Bowery Banquet

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Versione italiana prima delle foto.

New York, how much I missed you. These are the words I whispered to myself when I landed after a peaceful (but long trip), while a wave of sticky heat welcomed me. Never mind the heat (which is now gone). New York charms me in such a powerful way that other places dare not even compete with.
Gifted with absolutely glorious architecture, idyllic when it comes to its green areas, livened up by an unstoppable rhythm, New York is a unique city.
If I really think about the essential reason why I love New York, it turns out it is because of the people who live there. Take Laura, for example, actress and blogger extraordinaire (but she really deserves a dedicated post; meanwhile, go and check her blog Vivere New York.
So, I had been back a few days when I stumbled upon this invitation.
Brief but attractive, the event description promised a night of food, libations and entertainment in three acts. But what really convinced me to go were the people behind the Bowery Banquet event.
Among them Patrick Janelle, art director for Bon appetit, April Flores, yoga teacher and food stylist, and naturally Camille Becerra, talented chef.
The Spring Street Social Society debut was fantastic.
The banquet was held at the old Fulton Fish Market, in the Bowery area, where real estate interests are tearing off a part of the city soul.
A smiling green-haired bartender poured us a glass of gin and grape juice, the perfect cocktail to go with the array of appetizers on offer: raw fluke and salmon roe toasts, oysters seasoned with a drop of vinaigrette, and fresh radishes that we could liberally spread with pink peppercorns butter and celery salt.
The two long tables were beautifully set in rural style, and adorned with fresh flower and vegetables. As the night fell, the lights of Manhatthan became more visible, and the contrast with the rustically styled interiors felt poetic and ironic at the same time.
The atmosphere was pleasant and relaxed with a slight family touch. Next to me sat Patrick Janelle’s flatmate, and at the other table his parents . There was this cute mathematician in front of me and a lovely Martha Stewart employee next to him.
Before actually starting dinner, Patrick Janelle thanked us for being there and reminded us about the precarious situation of the old Fulton Fish Market, hoping for the best through the New Amsterdam Market, partner of the Bowery Banquet.
The first course was a chilled roasted melon and tomato soup with smoked olive oil, which I really enjoyed. It was followed by a dish consisting of summer lettuce, blue cheese and a basil verbena sauce, an unexpected but successful combination. The poached striped bass was definetely my favourite: the fish was cooked just perfectly and I loved every bite of the roasted cauliflower it came with.
Next, we had some utterly delicious cavatelli seasoned with roasted scallions and pink peppercorns, and hand made by pasta master Linda Pugliese. The mysterious leafy greens in the dish arrangement, together with the big beautiful bowls, looked almost Renaissance style. Another cheese course was sneaking out of the kitchen, this time a runny one paired with boozy cherries.
And then came the time for sweets. I was flabbergasted by the juxtaposition of poached peaches, cucumber, radishes, lime, chilly and salt, such a fresh and unexceedingly sweet dessert. This was followed by a lemon sorbet and a piece of Mast Brothers chocolate which melted on my tongue.
In between courses we had cool conversations and of course the entertainment. Everyone in the room almost died laughing during basso profondo Joseph Keckler’s solo exhibition. And The Good to Go Girls delighted us with a fun and sexy performance.

