Il Pranzo di Babette » 2007 » May

New York: chains

May 29th, 2007

Starbucks
herbal tea and wee




Le loro caffetterie sono onnipresenti, anche 3 nel raggio di 100 metri, non esagero, quindi e` difficile non inciamparci dentro. Personalmente non sono un’estimatrice ma amo sorseggiare bevande calde in quantita` abbondante e, di conseguenza, ho spesso necessità di fare la pipì. Starbucks risponde a queste mie necessità con un discreto rapporto qualità-prezzo. Quindi se il tè vero e proprio è francamente pessimo, il caffè non so perchè non lo bevo, le tisane, herbal tea, sono assolutamente decenti, e lo stesso vale per i bagni che sono talmente spaziosi e puliti da essere utilizzati dai newyorchesi per fare veri e propri cambi di look. Invece le poltroncine, l’atmosfera soffusa e il sottofondo jazz non sono garantiti: solo uno Starbucks su due è così, gli altri sono spogli, hanno delle sedie autenticamente scomode e magari hanno pure gli spifferi. Invece il wi-fi gratis scordatevelo del tutto: potete pagare 6 $ l’ora con la carta di credito o comprare una conveniente tessera prepagata presso il provider, ma non alla caffetteria.
Ma in America non erano per la praticità?!

Papaya dog

    “…provate uno qualsiasi dei “Papaya King” (il migliore è comunque quello sulla East 86th street), per gustare la classica “NYC experience” di un hot dog accompagnato da succo di papaia: costa solo un paio di dollari, ma è un’esperienza da non perdere!”



Avendo in testa le parole di Anthony Bourdain sono entrata in un Papaya dog e non king. Beh credo che non sia così diverso ma se qualcuno dovesse provare proprio quello sulla 86esima mi faccia sapere. Nel “mio�? Papaya dog il sapore del succo di papaya era talmente sintetico da far concorrenza a quello dell’aulin. I due hot dog erano buoni, o meglio quelo normale era buono mentre lo special con la salsa gialla al formaggio che si vede nei fumetti e nei film e` abbastanza ributtante. E ho pure pagato 25 cent in più per averla!
Ma entrateci perchè farete un`esperienza di vita vera: a parte il tizio che si era fissato con un preciso hamburger nel senso che minacciava verbalmente i commessi che secondo lui volevano dargliene un altro e non proprio quello che stava fissando tra gli altri 25; mentre scattavo qualche foto una donna mi si e` avvicinata e mi ha chiesto aggressivamente il motivo standomi ad un millimetro dal viso. Ho risposto che le foto erano per il mio blog e lei si è immediatamente acquietata.
Blog power?

Au boin pain
vs Starbucks

Alternativa gradevole a Starbucks, propone tra gli altri muffin, bagel e piccoli strudel alla mela decisamente freschi e buoni, credo che abbia anche dei prodotti vegani. Il tè non è male e c’è la possibilità di fare colazioni salate con uova e bacon.

Whole foods
bio comfort food



In questo supermercato si trova una vasta gamma di alimenti provenienti da tutto il mondo che hanno in comune una qualita` elevata. Ma quello che mi ha colpito maggiormente in questo paradiso del biologico è stata la gigantesca sezione self- service in cui è possibile acquistare per 7 $ alla libbra insalate di pasta e di cereali di vario tipo, ma anche di pollo, tofu verdure, zuppe. C’è una zona dedicata esclusivamente alla cucina indiana e una a sushi&co. Ma non mancano i dolci, se ne trovano veramente di tutti i tipi: cup cakes, trif;le, biscotti, dolcetti pannosi e poi bagel, muffin dolci e salati, anche in versione vegan. Dopo aver pagato ci si accomoda e si mangia, io andavo sempre nella sede di Union Square che ha una bellissima vista sulla piazza ma ne ho viste anche altre a Manhattan.

4 Union Square South
New York, NY 10003
Aperto tutti i giorni dalle 8 .00 alle 23.00
(Attraversando la piazza trovate Barnes& Noble)
wholefoods

Barnes & Noble
(booksellers)

Immaginate di entrare una libreria in cui dopo aver effettuato la scelta di un libro o di una rivista sia possibile sedersi al bar interno e sorseggiare una bevanda mentre si sfoglia il volume e si valuta se acquistarlo o meno. Se il bar fosse occupato è lecito trovare posto sulla moquette con accanto la pila di libri e il solito bicchierone. Ma perchè citarlo tra indirizzi mangerecci?! Presto detto: hanno una scelta di libri di cucina inaudita, migliaia di volumi che trattano di qualunque tipo di cucina. E poi sta vicinissimo a Whole foods!

