L’insalata della Ruche qui dit Oui!

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Questa insalata e` un pretesto bello e buono. In tutti sensi. I rapanelli, il topinambur e le mele che vedete provengono tutti dalla mia Ruche (si legge rush ). Ma cominciamo dall’inizio. Qualche mese fa tramite twitter ho scoperto un sito che sia chiama La Ruche qui dit oui, il cui nome significa letteralmente “l’alveare che dice si”. Il principio e` semplice: il sito facilita l’aggregazione di persone che abitano nella stessa citta` e che hanno voglia di comprare locale, biologico e soprattutto rivolgendosi direttamente al produttore.
So che in Italia sono attivi i G.A. S e qui in Francia esistono realta` simili, ma per me che non sono sempre cosi` stanziale avere un impegno fisso settimanale di questo tipo non e` possibile. Invece con La Ruche qui dit oui le vendite, che si tengono con cadenza bisettimanale, sono a libero accesso. Helene che e` la fondatrice e coordinatrice del mio alveare ogni due settimane funge da tramite per farci pervenire le offerte dei produttori di frutta, verdura, uova, carne, miele, birra, vino, pane. Io e tutti gli altri membri abbiamo circa quattro giorni per effettuare la nostra scelta tramite il sito. Il giorno prima del ritiro avviene la conferma che i prodotti sono disponibili e l’importo totale viene prelevato dalla mia carta di credito. Et voila`. Il sabato mattina piccoli sciami di persone si ritrovano al Comptoir General, un posto meraviglioso, per ritirare gli acqusiti e scambiare due chiacchiere con i produttori. Il clima e` da mercato ma anche un po’ da sagra e da festa, un miscuglio di belle sensazioni amplificato dall’atmosfera paicevole che sempre si respira al Comptoir General.
Inutile che vi dica che i prodotti sono favolosi. Le uova sono di una freschezza assoluta*, le verdure incredibilmente gustose, con un mirabolante primo posto per i topinambur di Nicolas Thierard che hanno degli aromi di ostrica delle volte, e l’unica volta che ho preso la faraona sono stata sorpresa dalla qualita` della carne.
Se doveste passare per Parigi e aveste in programma una passeggiata sul Canal St Martin sappiate che il bar del Comptoir General e` luogo splendido per bere un caffe`** o una birra africana e che un sabato su due c’e` la consegna dei prodotti della ruche, un piccolo spaccato di vita parigina che potrebbe essere piacevole da scoprire.

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L’insalata della Ruche qui dit Oui!
per 2 persone
2 topinambur
8-10 rapanelli
2 mele

2 cucchiai di olio
aceto di vino alla rosa (o aceto di vino con aggiunta di qualche goccia di acqua di rosa per uso alimentare)
pepe

Lavate e asciugate perfettamente gli ingredienti. Tagliate in due per il lungo i rapanelli. Affettate la mela detorsolata e i topinambur. Non ho sbucciato nulla perche` trovo che la buccia aggiunga dei sapori in questo caso ma se non avete a disposizione prodotti biologici credo sia meglio sbucciarli. Ponete le verdure in una ciotola e conditele con la vinaigrette. Ottimo contorno per carne arrosto, pesce al forno o anche per un bell’uovo all’occhio di bue.

*e ve lo dice una persona che ha mangiato solo uova del pollaio della nonna fino a quando aveva 15 anni :)
** ma occhio agli orari e ai giorni di apertura. Il bar del comptoir apre il venerdi` dalle 17.00-01.00, e il sabato e la domenica dalle 11.00

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15 commenti a “L’insalata della Ruche qui dit Oui!

  1. ottima questa insalata! io ho fatto una variante ho usato l’aceto balsamico monari federzoni, e’ venuta ottima!

  2. Interessante questa ricetta che aggiunge qualcosa di nuovo alla mia immaginazione, ad esempio: mai sperimentati i topinambur crudi…né pensavo fosse possibile…ma io, di una persona che persona che ha mangiato solo le uova del pollaio di sua nonna nonna fino all’età di 15 anni, mi fido assolutamente! 😉

  3. Bello bello, mi piacciono questo post e questo posto, peccato che manchino due importanti elementi:

    1- Riferimenti piu’ chiari alle mitiche birre Ogonzo, o Obonzo, insaporite al cocco, alla banana e a Dio solo sa cos’atro. Per altro il solo nome dei distillati apri’ un interessante scambio di battutacce tra la Leader e Princicorrettorebozze.

    2- Riferimenti a iniziative come i G.A.S. e la Ruche in Libano, sappiamo tutti quanto sei attenta alla svizzera del Vicino Oriente ma qui ti e’ proprio passata di mente.

  4. Meraviglia, c’è una luce splendida in questo posto..e non solo “materialmente” parlando, se di materia si può trattare riguardo alla luce; sicuramente grazie agli spazi, allo scambio di frutti della terra e alla bellezza delle tue foto, che hanno saputo cogliere il giusto. Grazie Lys 😉

  5. Ah, che bello sapere che ci sono piccole realtà virtuose nelle grandi città! Mi capita spesso di inventarmi insalate per il solo motivo di smaltire il cestino del gas! La tua mi piace molto e mi intriga l’idea di mangiare il topinambur crudo, anche se devo dire che non è facilissimissimo da digerire per la sottoscritta…Ma che bei colori! Fanno pensare alla primavera (quasi) alle porte.

  6. Stupendo questo posto!
    In Italia oltre ai GAS c’è la possibilità di acquistare dai produttori locali grazie ai mercati “campagna amica” … la differenza è notevole, il gusto del cibo è totalmente diverso da quello che si acquista al supermercato, un altro mondo…

  7. Molto bella la ricettina e sicuramente molto interessanti le informazioni. E poi, queste foto evocano atmosfere quasi d’altri tempi: senza la frenesia che spesso ci segue nel quotidiano!

    Nadia – Alte Forchette –

  8. Pingback: Vellutata di topinambur | Il Pranzo di Babette

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