Parigi:delusioni

Sabato scorso la sala da tè de Ladurée era veramente affollata: una lunga fila si snodava fin quasi fuori dal negozio ma Silvia ed io, che ci eravamo date appuntamento per una pausa macaron, non ci siamo scoraggiate e abbiamo trascorso piacevolmente l’attesa chiacchierando mentre io, talvolta, facevo gli occhiacci alla commessa antipatica. Quando si parla di argomenti interessanti il tempo vola, e presto è stato il nostro turno di accomodarci. Stavo appena cominciando a percepire la differenza sotto le scarpe tra il pavimento e la moquette, mentre la signorina responsabile della sala ci domandava quali fossero le nostre intenzioni: pranzare? O forse un tè? Non abbiamo avuto modo di rispondere, non ne abbiamo davvero avuto il tempo. Una donna seduta in sala le ha strattonato la giacca poi, attirata la sua attenzione, ha puntato il dito verso un punto indefinito della moquette sbiadita. E lì, tra lo stupore e lo sconcerto generale stava un topolino grigino con la coda rosa e una somiglianza inquietante con Ratatouille. La signorina ha assunto l’espressione di chi reprime una bestemmia, si é girata ed é andata via. Non so se abbia semplicemente deciso di ignorare il cliente sgradito o se sia andata a procurarsi il numero della disinfestazione. Noi abbiamo deciso istantaneamente di cedere il nostro posto e dopo una passeggiata ci siamo trovate a sorseggiare un matcha latte e un oloong alla lavanda da Zen-zoo , accompagnati rispettivamente da un cheesecake al matcha e uno al kumquat; dovevamo ben riprenderci dallo spavento, non vi pare?

Con questo episodio inauguro la categoria Parigi:delusioni , perché, ebbene si`, anche la ville gourmande per eccellenza riserva delle sorprese sgradite e dopo aver visto un topo in un posto insospettabile come Ladurée è scattato qualcosa dentro di me e ho deciso di rendervene partecipi. E` un brutto lavoro ma qualcuno deve pur farlo 😉

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17 commenti a “Parigi:delusioni

  1. Ah, sì, sì Chiara, proprio un brutto lavoro :-PP
    Però in effetti che schifo il topo da Ladurée… A proposito, l’hai già visto a Parigi Ratatouille? Io ques’estate l’ho perso a Porquerolles ,ma ormai tra pochi giorni esce: non vedo l’ora!!!
    baci

  2. ti capisco. non è il massimo, ma il miglior servizio che si fa ai lettori quando si è onesti intellettualmente e liberi. e in italia lo fanno in pochi per paura di inimicarsi quello chef o quell’altro… ciao, bel blog

  3. beh, il topo fa abbastanza impressione.. però a me da ladurée non son piaciuti granché nemmeno i macaron, se devo essere sincera… molto carina l’ambientazione, certo, però.. che ne pensi?

  4. Bene bene bene. Includerai anche Mariage Freres nel capitolo delusioni vero? :-)
    Viva Zen-zoo, e speriamo di poterci andare presto insieme: quell’oolong alla lavanda pare intrigante, persino per una che beve solo tè verde naturale.

  5. K
    Ratatouille e` il film a cartoni animati piu` bello che ho visto ultimamente, l’ho visto un mesetto fa, e l’ho trovato stupendo. Te lo consiglio vivamente :)

    Maricler
    Purtroppo si, e spesso sono proprio i grandi nomi che ti fregano. Burrata for ever!

    Aldo
    ciao e benvenuto, mi piace l’espressione onesti intellettualmente e liberi. Cerco di esserlo il piu` possibile

    Adina
    Ciao, allora il mio
    affaire macaron inizia con il film Marie Antoinette della Coppola. Uscita dalla sala, ubriaca della fotografia, splendida, a maggio dell’anno scorso vado ad acquistare il mio primo macaron, a Ladurée. Ricordo di aver preso una selezione di sapori ai frutti, buonissimi per me allora. Da li` a qualche mese li ho mangiati da Herme, beh si tutta un’altra cosa. Poi a Pain de sucre, che ne fa uno zafferano e piment d’espelette indimenticabile, mentre non amo quelli secchini e avidi di ganache di Aoki. Detto questo, la sala da te` e` molto bella e volevo andarci almeno una volta. Chiaro che non era proprio destino :)

    Acilia
    Cara, la sala da te` di Mariage Freres arriva al secondo posto solo perche` beh un topo e` sempre un topo e batte la violenza inaudita compiuta su quell’innocente Tai ping huo kui, ho scritto giusto?- bruciato con acqua, del rubinetto, a 100 gradi. Della serie: cosi` siam sicuri che e` bello tannico e ti lega bene in bocca. Puah.
    Fortuna che poi tu me l’hai fatto assaggiare, preparandolo secondo gli accorgimenti e le attenzioni che chi ama davvero il te` riserva a questo rito.

