Avocado is the new potato

Da quando qualche tempo fa mi sono trasferita a New York ho pensato varie volte a come menzionarlo sul blog che nonostante tutto, con i suoi alti e bassi, mi accompagna da ormai 7 anni, senza avere mai un’idea che mi convincesse pienamente. Cominciare dicendo che mai avrei pensato che un giorno il mio sogno di vivere qui si sarebbe realizzato sembrava cheesy. Oppure sarei potuta partire raccontando della ricerca frettolosa dell’appartamento culminata poi in una piccola e costosissima catapecchia nell’Upper West Side con tanto di cucina originale anni ‘50*, un quartiere nel quale la me che sognava di vivere a New York non avrebbe mai nemmeno pensato di mettere piede vivere.
Poi ad un certo punto ho realizzato che un cambiamento epocale si stava verificando nella mia vita gastronomica. L’insalata di patate bollite, ancora fumanti e poi condite con olio extravergine di oliva, erbe fresche tritate e aceto non aveva piu` quel potere consolatorio e balsamico durante i momenti di sconforto. Il mio comfort food stava cambiando. Ora, nei momenti di malumore di fianco alla mia faccia triste nel baloon pensieroso si sarebbe materializzato una grossa ciotola piena di guacamole verde acido, cremosissimo e insaporito con tanto coriandolo e peperoncino jalapeno. Da cui la deduzione ovvia e il titolo del post: Avocado is the new potato.
Naturalmente continuo a nutrire un’eterna gratitudine per l’insalata di patate, ma insomma non e` piu` la stessa cosa. Sono cambiata in soli 4 mesi stiracchiati trascorsi qui?** O comunque quando si cambia Paese si cambia anche comfort food?
Insomma quesiti attanaglianti. In questa scoperta per l’avocado non mi sono certo fermata al guacamole, anzi ne sono diventata cultrice anche sotto forme insospettabili. Come ad esempio con la lime pie assaggiata la prima volta da Peacefood café`, proprio nell’Upper West Side. Loro la fanno anche in una decadente versione al cacao di cui e` ancora piu` facile dubitare dell’assenza di panna e cioccolato in quella che pare una peccaminosa ganache e che invece si rivela essere un dolce crudista perfettamente sano.
Ma almeno in quello non sono cambiata e al cioccolato continuo a preferire il sapore acido e rinfrescante del lime per cui quando e` stato il momento di provare a replicare il dolce non ho esitato a cimentarmi in questa versione verde e freschissima.

*So cosa state immaginando voi: colori pastello, uno grosso frigorifero, ispirazione pop, utensili smaltati, e una luce crema che magnifica il tutto. Errore. La cucina della catapecchia non e` altro che un loculo senza finestra in cui la prima volta che ho acceso il forno abbiamo rischiato di far saltare in alto tutta la baracca. Ma onestamente la cucina e il building meritano un post dedicato per cui non vi raccontero` ora i particolari piu` succosi.

** di cui uno trascorso comunque tra Italia e Francia. Essere stanziale non pare faccia parte del mio karma nell’ultimo periodo.


L’Upper west side

Flatiron
Il Flatiron


Nemo


La jazz gallery.


La catapecchia (il suo lato piu` fotogenico, guarda caso al buio)


I miei dumpling preferiti

Mini lime pie all’avocado

Per 4 mini pie

Per la base
100 gr di noci ( pecan nel mio caso)
50 g di datteri denocciolati
25 g di cocco disidratato
1 cucchiaio di olio di cocco

Per il ripieno
200 gr di avocado (peso netto)
20 gr di miele di dente di leone
il succo e la buccia di 1 lime e mezzo
un cucchiaio di olio di cocco

Per guarnire
Cocco disidratato

Frullate le noci e il cocco disidratato fino ad ottenere una sorta di farina. Unite i datteri a pezzetti e l’olio di cocco e frullate fino ad avere una pasta unta. Foderate degli stampi da muffin o da mini pie con della pellicola per alimenti. Distribuite la pasta negli stampini premendo con le dita in modo da ottenere dei gusci in cui adagerete poi il ripieno. Ponete gli stampi in frezeer a rassodare per 15 minuti.
Preparate il ripieno: frullate tutti gli ingredienti fino ad avere una crema liscia. Assaggiate per verificare che sia dolce al punto giusto per I vostri gusti. Conservatel la crema in frigorifero. Rimuovete le basi dagli stampini con delicatezza, lavorando con rapidita` perche` tendono a scaldarsi. Distribuite la crema sulle basi, decorate con il cocco disidratato e conservate in frigorifero fino al momento di servire.

