Il Pranzo di Babette » 2008 » January

Curcuma

January 29th, 2008


Curcuma, curcuma, curcuma! L’adoro. Mi mette allegria solo a guardarla con quel suo colore carico e caldo. In genere la uso in polvere ma talvolta la trovo come natura l’ha fatta: una radice, cugina piuttosto prossima di un’ altra radice a me cara, lo zenzero. A proposito ho ancora dello zenzero proveniente direttamente dal Madagascar da usare… Ma questa è storia, anzi un’altra spezia.
Tornando alla curcuma, se usate quella fresca abbiate l’accortezza di indossare dei guanti se l’idea di avere le dita gialle per un paio di giorni vi disturba. Nel mio caso non c’è stato sapone o detergente che l’avesse vinta, io mi sono tenuta le dita alla curcuma e basta, ma posso capire che possa risultare spiacevole.
Intanto ecco la solita ricetta indiana del martedì: porri alla curcuma, la ricetta su Garam masala.

Frollini bicolori al cioccolato

January 25th, 2008

Ho fatto questi frollini prima di Natale e poi mi sono dimenticata di postarli, quindi eccoli ora. Premettendo che non impazzisco per il genere, rientrano infatti nella categoria delle cose che mi piace fare ma che non amo mangiare, devo dire che questi sono abbastanza buoni. La ricetta originale viene da Il libro d’oro del Cioccolato, ma io l’ho lievemente adattata. In primo luogo omettendo una serie di aromi chimici, vanillina e mandorla credo, e poi, mio malgrado, sostituendo il cacao con le nocciole tritate. Il cacao doveva avere il solo scopo di rendere i frollini più seducenti, rendendo ben scura la frolla aromatizzata al cioccolato e creando così un bel contrasto; ma io non ne avevo acquistato, convinta di averne una fornitura da mercato nero. Salvo che la suddetta fornitura c’era (e c’è ) sì, ma sulla mensolina delle spezie a Parigi, non a Lipomo. Dopo un’ arrabbiatura iniziale in cui ho pensato che gli alimentari pakistani carissimi aperti alle 23.00, no a Lipomo non ci sono, hanno anche una ragione di esistere, ho deciso di sostituire il cacao con le nocciole. Tanto male non é andata, soprattutto se si ama quel sapore inconfondibile, che si libera in bocca gradualmente, e che arricchisce il biscotto rispetto all’originale cacaoso, che avevo già provato. Vi propongo quindi di correggere la ricetta con le nocciole e se avete il cacao a disposizione sappiate che i biscotti non potranno che venire più belli di quelli ritratti in fotografia ;)

Frollini bicolori al cioccolato

farina 250 g
lievito in polvere 1 cucchiaino
burro 150 g
zucchero di canna 150 g
uovo 1
latte 1 cucchiaio
cioccolato fondente 80 g
nocciole tritate finemente 30 g
cacao 20 g (per avere la parte al cioccolato più scura)
sale un pizzico

Setacciate la farina, il lievito in polvere, e un pizzico di sale. Aggiungete il burro a pezzetti fino ad avere un composto granuloso. Unite lo zucchero di canna e l’uovo. Dividete la pasta in due parti e conservatela in frigorifero per 30 minuti. Fate fondere il cioccolato tritato e unite il latte, il cacao e le nocciole; mescolate questa pasta di cioccolato con una parte di impasto e formate un rotolo di 23 cm, rimettetelo in frigorifero per 30 minuti
Stendete la pasta bianca formando una sfoglia e avvolgetela intorno al rotolo di cioccolato. Rimettete in frigorifero per 20 minuti. Scaldate il forno a 180 gradi. Foderate di carta da forno una teglia. Tagliate il rotolo a dischi di 5 mm di spessore e poneteli sulle piastre, cuoceteli per 15 minuti. Fateli raffreddare su una gratella per dolci.

Vellutata di porri con yogurt ai rapanelli

January 23rd, 2008

Poveri rapanelli. Ho notato un clima di ostilità nei commenti al post precedente e spero di contribuire almeno un pochino alla loro riabilitazione con questa ricetta veloce e divertente nata principalmente dal mio amore per i colori. Devo dire infatti che la caratteristica principale che me li rende simpatici risiede proprio nel loro potere colorante. Innanzitutto la buccia il cui rosa affoga nel rosso dando vita ad una bellissima tinta. Frullandola con lo yogurt o con il latte si ottiene una crema rosa stuzzicante. E poi le foglie che, essendo commestibili, ho deciso di aggiungere nella vellutata vera e propria. Il sapore dolce dei porri ne risulta arricchito e reso un po’ più interessante e anche in questo caso il colore ne trae giovamento assumendo una piacevole sfumatura, un verde pastello che mi ricorda le foglioline delle primule o la parte coriacea dei porri appunto.
Allora? Vi ho reso i rapanelli un po’ più attraenti?

