Pere nashi all’orchidea



Le orchidee non le amavo affatto. Le trovavo di una bellezza algida e uniforme, ostentatamente delicate e così distanti dal mio mondo floreale; primule ad annunciare la primavera, violette nelle aiuole, e ciclamini, custodi degli antri segreti del vecchio muro che abbraccia il giardino. Poi sono stata in un orchidario, una serra umida e calda in cui faticavo a respirare, e le ho viste improvvisamente con occhi diversi. Nel loro ambiente naturale erano rigogliose, sensuali, affascinanti. Ciascuna aveva una sfumatura diversa; rosa e bianco certo, ma anche rosso come il tramonto, e un imprevedibile viola che affoga nel nero.
Da allora ne apprezzo molto di più anche il profumo, che con grande piacere ho ritrovato nel Teguanyin Supreme, un tè Oolong assaggiato da Tea Smith l’anno scorso. Le pere venivano proposte in abbinamento al tè al gelsomino sull’ultimo numero di Regal, una rivista francese di cucina, ma ho deciso di testare questa variante all’orchidea, avendo a disposizione questo Oolong eccezionale. Se decidete di farle al gelsomino vi consiglio invece di provare con il Jasmine Mao Feng, ha un sapore e un profumo possenti. A me l’ha fatto scoprire Ida e gliene sono molto grata. Le pere nashi vengono direttamente da Tang Frères, il paradiso degli ingredienti asiatici a Parigi, ma andrà bene anche un’ altra varietà; l’importante è che i frutti siano maturi.

Pere nashi all’orchidea
pere nashi mature 4
limone 1
zucchero in polvere 40 g
Teguanyin Supreme (sostituibile con un altro tè con note floreali) 1 cucchiaio

Spremete il limone. Sbucciate le pere e versateci sopra il succo di limone in modo uniforme. Portate a bollore 4 dl di acqua in una casseruola che contenga le pere di misura, spegnete il fuoco e aggiungete lo zucchero. Fatelo sciogliere e dopo qualche minuto unite il tè. Lasciate in infusione per 4 minuti, filtrate e conservate qualche foglia per la decorazione. Rimettete la pentola sul fuoco immergendo le pere nel tè e cuocete per 25 minuti, bagnando spesso con l’acqua di cottura la parte non immersa. Servite a piacere con dei biscottini o del gelato e magari, se la qualità delle foglie lo consente, con una seconda infusione del tè con cui avete aromatizzato i frutti.

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17 commenti a “Pere nashi all’orchidea

  1. deliziose queste pere! a me mancano tanto quei fiorellini piccoli azzurri che da piccino(verso la primavera estate) vedevo nel mio cortile e adesso nn c sono piu li chiamavano (gli occhi della madonna, credo in dialetto brianzolo ;) ) mi trovo in comune accordo con te kya per quanto riguarda lorchidea anche se il mio fiore preferito e’ il ( LILIUM ) CIAO e buon inizio di settimana! :) baci!

  2. E` vero, anche a me piacciono molto! Solo che credo mia nonna mi abbia insegnato a chiamarli fiori di San giuseppe, non vorrei sbagliarmi. Il mio preferito invece credo sia il tulipano.
    Un bacio anche a te ;)

  3. Che belle foto Kja…..
    Rendono tutta la delicatezza del fiore e dell’aroma del the che hai utilizzato :)
    Io non amo tanto le pere, ma mi farebbero tanto bene :) , forse con la tua ricetta prendo due piccioni con una fava, mangiare la pera e contemporaneamente un dessert non stra-calorico :) )
    A proposito di orchidee…sono state fonte di discussione pre-matrimoniale, poiche’ a me non piacevano ed al futuro marito si! Abbiamo raggiunto un compromesso, e devo ammettere che quei rametti di piccole orchidee bianche, delicatamente cascanti dalle composizioni e dal mio bouquet erano davvero belli! Ciao :) )

  4. Max
    grazie :)

    Elvira
    Grazie, sei molto carina.
    Si in effetti e` un dessert molto leggero, ma ricoc di profumi e sapori. Anche perche` in questi giorni io sto mangiando molti piu` dolci del solito in giro , quindi a casa cerco di sceglierli piu` leggeri. Caspita non ho mai visto delle orchidee in un bouquet nuziale ma a qusto unto credo che mi piacerebbero :)

  5. Kja, foto stupende!! Raffinate e leggere come la ricetta! I fiorellini azzurri mia madre li chiama gli occhi di Santa Lucia…mi sa’ che succede un po’ come con le frappe, chiacchere, cenci..ogni posto li chiama come vuole. Un besote!

  6. Una ricetta leggera ed “elegante”, oltre che, come sempre, originale… Dici che verrebbero bene anche con una tisana fruttata? Ne ho a quantità industriali a casa… però quelle floreali mi mancano…

  7. Le foto sono bellissime e bellissima è la luce.
    Il Teguanyin è l’Oolong più buono che abbia mai assaggiato in assoluto: il suo aroma è avvolgente e nel suo infuso ritrovo sempre un sapore di bosco.
    Con le stesse foglie ne faccio sempre 5 infusioni e ogni volta assume riflessi e accenti diversi.
    Ricetta interessante dalle sfumature molto raffinate e delicate: brava brava.

  8. Alex
    ed e` un piacere per me ricambiare la visita :)

    salsadisapa
    sono belle si, ora le ho finite ma le guardavo adorante tutto il tempo :)

    Daniela
    che bello ritrovarti :)
    Hia ragione,si chiamano anche cosi` ora che ci penso, Sarebbe bello censire tutti i nomi di quei bei fiorellini.

    Dolcetto
    perche` non provare? Ottima idea. I amo molto i sapori fruttati, esalterebbe la pera stessa.

    Francesca
    beh, quando te lo dice un’amica fa ancora piu` piacere :)

    Serena
    mi fa molto piacere che tu ti riservi comunque del tempo per leggermi :*

    Benedetta
    ciao cara :)
    cambierai idea quando verdrai come mi carico di pesi ;)

    Acilia
    grazie :)
    Il problema in questo caso e` che le sucessive infusioni sono viziate dallo zucchero presente nella prima e che penetra un pochino. John rabbrividirebbe :) . Poi naturalmente e` un peccato sprecare il potenziale del te`, ma pensavo, dato che vorrei rifare la ricetta, di sfruttarle poi in altro modo, magari per dei biscottini di accompagnamento.

  9. Anch’io non amavo molto le orchidee, quei rami recisi così vecchia maniera… invece e piante le adoro, così diverse, colorate, eleganti ed essenziali. E queste pere mi ispirano parecchio…
    besos

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