Involtini primavera vietnamiti


Questi involtini li ho preparati varie volte dopo che settimana scorsa sono stata da Tang Frerès, infatti ho acquistato proprio in quel supermarcato le galette de riz necessarie a realizzarli, mentre dell’ erba he, prevista anch’essa, non c’era traccia, ma forse non l’ho vista io, e comumque vengono molto profumati lo stesso, grazie alla menta e al coriandolo. Il nome italiano dei fogli di riso non lo so con precisione; la mia fonte è in francese e li chiama appunto galette de riz, quindi se qualcuno sa il nome esatto me lo dica pure! In Vietnam esistono moltissime varianti di questi involtini primavera, quindi questa è solo una delle tante. Sono semplicissimi da fare, il più è preparare tutti gli ingredienti necessari a farcire i delicati fogli di riso, ma poi si compongono in un minuto. Li ho preparati varie volte questa settimana, vado molto a fasi, e ho fatto qualche modifica al procedimento originale. Trovo infatti che cuocendo i vermicelli di soya nella stessa acqua in cui si sono scottati i gamberi e i germogli li arricchisca di sapore. Le erbe conferiscono un profumo fresco e piacevole e, contrariamente a quanto temevo, le foglioline intere di menta e coriandolo, nel connubio di gamberi e vermicelli, non sono spiacevoli sotto i denti. Un involtino costituisce un finger food esotico, due diventano un antipasto, tre, accompagnati da un’insalata mista, magari arricchita con del mango, ne fanno un pasto leggero con un’allure asiatica. In teoria ciascun commensale intinge l’involtino nella salsa di soya e limone, ma, forse che i miei erano piuttosto farciti, ho preferito mettere in tavola dei cucchiai con cui versare dei rivoli scarlatti di salsa direttamente sui candidi involtini.

Involtini primavera vietnamiti
Per 6 involtini

galette de riz cialde di riso 6
germogli di soya 100 g
gamberi 12
vermicelli di soya 60 g
carote 1-2
lattuga
coriandolo
menta

Per la salsa
salsa di soya 6 cucchiai
succo di limone 6 cucchiai
acqua fredda 6 cucchiai
Se piace anche la salsa di pesce 3 cucchiai

Lavate i germogli di soya, le carote, la lattuga sfogliata e le erbe. Scolate il tutto.
Mescolate gli ingredienti della salsa e riponetela in frigorifero. Tamponate delicatamente le foglie di lattuga e asciugate perfettamente le erbe e conservate in frigorifero. Portate a bollore dell’acqua in una pentola, salate e scottate i germogli per un minuto, quindi scolateli con una schiumarola e raffreddateli sotto l’acqua corrente. Nella stessa pentola scottate i gamberi per 30 secondi, prelevateli con la schiumarola e sgusciateli. Portate a ebollizione nuovamente l’acqua, se necessario unitene ancora, filtratela e versatela sui vermicelli di soya posti in uan ciotola resistente al calore. I vermicelli si cuociono nel giro di 10 minuti. Sbucciate le carote e grattugiatele oppure affettatele molto sottili. Allestite tutti gli ingredienti sul piano di lavoro; la lattuga sfogliata, le carote affettate, i germogli scolati, i gamberi sgusciati, le erbe asciugate, i vermicelli cotti e scolati; inoltre vi occorre un piatto fondo pieno di acqua fredda, e un piatto piano piuttosto grande lievemente unto di olio di semi. Prendete un foglio di riso, inumiditelo per 40 secondi circa nell’acqua fredda, quindi stendetelo sul piatto unto. Copritelo con una foglia di lattuga, e al centro ponete i vermicelli, due gamberi, un pochino di germogli, e poi le carote e le erbe. Sollevate delicatamente i lembi del foglio di riso e richiudeteli ad involtino appoggiandoli l’uno sull’altro. Trasferite l’involtino sul piatto di portata e proseguite fino ad esaurimento degli ingredienti. Servite con la salsa.