Bowery Banquet

New York, come mi sei mancata. Questo ho sussurrato a me stessa quando le porte dell’aereo si sono aperte e una nuvola di caldo umido mi ha assalito togliendomi quasi il respiro dopo un viaggio sereno ma un po’ lungo. Eppure New York proietta un fascino e un carisma su di me che altri luoghi non riescono ad esercitare. Gloriosa e assoluta nella sua dimensione architettonica, idilliaca nei suoi spazi verdi, e inarrestabile nel suo ritmo concitato New York e` davvero una citta` unica al mondo. Ma se mi guardo bene dentro al di la` di tutte queste attrattive sono le persone che la popolano che la rendono cosi` speciale ai miei occhi. Una di queste e` sicuramente Laura, actress and blogger extraordinaire di Vivere New York, ma lei merita un capitolo a parte. (Intanto pero` andate a sbirciare il suo blog).
Ero rientrata da pochi giorni quando sono inciampata su questo invito . Succinta ma attraente la descrizione dell’evento prometteva una serata di libagioni e intrattenimento in tre atti ma quello che mi ha fatto davvero desiderare di prendervi parte era l’elenco degli organizzatori tra cui Patrick Janelle, art director per Bon appetit, April Flores, insegnante di yoga e food stylist, e la chef Camille Becerra.
Il banchetto si teneva in uno degli edifici del vecchio Fulton Fish Market situato a Bowery, una zona attualmente al centro di contese immobiliari che rischiano di strapparle l’anima. Il debutto della Spring St. Social Society e` stato magico. Una bartedender dai capelli verde-blu ci ha accolti con un bicchiere di gin e succo di pompelmo che valorizzava perfettamente l’aperitivo composto da deliziosi crostini di pesce crudo e uova di salmone, ostriche marinate con una lacrima di vinaigrette e croccanti rapanelli da cospargere di burro al pepe rosa e e poi tuffare nel sale al sedano. Per il resto della cena abbiamo preso posto ad una delle tavole apparecchiate con uno spirito campestre che produceva un contrasto ironico con le luci di Manhattan che si facevano sempre piu` visibili man mano che imbruniva. L’atmosfera era entusiasta e rilassata, con un tocco familiare. A fianco a me sedeva una coinquilina di Patrick Janelle e all’altro tavolo i suoi genitori, mentre di fronte a me sedeva un matematico ;) e al suo fianco una editor di Martha Stewart. Insomma tipica mescolanza newyorchese ;)
Prima che iniziassimo a pasteggiare Patrick ci ha ringraziato con calore per essere li` e ha auspicato un futuro di valorizzazione attarverso il New Amsterdam Market per l’edificio in cui ci trovavamo. Poi la cena e` iniziata. Ho gustato con piacere la zuppa ghiacciata di melone e pomodoro con olio affumicato e trovato sorprendente ma riuscito l’accostamento di una crema di verbena con un formaggio erborinato americano. Delizioso il pesce con i cavolfiori arrostiti e rinascimentale la presentazione dei cavatelli fatti a mano da Linda Pugliese.
Serviti in tavola in grandi piatti decorati con foglie di una sorta di spinaci esotici erano conditi con scalogni arrosto e pepe rosa. Essenziale il dessert: pesche, cetrioli e rapanelli con lime e peperoncino, e a seguire del sorbetto di limone e cioccolato Mast Brothers, uno dei simboli di Brooklyn. E tra una portata e l’altra non e` mancato l’intrattenimento promesso. Ho riso a crepapelle durante l’esibizione di Joseph Keckler, tenore sui generis, e adorato l’esibizione delle splendide The Good to Go Girls.

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11 commenti a “Bowery Banquet

  1. Cara Chiara, aspettarti è un piacere e ne vale sempre la pena, visto il premio dei tuoi racconti :-) mi piace leggerti sempre e molto probabilmente se avessimo l’abitudine di prendere insieme un tè al rientro di ogni tuo viaggio io sarei l’amica silenziosa dalle orecchie ingorde :-) . Al prossimo racconto allora!!

  2. Cara Laura,
    mi lusinga che tu attenda i miei racconti e sarei davvero felice se potessimo avere l’abitudine di bere il te` insieme. Penso che sarebbe un’sperienza piacevolissima. Se tu passassi da New York prossimamente ci terrei a farlo dal vivo.

  3. Ciao Chiara, ti ho conosciuta attraverso il post di Laura di Vivere a New York, il tuo Blog è molto bello e ho scoperto che ti sei trasferita a New York.
    Io sono qui a New York da un paio di mesi, e ci rimarrò per un altro mese.
    Ho tentato, maldestramente, di incontrare Laura a Bryant Park per Broadway, senza riuscirci.
    Se ti va, se vi va mi piacerebbe conoscervi, anche io ho un Blog di cucina, abbiamo qualcosa in comune! Buon proseguimento e auguri per tutto! Monica

  4. Sempre bello leggerti e ammirare le tue foto, e anche approfondire i link, sono sempre belle scoperte.
    Per quei pochi giorni che sono stata a New York ho capito che vivere lì deve essere un’impresa folle, ma bellissima.
    Un abbraccio

    Elvira

  5. che meraglia!!!
    voglio (devo!!!) venire a new york! prima o poi ce la farò!!!
    e spero che siate ancora lì per poterci incontrare.
    un abbraccio, saluta leo!
    e complimenti per il post e per le splendide foto!

