Il Pranzo di Babette » 2007 » June

Udon con pesto asiatico

June 28th, 2007


Questo pesto è una vera sorpresa: il latte di cocco si amalgama perfettamente con gli altri ingredienti, creando una crema delicata e, contrariamente a quanto temevo, per nulla stucchevole. Inaugurato con degli udon, i candidi spaghetti giapponesi, pareva un paesaggio innevato: aneto e semi di sesamo nero hanno creato quel contrasto cromatico che rende ogni piatto più appetibile e arricchito il palato di ulteriori sfumature. La ricetta è liberamente ispirata a quella di Eric Gower.

Per il pesto

latte di cocco 100 ml
aceto di mele un cucchiaino
aceto balsamico un cucchiaio
zenzero fresco 1,5 cm
aglio uno spicchio schiacciato
pinoli 60 g

udon 300 g
aneto 15 g
sesamo nero 2 cucchiai

Frullate tutti gli ingredienti del pesto insieme. Conservate al fresco.
Cuocete gli udon in una pentola di acqua bollente salata secondo il tempo indicato sulla confezione. Lavate e tritate l’aneto. Scolateli e raffreddateli sotto il getto di acqua fredda del rubinetto. Scolateli nuovamente. Conditeli con il pesto e l’aneto tritato e servite. Guarnite i singoli piatti con i semi di sesamo.

English version
Udon with asian pesto

Pesto:
100 ml of coconut milk
1 ts of apple vinegar
1 tbs of balsamic vinegar
1, 5 cm of fresh ginger
1 clove of garlic
60 g of pine kernels

300 g of udon
15 g of dill
2 tbs of black sesame

Mix all the pesto ingredients in the blender until smooth. Put the pesto in the fridge. Wash and chop the dill. Boil the udon in salted boiling water and cook according to directions written on the packet. Drain and rinse under cold water. Drain again and season with the pesto and chopped dill. Garnish with black sesame.

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Gamberi grigi

June 26th, 2007


Perfetti con latte di cocco e spezie.

Ispahan: my way

June 25th, 2007




Ispahan è una creazione di Pierre Hermé che amo molto:un macaron alla rosa racchiude una crema alla rosa e litchi e dei lamponi interi. Un trionfo en rose per la vista e per il palato. Proprio i colori degli ingredienti mi hanno spinto a mettermi all’opera in prima persona, e ho giocato a fare il mio Ispahan. La mia è chiaramente una pallida versione dell’originale, cui riconosco tuttavia un pregio: la leggerezza. In questo dolce infatti l’ingrediente più calorico è un piccolo e innocente macaron: insomma un dessert decisamente girlish.



Per 4 bicchierini da circa 100 ml di capienza

Litchi 800 g
macaron al lampone 8
lamponi un cestino
confettura di rose 4 cucchiai
agar agar in polvere un cucchiaino
latte intero 100 ml
zucchero un cucchiaio scarso

Pestate i macaron in una ciotola con un cucchiaio e unite la confettura di rose. Lavorate leggermente il composto:dovreste ottenere una pasta densa. Ripartite il composto in 4 bicchierini e poneteli in frigorifero. Lavate e sbucciate i litchi. Privateli del nocciolo. Frullateli e passateli al setaccio:dovreste ottenere un succo candido e zuccherino. Aggiungete lo zucchero e l’agar agar e ponete il liquido in una pentolina. Portate a bollore e dopo pochi secondi togliete da fuoco. Unite il latte e mescolando sempre con una frusta, fate intiepidire il liquido. Versatelo nei bicchierini e lasciate che si solidifichi nel giro di un’ora. Lavate e asciugate accuratamente i lamponi. Quando i bicchierini sono a temperatura ambiente decorateli con i lamponi e poneteli in frigorifero fino al momento di servire.



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Finger food: fichi e anatra

June 23rd, 2007



Al volo un finger food velocissimo ed elegante per gli aperitivi del fine settimana:

fichi 2
petto d’anatra affumicato 8 fettine
miele 2 cucchiai
aceto balsamico q.b

Lavate e asciugate accuratamente i fichi. Tagliateli in quattro e poneteli sul piatto di portata. Spennellateli di miele. Appoggiate su ciascuno una fettina di anatra premendo un pochino in modo che aderisca. Rifinite con una goccia di aceto balsamico.

LatTè

June 22nd, 2007

Questo post ha una storia. Di quelle lievi, che cominciano semplicemente dalla stesura di un post, che poi solletica la curiosità e l’interesse di altre persone, accomunate da una stessa sensibilità. Poco tempo dopo il mio ritorno da New York avevo parlato di Tavalon, un tea bar che tra le altre proposte aveva in carta un verdissimo e corroborante matcha latte. Francescav, dopo un commento entusiastico lancia l’idea di proporre una nostra personale interpretazione della lattea bevanda. Acilia non solo aderisce ma provvede anche il migliore dei titoli possibili: LatTè, felice neologismo che battezza la categoria di bibite da noi proposte.
Trovandomi attulamente sprovvista di matcha ho deciso di ripiegare sulla mia ultima passione in fatto di the: Mélange du cap, un the rosso, naturalmente privo di caffeina, aromatizzato con fave di cacao tritate. Una coccola dal profumo inebriante che mi posso concedere anche la sera senza turbare minimamente il sonno.

