Una cena giapponese

atsushi_fichi
Quest’estate sono stata così fortunata da prendere parte ad una cena in cui cucinavano non uno, non due, ma ben tre studenti de Le Cordon Bleu.
Riccardo, Atsushi e Chisa hanno organizzzato un “gruppo di studio” piuttosto particolare; Riccardo ha insegnato ai due compagni dei piatti italiani e gli altri due hanno ricambiato condividendo con lui delle ricette giapponesi.
La cena si è tenuta una domenica di inizio agosto a casa di Chisa. Mentre viveva a Parigi, il suo pied à terre era una camera posta in una bellissima casa in pieno VI, una zona che trovo molto piacevole. La casa, arredata con oggetti antichi come l’indimeticabile sella posta in uno dei salotti, valeva da sola la visita.

monica
Mentre i tre cuochi erano all’opera io scattavo qualche foto cercando di non disturbare, per quanto essendo la cucina un budello lungo e stretto, era piuttosto difficile, sorseggiavo un ottimo tè Hojicha.
Tanti piatti sono stati preparati, e io ho osservato, anche se non sempre, spesso chiacchieravo con Monica sorseggiando il tè, e soprattutto non ho scritto nulla. Vi lascio delle ispirazioni più che altro, rese possibili dagli appunti di Riccardo, lui è stato più giudizioso di me!

maila_ingredienti
Questi sono alcuni piatti del menù:

Ichijiku goma an kake= dei fichi in salsa di sesamo
Buta kakuni = maiale con le verdure
Iwashi no tataki = tartare di sardine
Ohitashi = maki di spinaci
Miso shiro = zuppa di miso
Gohan = riso giapponese

chisa
Il maiale è stato il primo piatto che è stato preparato. Il petto di maiale, credo si chiami così in italiano ma non ne sono sicura, è stato fatto in pezzi. Il daikon è stato tritato con il frullatore. La cottura è avvenuta in una sorta di pentola a pressione, di quelle che si trovano nel quartiere cinese; nulla impedisce di usare una pentola a pressione vera e propria. Sul cestello per la cottura al vapore è stato messo il daikon, poi la carne, quindi dell’altro daikon. La cottura, a fuoco dolce, è durata tre ore circa. Una volta pronta la carne si scarta il daikon.
La salsa si prepara a parte: salsa di soya, mirin, sake in pari quantità e dello zucchero vengono mescolati insieme e fatti ridurre a fuoco dolce per un’ora. A parte si preparano le verdure. Altro daikon viene tagliato e modellato e cotto al vapore fino a quando non sia tenero ma ancora al dente. Gli asparagi vengono anche essi cotti al vapore. Le melanzane vengono fritte a pezzi. A questo punto si condiscono le verdure e la carne con la salsa e si serve il tutto insieme. La carne fonde letteralmente in bocca e l’ accostamento di verdure fritte e cotte al vapore è divino.

ric
I maki di spinaci erano tanto gustosi quanto semplici da preparare: gli spinaci sono stati scottati in acqua bollente salata, quindi scolati strettamente con l’aiuto di una stuoietta da sushi. Il cilindro veniva quindi avvolto nell’alga nori e tagliato a dimensione maki.

atsushi
ricat
La preparazione con i fichi e quella che mi ha colpito maggiormente. I fichi sono stati sbucciati e lessati in acqua per pochi minuti, il tempo di renderli teneri ma ancora perfettamente consistenti, meglio quindi usare dei fichi non troppo maturi. La salsa è stata fatta avvalendosi dell’uso di suribachi e surikogi. I semi di sesamo sono stati saltati in padella fino a quando erano dorati, quindi ridotti in polvere con questo pestello giapponese prodigioso. Il sesamo a contatto con lo strumento emette uno scriocchiolio talmente melodico che i giapponesi dicono che canti. Quando il sesamo è ridotto in polvere si uniscono salsa di soya, mirin e un pochino di zucchero fino ad avere una salsa equilibrata. Si scolano i fichi e si condiscono con questa salsa.
Sono stati preparati altri piatti come il konnyako, ma dato che non ne ricordo il procedimento, aspetterò di poter chiedere delucidazioni.

piatti
Ps: Lo so che vi avevo promesso una ricetta con il mango, ma dato che non sono soddisfatta del risultato, ho deciso di passare oltre per il momento.

