Gordon Ramsay, il dress code e la zuppa di broccoli e pera

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Broccolo verde e pera abbinati insieme danno vita ad un connubio favoloso. L’idea non a caso viene dallo chef stellato Gordon Ramsay, la cui cucina squisita ho avuto il piacere di assaggiare in uno dei suoi ristoranti a New York. Prenotare per un giovedì a pranzo aveva richiesto un numero imprecisato di mail ma alla fine ce l’avevo fatta. Unico punto dolente: il dress code.

Please note that for Restaurant Gordon Ramsay, our dress code is smart with a jacket preferred for gentlemen. We would ask guests not to wear jeans, sneakers or any form of sportswear.


A me personalmente non è una cosa che metta in crisi, non la condivido per principio, mi pare una limitazione alla libertà personale, ma amo i vestiti e la moda mi diverte anche se la guardo con il giusto distacco (ora). Prima di diventare una food victim ero infatti una fashion victim. Completamente diverso l’approccio del mio accompagnatore: afferma non solo di non saper abbinare i colori, ma addirittura di non vederli, giustificandosi con un’argomentazione che coinvolge i bit e i vecchi pc che di colori ne vedevano solo 8.
Comunque riusciamo a definire un look accettabile prima della partenza per NY. Poi il giorno stesso del pranzo è stato un po’ rocambolesco perchè si era perso qualcosa, ci troviamo così ad uscire un po’ trafelati, con l’ansia di fare troppo ritardo, cosa che avrebbe potuto provocare la cancellazione della prenotazione e delle conseguenze sulla mia carta di credito. Mentre siamo di strada mi cade l’occhio sui pantaloni di Leo e noto che indossava dei jeans! Nel trambusto non si era cambiato.
Quando siamo entrati nella hall del The London dovevo avere un’spressione molto seria e compita: la mia strategia sarebbe stata eventualmente quella di negare. La cosa poi non si è resa necessaria: mi sono messa fisicamente davanti alla signorina che ci ha accolto impedendogli la vista di Leo (un abito lungo e ampio e un tacco alto mi rendono una specie di montagnetta visto il mio fisico non minuto). La signorina invece era decisamente minuta: ha cercato di sporgersi leggermente ma poi ha desistito. Ci ha guidato attraverso la sala del Maze, lo spazio con cucina più informale, e poi ci ha fatto accomodare nella sala del ristorante. Ho sibilato a Leo che si scordasse pure di alzarsi per qualunque motivo (il bagno non faceva eccezione).
Il pranzo poi è andato molto bene, ho mangiato stupendamente e consiglio di provarlo a chi si trovasse a New York. Sulla mia guidina c’è qualche consiglio sulla modalità di prenotazione. Tornando alla zuppa, la prima volta l’ho vista in versione originale da loro e mi ha subito incuriosito. Sempre loro, anche se indirettamente, mi hanno fatto scoprire la bottarga di muggine, un prodotto che apprezzo sempre di più. L’anice stellato completa il quartetto.

Zuppa di broccoli, pera e bottarga

(per 2 persone)

1 broccolo verde
2 pere
anice stellato 1 stella
sale
olio extravergine di oliva
zucchero
bottarga di muggine grattugiata

Lavate il broccolo e dividetelo in cimette. Portate a bollore 4 dl di l’acqua, salate e aggiungete i broccoletti. Coprite la pentola e cuocete per 3 minuti. Intanto sbucciate le pere e tagliatele a pezzeti. Ungete una pentola con un pochino di olio extravergine di oliva, unite l’anice stellato rotto grossolanamente e fate saltare le pere. Aggiungete poco zucchero per caramellare. Quando la pera è colorita unitela al broccolo e frullate tutto insieme. Regolate di sale eventulamente. Servite con la bottarga grattugiata.