Mélange du Cap latte version

Mélange du Cap due cucchiai
latte intero 100 ml
acqua 400 ml
una stecca di vaniglia
zucchero un cucchiaio

Portate l’acqua a ebollizione. Quando bolle, levate dal fuoco e tenete il Mélange du Cap in infusione per cinque minuti insieme alla stecca di vaniglia. Fate scaldare il latte per un minuto. Filtrate il the e tenete da parte la stecca di vaniglia, unite il latte e lo zucchero. Mescolate con un cucchiaio. Si serve caldo o freddo di frigorifero. In questo caso rimettete la stecca nella bottiglia che contiene la bevanda. Quando avrete finito di consumarla asciugate la stecca accuratamente, la potrete riutilizzare la prossima volta.

La proposta di Acilia: Matcha-Latte con banana, miele e cioccolato fondente

Couscous con limoni confit e anguria

June 21st, 2007



Oggi vi propongo una ricetta con i limoni confit, fresca e veloce, per rendere omaggio all’estate che si sta affacciando ovunque con temperature elevate. Il couscous è sempre un piatto gradito in questa stagione e ciascuno lo interpreta seguendo i suoi gusti. L’idea che vi suggerisco è quella di aromatizzare la semola in cottura con il sapore particolare dei limoni sotto sale: non sarà necessario aggiungerne altro e i limoni doneranno una scia piacevolissima sul palato.
Io ho condito semplicemente con anguria e cetriolo, ma credo che della feta sbriciolata renderebbe il piatto più completo dal punto di vista nutrizionale. Nel mio caso la scelta è caduta sul couscous del commercio equo solidale perchè lo trovo davvero buono. I grani sono un pochino più grossi del normale, e restano morbidi ma al contempo tengono bene la cottura.

couscous 500 g
limoni sotto sale 3 fette
anguria baby una
cetrioli due
olio evo un cucchiaio

Tritate le fettine di limone. Portate a bollore la quantità di acqua indicata sulla confezione e aggiungete i limoni tritati. Lasciate che la semola si gonfi. Intanto lavate e pelate i cetrioli e tagliateli a dadini. Lavate l’anguria e con l’aiuto di uno scavino prelevate tante palline di polpa. Conservate tutto al fresco mentre sgranate il couscous con la forchetta. Quando e` freddo e ben sgranato mescolate con le palline di anguria e i pezzetti di cetriolo, rifinite con un filo di olio di oliva. Servite.




Mango lassi

June 19th, 2007


Voglia di mango lassi? Sorseggiarlo mentre si legge qualche curiosità sulla cucina indiana è anche più piacevole.

;)

Pomodorini gratinati

June 15th, 2007


Interrompo il flusso di post newyorchesi e vi lascio un finger food per il finesettimana. Questi pomodorini sono relativamente veloci da fare: la parte peggiore consiste nel privarli dell’acqua di vegetazione; ma una volta pronti sono deliziosi sia caldi che freddi, serviti durante una cena estiva in giardino. Con un cus-cus freddo, per vedere il quale dovrete aspettare qualche giorno, e una cucchiaiata di hummus io ho risolto la cena.

Ingredienti

pomodorini 800 g
pangrattato 150 g
acciughe 3
capperi sotto sale un cucchiaio
aglio uno spicchio
cipolla una
prezzemolo e basilico un mazzetto
vino bianco un bicchiere
olio 4 cucchiai

Lavate e asciugate i pomodorini. Tagliateli in due e svuotateli dell’acqua di vegetazione. Mettete un cucchiaio di olio in una padella e fate saltare il pangrattato per circa due minuti. Mettetelo in una ciotola. Tritate aglio, cipolla, capperi ed erbe. Mettete il restante olio nella pentola e aggiungete il trito. Bagnate con il vino e lasciatelo evaporare. Quando si forma una sorta di pasta toglietela dal fuoco e mescolatela con il pangrattato. Farcite i pomodorini e poneteli in forno a 180 gradi per 15 minuti.

Courtesy of Much the cow

New York: Alice’s Tea Cup

June 13th, 2007





Questa eccentrica sala da the è un sogno che si avvera. Erano mesi che desideravo prendere un cream tea e non avevo trovato ancora un luogo soddisfacente. Alice’s Tea Cup è un locale dall’arredamento colorato e fantasioso in cui ho trascorso piacevolmente un paio d’ore sorseggiando un buon the e mangiando di gusto i tanto sospirati scones. Una merenda corroborante con tempi decisamente slow: pausa ideale per riposarsi dopo intensi giri turistici.