Vellutata di porri con yogurt ai rapanelli

Per 2 persone

Porri 2
rapanelli 10-12 con le loro foglie
olio di oliva 1 cucchiaino
sale
yogurt 2 cucchiai

Eliminate la radice e la parte verde dai porri. Lavateli e tagliateli a fettine. Lavate i rapanelli e una dozzina di foglie scegliendo le più tenere. Attenzione durante questa operazione, cercate di non toccare i gambi lievemente urticanti, l’ideale sarebbe tagliare le foglie con la forbice. Fate soffriggere i porri con l’olio, quindi unite 8 dl di acqua e le foglie di rapanello. Con l’aiuto di un pelapatate sbucciate i rapanelli e tenete da parte la buccia rosa. Tagliate a pezzetti la parte bianca e aggiungete anche quella in pentola. Fate cuocere coperto per 10-15 minuti. Regolate di sale.
Frullate la buccia rosa con lo yogurt e conservatela in frigorifero fino al momento di servire.
Frullate la zuppa con il frullatore ad immersione e ponetela nelle ciotoline. Decorate con un po’ di yogurt al rapanello e servite.



English version
Leek soup with radish yogurt

leeks 2
radishes with leaves 10-12
olive oil 1 ts
salt
yoghurt 2 tbs

Prepare the leeks by removing the root and the green portion. Rinse well and slice. Wash the radishes and some tender leaves. Saute the leeks with olive oil for 5 minutes, then add radish leaves and 8 dl water. Peel the radishes and keep the pink peel. Chop the white portion and add it into the soup. Cover with the lid and cook for 10-15 minutes. Blend the radishes with the yoghurt until smooth and keep the sauce in the fridge. Blend the vegetable until smooth and place the soup it in two bowls. Season with the radish yoghurt and serve.

Rapanelli

January 21st, 2008


Questo umile mazzetto di rapanelli è una scusa per augurare a tutti quelli che passano di qui una buona settimana. Nei prossimi giorni vi faccio vedere che cosa ci ho fatto.
A presto.

La maison des trois thes

January 18th, 2008

Place Monge è una piccola piazza situata nel V arrondissement. Sabato pomeriggio era piuttosto quieta e la luce produceva dei riflessi argentei sulle foglie delle betulle agitate dal vento. Mi sono trovata ad invidiare una signora che scrutava l’orizzonte affacciata da una finestra che dava direttamente sulla piazzetta incantevole. La maison des 3 thes si intravede già da place Monge: colpiscono i caratteri cinesi in nero pece che battezzano l’insegna. Una lanterna adorna la porta, e come è costume in ogni casa, è necessario suonare il campanello per esservi ammessi. L’interno è in legno e pietra chiara e dietro al bancone le scatole di tè ordinatamente disposte arrivano a lambire il soffitto. È il regno di Yu Hui Tseng, maestra mondialmente riconosciuta per la sua conoscenza del tè cinese.


Su ciascuno dei tavolini troneggia un piedistallo in cui arde una fiammella che mantiene calda l’acqua contenuta nell’imponente teiera che lo sormonta. Con la guida della stessa Yu Hui Tseng o di un suo assistente è possibile scegliere il tè in base ai propri gusti e alle possibilità economiche. Si opta per due oolong, dei tè semi fermentati, il primo spiccatamente floreale, il secondo caratterizzato da note fruttate.

Preparato tutto l’equipaggiamento inizia il rito del gong fu cha: si versa l’acqua bollente sulle foglie poste nella piccola teiera, una volta richiusa si irrora con altra acqua bollente la teierina stessa. Dopo una brevissima infusione si versa il liquore in tazze che paiono bicchierini, alte e strette. Queste tazze permettono di apprezzare il profumo, spesso inebriante, del tè che verrà poi trasferito in altre tazze basse e larghe adatte alla degustazione. Numerose ma brevi infusioni si susseguono l’una dopo l’altra costruendo un percorso olfattivo che si imprime piacevolmente nella memoria dei sensi.


Solo diverse ore e ripetute infusioni dopo scorgo nella vetrina delle vecchie teiere adattate a vasetti e penso con un velo di nostalgia a mia nonna, che sarebbe ammirata da questa idea romantica.
Uscendo si ha la sensazione di aver abbandonato un luogo onirico e impalpabile; improvvisamente a Parigi è già buio.

La maison des trois thes
33, rue Gracieuse (a due passi da place Monge)
Tel: 0143369384 (prenotazione fortemente consigliata)
Metro: Monge
Da martedi a domenica 11.00-19.30 (degustazione dalle 13.00)

Per approfondire l’affascinante tema del Gong Fu Cha vi consiglio la lettura del post che gli ha dedicato Acilia

Vellutata di peperone, pomodoro e feta

January 14th, 2008

L’idea di questa vellutata di peperone, pomodoro e feta viene da Wanna Juice, un piccolo fast food dai colori acidi in cui si possono gustare ogni giorno 4 zuppe diverse come quella carote, miele e zenzero, o la piperade, e una scelta numerosa di frullati deliziosi. Ananas e basilico, mirtilli e ginseng, açaí ma anche sapori piu` consueti come banana e fragola. Zuppe e frullati sono disponibili in diverse taglie, e c’e` la possibilita` di comporre dei menu, che comprendono anche insalate di quinoa e pasta, e piccoli dolci. Un paio di mesi fa ho assaggiato la vellutata di peperone, pomodoro e feta e, io che non amo il peperone, mi sono stupita di quanto fosse riuscito l’accostamento. La salvia secca l’ho aggiunta per il piacere sensoriale di sbriciolarne delle foglioline profumate tra le dita e trovo che ci stia molto bene, credo che ormai sappiate quanto io ami le erbe aromatiche.

