Il Pranzo di Babette » 2006 » July

Banane fritte ad Araruama

July 28th, 2006



A volte capita di andare dall’altra parte del mondo e incontrare delle persone speciali che ti inondano di affetto senza che ci sia una lingua in comune bensì attraverso gesti antichi: sorrisi, ospitalita`, e tutta la cura necessaria per preparare un pranzo meraviglioso.
Qualche giorno fa siamo stati ospiti dai genitori di Renata ad Araruama, una cittadina nello Stato di Rio de Janeiro. L’accoglienza è stata squisita, in tutti i sensi! Deliziosi manicaretti troneggiavano sulla lunga tavola : squalo in umido e fritto, Pirão de peixe una crema densa a base di farina di manioca e brodo di pesce, servita con uova sode a fettine, couve saltato con cipolle, esteticamente uguale alla parte verde del cipollotto ma con un sapore di erbette, un intingolo di gamberi per aromatizzare il riso e come contorno banane fritte. Da bere succo di goiaba, dato che i miei ospiti hanno saputo che da quando sono in Brasile bevo solo quel dissentante liquido dal colore rosa. Un’attenzione che mi ha commosso. Di questo banchetto di cucina casalinga brasiliana non ci sono foto; quando, sazia, mi è balenato nella mente che possiedo una macchina fotografica, rimaneva solo il ricordo di quei cibi esotici e gustosi e tutti si accarezzavano la pancia tesa, soddisfatti. Solo le deliziose banane, croccanti fuori e morbide dentro, testimoniano quel pranzo indimenticabile; ne sono infatti state fritte altre addolcite poi con zucchero e cannella a completare gli altri dessert; una torta di arachidi servita con una crema di caramello e un cheese cake.
Dopo questo pranzo degno del la scuola di cucina Sapore e arte, siamo stati in visita nella tenuta agricola di famiglia Sitia Papoula Vermelha, letteralmente “il posto dell’ibiscus rosso” dove ho visto le piante di manioca, ho assistito alla spremitura della canna da zucchero e gustato svariati tipi di banana e papaya. Ma questo è un altro post ;-)
Banane fritte

3-4 banane da terra (si tratta di una varietà precisa, con la polpa più zuccherina di quelle che si trovano comunemente in Europa)
olio di mais
zucchero e cannella a piacere

Fate scaldare abbondante olio di mais in una padella adatta per friggere;
aggiungete le banane tagliate a fettine.


Giraratele ogni tanto con la forchetta per farle colorire in modo uniforme.



Quando sono ben dorate, prelevatele dalla pentola.



Asciugatele con carta assorbente.



Servitele come contorno o come dessert, in questo caso con zucchero e cannella



Vellutata piccante di zucca con salsa al caju

July 21st, 2006



Da un paio di giorno siamo ospiti da una coppia di amici che vivono a Niteroi, una cittadina dall’altra parte della baia di Rio de Janeiro.
Sono 10 giorni che facciamo pasti pantagruelici in churrascherie e ristoranti, innaffiando il cibo nella caipirinha. Beh diciamo che se e` ben fatta io riesco a berne una intera sorseggiandola in due ore circa , invece se è una cachaça di infima qualità con un dito di succo di lime e magari il dolcificante al posto dello zucchero mi fermo dopo un sorso, senza remore.
Dunque nessun pudore da parte mia nell’imposessarmi della cucina: in valigia custodisco il mio kit di sopravvivenza che ha fatto letteralmente piangere dalle risate Renata, la mia ospite: utensilini e un po’ di spezie; cardamomo, curry, salvia secca…
Qui è inverno e quindi stagione di zucca, aboborà in portoghese, invece il frutto rosso e giallo non è altro che il frutto dell’anacardo; nel “cappellino” contiene il gustoso seme, mentre il frutto è molto fresco, ma tende ad allappare un pochino. Con il cardamomo lo trovo delizioso.

zucca (priva della buccia) 500g
cipolla bianca una
caju 2
brodo vegetale un litro
germogli di alfa alfa 100 g
peperoncino a seconda dei gusti
cardamomo 3 bacche
olio d’oliva (possibilmente extravergine, qui irreperibile)

Tritate la cipolla e il peperoncino e fateli appassire in un cucchiaio di olio. Aggiungete la zucca tagliata a dadini e fatela saltare qualche minuto, quindi aggiungete metà del brodo e fate cuocere coperto, mettendo altro brodo durante la cottura se necessario. Intanto pelate i caju e frullateli con il cardamomo pestato. Quando la zucca è cotta frullate anche questa, disponetela nei piatti e lasciate raffreddare un paio di ore.
Prima di servire disponete un cucchiaio di salsa al caju al centro di ogni piatto ed eventualmente mettetela in tavola, se la vellutata fosse molto piccante per rinfrescare il palato. Intorno al piatto potete mettere i germogli da intingere nella zuppa sempre per lenire il sapore piccante.