  6. Cara chiara.
    Ritrovare una tua foto su fb mi ha fatto pensare che ormai erano mesi che non passavo qui sù, a dare una occhiata. Un po’ per uno stato d animo mio che mi ha distratto dal resto, un po perché di recente avevo visto postavi piu raramente. E difatti gli ultimi due racconti me li ero persi :-)
    Sei stato il primo blog sul quale sia per caso capitata. Era il 2006. Prima di un sacco di cose. A pensare a quanto c é stato nel mezzo, tra allora e ora, mi viene una vertigine. ;-) Creme brule con rose, era la prima ricetta. Poi ricordo il latte matcha. Lo ricordo perche prima di averlo visto fare a te, non sapevo nemmeno cosa fosse. Adesso lo faccio spessissimo. Una volta feci il labne, ne mangiai troppo e mi sentii male. Però i tuoi tartufi mi hanno regalato un sacco di complimenti. Ricordo che il mio ragazzo allora la prima volta cucinò per me si ricordava di questo blog, buttò un occhio e tirò fuori dal cilindro la zuppa di cavolfiore e garam masala. Mi piacciono moltissimo le tue foto, anche all’inizio. Mi piaceva quando prendevi un piatto, biscotti, un dolce, o qualsiasi altra cosa. E lo appoggiavi in giardino, su una panchetta in pietra. I fiori, la nonna, gli scoiattoli in pietra. Mi piaceva perché non era una decontestualizzazione regionata, studiata, piuttosto sembrava un gesto spontaneo, quasi naif, come quello di una bambina che gioca con bambole e fiori insieme. Adesso le tue foto sono sempre piú belle..
    Le foto con le persone in particolare, anche.
    Vedendo quelle dell’ ultimo post ti ho realmente invidiato. :-) Non solo per new york, e il cibo..ma per quelle belle facce.. Persone che vivono con cura, senza sciatteria. Vedendole, nonostante tutto, ho avuto la sensazione che il mondo sia un bel posto in cui vivere.. Un posto in cui si possono fare incontri, ancora, che valgono la pena. E gli incontri creano occasioni. Mi sembra di occasioni tu ne abbia avute e ne stia avendo tante ultimamente. É giusto, perché sai provocarle, e sai coglierle.
    Io ho 34 anni e la mia vita sembra giá indirizzata, su binari abbastanza ordinari, ma..non si sa mai, in fondo! ;-)
    Baci cara Chiara, e grazie di tutto.
    Alessandra

  7. Cara Alessandra,
    mi ha colpito tanto quello che hai scritto. E ci ho pensato a lungo questa settimana.
    Ho aperto il blog mossa dal desiderio di condividere le mie ricette e i miei piatti con spensieratezza, gioia, semplicita`. Le foto all’inizio c’erano perche` guardandomi in giro di food blog senza foto non ne avevo visti.
    Mi intenerisce molto sapere che quello che ho trasmesso con le mie foto fosse cosi` fresco e delicato. Era ed e` imperfetto. Poi la fotografia e` diventata una passione a parte, gradualmente e con naturalezza.
    Vengono anche a me le vertigini se vado nell’archivio del blog, sai? Perche` mi rendo conto che sono cambiata, sono inevitabilmente una persona diversa da quella che aperto il blog quasi 7 anni fa. Anche se non vorrei riconoscere che il tempo e` passato e le esperienze e gli incontri che ho vissuto con tutte le loro sfaccettature, mi hanno fatto evolvere resta un fatto. Non sai quanto mi faccia sentire speciale pensare che tu abbia scoperto dei sapori e delle ricette attraverso il mio blog e che questi siano poi diventati parte delle tue abitudini, del tuo lessico familiare alimentare. Incontrare persone aperte di mente, sensibili, entusiaste per la vita, generose e che nonostante le difficolta` riescono a sorridere e dare il meglio di loro stessi e` una delle cose per cui vale la pena vivere.
    Grazie per aver cucinato le mie ricette. E per avermi scritto. Chiara

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