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32 commenti a “Una cena giapponese

  1. Splendido..davvero, che bello!! :-))) E che facce carine quei ragazzi! Una passione ed una cura, per la cucina come la loro (e la tua) impreziosisce l’animo. E difatti hanno facce “preziose” e gentili, e felici! :-)
    Mi piacerebbe rifarli questi fichetti… Un normale mortaio col pestello zigrinato andrà bene? :-(

  2. Cobrizo
    Loero erano poetici, soprattutto Atsushi, ha delel movenze e una gestuslita che sembrano studiati per le foto, inveece e` il suo modo di muoversi, misurato e controllato :)

    Alessandra
    Lo sono Alessandra :)
    I fichi li puoi rifare tranquillamente, basta che tu riesca a ridurre bene bene in polvere il sesamo, al limite anche un frullatore meno poetico ma valido puo` fare al caso

    Nina
    si, e stato molto bello, non c’e` dubbio. Ne conservo un bel ricordo

  3. Che bello lo scambio culturale in cucina :)
    Mi piace cucinare e osservare gli altri mentre lo fanno, scoprire trucchetti che magari non conosco…ma poi una cena giapponese, fantastico :)

  4. che poesia questi tuoi post…

    però (c’è un però) io sono curiosa di sapere che fine meravigliosa hanno fatto i manghi!

    a presto!

  5. complimenti Chiara, bella la descrizione dei
    piatti e le foto!!
    …….e vedere Ric all’opera!!
    ciao

  6. Siete bravissimi!! dalle foto si sentono gli odori, l’atmosfera che avete creato, insomma alle 10 del mattino mi avete fatto venir fame!! :)

  7. Sono estasiata, la magia di queste foto……..
    l’ ordine, la bellezza la serenita’ che trasmettono.
    Quel mazzo di fiori color pervinca, i maki, le ciotole, il foglio con disegnato lo schema.
    You are great.

  8. Anch’io mi sono lasciata incantare da questa lenta serenità e precisa gestualità. In particolare nella prima foto regna un’atmosfera unica. Bravissima! E poi quando vedo queste scene penso alle tue parole “la tensione interiore” che si ha quanto si trasforma il cibo , hai reso perfettamente la sensazione

  9. Che sensazione di serenità si respira leggendo (ma soprattutto guardando) questo post…

    I fichi col sesamo sono puro genio, come spesso lo sono le ricette della tradizione.

  10. Complimentissimi per le foto meravigliose e per il post..da leggere tutto in un fiato…mi dispiace tanto di non aver vinto il tè caspita…ci tenevo ad avere una cosa cosi speciale! Baci!

  11. vero, sei stata fortunata a prendere parte ad una cena così, ma fortunati anche noi, perchè parole e immagini ci portano lì, almeno con la testa ed il cuore. Sei sempre una bella sorpresa!
    Ciao, Elvira

  12. Ciao :)
    la cucina giapponese mi ha sempre affascinata… qui in Calabria non è facile trovare un ristorante dove mangiare giapponese (diciamo impossibile) 😛
    Mi piacciono molto le tue foto :)
    adesso però aspettiamo la ricetta con il mango!

    ps: ho linkato il tuo sito nel mio blog, spero ti faccia piacere :)

    Ciao!

  13. e bene si sono il fratello romano dello chef riccardo ….ribadisco romano …..
    daie con il gladio per tagliare le fettine altro che katana ….. ah ah hah hah haha hahah ha
    daie fratello , ma la panza dello chef… è fondamentale qui siete tutti secchi …..chef de panza chef de sostanza se dice a roma …….comunque poi provamo ste ricette …quanno se vedemo tu prepari qualcosa , va buono a presto bravi per il sito fatene tanti

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