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32 commenti a “Gordon Ramsay, il dress code e la zuppa di broccoli e pera

  1. Io adoro Ramsey…nei suoi programmi è di una cattiveria inaudita, ma si vede che è un ottimo professionista! Questa zuppa deve essere stupenda!
    Un bacio e buon fine settimana
    fra

  2. Povero ragazzo… come lo capisco.
    Io ho risolto in modo semplice la questione abbigliamento: vesto solo di nero!
    Niente abbinamenti di colori, niente problemi di lavatrici, e smagra pure 😉

    /senza bottarga com’è? Magari funzionerebbe con delle nori tostate e sbriciolate… non so, non ho mai assaggiato la bottarga e non so che sapore possa avere!

  3. Fra
    si, concordo in pieno. Se vuoi vedere il suo libro di ricette, Maricler ne ha parlato qui

    Azabel
    :DD
    Il nero piace molto anche a me ma devo dire che anche i colori mi tentano spesso. Ottima idea la nori! Dovrebbe starci molto bene. Serve infatti qualcosa che stacchi dal gusto dolce. Quindi se ami i sapori dolci puoi provare anche senza.

  4. Avevo già visto dai due geni questa zuppa fantastica. La bottarga con le pere mi lascia un po’ perplessa però! Comunque mi fido e provo.
    Baci montagnetta 😀

  5. Gordon Ramsey non mi ha mai ispirato un gran appetito, sarà perchè tra Hells Kitchen e Cucine da Incubo l’ho sempre visto arrabiato come un’ape.. ma se mi dici così alla prossima occasione mi ci butterò a pesce

  6. Elisa
    grazie :)

    Anna
    Ah, la bottarga con la pera ci sta benissimo giuro :)

    Francesca
    pensa che io l’ho visto solo una volta il programma ma non me lo ricordavo cosi` arrabbiato lui, cerco qualcosa in rete mi avete incuriosito :)

    Barbara
    Figurati, ma guarda anche l’originale di Gordon, cosi` puoi scegliere.

  7. La cattiveria di Ramsay a questo punto incuriosisce anche me. Proverò anche questa versione, che mi ispira parecchio. Le foto, devo ripeterlo?, sono bellissime: hai saputo rendere molto bene il colore della bottarga e quella tazza è magnifica. Baci

  8. Che avventure! E che foto meravigliose! Non so che idea farmi di questo signor Ramsey…certo che chiedere espressamente ai clienti di non vestirsi in jeans o in abbigliamento sportivo, non so se sia giusto: ci sono persone che vestono in questo modo, e sono di un’eleganza unica: tutto dipende anche dal fisico, dal portamento di una persona, che magari richiedono proprio un vestito di un certo genere: magari quella persona può non sentirsi a proprio agio, in un vestito diverso…Si può chiedere ai clienti un comportamento educato, di non fumare, di non essere chiassosi…si può chiedere, quello sì, di vestirsi in maniera decorosa, sobria, elegante: ma non di non mettersi i jeans: e se uno ha quelli di certi stilisti, che arrivano a costare centinaia di euro…..quelli come vengono considerati? Beh, comunque, a parte le ciance…la ricetta è squisita! Brava come sempre! Buon W.E., carissima Kjaretta!

  9. questa zuppetta mi è proprio nuova! Dopo aver provato quella zucchine e pera, ora devo assolutamente provare a degustare broccoli e pera!

  10. veramente divertente il racconto della prenotazione e della questione abbigliamento, se ci portavo Carlo sarebbe stata la stessa cosa 😉 Però povero Leo, nemmeno al bagno! Donna crudele eheh Sulla questione Ramsey ho saputo della sua esistenza questa estate a Melbourne, e devo dire che il suo programma non mi è piaciuto per niente. Insultare e prendere a parolacce in continuazione cuochi e inservienti è la cosa più lontana che mi viene in mente quando penso alla cucina e al buon mangiare. Broccolo, pera e bottarga di muggine: questa la voglio provare! Tra pochi giorni partiamo, ci sentiamo presto. Un bacio cara.