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35 commenti a “Involtini primavera vietnamiti

  1. Senza frittura?!?! :O Io li ho sempre cotti ma non collosi così? Se mi dici di no mi fai la donna più felice della blogsfera!!! Io odio friggere

  2. Devo dire che ho una vera passione per gli involtini primavera e questi proverò sicuramente a farli!
    Complimenti per il blog, le foto sono davvero belle, e poi per me che amo la cucina etnica, sei una fonte preziosa di ricette!

  3. a questo punto credo sia proprio venuto il momento di utilizzarle queste galette..che giacciono in dispensa da tempo immemorabile ormai…

  4. Raidne
    Oddio, non saprei. No, a me non sono parsi collosi nell’insieme, anche perche` poi ogni boccone ha anche tutto il resto a dare corpo diciamo. Questi involtini vietnamiti comuqnue si fanno proprio cosi` senza frittura :)

    Marina
    grazie, mi fa molto piacere :)
    Pensa che invece per me questa e` la prima ricetta di involtini primavera.

  5. Mamma mia! Queste foto mi fanno venire l’acquolina in bocca… Gli involtini primavera vietnamiti li ho assaggiati per la prima volta circa 6 anni fa al ristorante Shambala di Milano, ma i tuoi sono sicuramente più buoni! Volevo chiederti una curiosità: per la cottura al vapore, utilizzi i cestelli di bambù -tipo cinese- oppure una normale vaporiera?
    Ciao, Lilli.

  6. Devono essere squisiti, mi danno un’impressione di grande freschezza e leggerezza! Proverò a cercare queste galettes, anche se mi sa che qui nel circondario non le trovo: in quel di livorno e provincia non c’è gran chè per cimentarsi nella cucina etnica: il negozio più grande e ben fornito si trova a Firenze: perfino il riso per fare il sushi, che è la mia ultima scoperta, lo devo prendere lì! Quando ci vado le compro e poi ti dico!

  7. ..belli da vedere,sicuramente anche buoni!sensazione di freschezza di primavera di estate. questi li faccio anchio o almeno ci provo..sempre se trovo queste cialde di riso. ciao chérie :)

  8. sì sì buonissimi. Un’amica vietnamita una sera ha organizzato una lezione-cena durante la quale prima abbiamo imparato a prepararli e poi ce li siamo mangiati! Quelli che fa lei sono però abbastanza diversi. Le verdure (carote, sedano rapa e porri a julienne) vanno messi tutti a crudo, poi lei ci metteva pollo lesso “strappato” con la forchetta o gamberi bolliti, quindi chiudeva i pacchettini sui 4 lati. La salsa poi era fatta con acqua, succo di lime, peperoncino fresco tagliato ad anelli e salsa i pesce… una delizia!

  9. Ottima alternativa light agli involtini primavera fritti. Ho da mesi queste cialde di riso in dispensa. Sarà ora di tirarle fuori. Bellissime foto, as usual. Buon WE, Alex

  10. cara Chiara, la prima foto che hai messo denota un grande studio di composizione e di colore veramente ben riuscito. BNOn credo di aver visto ultimamente una foto così bella. Le prove e gli studi che stai facendo stanno dando i loro frutti. Complimenti!
    Ora passo alla ricetta,che apprezzo ugualmente molto, fresca, leggera e originale.
    Quando mi inviti a pranzo? 😉

  11. Lilli
    Grazie. Allora in generale inserisco un attrezzo apposito, una specie di cestello di metallo, in una normale pentola e poi porto a ebollizione l’acqua dopo aver messo il cibo nel cestello e aver incoperchiato.

