Il Pranzo di Babette » 2008 » February

Il mercato biologico in Union Square

February 29th, 2008

Durante la mia breve permanenza newyorchese ero capitata varie volte in Union Square, attirata dalla possibilità di fare un pasto veloce ma sano da Whole foods o di sorseggiare un matcha latte da Tavalon o ancora di sfogliare un libro accoccolata sulla moquette di Barnes & Noble; per non parlare dell’acquisto di un paio di Ugg a prezzo scontatissimo ma questa è un altra storia :)
Non vi avevo invece accennato del mercato dei contadini, che si tiene a cielo aperto proprio in questa piazza e che propone frutta, verdura ma anche fiori e conserve il tutto rigorosamente biologico. Me l’ha riportato alla mente, suscitandomi poi altri ricordi piacevoli della vacanza a New York, il post sui Farmers’s market della California che gli ha dedicato Simona per inaugurare Cucina in California, un’ulteriore rubrica che arrichisce il sempre più interessante blog di Francesca.

Farmer’s market
lunedì ,mercoledì, venerdì e sabato
Union Square (14th Street/Broadway)
New York

Involtini primavera vietnamiti

February 28th, 2008


Questi involtini li ho preparati varie volte dopo che settimana scorsa sono stata da Tang Frerès, infatti ho acquistato proprio in quel supermarcato le galette de riz necessarie a realizzarli, mentre dell’ erba he, prevista anch’essa, non c’era traccia, ma forse non l’ho vista io, e comumque vengono molto profumati lo stesso, grazie alla menta e al coriandolo. Il nome italiano dei fogli di riso non lo so con precisione; la mia fonte è in francese e li chiama appunto galette de riz, quindi se qualcuno sa il nome esatto me lo dica pure! In Vietnam esistono moltissime varianti di questi involtini primavera, quindi questa è solo una delle tante. Sono semplicissimi da fare, il più è preparare tutti gli ingredienti necessari a farcire i delicati fogli di riso, ma poi si compongono in un minuto. Li ho preparati varie volte questa settimana, vado molto a fasi, e ho fatto qualche modifica al procedimento originale. Trovo infatti che cuocendo i vermicelli di soya nella stessa acqua in cui si sono scottati i gamberi e i germogli li arricchisca di sapore. Le erbe conferiscono un profumo fresco e piacevole e, contrariamente a quanto temevo, le foglioline intere di menta e coriandolo, nel connubio di gamberi e vermicelli, non sono spiacevoli sotto i denti. Un involtino costituisce un finger food esotico, due diventano un antipasto, tre, accompagnati da un’insalata mista, magari arricchita con del mango, ne fanno un pasto leggero con un’allure asiatica. In teoria ciascun commensale intinge l’involtino nella salsa di soya e limone, ma, forse che i miei erano piuttosto farciti, ho preferito mettere in tavola dei cucchiai con cui versare dei rivoli scarlatti di salsa direttamente sui candidi involtini.

Involtini primavera vietnamiti
Per 6 involtini

galette de riz cialde di riso 6
germogli di soya 100 g
gamberi 12
vermicelli di soya 60 g
carote 1-2
lattuga
coriandolo
menta

Per la salsa
salsa di soya 6 cucchiai
succo di limone 6 cucchiai
acqua fredda 6 cucchiai
Se piace anche la salsa di pesce 3 cucchiai

Lavate i germogli di soya, le carote, la lattuga sfogliata e le erbe. Scolate il tutto.
Mescolate gli ingredienti della salsa e riponetela in frigorifero. Tamponate delicatamente le foglie di lattuga e asciugate perfettamente le erbe e conservate in frigorifero. Portate a bollore dell’acqua in una pentola, salate e scottate i germogli per un minuto, quindi scolateli con una schiumarola e raffreddateli sotto l’acqua corrente. Nella stessa pentola scottate i gamberi per 30 secondi, prelevateli con la schiumarola e sgusciateli. Portate a ebollizione nuovamente l’acqua, se necessario unitene ancora, filtratela e versatela sui vermicelli di soya posti in uan ciotola resistente al calore. I vermicelli si cuociono nel giro di 10 minuti. Sbucciate le carote e grattugiatele oppure affettatele molto sottili. Allestite tutti gli ingredienti sul piano di lavoro; la lattuga sfogliata, le carote affettate, i germogli scolati, i gamberi sgusciati, le erbe asciugate, i vermicelli cotti e scolati; inoltre vi occorre un piatto fondo pieno di acqua fredda, e un piatto piano piuttosto grande lievemente unto di olio di semi. Prendete un foglio di riso, inumiditelo per 40 secondi circa nell’acqua fredda, quindi stendetelo sul piatto unto. Copritelo con una foglia di lattuga, e al centro ponete i vermicelli, due gamberi, un pochino di germogli, e poi le carote e le erbe. Sollevate delicatamente i lembi del foglio di riso e richiudeteli ad involtino appoggiandoli l’uno sull’altro. Trasferite l’involtino sul piatto di portata e proseguite fino ad esaurimento degli ingredienti. Servite con la salsa.