Qualche avvertenza:
- questi piccoli pie hanno una resa migliore se preparati e mangiati in giornata, in ogni caso vista la velocita` di esecuzione non dovrebbe essere troppo complicato riuscire nell’impresa.
- temo che l’olio di cocco non si possa sostituire. E` grazie a questo ingrediente che la crema e la base raggiungono una consistenza piu` densa e soda. In Italia immagino si trovi nei negozi biologici.
-i pie devono passare dal frigorifero alla bocca in tempi strettissimi
- se avete un disidratatore forse potete provare a far fare un passaggio alle basi per rendere l’impasto maggiormente coeso, ma resta un suggerimento teorico.

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20 commenti a “Avocado is the new potato

  1. Ma sei mancata a tutti noi, lo sai vero? L’America è anche il nostro sogno e speriamo presto di realizzarlo, intanto penso a te nella tua nuova cucina che è tutto tranne che un sogno ma che saprai farla rinascere.
    Un forte abbraccio a te e un mega in bocca al lupo con la tua nuova vita ( e la tua nuova casa!)

  2. Oh Chiara che bello leggerti!Mi rendo conto di sembrare ‘molesta’ per la passione che manifesto verso ogni tua singola parola ma è così, mi sei mancata e ogni tua ‘nuova’ versione o sito mi piace sempre e se non te lo dico ogni volta non sto bene!Ecco l’ho fatto, e in effetti mi sento meglio!A presto!

  3. Bentornata, e in bocca al lupo :)
    L’avocado è proprio la mia bestia nera, nove su dieci me ne basta un morsino per provare nausea… e si che il sapore mi piace, sigh. Urge trovare qualche cavia che me ne lasci un pezzetto, perché sarei proprio curiosa di assaggiarli.

  4. Ma Chiara che piacere rivederti!! e che bello che sei a New York!! io l’adoro……un pò ti invidio si, magari anche la catapecchia!! se hai bisogno di qualche consiglio per sistemarla, chiedimi pure, mi raccomando!! :-)
    Spero che continuerai a raccontarci vita e ricette!
    Un bacione, franci

  5. ma allora è una moda quella delle food blogger che si trasferiscono a New York? no perché se è così, io ci metto dieci minuti a preparare la valigia, eh…
    avevo intuito dai tuoi tweet, insomma mi sembrava un po’ lunghina per essere solo una vancanza…
    bentornata sul blog, allora!
    e W l’avocado!!

  6. Bentornata Chiara, che bella novità, New York!
    Anche io ho scoperto l’addiction per l’avocado di recente, solo che nel mio piccolo supermercato non se ne trovano proprio di buoni, che peccato..

  7. Davvero un piacere vedere un altro nuovo straordinario piatto sul tuo sito! Mi aveva preoccupato non vedere più postare nulla …. spero tu stia bene…. forse avrai fatto una luna di miele infinita…….!
    Grazie mille…. proverò in questi giorni!
    Andreina

  8. Laura (Il gambero russo) mi ha parlato di te, ho appena letto un suo post dove ti cita e… sono felicissima di essere finita qui, ci ero già passata, ma adesso ho intenzione di fare un bel viaggetto approfondito in queste pagine… e il solo pensare che ora sei a New York mi fa allargare i respiri… :-)
    L’avocado io l’ho scoperto da poco, o meglio, sto assaporando la sua versatilità oltre il classico guacamole (che amo da sempre), pronta a recepire tutto il gusto “alternativo” che offre…

  9. Lo so, sono arrivata molto tardi, ma ho appena scoperto questo meraviglioso blog e la sua splendida autrice. Con la quale condivido la passione smisurata per le patate bollite e l’avocado:) Super complimenti per tutto!!!

  10. Ciao!
    sembrano una bontà! Comunque, volevo dirti, quando hai voglia un weekend potremmo organizzare un corso di cucina a casa nostra (non siamo lontanissimi da te), anzi no, potremmo provare a fare i ravioli di patate – che mi mancano molterrimo – e sono sicuro che con te avremo buoni risultati!!

    • Ciao Max,
      con piacere! io adoro cucinare in compagnia e AMO i ravioli. Vivi nell’Upper west side?
      A presto,
      Chiara

      • Beh, molto Upper :-) , ovvero Washington Heights. Quindi organizziamo una raviolata? Devo munirmi di mattarello per tirare la pasta allora!!!

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