Il fratello dal crudo fantasioso (by il marito di Babette)


I fratelli Vittorio, di Catania, da sempre si occupano di pescare e soprattutto rivendere il pesce al mercato omonimo, un fuoco d’artificio di colori e urla degne del Floating Market immaginato da Gaiman. I Vittorio, come del resto tutti i loro colleghi, avevano sempre venduto la loro merce su banconi di legno per i vicoli dietro alla piazza Duomo. Giovanni, il più piccolo, ha un’alzata d’ingegno: apre una pescheria vera (in muratura) dentro un portico nel bel mezzo del mercato del pesce. Udite udite: una pescheria! E chi ci va, dato che il pesce sguazza quotidianamente per le strade? E non è un’esagerazione: alcuni granchi, fuggiti dalle loro casse, traversavano l’asfalto cercando disperatamente di tornare a mare.

Giovanni fa metà e metà tra la vendita del pesce e la creazione di piatti di crudo. Babette, che di queste cose se ne intende, l’aveva puntato già durante la preparazione del nostro viaggio in Sicilia. Senza nemmeno aver fatto colazione entriamo, ci guardiamo intorno un po’ persi, e veniamo incoraggiati da un mio coetaneo, che si comporta da buttadentro, a farci preparare un piatto di crudi da Giovanni. Noi lo rassicuriamo che è proprio quella l’intenzione, e ci mettiamo a parlare. Il buttadentro si chiama Concetto, è semplicemente un amico di Giovanni e non ha alcun interesse professionale nella pescheria. Però le sue qualifiche (“hospitality consultant & business coach”, “start-up specialist”, un misteriosissimo “F&B”, e, sul retro del biglietto da visita, “new concept management – a new methodology of thinking”) lo rendono tuttavia un bersaglio interessante per noialtri interessati a magna’: gli chiediamo infatti dei lumi su dove mangiare in serata, dato che Babette aveva tre o quattro mete diverse, e ci indirizza sul Sale Art Café di Andrea Graziano (buonissimo) – arrivando persino a prenotarci la tavola dato che Concetto pare amico di tutti coloro che sanno mangiare a Catania.

Ma veniamo a fratello John: lo carichiamo per bene, facendogli capire che veniamo praticamente da un altro continente per assaggiare il Suo Famoso Piatto di Crudo, e lui si scatena. Comincia con un piatto a misura secondi, ma poi ripiega su un piatto pizza-sized. La preparazione è sia gastronomica che artistica, e mentre aspettiamo ci versa un bicchiere di prosecco (al posto del caffè, che ingiallisce i denti e rovina l’alito, ci facciamo quindi un bel bianchino come apripista della giornata, come i vecchi artigiani del Lombardo-Veneto degli anni cinquanta).

Qui trovate un breve filmato di Giovanni all’opera. L’opera finita è in apertura del post. Anzi, soltanto iniziata, perché la finiranno le possenti mandibole di Babette e suo marito, lasciando soltanto qualche grano di pepe e le alghe ornamentali (e nemmeno tutte!). Abbiamo goduto come pazzi scofanandoci i meravigliosi ricci, le patelle, le ostriche selvatiche del mediterraneo, la cernia cruda, due tagli di tonno entrambi mondiali, e un ventaglio di gamberi e mazzancolle notevole: il re della situazione era il gambero di nassa, a quanto pare più comune in maggio, pieno delle sue uova blu, una carne con la consistenza della seta e la dolcezza del lardo di colonnata, e una testa che abbiamo lasciato a malapena il carapace.

Se capitate da quelle parti, l’indirizzo è qui.


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11 commenti a “Il fratello dal crudo fantasioso (by il marito di Babette)

  1. Ecco, m’è venuta di nuovo fame, e qui non ci sono più manco i pesci rossi in cortile ]:(

  2. Quel piatto di pesce è pazzesco!! con tutte le volte che sono atterrata a Catania, non l’ho mai trovato!! …. avevo una caro amico che sarebbe impazzito per un piatto come quello: se permetti glielo dedico. Ciao

  3. Ben tornata!quando Babette se va in giro per il mondo sul web si sente una gran mancanza della sua penna e dei suoi colori!questo post e’ pantagruelico e assaggiarlo di mattina al posto di latte e caffè e’ una bella cosa!laura

  4. umhh…chiara, temo di fare una figuraccia, non so se ho capito bene, ma…babette…il marito di babette…ma vi siete sposati tu e il principe? è per questo che abbiamo aspettato un po’ dal cake perdu? spero di non aver capito male e di potervi fare un miliardo di auguri tutti a forma di cuore!
    p.s. la sicilia non delude mai!

  5. avete scovato a Catania una pescheria che merita solo lei un volo fino a lì, per poter avere uno di quei piatti. Un motivo un più per tornarci, dopo tanti anni. Ma da quant’è che non mangio una patella! (lo so, mo’ sembro una deperita che muore di fame, ma la gola del pesce nostrano, eppure crudo, può farmi solo questo effetto).
    Ben ritrovati cari babetti :-)

  6. Wow Babette: che meraviglia!
    E’ proprio quello che ci vorrebbe questa sera per chiudere la domenica in bellezza!
    Ma anch’io mi domandavo: ci sono stati dei fiori d’arancio?
    A presto,

    Nadia – Alte Forchette –

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