Tataki mediterraneo di tonno


È un periodo intenso, e non riesco a dedicami al blog come vorrei, ma sono felice che voi passiate comunque di qui lasciando commenti affettuosi e partecipativi, mi fanno molto piacere.
Venerdì scorso sono stata al mio primo matrimonio in Veneto, un’esperienza particolare visto il numero di scherzi e iniziative che coinvolgono i due malcapitati sposini e che pare siano assolutamente tradizionali 😉
Prima di partire per il matrimonio comunque vi avevo anticipato che i pomodorini erano stati inizialmente abbinati ad un tataki che ho definito mediterraneo. Il tataki è una preparazione giapponese in cui carne di manzo o filetti di pesce vengono cotti solo superficialmente dopo essere stati salati e insaporiti generalmente con i semi di sesamo e pepe. Sostituendo i semini di sesamo con una granella di fave fresche e l’olio di semi con un buon extravergine di oliva ho conferito a questo piatto un tratto mediterraneo che era stato molto apprezzato dai miei ospiti.

Tataki mediterraneo di tonno

filetto di tonno 200 g
sale due cucchiaini
pepe bianco appena macinato q.b
olio extravergine di oliva 1 cucchiaio abbondante
fave fresche private della pellicina esterna 3 cucchiai
germogli di soya o di alfa-alfa
pomodorini pendolini al microonde

Il tonno deve essere freschissimo, in un solo pezzo, spesso 5-6 cm e largo 7- 8 cm. Posatelo su un tagliere. Con un coltello affilato incidete di circa 1,5 cm delle fettine sottili che taglierete fino in fondo dopo la cottura. Tritate finemente la fave fresche e in un piatto mescolatele con il pepe appena macinato. Strofinate il sale sul filetto di tonno da tutti i lati, cercando di farlo aderire il più possibile. Passate ora il filetto nella miscela di fave e pepe. Fate scaldare l’olio in una padella, quando è caldo ponetevi il tonno e cuocete per 30 secondi. Ripetete l’operazione sull’altro lato largo mentre per le due estremità basterà una decina di secondi ciascuna. A questo punto l’importante è fermare la cottura, abbiate quindi premura di posare il filetto su un piatto conservato una decina di minuti in frezeer. Dopo qualche minuto spostate il tataki nuovamente sul tagliere e con il coltello affilato incidete fino in fondo le fettine che avevate inciso precedentemente. Conservatele in frigorifero fino al momento di servire.
Lavate e asciugate i germogli. Disponete nei piatti in modo armonioso il tataki di tonno con i germogli e i pomodorini.

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18 commenti a “Tataki mediterraneo di tonno

  1. se si trova un tonno così fresco questa preparazione è il massimo per gustarne i sapori. Io a Roma faccio sempre più fatica a trovare pesce fresco, ancor più per preparazioni crude. Mi piace molto la versione mediterranee di questo tonno SLURP 😛

  2. io adoro il tonno crudo, questo mi sembra fenomenale…
    piesse: ho sbirciato il matrimonio su facebook…le foto sono come sempre bellissime, complimenti kja!

  3. Gnam pensa che io ancora non ho addentato niente se non un kiwi e ora ho la salivazione raddopiata a vedere questa meraviglia di piattino…abbiate pietà di me 😛
    Bellissime le foto del matrimonio..e fai i complimenti alla sposa perchè era veramente molto elegante come stile proprio quello che piace a me.
    Buona giornata
    Silvia

  4. Che belle le foto che hai fatto del matrimonio! Sei riuscita a cogliere momenti intensi e bei particolari. Il mazzolino di mughetti è troppo bello! E questo piatto leggero è delizioso

  5. …non stupirti della domanda ma è una curiosità mia..non c’entra molto con il tataki in particolare..ho il vizio di attribuire sempre una colonna sonora a vari momenti e situazioni e mi chiedevo quindi, quale tipo di musica ti piacesse ascoltare,non sò, mentre cucini ad esempio…a me vedendo le tue foto mi passa in mente la voce delicata di Norah Jones…le associo molto bene..ci sono andata vicino?
    “…sunrise,sunrise..looks like mornin’ in your eyes…” :)

  6. ehh che belli i matrimoni io riesco sempre inevitabilmente a commuovermi! (il veneto con il friuli sono altre regioni a me molto ma molto care)che dire della ricetta la aspettavo ansioso 😉 ed eccola qua! propio come la immaginavo! fresca bella colorata e sicuramente buona. ps: ma secondo te un filo ma propio un filo quasi trasparente di aceto balsamico nn ci sta bene?oppure per rimanere in tema un filo di soya.