Cupcake alla lavanda e quinoa soffiata (II blogversario!)

February 25th, 2008

Il blog ha compiuto due anni. La data esatta sarebbe stata il 21 febbraio, giovedì scorso, ma ci tengo comunque a festeggiare l’evento. Quando ho aperto Il pranzo di Babette, ispirata innanzitutto dalla mia passione per il cibo e la cucina e dal mio desiderio di scambio e condivisione mai avrei pensato che il blog stesso sarebbe diventato una passione a sua volta, tanto da stimolarmi e divertirmi ancora dopo due anni. Per non parlare della fotografia, un’attività cui ho sempre guardato con curiosità ma che solo grazie al blog è diventata un interesse vero che mi infonde molta gioia. A proposito, le foto che nelle ultime due settimane hanno suscitato tanti commenti carini sono anche merito della nuova macchina fotografica, che ho affiancato alla mia compattina cui resto tuttavia molto legata. E certo non mi sarei aspettata che il blog avrebbe suscitato la curiosità e l’attenzione di tante persone che quotidianamente mi dimostrano il loro affetto. Quindi non posso che ringraziarvi tutti, blogger e lettori di ogni tipo, per i commenti, le e-mail e i vostri pensieri in genere. Per l’occasione ho creato queste cupcake profumate di lavanda e decorate con della quinoa soffiata a sostituire, quasi per scherzo, le perline di zucchero colorato che trovo un po’ stucchevoli. Purtroppo solo virtualmente ma ne voglio offrire una a ciascuno di voi, con un tovagliolo color lavanda e una tazza di tè verde dagli aromi floreali.

Cupcake alla lavanda e quinoa soffiata
per 6 cupcake

lavanda secca 1 cucchiaino
zucchero 80 g
tuorlo 1
olio di girasole 3 cucchiai
yogurt 125 g
farina 90 g
lievito un cucchiaino
crema di marroni 4-5 cucchiai
quinoa soffiata

Frullate finemente lo zucchero con la lavanda. Sbattete il tuorlo con lo zucchero a velo alla lavanda e l’olio di girasole. Aggiungete lo yogurt. Unite la farina setacciata con il lievito. Ripartite l’impasto in 6 pirottini riempiendoli per 2/3 e cuocete a 180 gradi per 12-15 minuti. Sfornate e fate raffreddare su una gratella da dolci. Prima di servire spalmate generosamente le cupcake con la crema di marroni e decorate con un po’ di quinoa soffiata.

Aurore Capucine

February 20th, 2008

L’aria che sa di buono
Il sapore carezzevole di una meringa alla rosa
Vasi di vetro custodiscono effimeri capricci
Ribes rubini emergono inaspettatamente da una spuma fragrante
Da una spuma emergono inaspettati ribes rubini
La magia del luogo

Aurore Capucine
3, rue de Rochechouart
Metro: Cadet

Tang Frerès

February 19th, 2008


Il logo caratteristico di Tang Frerès, sacchetti di lemongrass,
una varietà particolare di melanzane, fiori di banano