Union Square
33 East 17th Street
New York, NY 10003
Aperto ogni giorno dalle 10.00 alle 22.00
Barnes& Noble

New York

May 28th, 2007



Lo sapevate che a New York il numero di internet point è inversamente proporzionale a quello delle caffetterie Starbucks? Io ora lo posso affermare con certezza e una punta di dispiacere: mi sarebbe piaciuto mostrarvi New York live, come avevo fatto con Rio De Janeiro ma non è stato possibile vista la carenza di internet cafe e il costo orario spropositato del wi-fi.
New York e` divisa in 5 boroughs: Bronx, Brooklyn, Queens, Staten Island e Manhattan. Proprio questo è il distretto in cui si concentrano i punti di maggior interesse e che e` stato oggetto della mia visita. Il nome, anticamente Manahatta, significa “luogo dell’ebbrezza generale”.
Premettendo che non ero mai stata prima negli Stati Uniti uno degli aspetti che ho rilevato istantaneamente e` stata la cordialità degli abitanti. L’attitudine al dialogo con gli sconosciuti, la volontà di aiutare il prossimo e il garbo e la disponibilità nel dare informazioni sono tutti aspetti che contribuiscono a far sentire a proprio agio in una città straniera e che ritengo alla lunga incidano sulla qualità della vita.
La popolazione è molto varia, si incontrano comunemente persone di qualunque etnia, e se dovessi scegliere un colore per descriverla, sarebbe il bianco perché contiene tutti gli altri.
Chiudendo gli occhi vedo le tinte dell’elegante sari indossato da un’affascinante donna indiana che passeggiava a Times Square fondersi con la pelle nera come ebano di una sorridente immigrata del Burkina Faso che lavora da Whole foods per poi affogare nel biancore irreale di un’albina abitante di China Town.




Se il colore è il bianco, il rumore è continuo, inopportuno e addirittura assordante nelle stazioni della metropolitana dove mi premevo i palmi della mano sulle orecchie per proteggerle dal frastuono provocato dall’arrivo di carrozze fatiscenti.
Nella Grande Mela il palato non può che essere appagato e vista la quantità e la varieta` dei luoghi dedicati al cibo qualunque esigenza può essere soddisfatta. La concorrenza è spietata e la vita media di un locale circa di 3 anni, quindi la qualità è mediamente più elevata. Accanto ad una moltitudine di ristoranti etnici, si trovano locali fusion, vegetariani, un vero e proprio elenco di ristoranti vegani, sale da the inglesi, giapponesi e poi posti specializzati esclusivamente in un piatto. Poco per volta condividerò con voi le mie esperienze ed impressioni sul lato più gustoso della città.


Limoni sotto sale

May 20th, 2007



I limoni sotto sale sono un ingrediente tipico della cucina marocchina e vengono usati per insaporire tajine e zuppe. Al di la`di questo particolare tipo di cucina etnica i limoni cosi` trattati si possono usare in ogni ricetta salata che preveda l’uso della scorza, il sale ne conserva infatti intatto l’aroma. Esistono varie ricette per eseguirli, questa versione e` piuttosto veloce e consente di avere delle fette di limone pronte all’uso. Unica raccomandazione: i limoni devono essere di origine biologica.
Invece per impressioni live su Saltexpò sbirciate il racconto di Michela streghina.

limoni biologici 3
sale fino 400 g

Lavate e asciugate accuratamente i limoni. Con l’aiuto di un coltello affilato tagliateli a fettine molto sottili. Poneteli quindi in un vaso alternadoli a strati di sale e premendo bene con un un cucchiaio. Conservateli in un luogo fresco.



Pesce in crosta di sale

May 11th, 2007



La cottura in crosta di sale è assolutamente salubre: il pesce cuoce senza grassi e il sapore non viene alterato dal notevole quantitativo di sale necessario. È infatti sufficiente eliminare la pelle per assaporare carni gustose ma non eccessivamente sapide. I pesci adatti per questa preparazione sono il salmone, il branzino o l’orata. Considerate che un pesce di circa un chilo di peso può bastare per quattro persone, servito con un’insalata; unendo anche del riso basmati diventa un eccellente piatto unico. Potete usare anche pesci di taglia più piccola e cuocerli insieme. Il sale può essere aromatizzato con varie erbe e spezie: zenzero, pepe di Sichuan o lemongrass per un’impressione d’ Asia; timo o lavanda per un’allure provenzale.

branzino 1 kg
sale grosso 2 kg
menta 2 rametti
rosmarino 1 rametto
pepe rosa 2 cucchiai

Preriscaldate il forno a 200 gradi. Pulite il pesce senza squamarlo, riempite la pancia con gli aromi, lasciando indietro una rametto di menta, e legatelo con dello spago. Tritate grossolanamente la menta rimanente e pestate il pepe rosa. Mescolate il sale con gli aromi. Foderate una teglia con carta da forno e distribuitevi una parte del sale. Versate sopra il sale rimanente e coprite completamente il pesce. Cuocete per circa 40 minuti, quindi lasciatelo riposare per 5 minuti fuori dal forno. Rompete la crosta di sale e togliete la pelle del pesce facendo attenzione a non far entrare in contatto il sale con le carni. Servite con un’insalata fresca e fruttata.