  11. Kja, a me è capitata la stessa storia a NY al ristorante The view 5 anni fa.. Non sapevo del dress code, avevo adosso un bellissimo paio di … jeans!.. Mannaggia, ci hanno fatto spostare dalla sala principale a quella sotto, al lounge nonostante la prenotazione..
    Sono troppo rigidi, gli americani..

  12. Commento per la prima volta su questo blog, anche se da un po’ ce l’ho nei preferiti

    Ramsay è un fenomeno in cucina e le ricette che propone sono eseguibili a casa, a differenza di tanti alri rinomatissimi chef

    è un piacere sapere poi che qualcuno prova “per noi” alcune ricette e combinazioni più osate, per confermarcene la bontà

    a presto Kja, se ti fa piacere, passa da me 😉

  13. Moki
    esagerata 😀

    Twostella
    broccoli e arance? deve essere ottimo

    Cricri
    no, rimarra` solo piu` dolce l’insieme

    Rossa di sera
    Povera, un’altra vittima del dress code. Che poi almeno nel mio caso c’erano tante persone che non indossavano i jeans per carita` ma il il cui concetto di eleganza era piuttosto singolare. Si puoi` essere assolutamente ben vestiti anche con dei jeans a mio avviso

    Desperate. houseviz
    ciao e benvenuta allora,
    guarda in effetti le ricette sul libro sono semplici ma d’effetto. Vengo a trovarti di sicuro :)

    Simona
    grazie!

  14. Io sono stata la prima domenica di gennaio al Maze di Londra, prenotando via email il martedì (servizio efficientissimo… è subito arrivato sms di conferma e il venerdì, telefonata di ri-conferma..)
    Tra tutti i ristoranti londinesi di Gordon ho scelto il Maze perchè provvisto di dress code meno restrittivo :Casual, no shorts or sportswear, smart trainers and denim are acceptable.
    In realtà una volta li ci siamo resi conto che il dress code era ancora MENO restrittivo, visto che c’erano un paio di tizi in tshirt bianca (stile intimo) con camicia a manica corta aperta (gennaio … – 4°C fissi… non ho idea di come facessero a sopportarlo)…
    Cmq ne è valsa la pena… il conto alla fine non è stato neanche salato… o meglio, per chi è abituato ad uscire a cena a Milano, niente di spaventoso!
    L’unico appunto, un petto di piccione un filino stopposo (la coscetta, invece, era morbida e squisita)…

  15. Maricler
    se vai su you tube ti inquieti. La tazza l’ho presa di nascosto al mercato della bastille , leo mi avrebbe ucciso, mi aveva vietato di comprare questo genere di cose prima di traslocare per non aumentare gli scatoloni 😀

    Romy
    guarda non posso che essere del tuo parere, lo sottoscrivo in pieno. E per inciso leo indossava proprio i jeans di uno stilista che ha un gusto molto sobrio ed elegante, con i saldi estivi l’avevo convinto a fare una piccola follia 😉

    Francesca
    ciao cara, che bello ti avvicini :)
    Gurda io dopo questi commenti sono andata a veder e ho notato che e` molto aggressivo, i suoi interlocutori indietreggiano addirittura, l’ho un po’ rivalutato umanamente.

    Denise
    anche zucchine e pera sembra interessante ma forse molto dolce, li` cosa stacca il sapore?

  16. Chi
    abbiamo postato insieme :)
    Guarda hai colto in pieno: come dicevo sopra si puo` anche indossare un pantalone che non e` un jeans ma se poi sopra c’e` una camicia praticamente di plastica a manica corta, forse non ci siamo. A Londra non l’ho mai provato ma la prossima volta che ci vado cogliero` l’occasione, qui non e` proprio a Parigi ma a Versailles, ma non vorrei sbagliarmi.

