Kinfolk magazine flower potluck

A potluck is a gathering of people where each person or group of people may contribute a dish of food prepared by the person or the group of people, to be shared among the group. wikipedia

Mi sono recata a Brooklyn in una mattinata cosi` assolata e calda che pareva di essere in piena estate con un mazzo di wax flower color rosa antico, quasi lilla e un altro di un fiore di cui non so il nome ma che mi aveva colpito per la freschezza e il turgore dei petali scarlatti. Amy ci aveva dato appuntamento per l’una e io sono arrivata un po’ trafelata, con qualche minuto di ritardo. Senza che domandassi nulla una commessa indovinando i miei intenti mi ha indicato la porticina che dava sul retro della boutique che ospitava l’evento.
Il backyard, impreziosito da una fontana, aveva un discreto fascino accentuato dai tantissimi mazzi di giunchiglie, giacinti, fiori di ciliegio, margherite, tulipani, papaveri e tanti altri fiori che Amy e le sue assistenti stavano accomodando in vasi pieni di acqua fresca. Come me, gli altri partecipanti al flower potluck avevano portato mazzi di fiori che ora venivano sapientemente organizzati, pronti per essere condivisi tra tutti noi.
L’idea di un flower potluck non poteva che sbocciare nelle teste che hanno creato e alimentano Kinfolk Magazine, una rivista nota per la purezza della sua linea estetica e per lo stile di vita che suggerisce: lentezza, ritrovarsi tra amici, cucinare insieme, condividere dei pasti, magari in mezzo alla natura.
Quel giorno dei flower potluck si sono tenuti in tutto il mondo. Quello cui ho preso parte io era tenuto da Amy Merrick, floral designer e scrittrice basata a Brooklyn. Altissima, slanciata e con mani sorpredentemente piccole ma estremamente operose Amy in poche mosse ci ha insegnato a fare delle corone di edera e fiori che ci hanno proiettato in un’ atmosfera da “Sogno di una notte di mezza estate”. Cosi` incoronati ci siamo poi cimentati nella realizzazione di un bouquet. Amy ci ha insegnato l’importanza di utilizzare diverse lunghezze, avendo anche un solo tipo di fiore a disposizione e` importante che ciascun fiore si comporti in modo diverso da cui l’imperativo di tagliare gli steli in modo da distribuire armoniosamente i volumi. Con fiori grandi come l’ortensia per Amy e` naturale intervenire anche sulla forma rimuovendo in modo mirato dei grappolini di fiori. Idealmente sarebbe meglio avere a disposizione dei fiori dal fusto arbusteo per creare la struttura del bouquet e proseguire poi con fiori e spighe di piante a piccolo fogliame per completare la realizzazione del bouquet. Mentre sceglievamo, tagliavamo e mescolavamo fiori spargendo petali sulla tovaglia bianca vintage Amy ci offriva suggerimenti e indicazioni. Di tanto in tanto il “pop” sonoro di una bottiglia di champagne che veniva aperta echeggiava nel backyard provocando qualche risata. Ultimati i bouquet la tavola e` stata ripulita e fittamente apparecchiata con taglieri e ciotole traboccanti di cibo e belle stoviglie fatte a mano. Il tripudio di colori e profumi era di una bellezza ammaliante. Le deliziose insalate di verdure e cereali e i vari tipi di formaggi e affettati preparati da Anne Parker erano punteggiati di violette, margherite e altri fiori commestibili. Il sole era ancora alto quando dopo il pasto ci siamo accomiatati, ciascuno con il suo bouquet in mano, la corona in testa e un vasetto con una giunchiglia. Cosi` florealmente equipaggiata ho attraversato Brooklyn per andare a condividere un altro pasto, con delle persone per me molto importanti. Nel cammino e` anche accaduto che scambiassi il vasetto con la giunchiglia con una grossa conchiglia color alabastro, una di quelle da cui, a volte, si sente il rumore del mare.

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11 commenti a “Kinfolk magazine flower potluck

  1. Dalla conchiglia scambiata per delle giunchiglie si sentiva soprattutto il rumore di Brooklyin, piu` che del mare. Rumore di baratto e libri scambiati da casse di cartone appoggiate sul marciapiede.

  2. È tutto bellissimo, sembra di stare in un altro mondo……non conoscevo quella rivista ovviamente, ma mi piacerebbe leggerla!! Le foto comunque, rendono bene l’idea……!
    Come va la tua casetta??
    Ciao, Franci

  3. Princionchiglia
    Io e Giulia ci abbiamo sentito distintamente il rumore del mare. :)

    Alex
    mi ripeto: era un luogo e un momento per te :)

    Franci
    La casetta catapecchia e` migliorata in vivibilita` da quando non e` piu` inverno. Curiosa? La vedono anche on line, consiglio l’acquisto spassionatamente, e` davvero ben fatta e bella anche la carta e la qualita` di stampa.

    Arianna
    grazie, guarda c’era una bellissima atmosfera! Se sono riuscita a restituirne anche solo un pochino nel post sono davvero contenta.

    Lus
    Peccato non sia qui anche tu a NY con la Francy e tutto il gruppo. Devi venire a trovarci!

    • guarda.. non sai quanto mi piacerebbe venire!!
      prima o poi arrivo…
      e senz’altro se siete ancora lì ci si incontra!!
      per forza!
      bacione e saluti a leo

      ps. ma sei sparita?

    • io ho un ricordo di una newyork fredda e ricca di spirito del Natale. di una Brooklyn bellissima, dove rientravamo per la sera. avrei voglia di essere lì e viverla così, bucolica e calda! un bacino, sere

  4. Allora da dove inizio?
    Prima di tutto sono contentissima di ritrovarti sul blog. Sono Daniela di Campodifragole, da poco sono tornata con un nuovo blog, per cui mi fa piacere che tu hai continuato con il tuo!
    Kinfolk lo adoro, seguo la loro pagina, articoli e i loro video. Sono di grande ispirazione.
    Amy Merrick un’altra produzione americana che mi affascina. Le sue composizioni, le sue iniziative, beata te che hai potuto seguire un suo corso!!!
    Le foto bellissime!
    Ciao e a presto
    Dani

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