Un’altra vellutata di zucca di mia invenzione:
Vellutata di zucca e cacao con pomodori canditi

Feira hippie a Ipanema

July 19th, 2006



Domenica sono stata alla feira hippie che ha luogo in una piazza di Ipanema, il quartiere di Rio divenuto famoso negli anni 60′ per essere nel titolo di una nota canzone di bossa nova, mi riferisco naturalmente alla celeberrima “garota de Ipanema“. Purtroppo lo spirito hippie della fiera deve essere sbiadito con il passare degli anni, edulcorato e modellato sui desideri dei turisti che popolano in ogni stagione il frizzante quartiere carioca. Ma provo solo un pizzico di delusione iniziale, poi vengo assorbita dal flusso di persone e non penso più nulla, osservo nuovamente rapita. Gli autentici hippie presenti vendono soprattutto abiti tinti e costumizzati in un modo originale, gioielli realizzati con cocco e pietre povere: i prezzi sono decisamente europei. Scivolando tra le bancarelle mi imbatto in una vecchina che piega amorevolmente centrini finemente ricamati, bianchi, avorio ed ecru. In un angolo della piazza sotto un tendone blu, c’èun gruppo di donne che indossano i copricapi che paiono turbanti, cucinano e servono cibo bahiano profumato di olio di dendê: i loro volti sono sorridenti e sereni, una improvvisa un passo di danza: che sia proprio lei Dona Flor?







Al centro della piazza artisti più o meno talentuosi espongono le loro opere,vivaci, coloratissime: il soggetto principale è la vita nella favela, che in questa zona chic di Rio, sembra quasi un’invenzione, ma che invece è una realtà incarnata nella sola Favela da Rocinha da circa 200.000 persone.



La merce diventa a un tratto ripetitiva: artigianato, un po’ di pellame, ancora abiti. Ogni tanto si incrocia un venditore ambulante di mate ghiacciato, ma la bevanda dal vago sapore di erbe non mi tenta; voglio andare sulla spiaggia di Ipanema a sorseggiare un cocco aspettando il tramonto.



Scatti da Rio

July 13th, 2006



L’alba nel Flamengo



La lunga curva della spiaggia di Copacabana vista dal Pão de Açucar



La Baia de Guanabara vista tra i rami spinosi di questo albero misterioso



Una scimmietta gira le spalle, intimidita o seccata dalle numerose foto?

Sushi Leblon (Grazie Emanuela!)

July 13th, 2006
Tipica giornata invernale a Ipanema: passeggiata sulla spiaggia con lo scenografico spettacolo delle onde giocherellone che fanno tanta schiuma da far sembrare il mare una distesa di neve; bagno di sole sorseggiando un cocco e scrutando con ammirazione i surfisti. Segue tuffo per rinfrescarsi appena, ieri facevano ben 25 gradi in questo scherzo d’inverno, quindi ci si dirige verso il ristorante jap consigliato da Emanuela, che di Rio è innamorata e che sa precisamente cosa consigliarti per farti innamorare a tua volta.



Che dire di questo meraviglioso ristorante japponese a due passi dalla spiaggia di Leblon? Ambiente essenziale reso ulteriormente grande e luminoso da un sapiente uso degli specchi, un acquario da cui occhieggiano pesci dai colori vivaci a spezzare i dominanti colori della terra misti al bianco delle pareti. Al centro della sala principale troneggia regale e poderoso il banco del sushika che ipnotizza letteralmente gli avventori. Polposi filetti di pesce vengono maneggiati con grazia e fermezza allo stesso tempo, meravigliosi maki dal ripieno esotico prendono forma ad una sorprendente velocità sotto i miei occhi incantati. Attendo sognante spiluccando una sorta di tempura di ravioli ripieni di gamberi, verdura, e zenzero. Certo perché il locale oltre al più classico sushi, sashimi&co propone dalla cozinha audaci accostamenti fusion: foie gras e gamberi con brunoise di mango e tamari; ceviche di salmone e lime con daikon marinato. Ma, per questa volta, si opta per un combinado sushi leblon especial: un trionfo di sashimi con dei california maki tanto anomali (mango, cetriolo, granchio) quanto gustosi, una selezione di nigiri della dimensione di un boccone con il riso sapientemente aromatizzato e poi la chicca: maki ripieni di sarde fritte e marinate; indescrivibile.