Vellutata di peperoni e feta
Per 2 persone

peperone rosso 1
pelati di buona qualità 1 scatoletta
scalogni 2
olio extra vergine di oliva 1 cucchiaio
salvia secca 4 foglioline
feta 80 g

Tritate gli scalogni e fateli appassire con l’olio e un cucchiaio di acqua. Aggiungete i pelati con la loro acqua e il peperone privato dei semi e tagliato a pezzetti. Coprite con 400 ml di acqua calda e cuocete per una ventina di minuti o comunque fino a quando il peperone sia tenero. Frullate con il frullatore a immersione e passate con un setaccio per eliminare eventuali pezzi di pelle. Unite la feta a pezzettini tenendone da parte un pochino per decorare e mescolate. Porzionate nelle ciotole e guarnite con la feta rimasta e la salvia secca sbriciolata. Servite.

Wanna Juice
9, rue Montorgueil
M: Chatelet-Les Halles

Zuppa di pollo e menta

January 10th, 2008


foto frettolosa della zuppa di pollo e menta

A inizio settimana arrivo a Parigi e trovo Leo praticamente in fin di vita a causa di un’influenza
feroce e di una bastarda tendinite al braccio; mi spiace rattristare le sue fan ma succede anche ai migliori. In attesa che arrivasse la sottoscritta Leo aveva aggirato il problema frigorifero vuotissimo, ordinando sushi consegnato a domicilio a go-go, di cui ora ne ha decisamente abbastanza, mentre io non sognavo altro che quello da una decina di giorni a questa parte. In questi giorni quindi ho riassortito la dispensa che mancava anche degli alimenti più elementari come patate (!) e zenzero e ho inaugurato un festival di zuppe: variazioni sulla zuppa di miso, zuppa di zafferano,ceci,e capesante (viva il freezer!) zuppa di gamberi e alghe. A questa zuppa di pollo e menta però ho deciso di fare una foto, per quanto frettolosa perchè pare che nonostante l’influenza e il conseguente naso chiuso se ne sentano un pochino i sapori, così almeno dice Leo. La mia impressione è che la menta aggiunta intera all’ultimo minuto diventi tenera, deliziosa la consistenza sotto i denti, e aromatizzi piacevolmente tutto il brodo, bilanciando le note piccanti portate da zenzero e peproncino.

Zuppa di pollo e menta
per 2 persone

petto di pollo 120 g
somen 100 g ( o udon, al limite anche altro tipo di pasta)
spinaci freschi 150 g
peperoncino 1
zenzero 4 cm
scalogni 2
menta un mazzetto abbondante
pasta 100 g

Portate a bollore 1,5 l di acqua con gli scalogni. Lavate spinaci, menta e peperoncino. Aggiungete il pollo e fatelo cuocere. Quando è quasi cotto unite lo zenzero sbucciato e tagliato a pezzetti, il peperoncino e gli spinaci lavati. Scolate il pollo, tagliatelo a pezzetti e tenetelo da parte. Quando gli spinaci sono cotti, occorreranno 5 minuti circa, frullate direttamente nella pentola con il frullatore ad immersione, otterrete un brodo verde poco denso. Regolate di sale, portate a bollore e unite la pasta. I somen cuociono in pochi minuti. Quando manca pochissimo alla cottura della pasta unite il pollo a pezzetti e la menta staccandola semplicemente dal rametto. Servite.

Patate fritte alla curcuma

January 3rd, 2008


Per una fortunata coincidenza dedico il primo post dell’anno alle patate alla curcuma, uno dei miei abbinamenti preferiti ultimamente :). Spero che il vostro ingresso nel 2008 sia stato piacevole, il mio nonostante tutto è andato bene. Avevo una sensazione fastidiosa riguardo a Helsinki, e se l’archittettura e il clima me l’hanno confermata, ho invece potuto apprezzare la grande umanità e ospitalità dei finlandesi, che nella mia esperienza sono persone dolci, socievoli e coinvolgenti. In attesa di scegliere le foto di Helsinki, o meglio del mercato di Helsinki, vi propongo questa ricetta di cucina indiana gustosissima: si tratta di patate che prima di essere fritte vengono bollite con la curcuma, risultando così tenerissime all’interno e croccanti fuori. Buonissime. Le ho fatte 4 volte nelle ultime 2 settimane :)
La ricetta la trovate qui. Se invece proprio non avete voglia di friggere ma l’accostamento vi stuzzica vi ricordo queste patate alla curcuma