    Romy
    ma dai? Che peccato. Ma non c’e` l’esselunga a Livorno e dintorni? Perche` poi io le cialde di riso, cosi` mi dicono che si chiamano, mi sono ricordata di averle viste nello striminzito ma esistente reparto etnico dell’esselunga di lipomo. E, non vorrei sbagliare, ma credo che ora ci sia anche un riso da sushi commercializzato da una marca italiana tipo Risco scotti, ma non ne sono certa.
    Comumque si, sono molto freschi e buoni, niente a che vedere con quelli fritti.

    Monique
    grazie!

    Ste
    Se ci provi ci riesci di sicuro, vedrai non e` difficile :)
    Un bacio

    Anto
    Ciao e benvenuta :)
    Guarda grazie per il tuo intervento perche` la salsa di pesce in effetti era prevista anche nella ricetta che ho seguito io ma, purtroppo, il suo sapore e odore mi disgustano talmente che non riessco proprio a mangiarla e l’ho omessa, ma voglio segnalarlo nella ricetta. Che bello seguire uan lezione informale ma autentica, io non conosco nessuna persona vietnamita, e questa cucina mi ispira molto ultimamente!

    Alex
    Guarda a me quelli fritti non piacciono nemmeno, mi risultano grevi di sapore. Se provi poi dimmi come li trovi :)

    Francesca
    Grazie, ma tu sei troppo buona con me :)
    Tu prepara la wish list e alla prima occasione ti faccio assaggiare tutto quello che vuoi!

  12. Ciao Kja! È vero non mi sono neppure presentata! Sono entrata in casa tua senza bussare e mi sono seduta a tavola… che cafona! Prendilo come un complimento… significa che casa tua è molto accogliente!! :-)) In merito alla salsa di pesce hai ragione, l’odore è terribile e per chi volesse usarla, mi raccomando non utilizzate mestoli e contenitori in legno o plastica perché l’odore non va più via. In quanto al sapore… è molto molto più delicato di quanto l’odore lasci supporre (piace anche ai bambini ed è tutto dire!!). Grazie comunque Kja per l’ospitalità e complimenti per il tuo bellissimo sito! Tornerò e mi permetterò di sedermi ancora…

  13. “Cafona”, ma scherziamo? Qui sono tutti benvenuti, a maggior ragione se hanno un’ immagine evocativa come la tua sulla lezione di cucina vietnamita da condividere :)
    Ma guarda io l’ho anche provata ma non so, proprio non mi piace, una delle pochisisme cose al mondo insieme all’okra, per la consistenza filacciosa e i peperoni verdi friarelli.
    Magari pero` cambiero idea, chi puo` dirlo :)
    Grazie, dolcissima :)

  14. Oggi al supermercato ho trovato le cialde di riso e mi è venuta in mente la tua bellissima foto…quindi non ho resistito e le ho comprate! Mi cimenterò presto con la tua ricettina

  15. il nome italiano è sfoglie di riso, ce ne sono di vari diametri, nella versione che conosco io non si arrotolano con l’olio di soya, si possono usare arachidi, frittate etc. a Parigi abbiamo, mio marito è vietnamita, un negozio di riferimento, dietro notre dame. se vi va posso darvi la ricetta del riso saltato, la versione viet del riso alla cantonese, che a me piace di più. ultima cosa provate il riso profumato, è super, fatto al vapore, ciao, questo saluto è valido in italia e vietnam, e pensate, e poi chiudo sul serio, che la salsa di pesce, nuoc mam, altro non è che il garam dei romani. alla prossima

  16. grazie francesca, e kia, intanto gli involtini non sono collosi, di colloso nella cucina vietnamita, secondo me, ci sono i dolci fatti appunto con il riso colloso, a me non piacciono.

    ecco la ricetta del riso saltato, gli ingredienti sono comuni.

    riso, meglio profumato, a grani lunghi, eviterei l’originario ad esempio,
    gamberetti, meglio sgusciati, ma non usate quelli findus che non sanno di niente,
    uova,
    salame, va bene quello nostrano,
    prosciutto cotto
    piselli,
    olio, aglio, nuoc mam, salsa di pesce, altrimente sale, non usate salsa di soya in questa ricetta.