La porzione è decisamente abbondante ma indugiamo su un altro tipo di maki philadelphia especial: il rotolo privo di riso, è imbottito di salmone, gamberi, granchio e appunto formaggio cremoso philadelphia e poi sorprendentemente passato in pastella e fritto, prima di essere porzionato; un’altra leccornia indimenticabile.



E io qui mi sono fermata, ho solo assaggiato un cucchiaino di sorbetto al mango con julienne di zenzero fritto, freschissimo, e mi sono pentita di non aver preso il caffè servito, questo, senza cucchiaino, sostituito da un’elegante stecca di cannella e una pralina al caramello.

Una nota sul servizio: i camerieri sono gentili e attenti e portano un lungo grembiule nero con disegnati sopra degli ibiscus stilizzati; ne voglio uno anche io!

Sushi Leblon
Ruas Dias Ferreira 256
Leblon
Rio de Janeiro

Copacabana

July 11th, 2006



Qui è inverno è la luce non è molto forte.



Una scena comune: ragazzi che giocano a pallone sulla spiaggia



Palme maestose ovunque.



Vi offro da bere al bar?



Bello fresco, mi raccomando!



Ho una sete!

Un dolce e due novitá

July 6th, 2006



Tra pochi giorni parto per Rio de janeiro e ci staró un mese circa. Non so ancora se avró internet a disposizione e di conseguenza non so se potrò aggiornare il mio blog e seguire gli altri, ma al mio ritorno in ogni caso avrò tante foto e ingredienti esotici da proporvi. Vi lascio un dolce che di brasiliano non ha niente, salvo forse le banane, ma mi ero ripromessa di assaggiare il matcha acquistato a Parigi prima di partire.

Clafoutis di banane e matcha

yogurt 200 g
latte 4 dl
banane 2
uova 3
farina 80 g
zucchero 170 g
matcha due cucchiaini

Montate le uova con lo zucchero, poi aggiungete il latte, la farina e lo yogurt. Prendete due cucchiai di impasto e scioglietevi il matcha, poi amalgamateli con il resto. Aggiungete le banane a fettine sottili. Cuocete a 200 gradi per 40 minuti.





L’altrà novitá è il mio archivio che trovate qui e poi a lato tra i link. Sotto un assaggio di quello che ho realizzato in quasi 5 mesi di blog.




Un bacio a tutti e godetevi le vacanze qualunque sia il luogo che vi attende.

Posted in Dolci | 12 Comments »

Easy capponmagro

July 5th, 2006





Ve lo ricordate il capponmagro? Questa è la versione easy che mi è venuta in mente mentre sbirciavo i prodotti San Lorenzo. Grazie al progetto “Pensa una ricetta” mi sono stati recapitati a casa tutti i succulenti prodotti che avevo richiesto, et voilá il risultato è qui da vedere. Una nota sull’insalata di mare: si scioglie in bocca.

Ingredienti per 6 persone:

una confezione di antipasto di mare in olio di oliva San Lorenzo
una confezione di filetti di ricciola in olio di oliva San Lorenzo
una confezione di bagnetto verde San Lorenzo
una confezione di carpaccio di funghi porcini in olio di oliva San Lorenzo
6 carciofini alla brace in olio di oliva San Lorenzo
250 g patate
250 g carote
una barbabietola già cotta
6 uova di quaglia
6 cracker tondi
bottarga di muggine San lorenzo
aceto di vino Chianti San Lorenzo
oilo extravergine di oliva

Fate bollire le patate e le carote separatamente. Rassodate le uova di quaglia. Riducete in purea un quarto della barbabietola e passatela al colino per avere il succo. Quando le uova sono tiepide picchiettatene con il dorso di un cucchiaino il guscio e fatele raffreddare completamente nel succo di barbabietola. Preparate una vinaigrette con 4 cucchiai di olio, 2 di aceto e un pizzico di sale. Tagliate a fettine la barbabietola, le patate e le carote e conditele separatamente con la vinaigrette. Ponete un cracker nel piatto in cui poi servirete e conditelo con un cucchiaino scarso di vinaigrette e delle scaglie di bottarga, poi appoggiatevi sopra il coppapasta e fate uno strato sottile di carote, insaporite con un velo di bagnetto verde e premete leggermente con un cucchiaio poi proseguite con uno strato di ricciola, di barbabietola, di patate e di carpaccio di funghi porcini; sempre insaporendo ogni strato con il bagnetto verde e schiacciando leggermente con il cucchiaio. A questo punto sfilate con delicatezza il coppapasta e ponete al centro del piccolo capponmagro un carciofino alla brace, a cui avrete tagliato la base per dare maggior stabilità e decorate quest’ultimo con un uovo di quaglia agghindato con una scaglia di bottarga. Realizzate così gli altri cinque capponmagro; prima di servire deponete intorno a ciascuno qualche pezzo di antipasto di mare misto.



