune domande standard che un essere razionale non può non porsi. Alcuni non-sequitur inspiegabili che denunciano un malessere logico profondo, o una voluta presa per il culo (ma c’è o ci fa?). Al ristorante, quando chiedono “quante birre?” (magari puntando il dito su una foto), quattro persone al tavolo su cinque, tutte occidentali, alzano il dito indice, come a dire, “io, io, io e io”; cioè quattro birre. È il sistema numerico unario (basato su una sola cifra), e si suppone che sia talmente universale che viene usato, mi pare, anche nelle sonde lanciate nello spazio profondo nella speranza che siano intercettate da un’astronave aliena. E la cameriera, stupita, ci fa capire che una birra sicuramente non basta per tutti. Perché, agli occhi di un cinese, quattro indici sono uguale a uno? Che speranza abbiamo di farci capire da un marziano se non ci capisce nemmeno una cameriera cinese?
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Shanghai: la cucina

October 21st, 2008

Image shanghai-house

Dopo qualche giorno che ci si trova tra la folla di Shanghai, sempre abbastanza densa, ci si accorge di una cosa strana: i cinesi non puzzano; cioè il loro sudore non si sente. A stare sempre in mezzo alla folla con una tale umidità e un tale caldo, ci dovrebbe essere una puzza insopportabile. E invece non si sente nulla, o quasi. Ogni tanto si trova qualcuno dall’aria chiaramente derelitta, qualche barbone cinese, completamente mimetizzato con l’asfalto sporco e terroso, pelle e vestiti (entrambi non lavati dai tempi delle guerre dell’oppio) dello stesso colore nerastro.
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Shanghai: la citta` vecchia

October 20th, 2008

Image shanghai-marketscenes

Benvenuti in un ‘altra settimana tematica, che questa volta rigurda la Cina. Doveroso premettere che io non ci sono stata. E allora perche` una chinese week? Innanzitutto perchè Leo quest’ estate ha trascorso una settimana a Shanghai e oltre ad aver scattato molte foto, mi ha narrato le sue impressioni, episodi buffi, e situazioni che mi hanno sorpreso e spesso mi hanno fatto ridere; molte di esse sono fluite in un lungo testo che leggerete in questi giorni. Il mio contributo invece è di altra natura, riguarda dei luoghi che riportano dei pezzetti di questo Paese declinati in contesti differenti.

Passeggiare nella città vecchia riporta alle scene iniziali di Indiana Jones II (Il Tempio Maledetto), dove Indiana e la sua truppa fugge per le vie di Shanghai anni ‘30: case basse, perlopiù due piani a soffitto molto basso, estremamente piccole ma in muratura e non di latta, piene zeppe di vita, di appartamenti, di magazzini, di cose, di gente, di bambini, di biciclette, di motorini, di negozi che vendono tutto, animali, quaglie, polli, piccioni, anguille, pesci, rane, rospi, tartarughe, frutta e verdura, parrucchieri, massaggiatori, sarti, commercianti di tè, meccanici, ciclisti, rigattieri e ristoratori (a decine, centinaia, migliaia, un’infinità di posti per mangiare). Pochi producono, tutti vendono, e non si capisce chi compra. Read the rest of this entry »

New York’s tastiest places

October 18th, 2008

Ci è voluto un po’ di tempo ma finalmente, dopo che un’amica mi ha pregato di segnalarle i miei indirizzi newyorchesi preferiti mi sono rimboccata le maniche e ho raccolto e organizzato i miei appunti di viaggio. In questo post si trova un estratto corredato da fotografie, mentre il pdf ne è privo in modo che sia facilmente stampabile.

Versione pdf New York’s tastiest places


Sympathy for the kettle

109 Saint Marks Place lun 11-18 mar-dom 11-22

Piccolissima sala da tè con una scelta ampia di infusioni di alta qualità, circa 150. Ambiente accogliente e calmo con possibilità di gustare dolcetti e torte seduti ad uno dei quattro tavolini. Spesso fanno degli eventi con delle degustazioni gratuiti. Se decidete di acquistare del tè da portare via vi stupirete della bellezza del design delle etichette.

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