    per 6 persone: ingredienti
    6 ciotole di riso crudo, da cuocere a vapore, fatemi sapere se vi interessa un confronto su questo argomento,

    2 uova per fare una frittata sottile

    2 pugni di gamberetti, 3hg circa

    2 hg tra salame e prosciutto da tagliare a quadretti,

    una confezione di pisellini.

    esecuzione:

    scaldare in una padella capiente, tipo quella per spaghetti se non c’è il wok, un po’ di olio, io uso l’extravergine, e due spicchi di aglio che devono essere eliminati quando prendono colore, aggiungere il riso, saltatelo per alcuni minuti e poi aggiungete uno alla volta gli ingredienti, meglio prima i gamberetti, quando sono ben distribuiti nel riso, nel giro di cinque mimnuti al massimo, perchè non si tratta di un risotto, aggiungete il nuoc mam, la salsa di pesce, oppure il sale, io non uso mai il glutammato di sodio, che falsa i sapori e pizzica la lingua.
    mettete il riso saltato in una ciotolona e fate servire gli ospiti, se non avete le ciotole individuali, usate un piatto fondo, se non avete le bacchette, o preferite le forchette, pazienza. chi vuole usare le bacchette copi gli orientali, che avvicinano la ciotola alla bocca, e così ce la caviamo tutti, non credete? buon appetito, fatemi sapere.maria rita

  17. Laura
    bene, dai, poi mi dici come sono venuti :)

    Maria Rita
    Benvenuta e grazie per il tuo commento con ricetta annessa, non vedo l’ora di provarla! So che il nuoc mam e` il condimento che dovrebbe maggiormente avvicinarsi al garum, avevo scritto un post a proposito su soffi di sale.
    Inutile aggiungere che se ci rivelassi anche l’indirizzo dell’epicerie viet di fiducia a Parigi non potresti che farci un bel regalo :)
    E anche qualche consiglio per la cottura al vapore!
    Sentiti ospite graditissima sul mio blog.
    Ciao.

  18. ciao a tutte, cara kia, il negozio di parigi sta in largo maubert, vicono alla fermata della metro e un parcheggio, è un negozio dove vanno i vitenamiti di parigi ad acquistare le cose che cucinano normalmente, ma saprò, essere più precisa appena reucpero l’indirizzo. ho visto in un tuo precedente blog, foto di piante, si potrebbe aprire un altro blog sul giardinaggio? bellissima la foto del green market di union square, sei mai andata a mott street, canal street a ny? ciao maria rita

  19. Beh gia` me l’hai circostanziato. Ci andro` presto.
    Il blog su blogspot non era di giardinaggio :) , ma talvolta anche ora mi capita di postare foto del giardino di Lipomo. Peccato che mia nonna, una vera donna dal pollice verde, non abbia una grande alfabetizzazione informatica, se no lo farei tenere da lei. Adora parlare dei suoi fiori. Ma ti segnalo questo bel blog che coniuga cibo e giardinaggio:
    Cucino in giardino
    Grazie! Cavolo in Canal street sta un negozio dove avrei acquistato l’impossibile tra piatti, ciotole, scatole per il te`…Prezzi ottimi, con il $ in caduta e bellissime cose. Guarda non l’avevo piu` postato di Chinatown ma mi sa che pubblico le foto uno di questi giorni, sono molto nostalgica di NY ultimamente.

  20. grazie Maria Rita anche da parte mia, sia per ricetta che per dritte su Parigi e NY. A fine aprile tornerò a Parigi (vero Kja? ;-)) e a giugno so programmando una settimana a Ny. Insomma, più saprai dirci e più ci farai contenta :-) Grazie ancora e spero a presto!