Meme: zucchine

July 3rd, 2006



Qualche giorno fa si parlava di zucchine da smaltire e neanche a farlo apposta da lì a due giorni è arrivato in dono un cesto, cavagn in dialetto comasco, pieno di zucchine con il loro fiore attaccato e di insalata romana. Saporita certo, ma anche coriacea per i miei gusti. Da queste materie prime freschissime, il meme, e la voglia di un cibo rassicurante provocata da un umore malinconico è scaturita questa vellutata da mangiare a temperatura ambiente. L’ho gustata in giardino accomodata sulla panchinetta di pietra all’ombra delle grandi piante di alloro.

Vellutata di zucchine con salsa alla tahina e mirtilli

Insalata romana 100g
zucchina una
patata una
cipolla una
brodo vegetale 250g
senape un cucchiaino
tahina un cucchiaino
miele un cucchiaino
succo di limone un cucchiaino
mirtilli secchi a piacere

Fate appassire in una pentola la cipolla tagliata a fettine nel brodo, poi aggiungete la patata a cubetti e lasciatela cuocere. Con il rigalimoni prelevate la buccia della zucchina ottenendo degli spaghettini verdi, tagliate la polpa bianca a dadini e aggiungete anche quella nella pentola. Quando le verdure sono morbide aggiungete l’insalata romana e proseguite la cottura per qualche minuto, poi frullate e lasciate raffreddare la vellutata. A parte mescolate senape, succo di limone, tahina e miele e quando la vellutata è a temperatura ambiente conditela con delle gocce di questa salsina, i mirtilli e gli spaghettini di zucchine. Decorate eventualmente con dei semi di sesamo. Servite.



Meme: odori

July 2nd, 2006



1. Quale odore di cucina preferivi quando eri bambina ?
Il profumo della frittata di spinaci che cuoce in forno.

2 - Quali sono gli odori (di cibo) che più ti stuzzicano l’appetito
Difficile scegliere; ne indico tre, quelli che mi fanno venire assolutamente voglia di mangiare: l’odore di pizza appena sfornata, l’odore di mare delle ostriche, l’aroma dei biscotti alla cannella tiepidi.

3. Quale odore evoca per te
L’estate - l’acqua di mare
L’inverno - un paiolo fumante di polenta
L’autunno - le castagne arrostite
La primavera - il Mughetto

4. Qual è la tua spezia preferita ?
Cardamomo verde

5. Qual è la tua erba aromatica preferita ?
Timo

6. Quale profumo usi ?
In autunno e inverno amarige di givenchy e pure poison di Dior; in primavera ed estate Bulgari pour femme di Bulgari, che è stato il mio preferito in assoluto per 3 anni e j’adore di Dior. Recentemente ho risentito chance di Chanel, e ho ricordato anche la meravigliosa campagna pubblicitaria ambienta a Venezia, di qualche anno fa. Ma prima devo almeno finire uno dei profumi che uso ora!

7. Qual è l’odore della casa dei tuoi sogni ?
Fiori freschi.

8. Quale essenza legnosa ha per te il profumo migliore?
Olivo

9. Qual è l’odore che più detesti?
L’odore dei peperoni verdi piccoli, credo si chiamino friarelli, ripassati in padella.

10 . Qual è l’aroma artificiale che più ti fa schifo?
Amarena

11 . Anticipando i tempi in cui , non avendo più petrolio, viaggeremo ad olio di colza (mandando in giro odore di fritto?) quale carburante commestibile e odoroso metteresti volentieri nel tuo motore ?
Olio di sesamo

12 . Annusando la blogosfera… A quale aroma (o sapore) abbineresti alcuni dei tuoi blog preferiti ?

Acilia: il profumo di un the, magari il kokeicha di cui lei mi ha spiegato l’origine
Gaia: il sapore caratteristico del tamari
Elisa: il profumo dei libri
Fior di zucca: il matcha
Francesca: l’effluvio dell’aceto balsamico tradizionale di Modena
Kat: il sapore accogliente di una vellutata di verdure
Rosso fragola: il profumo di una cialda croccante e profumata di limone.
Trollo: l’odore di una ciabatta appena sfornata e farcita con la mortadella

Posted in Varie | 11 Comments »