Il romanzo di Lewis Carrol è dunque ancora fonte di ispirazione per un tea place, e il risultato rispetto al parigino le loir dans la théière è diverso, forse maggiormente scanzonato, complice anche l’atteggiamento del personale sorridente e rilassato. Con 9 $ potrete avere la formula “Alice’s Scones & tea”, ma ci sono merende ben più sostanziose che prevedono biscotti enormi (10 cm di diametro!), sandwiches, mousse al cioccolato e torte. In carta the neri, verdi, bianchi anche in versione aromatizzata serviti in splendide teiere colorate.
La tavola apparecchiata ricalca infatti l’immaginario relativo al Mad Tea-Party cui, suo malgrado, prende parte Alice nel settimo capitolo del libro. Invece Alice’s Tea Cup di “capitoli” ne ha tre: due dotati di sala da the e uno che vende solamente le preziose foglie di camelia sinesis. Vi lascio l’indirizzo che ho visitato io; gli altri li trovate sul sito.


Alice’s Tea Cup (chapter 1)
102 west 73rd Street
New York
http://www.alicesteacup.com/

Meme

June 12th, 2007


Rispondo in ritardissimo al meme sui libri al quale mi ha invitato Lizzy e in ritardo ragionevole al meme sull’utensile del cuore che mi ha proposto Pip. A proposito di utensili(ni) vi ricordate di questo?

5 libri della mia vita
Kitchen di Banana Yoshimoto

A un tratto mi accorsi che da una finestra illuminata sopra di me veniva fuori
un vapore bianco che restava sospeso nel buio. Appena udibili giungevano dall’interno voci di gente indaffarata, rumore di pentole, rumore di piatti.
Era una cucina.

Il primo libro di Banana Yoshimoto che ho letto non poteva che essere questo. Sullo sfondo di una storia malinconica si scopre la cultura gastronomica di Mikage e attraverso lei la cucina casalinga del Giappone. Sapevo appena cosa fosse il sushi quando l’ho letto la prima volta ma ricordo distintamente il senso di curiosità e attrazione verso ramen, tofu, tempura; cibi di cui sentivo parlare per la prima volta e che raccontavano il Paese del Sol Levante.

Le memorie di Adriano di Marguerite Yourcenar

Il giovinetto, avvezzo agli omaggi, accettò compunto quei fiori densi come la cera, dagli steli molli e serpentini; si chiusero come palpebre quando scese la notte.

La riflessione sulla vita dell’imperatore induce a guardare all’esistenza da una prospettiva che, personalmente, non avevo considerato prima della lettura di questo libro.

Il Maestro e Margherita di Michail Bulgakov

L’odore di vino cominciava già a far girare la testa a Margherita, ed essa voleva andarsene,ma il gatto allestì nella piscina un numero di varietà che la trattenne.

All’inferno c’è una piscina? Chi è davvero Woland? Perchè il gatto indossa un cravattino? Una storia ironica che rileggo quando voglio fare sogni colorati e visionari.

Dona Flor e i suoi due mariti di Jorge Amado

Prendete la grattugia e due noci di cocco scelte, e grattugiatele. Grattugiate con forza, coraggio, grattugiate! Un po’ d’esercizio non ha mai fatto male a nessuno (dicono che l’esercizio fisico eviti i cattivi pensieri: non ci credo)

Le vicende sentimentali della riservata Flor, maestra di cuina, sono solo una delle ghiottonerie di cui si cibano le pettegole che affollano Bahia. Durante un’estate non troppo lontana ho scoperto un universo colorato, popolato da personaggi improbabili eppure di grande umanità; un intreccio che esige Chico Buarque in sottofondo.

La ragazza dello Sputnik di Murakami Haruki

Eravamo state meravigliose compagne di viaggio, ma in fondo non eravamo che solitari aggregati metallici che disegnavano ognuno la propria orbita.

Una storia onirica, intensa e delicata. Come un quadro di Chagall.

Senza non ci starei: il frullatore a immersione


Non ho alcun dubbio a riguardo , e la risposta è motivata: ne ho tre sparsi nelle varie abitazioni che frequento maggiormente e se devo recarmi altrove e ho in previsione di cucinare ne porto un esemplare con me, per sicurezza. Lo uso per le vellutate, per emulsionare i dressing e le marinate, per fare pesti e salse di vario tipo, per l’hummus, che adoro letteralmente, per fare lo zucchero a velo…E lo uso in continuazione quindi sono grata che lavarlo sia un’azione rapida. Ne ho due di marca Moulinex e uno Philips con la funzione turbo, meravigliosa.

Nella foto il cutter lipomese gocciola di mango maturo frullato: mango lassi in arrivo!

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