Qualche giorno fa sono stata finalmente da Tang Frerès, un grande supermercato di prodotti asiatici situato nel XIII arrondissement. Era da un po’ che meditavo di andarci, ma la tensione ultima me l’ha data la lettura di un libricino sulla cucina vietnamita. Così con la mia bella lista mi sono avventurata in questo ulteriore nucleo esotico parigino. All’esterno, immediatamente vicino all’ingresso, si trova una piccola rivendita di bonsai, orchidee, e altre piante. Entrando nel capannone mi è penetrato nelle narici un odore dolciastro e un po’ pungente che mi ha fatto inevitabilmente pensare alle altre Chinatown che ho visitato. La quantità di prodotti freschi è impressionante. La lemongrass è venduta a sacchi, le foglie di banano sono ordinatamente ripiegate, i grossi frutti dell’albero del pane dislocati in vari punti. Diversi vegetali come i fiori di banano, le foglie di betel, o le piccole melanzane gialle e verdi li avevo visti solo su qualche libro o in rete. Si trova anche un banco della carne e uno del pesce, con gamberi e molluschi ancora guizzanti. Poi naturalmente c’è il riso declinato in vermicelli, fogli per involtini, gnocchi e tantissimi altri prodotti. L’idea iniziale era di visitare anche il diretto concorrente, Paris Store, ma quando ci sono ripassata davanti avevo accumulato scorte voluminose e pesanti e quindi ho preferito riservarmi quest’opzione per il futuro :)
Con il mio bottino ho preparato diverse cose. Intanto vi propongo un piatto di pesce saporito e profumato che ho preparato con le foglie di banano. La ricetta è bengalese, e la trovate qui.


Pesce al vapore in foglie di banano

Tang Frerès
48, avenue d’Ivry
Metro: Porte d’Ivry

Pere nashi all’orchidea

February 18th, 2008



Le orchidee non le amavo affatto. Le trovavo di una bellezza algida e uniforme, ostentatamente delicate e così distanti dal mio mondo floreale; primule ad annunciare la primavera, violette nelle aiuole, e ciclamini, custodi degli antri segreti del vecchio muro che abbraccia il giardino. Poi sono stata in un orchidario, una serra umida e calda in cui faticavo a respirare, e le ho viste improvvisamente con occhi diversi. Nel loro ambiente naturale erano rigogliose, sensuali, affascinanti. Ciascuna aveva una sfumatura diversa; rosa e bianco certo, ma anche rosso come il tramonto, e un imprevedibile viola che affoga nel nero.
Da allora ne apprezzo molto di più anche il profumo, che con grande piacere ho ritrovato nel Teguanyin Supreme, un tè Oolong assaggiato da Tea Smith l’anno scorso. Le pere venivano proposte in abbinamento al tè al gelsomino sull’ultimo numero di Regal, una rivista francese di cucina, ma ho deciso di testare questa variante all’orchidea, avendo a disposizione questo Oolong eccezionale. Se decidete di farle al gelsomino vi consiglio invece di provare con il Jasmine Mao Feng, ha un sapore e un profumo possenti. A me l’ha fatto scoprire Ida e gliene sono molto grata. Le pere nashi vengono direttamente da Tang Frères, il paradiso degli ingredienti asiatici a Parigi, ma andrà bene anche un’ altra varietà; l’importante è che i frutti siano maturi.

Pere nashi all’orchidea
pere nashi mature 4
limone 1
zucchero in polvere 40 g
Teguanyin Supreme (sostituibile con un altro tè con note floreali) 1 cucchiaio

Spremete il limone. Sbucciate le pere e versateci sopra il succo di limone in modo uniforme. Portate a bollore 4 dl di acqua in una casseruola che contenga le pere di misura, spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero. Fatelo sciogliere e dopo qualche minuto unite il tè. Lasciate in infusione per 4 minuti, filtrate e conservate qualche foglia per la decorazione. Rimettete la pentola sul fuoco immergendo le pere nel tè e cuocete per 25 minuti, bagnando spesso con l’acqua di cottura la parte non immersa. Servite a piacere con dei biscottini o del gelato e magari, se la qualità delle foglie lo consente, con una seconda infusione del tè con cui avete aromatizzato i frutti.

Dolcetti di patate al cioccolato fondente

February 13th, 2008

Che io adori le patate non è un mistero. Le gusto appieno nel modo più semplice possibile: lessate e poi condite un cucchaio di olio, aceto e prezzemolo fresco tritato. Un piatto che mi accompagna dall’infanzia. Per me è quindi naturale avere delle patate bollite avanzate dal pasto precedente e quando mi accingevo a preparare questi dolcetti ce n’era giusto una, di quelle a polpa gialla, che occhieggiava da una bella ciotola blu cina. E così l’ho schiacciata con la forchetta e l’ho aggiunta all’impasto dei dolcetti. Potrei dire che sono rimasti abbastanza morbidi, più di quanto mi aspettassi, ma non so fino a che punto la patata abbia inciso sulla qualità dei dolcetti. Quello che sono certa abbia fatto la differenza è il cioccolato trinitario che ho utilizzato per arricchire queste piccole delizie, da gustare appena sfornate quando i pezzetti di cioccolato sono lucidi e invitanti. Io li ho accompagnati con un tè dal sapore di miele che gode di un nome evocativo, è chiamato infatti Bellezza orientale.