  7. Ciao Kja! e ben tornata!
    Che bel piatto di tonno fresco…e quella forchettina è carinissima dove l’hai trovata a Milano o a Parigi?
    Da me oggi c’è una piccola festa se tiva vieni?
    Sarei molto contenta! 😀
    Un bacio Carla

  8. Io quel tizio del matrimonio lo conosco… Belle le foto, molto belle, la prox volta ti chiamo come collaboratrice ;-).
    Ma il secondo testimone doveva proprio mettere quel maglioncino sotto la giacca? Faceva cosi’ freddo? Aveva paura che gli venisse male al pancino ;-)??

  9. Caro balosso, TUTTI avevano freddo in quella chiesa: c’erano 12 gradi circa. La sposina, con le spalle ignude, tremava come una foglia. Io invece, dall’interno del mio caldo maglione di lana, sogghignavo e molto mi beavo della mia felice scelta. E il mio pancino si beava con me. Cosa buffa: siccome non sono pratico di cerimonie religiose, di solito in chiesa faccio quello che fanno gli altri. Solo che ‘stavolta ero testimone, quindi in prima fila: gli altri non li vedevo, e copiare il prete mi sembrava di cattivo gusto. Fatto sta che quando si commemora l’ultima cena con ostia e vino ti fanno alzare in piedi, e subito dopo, quando servono l’ostia agli astanti, chi non la vuole si siede. Essendo in prima fila, non ho visto nessuno sedersi e sono rimasto in piedi (come pure l’altro testimone di fianco a me): il prete gli ha dato l’ostia, e poi s’e` pericolosamente avvicinato a me. A quel punto, dopo aver guardato in fretta a destra e a sinistra, ho dovuto concludere che ce l’aveva proprio con me. Ho quindi considerato tre fattori: la sacralita`, che mi diceva che un non battezzato non dovrebbe magnarsi l’ostia; la curiosita` alimentare, che mi spinge ad assaggiare ogni cibo nuovo; e la fame, che a quel punto galoppava. Ero incerto se dire “si` grazie, e anche un bicchiere di quel vinello che ha sul tavolo, per favore; e mi porti pure il conto” oppure “ma cosi`, senza condimento?”, e invece alla fine ho optato per un sussurro “padre, non sono nemmeno battezzato: non penso che abbia valore…”. Il prete sobbalzo` indietreggiando, come morso da un aspide, con gli occhi allarmatissimi, e si diresse verso una vecchietta molto pia e decisamente rassicurante. Gli sposi si buttavano via dalle risate.

  10. Buonissimo il tataki! Io lo preparavo al ristorante dove ho lavorato da chef… ed era un successone. amavo molto i riflessi verdi-blu delle fettine. Molto scenografico.
    Kja se ti va ho postato qualcosa sulle mie esperienze in cucina professionale….
    Un bacio
    daniela

  11. Sembra buono! :-) Allora dovresti vedere una laurea in Veneto a partire dai disegni che si affiggono…hehehe

  12. Domanda: E se non sono sicuro della freschezza del tonno o dell’onestà del pescivendolo?
    Risposta: T’ATTAKKI!

  13. non sono un’amante della cucina giapponese, non so ma il crudo non riesco a farmelo digerire
    questa con le mezze cotture però sembra buona, mi acchiappa
    faccio la copia e la inserisco nei prox menù per i pranzi con amici
    mi rifaccio l’agenda delle ricette, anche quà ce ne sono tante che mi trasmettono un buon gusto..
    e io provo :)
    buon primo maggio

  14. complimenti per la ricetta, il risultato sembra ottimo!!!
    ho una cena a base di linguine di scampi con pomodirini freschi e tataki di secondo…pensavo ad un Verdicchio…suggerimenti???

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