Tartare di pesce spada

Qualche tempo fa ho rivisto White Oleander. Non che sia uno dei miei film preferiti ma sin dalla prima volta in cui l’ho visto mi ha colpito l’estetica dei mazzi di oleandro bianco posti nei vasi trasparenti colmi di quello che sembra latte. Poi l’oleandro mi è sempre piaciuto, vari esemplari di diversi colori si sono alternati nelle aiuole del giardino dacché ho memoria. Amo quelli rosa salmone, rosa cipria e rosa-rosso gelato alla fragola, ne avevo visti in Liguria di questo tipo ma non avevo la macchina fotografica con me purtroppo. Quello bianco inconsciamente mi fa pensare al contrasto della simbologia legata al colore (purezza, innocenza) e la tangibile tossicità della pianta. Tangibile sul serio, la nonna in uno dei suoi pomeriggi a lavorare in giardino se n’era fatte scappare delle foglie negli occhi e gli effetti non erano stati piacevoli.
Venendo alla tartare posso già immaginare che sulla carta susciti qualche perplessità l’accostamento pesce spada+ lemongrass+ latte di mandorla ma devo dire che funziona grazie alla presenza di un ottimo sale e di un ottimo pepe. Io ho usato il sale di mothya e il pepe nero di sarawak, doni preziosi di amici affettuosi, rispettivamente Maricler&Fabrizio e Monica ma non sono vincolanti. L’importante è che il pepe sia in grani e che il sale sia un sale di buona qualità ormai il fior di sale si trova anche al supermercato non avete scuse 😉

Tartare di pesce spada con lemongrass e latte di mandorla

filetto di pesce spada freschissimo 300 g
lemongrass un rametto
latte di mandorla 4 cucchiai
olio extra vergine d’oliva 2 cucchiai
sale di mothya 1/2 cucchiaino scarso
pepe nero di sarawak 4 grani

Eliminate la parte esterna e coriacea della lemongrass, lavatela accuratamente e asciugatela. Tritatela finemente. Pestate sale e pepe riducendoli in polvere e poneteli in un contenitore con la lemongrass, il latte di mandorla e l’olio. Emulsionate con un frullatore ad immersione. Tagliate il pesce a pezzettini piccoli e conditelo con l’emulsione. Fate marinare in frigorifero almeno 30 minuti prima di servire

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10 commenti a “Tartare di pesce spada

  1. E tu nel vaso ci hai messo il latte?? Ho una pianta di oleandro bianco sul balcone (veramente ho esclusivamente piante che fioriscono di bianco), non ho mai pensato di recidere qualche ramo. In quel vaso sono davvero belli.
    Per la tartare passo, purtroppo non mangio pesce crudo. Un abbraccio

  2. ohh..ma tutte le volte che vengo a trovarti trovo una bellezza di ricettina! io adoro il pesce spada quindi mi segno subito tutto!
    Grazie mille e bacioni grandissimi!!
    😀
    Silvia

  3. Bien, una tartare da poter sfruttare (sai no che quando verrò a Parigi farò incetta di lemon grass, no?) con lo spada… Come è il sale? Spero ti sia piaciuto! Complimenti anche per il blog, sei quasi l’unica tra i blogger che continua a postare a ritmi umani (il resto, noi compresi, latita…). Baci e a presto!

  4. Alex
    in effetti ci ho proprio messo del latte, un dito circa e poi ho aggiunto l’acqua ma l’effetto mi piaceva molto :)

    Sere
    in effetti era particolare ma riuscito come accostamento :)

    Silvia
    figurati, e` un piacere pensare che le mie ricette ti ispirano :)

    Maricler
    il sale e` buonissimo!! Mi spiace averlo dovuto lasciare a Lipomo, la mia valigia straripava :(

    Fra
    grazie, in effetti sono solo 4 ingredienti ma creano un bel connubio

    Salsa di sapa
    se provi fammi sapere :)

    Dolcetto
    grazie, buona settimana anche a te :)

  5. Inquietante quel film :)

    Io l’oleandro lo associo purtroppo all liquido appiccicoso che secerne il gambo, e che non me lo fa amare….

    Fimalmente ho trovato il fior di sale anche io, mi sembrava un miraggio…e quindi la frase “non avete scuse” mi ha colpita e affondata!!! :))

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