Dolcetti di patate al cioccolato fondente
per 8- 10 dolcetti

patata lessata 80 g
farina 110 g
lievito un cucchiaino
uovo 1
burro a temperatura ambiente 50 g
zucchero 70 g
latte 8 cucchiai
cioccolato al 70% tritato grossolanamente 70 g

Scaldate il forno a 180 gradi. Mescolate il burro con lo zucchero. Unite l’uovo e la patata schiacciata, quindi la farina setacciata con il lievito. Unite il latte gradulmente mescolando. Aggiungete il cioccolato e amalgametelo bene. Riempite i pirottini per 2/3 e cuoceteli in forno per 18 minuti. Se non potete mangiarli appena sfornati, potete passarli nel forno a microonde a 400 watt per 30 secondi.

Ravioli aperti alle carote con pesto di noci

February 10th, 2008

In occasione dell’iniziativa Mi illumino di meno Comida e la Cuoca Petulante ci hanno proposto di creare delle ricette sostenibili dal punto di vista ambientale.
Le consegne consistono nell’ evitare l’uso del forno e di tutti gli elettrodomestici che consumano molta energia, nell’ abolire proteine animali e ingredienti esotici per ottenere e trasportare i quali si produce molto inquinamento oltre al suggerimento di cenare a lume di candela, dovendo rinunciare a quella elettrica. Alla luce di queste limitazioni, scusate il gioco di parole, pensare una ricetta per l’evento non è stato immediato, almeno per me. La difficoltà che ho evidenzato non riguardava tanto l’omissione di carne, uova o latticini, anzi trovo che la mia creatività sia stimolata se devo cucinare vegan, ma piuttosto la rinuncia a spezie e ingredienti esotici. Mi sono resa conto di quanto la mia cucina sia profondamente legata a polveri, radici e semi che hanno il potere di conferire attraverso i loro profumi e sapori l’allure di luoghi lontani.
Dopo lungo tergiversare mi sono infine decisa per una pasta fresca, non all’uovo, per la quale ho voluto una veste a pois arancioni; una carota con un bel ciuffo verde acquistata nel mercatino vicino a casa si è prestata perfettamente allo scopo.
Sforzandomi di pensare locale non potevo che attingere dal giardino; la nonna Irma ha piantato delle erbe aromatiche in alcune aiuole, nel ricordo malinconico della sua vita da contadina e con la previdenza che le deriva da quei trascorsi. E così foglioline di timo dai riflessi argentei hanno arricchito il piatto con una nota pungente e balsamica che fa risaltare la dolcezza della pasta alla carota e il candore del pesto di noci.

Ravioli aperti alle carote con pesto di noci
per 2 persone

carote peso netto 100 g
farina 100 g
sale la punta di un cucchiaino
scalogni 2
gherigli di noce 40 g + 10 g per rifinire
olio extra vergine di oliva
timo 1 rametto

Per la pasta fresca alla carota
Grattugiate le carote un paio di ore prima di fare la pasta fresca, in modo che perdano un po’ di umidità. Pesate 35 g di carote grattugiate e tritatele finemente con la mezzaluna. Mescolatele in una ciotola con la farina e il sale e aggiungete un pochino di acqua fredda. Amalgamate gli ingredienti con un cucchiaio e poi impastate con le mani, unendo altra acqua se necessario. Lavorate fino ad avere una pasta elastica, quindi infarinatela lievemente e ponetela a riposare per 20 minuti sul tavolo coperta dalla ciotola. Stendete la pasta con un mattarello, quindi tiratela con la sfogliatrice in sfoglie di medio spessore. Tagliate la pasta a quadri oppure ricavate dei cerchi con un coppapasta.