Posted in Pesce | No Comments »

Brutti ma buoni

May 10th, 2007



La prima volta che ho visto i brutti ma buoni mi trovavo ad Alassio, in Liguria. Da allora li associo, in maniera del tutto personale, alla frizzante brezza marina. Non avevo mai pensato di rifarli ma qualche tempo fa ho avuto la curiosita` di cercare la ricetta, poi, colta da un’ispirazione notturna, mi sono messa all’opera. Lasciandoli raffreddare tutta la notte in forno il mattino successivo sono stata inondata dal soave profumo di nocciole.

Brutti ma buoni

uova 3 albumi
zucchero 225 g
nocciole tritate 180 g

Montate gli albumi con lo zucchero. Quando l’impasto e` ben sodo, ci vorranno una decina di minuti, aggiungete le nocciole tritate e fate cuocere per 8 minuti in una casseruola. Togliete dal fuoco e quando il composto è tiepido distribuitelo in piccole palline in una teglia foderata di carta da forno. Infornate a 100 ° per un’ora. Lasciateli raffreddare completamente in forno.



Muffin cioccolato e rosmarino

May 9th, 2007



Un pizzico di sale esalta una pasta frolla come nessuna spezia o altro aroma può fare; ma nell’esplorazione del gusto ci si spinge verso mete più esotiche e anche l’abbinamento sale e cioccolato diventa un’acquisizione sui cui variare. Il legame tra questi due sapori viene sublimato dalla nota vegetale del rosmarino, un’erba fortemente aromatica. A questa ricetta sono molto affezionata, è infatti garanzia di muffin soffici, deliziosi tiepidi; ma se avete la vostra ricetta non esitate ad arricchirla con questi semplici ingredienti che vi suggerisco. E fatemi sapere.



cioccolato fondente 120 g
farina 300 g
lievito 2 cucchiaini
burro 180 g
zucchero 300 g
uova 3
latte 1,5 dl
sale alla vaniglia 4 g
rosmarino 4 rametti circa

Preriscaldate il forno a 180 gradi. Tritate il cioccolato e fatelo sciogliere a bagnomaria. Mescolate la farina, il lievito e il sale. Tritate il rosmarino. Montate a crema il burro, lo zucchero e il rosmarino. Unite le uova una alla volta. Aggiungete il cioccolato e poi alternandoli il latte e la miscela di farina. Riempite uno stampo per muffin di silicone o dei pirottini di carta, riempiendoli per circa 2/3. Cuocete in forno per 25 minuti. Sformateli e trasferiteli subito su una gratella per dolci.



Se siete in cerca di croccantezza vi suggerisco di sbirciare i biscotti cioccolato e sale di Tulip.

Finger food:stuzzichini di patata dolce e sale nero

May 6th, 2007



Ecco uno stuzzichino inusuale e leggerissimo, reso accattivante da un accostamento vivace di colori . Il sapore della patata dolce viene contrastato dalla nota sapida del sale nero di Cipro; la crema di tofu e indivia belga lega con freschezza. Gli ingredienti rendono questa ricetta adatta anche per un ospite vegano, e in generale per equilibrare le portate, magari molto più caloriche, di un aperitivo con gli amici.

patata dolce 1
tofu 150 g
indivia belga 2 piante
olio extravergine d’oliva
sel de Guérande
sale nero di cipro q.b

Sbucciate e tagliate a fette spesse un dito la patata. Cuocetela in acqua bollente salata per 20 minuti. A parte scottate nell’acqua bollente l’indivia per 20 secondi, poche foglie alla volta; alla fine unite il tofu. Sgocciolateli bene e frullate il tutto a massima potenza con 2 cucchiai di olio. Disponete le fette di patata su un piatto di portata, metteteci una cucchiaiata di tofu e guarnite, appena prima di servire, con dei grani di sale nero di Cipro.



Gommasio

May 6th, 2007

Gomasio

L’etimologia del nome dichiara tutti gli ingredienti necessari per creare questo condimento giapponese: goma significa sesamo mentre shio significa sale. Le proporzioni tra i due ingradienti possono variare da 5:1 fino a 15:1. Regolatevi in base ai vostri gusti ed esigenze, io ho scelto una felice via di mezzo 8:1. Per fare il gomasio sarebbe necessario suribachi, una ciotola dall’interno rigato e ruvido, ideale per ridurre in pasta e spezzettare, con il relativo pestello in legno surikogi. Se non li possedete, usate un mortaio comune, verrà comunque delizioso.

sesamo 8 cucchiai
fior di sale 1 cucchiaio

Fate tostare leggermente i semi di sesamo in forno, uniteli al sale nel suribachi e pestateli fino a quando diventeranno una polvere fine e amalgamata. Il gomasio si conserva in frigorifero una settimana ed è perfetto sparso sulle vellutate e sulle zuppe.