  21. che donne fortunate, la cottura al vapore si può fare anche con le semplici pentole che ci sono già a casa, si prebnde il riso, quantità a piacere, lo si copre di acqua, basta un dito sopra lo strato superficiale si mette sul fuoco e si attende che l’acqua venga assorbita, poi si chiude fuoco si mette il coperchio e si lascia terminare la cottura, è un metodo però che prevede qualche incidente di percorso, tipo dimenticarsi il fuoco acceso più del dovuto mnetre si pensa ai viaggi etc, e quindi vi lascio immaginare le seccature.

    meglio secondo me cercare le pentole a vapore a due cestelli che vendono nei negozi cinesi et simili, nel cestello inferiore si può cuocere dalle patate al pesce, e in quello superiore il riso, basta anche una ciotola di porcellana.

    ultimamente ho trovato una pentola elettrica specifica per la cottura del riso in un discount, ld, e funziona a meraviglia.
    buona l’idea del blog della nonna di kia, non è difficile, non vado in un altro blog, capisco la nostalgia di ny.

  22. cara kia, mi hai chiesto dell’erba hè, con l’accento grave, ha detto mio marito che trattasi di un’erba simile come consistenza alla cipollina, non ne ha però il sapore, si vende in mazzetti nei negozi come quello che ho indicato, a parigi la trovi sicuramente, cioa a tutte

  23. Con i complimenti per il blog (che seguo da tanto, ma che non ho mai avuto occasione di commentare) chiedo un ausilio, una strategia, un’indicazione: come si fa per non rompere le cialde di riso? Non riesco davvero ad utilizzarle: purtroppo nelle confezioni le trovo già, in parte, rotte, il colpo di grazia finale, poi – alle superstiti – glielo do io.

  24. intanto l’uovo di colombo, quando acquisti le confezioni scarta quelle rovinate, un po’ come i grissini. poi come ha scritto kia, le sfoglie, si pronuncia ban tran, vanno passate in un piatto pieno di acqua per ammobirdirle. per fare gli involtini primavera scegli quelle di diametro ridotto, perchè tagliare a quarti quelle grandi è complicato, in ogni caso, prendi le sfoglie, le inumidisci, appunto nell’acqua messa in un piatto, e poi le poggi per farcirle su uno strofinaccio umido, non farle grosse perchè sarebbero difficili da mangiare, quindi su un piatto da portata magari coperto con carta forno, ma non è indispensabile.l’importante è che le sfoglie siano morbide in modo omogeneo, quindi attenta quando le passi nell’acqua, ciao fammi sapere

  25. Maria rita
    Grazie, sei una fonte inesauribile di informazioni preziose :*
    Appena torno a Parigi sara` mia 😉

    Francesca
    grazie e benvenuta! Maria rita, preziosa consulente di cucina vietnamita approdata sul blog, ti ha risposto meglio di quanto potrei fare io, neofita del piatto. Nel mio piccolo ti posso confermare che ho notato anche io che se inumidivo le sfolglie sbrigativamente senza coprirle uniformemente di acqua si rompevano , e poi che in effetti non devi nemmeno lasciarle troppo, se no diventano troppo delicate, il giusto. Io le tolgo quando sono anocra un pochino durette, poi assorbono completamente l’acqua nel giro di pochi secondi

  26. Ciao, nel mio nuovo blog la mia prima ricetta è proprio quella degli involtini vietnamiti. La ricetta è originale e se ti va di provarla… Più in là posterò altre ricette vietnamite, in onore di mia mamma e delle mie origini.
    Bellissimo il tuo blog!!!
    Un bacio

  27. Ma che meraviglia!!! le foto sono molto belle…e gli involtini, solo a guardarli, fanno venire l’acquolina!
    Finalmente ho trovato il modo di usare le sfoglie di riso!!!! Diverse volte le ho usate per il “classico” involtino primavera …ma il risultato è stato terribile… quindi proverò al più presto questa ricetta!!! :))))

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