Per il pesto di noci
Tagliate a velo gli scalogni, fateli appassire a fuoco dolcissimo con un cucchiaino di olio e 150 ml di acqua. Pestate 40 g di noci in un mortaio. Quando gli scalogni sono sfatti e l’acqua evaporata, riduceteli in purea nel mortaio, quindi uniteli alle noci e mescolate con un cucchiaio di olio.

Portate a bollore dell’acqua, salate e unite una goccia di olio. Lessate la pasta per 3-4 minuti, scolatela con l’aiuto di una schiumarola. Allungate il pesto di noci con qualche cucchiaio di acqua di cottura in modo che diventi cremoso. Ripartite la pasta nei piatti in modo armonioso e conditela con cucchiaiate di pesto. Rifinite con le foglioline di timo e dei pezzettini di noce e decorate con dei mucchietti di carote grattugiate.

Orzo e gamberi con coriandolo e pepe di Sichuan

February 7th, 2008

L’orzo è davvero la prima volta che lo cucino e questo lo devo a Monica che mi ha spedito un pacco pieno di ingredienti eccellenti con cui nutrire la mia fantasia e non solo ;)
Insomma io l’orzo non l’avevo mai preso in considerazione, attirata piuttosto dall’esotica quinoa o dal miglio, dal sapore dolcemente rassicurante. Mangiandolo ho apprezzato la sua capacità di assorbire i sapori ed impregnarsene rendendo più ricco il suo. Per la cottura dei gamberi ho impiegato una tecnica chiamata nage, probabilmente classica, ma che non conoscevo, letta su un volume di Alain Ducasse dedicato al pesce. Ora che io sappia “nage” significa nuotata, e in effetti i gamberi si sono fatti una nuotatina in acqua bollente aromatizzata con pepe nero, pepe di Sichuan, aceto e limone che gli ha conferito un ottimo sapore.
Dal punto di vista nutrizionale siamo sotto le 300 calorie a porzione, secondo i miei calcoli, il che rende questo gustoso piatto di orzo adatto per il meme dietetico lanciato da Fiordisale.

Orzo e gamberi con coriandolo e pepe di Sichuan

Per 4 persone, circa 280 calorie a porzione

orzo 200 g
gamberi con le teste 400 g
coriandolo 5 g
un’arancia
olio extra vergine di oliva 3 cucchiai

Per la nage
1 limone
pepe nero un cucchiaino
pepe di Sichuan* un cucchiaino
aceto di mele 1 dl
sel de Guèrande una manciata

Ammollate l’orzo per almeno 12-16 ore, quindi lessatelo per circa un’ora o fino a quando risulterà della consistenza a voi gradita. Scolatelo e fatelo raffreddare. Preparate la nage: ponete 1,5 l di acqua in una pentola e unite tutti gli aromi indicati, il limone deve essere spremuto direttamente nella pentola e quindi aggiunto. Portate a ebollizione e fate sobbollire per 10 minuti. Sgusciate i gamberi lasciando attaccate le code e le teste. Cuocete i gamberi per 45 secondi nella nage, quindi prelevateli delicatamente con una schiumarola e lasciateli scolare. Separate le teste dai corpi sopra ad una ciotolina per non perdere i succhi, schiacciatele lievemente con una forchetta per estrarli completamente. Fate raffreddare il sugo ed emulsionatelo con 2 cucchiai di olio, e 3 di succo di arancia.
Ponete qualche cucchaio di orzo nei singoli piatti, ripartitevi i gamberi e il condimento. Rifinite i piatti con il coriandolo tagliuzzato e del pepe di Sichuan. Servite.
In alternativa potete preparare in anticipo il piatto e servirlo poi come un’insalata, rifinendo con il coriandolo poco prima di servire.

*Se volete scoprire qualcosa in più su questo e gli altri tipi di pepe andate a leggere il post a tema che gli ha dedicato Virginia.

Aggiornamento di Soffi di sale

February 6th, 2008



Finalmente un po’ di aria fresca, anzi frizzante di profumo di limoni, su Soffi di sale, che giaceva abbandonato da qualche tempo. Ho dedicato infatti un altro post ai limoni sotto sale, conserva ormai immancabile nella mia dispensa, per suggerire qualche ricetta per utilizzarli.
Il piattino verde è una riscoperta recente, lo ammetto. Dopo averlo snobbato per mesi improvvisamente mi sono trovata a guardarlo con occhi diversi e mi sono innamorata della sua floreale beltà; siete avvisati ;)

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