  17. AH è sempre un piacere per gli occhi passare di qua!!!!Insolito ma da provare quest’abbinamento!
    love

  18. Che poi… gordon ramsey…uno che si vanta in tv di fare la carta lavorando la cacca delle capre (si si, avete capito giusto!!) non si può certo reputare un paladino del buon gusto… AHAHAHA…

  19. TUU..UNA MONTAGNETTAAA????? MA STAI SCHERZANDOOO???…io non ti conosco personalmente..eppure sembri una ragazza così esile!! Anzi, sono sicura che lo sei, e che stavi scherzando 😉 (non che tu non saresti ugualmente carina se anche fossi una montagnetta ehh…:-))

    A me il dress code in sè non sconvolge..l’idea che il mio sguardo possa vagare per un locale incontrando solo cose belle…niente che lo disturbi, niente che interrompa un’armonia..è attraente!
    Purtoppo però, ovviamente, non basta un abito per essere piacevoli così come d’altra parte un jeans ed una giacca possono essere assolutamente gradevoli e belli! difficile codificare il concetto di elegenza…

  20. mi piace molto GR, vedo qualche suo tutorial su channel4 via rete. Faccio sempre le sue patate fondant ma non le fotografo mai perchè me le rubano tutte!
    Le farò una volta a a colazione. O in estate ^_^

    Per il dress code, eh, ne avrei da raccontare.
    Dalla tenue de ville (spelling, chiedo venia se è sbagliato, sei tu la parigina e il dress code qui è in francese ) di Marco quando la Regina di Olanda ha visitato il suo dipartimento, al suo frac del dottorato.
    In USA non ho avuto problemi, ma spesso mi sono informata prima. Per evitare imbarazzi.

  21. Chi
    non la sapevo questa. Ma l’aiuta a rilassarsi? Insolito quanto meno :(

    Alessandra
    l’apparenza inganna :)
    Non sono affatto esile purtroppo. Ti assicuro. Hai ragione su questo punto, nel senso e` difficile codificare davvero il concetto di eleganza, e quindi bisogna banalizzarlo dandogli unA formA: tipicamente che la giacca va bene ad esempio ( ma se uno indossasse una giacca marrone a pois fuxia?)

    Comida
    spelling ineccepibile :)
    caspita il dottorato in frac deve essere bello da vedere ma e` comunque una complicazione in piu`in un momento gia` complesso. La regina che visita il dipartimento mi sembra una cosa un po’ fiabesca detta cosi` 😀

  22. Pingback: Il Pranzo di Babette » Blog Archive » Quinoa con broccolo, pinoli e zenzero

  23. sei proprio brava.. mi hai ispirato diverse volte ed è sempre stato un successone! Anche questa volta..ricetta davvero particolare!

  24. Hello Kja,
    è la seconda volta che ti scrivo credo (la prima volta è stata per l’overdose di lampone e cioccolato di Piérre Herme °ç°), e quindi è la seconda volta che provo una tua ricetta…è stata una vera scoperta questo abbinamento, di cui ho trovato anche una variante con lo Stilton Cheese al posto della bottarga (ma non avendo nessuno dei due mi sono limitata a broccoli e pere XD).
    Mi fa sempre piacere venire a sbirciare sul tuo blog ed entrare in questo mondo colorato ed originale.
    Spero di tornare al più presto!!!

  25. Anche nel mio caso è un po’ che seguo il tuo blog. Ho letto la ricetta ieri sera e la ho seguita quasi alla lettera. E’ un ottimo piatto, forse un po’ dolce la pera caramellata per chi non è avvezzo a questi sapore.
    Per gli altri spunti… ritengo giusto la scelta di richiedere un certo decoro. I jeans possono anche essere eleganti ma non sempre necessari.
    Gordon grida grida ma ha un cuore buono, è il dottor House della cucina. Ho visto uno speciale Natale con lui veramente splendido.

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