  6. Da testimone oculare insieme a Kja dell’incursione del piccolo Ratatouille (che poi, proprio piccolissimo non era…) nella sala della Durée devo dire che fatico un pochino a riprendermi del tutto. Dovrà passare un pò di tempo prima che torni la voglia di sedersi nella mitica sala da thè… In ogni caso la scoperta di Zen-Zoo ha degnamente attenuato la nostra costernazione e delusione! Che avventura… 😀

  7. kjarettina, volevo acquistare dei macaron per corrispondenza. hai idea di chi li venda on line?
    besos. e complimenti per la rubrica, che seguirò sghignazzante.

  8. In effetti non deve essere piacevole, sia trovare il topo in posti insospettabili che rimanere delusi da posti insospettabili. Ma, non sempre il “nome” è sinonimo di qualità e a volte ti ritrovi delusa senza neanche poter dire nulla, pena la pubblica gogna (è capitato anche a me). Se ti può consolare, mi è capitato di mangiare macarons mille volte più buoni da Lenotre … ma forse dipende dai gusti!
    Hai fatto bene a riconsolarti, magari la prossima volta mangia qualcosa al macha anche per me che è troppo che manco da Parigi, mi manca!
    Marika

  9. In effetti, dato che purtroppo non si trattava di Ratatouille, capisco lo sconforto :-(
    Il film però, quello lo voglio vedere assolutamente. L’ho promesso a mia figlia l’estate scorsa in Francia, dove era già in programmazione e dove lei sbavava fuori dai cinema. Beh, fortunatamente sembra che l’attesa non sarà ancora troppo lunga!
    Ciao
    Gallina

  10. Silvia
    Condivido in pieno, sono felice di non essere stata la sola a vivere questo episodio incredibile. E pensare che Sofia coppola ha scelto proprio loro per il film :(

    I Racconti del Frigorifero
    Ciao, verro` a sbirciare :)

    Perec
    Uhm, no, non lo so, ma credo i generale che sia un po’ complesso spedire dei macaron, non tanto per la crema che e` deperibile ma anche perche` sono ad altissimo rischio di frattura. Non sarebbe meglio venire direttamente in loco?

    lefrancbuveur
    te lo consiglio :)

    Marika
    Pensa che io da Lenotre no li ho mai nememno assaggiati, mi hai dato uno spunto per la prossima volta :)

    Gallinavecchia
    Ciao e benvenuta. Te lo consiglio vivamente, e per inciso quando sono stata io a vederlo la sala era affollata di adulti, piuttosto che bambini. Perosalemente lo rivedrei al volo.

  11. dopo aver letto di Pain de sucre sabato ci sono andata anch’io a prendere dei macaron, per intenderci un scatola da 13 euro (hai presente in vetrina?)…
    mi ha fatto un pacco dono e lunedì al mio arrivo in Italia la sorpresa: dentro ce n’erano soltanto 8 anzichè 10 come dovrebbero esservi… delusione! a Montramarte però ho trovato una pasticceria in rue des abesses /(verso l’hotel terrace per intenderci) dove costano la metà e sono ottimi! bellissimo sito il tuo…. complimenti

  12. Non mi pare, l’igiene, sia una delle caratteristiche salienti dei Parigini.
    Una disavventura simile alla vostra mi è capitata nel ristorante Cordial Cafè, 30 bd. Haussmann, nel nono. Conservo ancora lo scontrino per essere sicuro di non ritornarci più.
    La panettiera da cui mi fornivo suole tenere il suo vecchio barboncino dietro il bancone, a dieci centimetri dal pane. Non era infrequente trovare sgradite sorprese. Da quando ho cambiato panetteria pero’ è cambiato tutto, ora trovo solamente capelli.
    In metropolitana, è normalissimo appoggiare la baguette sopra il sedile. Senza sacchetto, ovviamente.
    Un mio amico francese prendeva in giro un polacco perchè, a suo vedere, era esageratamente attento all’igiene. Pensate, addirittura si lavava le mani prima di mettersi a tavola.

    Bah.

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