New York


Lo sapevate che a New York il numero di internet point è inversamente proporzionale a quello delle caffetterie Starbucks? Io ora lo posso affermare con certezza e una punta di dispiacere: mi sarebbe piaciuto mostrarvi New York live, come avevo fatto con Rio De Janeiro ma non è stato possibile vista la carenza di internet cafe e il costo orario spropositato del wi-fi.
New York e` divisa in 5 boroughs: Bronx, Brooklyn, Queens, Staten Island e Manhattan. Proprio questo è il distretto in cui si concentrano i punti di maggior interesse e che e` stato oggetto della mia visita. Il nome, anticamente Manahatta, significa “luogo dell’ebbrezza generale”.
Premettendo che non ero mai stata prima negli Stati Uniti uno degli aspetti che ho rilevato istantaneamente e` stata la cordialità degli abitanti. L’attitudine al dialogo con gli sconosciuti, la volontà di aiutare il prossimo e il garbo e la disponibilità nel dare informazioni sono tutti aspetti che contribuiscono a far sentire a proprio agio in una città straniera e che ritengo alla lunga incidano sulla qualità della vita.
La popolazione è molto varia, si incontrano comunemente persone di qualunque etnia, e se dovessi scegliere un colore per descriverla, sarebbe il bianco perché contiene tutti gli altri.
Chiudendo gli occhi vedo le tinte dell’elegante sari indossato da un’affascinante donna indiana che passeggiava a Times Square fondersi con la pelle nera come ebano di una sorridente immigrata del Burkina Faso che lavora da Whole foods per poi affogare nel biancore irreale di un’albina abitante di China Town.



Se il colore è il bianco, il rumore è continuo, inopportuno e addirittura assordante nelle stazioni della metropolitana dove mi premevo i palmi della mano sulle orecchie per proteggerle dal frastuono provocato dall’arrivo di carrozze fatiscenti.
Nella Grande Mela il palato non può che essere appagato e vista la quantità e la varieta` dei luoghi dedicati al cibo qualunque esigenza può essere soddisfatta. La concorrenza è spietata e la vita media di un locale circa di 3 anni, quindi la qualità è mediamente più elevata. Accanto ad una moltitudine di ristoranti etnici, si trovano locali fusion, vegetariani, un vero e proprio elenco di ristoranti vegani, sale da the inglesi, giapponesi e poi posti specializzati esclusivamente in un piatto. Poco per volta condividerò con voi le mie esperienze ed impressioni sul lato più gustoso della città.


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12 commenti a “New York

  1. Ah sei tornata finalmente? Cominciavo a temere che ti fossi persa…
    A me New York non e’ piaciuta, ci sono stato nel luglio 2004: caldo, afa, rumore. C’era della pappa buona, ma bisognava comunque cercarla bene.
    Cheers from London (e salutami il principuorc’)!

  2. Complimenti per l’originalità del titolo del post! Batte forse anche il mitico “Rio De Janeiro” con questa sua vena tipicamente “iwannaimpruvmaigugolskillz”…

    Soprassediamo sul contenuto del post di “””vaghissima””” ispirazione “bible belt” che inneggia al bianco “che contiene tutto”… ti porto i saluti del tuo partito americano preferito va là va…
    o/ o/ o/
    88!

  3. Galet
    Credo che il clima possa variare molto sulla percezione della citta`. Gli ultimi giorni era scoppiato il caldo e si stava male davvero, ma con il clima primaveril era un’altra vita. Il rumore e` terribilmente persistente, e fastidioso sempre. Con il cibo abbiamo avuto sicuramente fortuna ma mi ero documentata prima.
    un bacio.

    Much the cow
    Io sono per la semplicita` e l’essenzialita`; non sono mica un leader barocco come te! Quanto ai riferimenti fascisti e clericali proprio non mi tangono. Torna a vedere micio , va…

  4. Attendevo con ansia e curiosità un assaggio del tuo viaggio.

    Belle foto, belli i contrasti cromatici.
    Al solito, trovo affascinante e avvolgente il tuo modo di osservare e sentire.

    Naturalmente aspetto di leggere il resoconto attinente al tè :-)

  5. ho amato New York fin da subito… colori odori… cose assolutamente stravaganti e curiose…ci sono andata in viaggio di nozze… fantastica!
    MARI

  6. bentornata! Con queso primo post su NY mi hai introdotto in una città che ancora devo conoscere ma che immagino affascinante e complessa. La proporzione che racconti non mi rende affatto felice sia per l’omologazione dei locali americani che invade tutto il mondo che reputo sbagliata, sia perchè gli internet cafè sono pochi e cari. Strana l’America, quando Carlo è stato a Berkley invece, ha detto che la connessione era gratuita e ti potevi connettere in qualsiasi posto. Non vedo l’ora di seguirti in questo giro che farai fare: io sono pronta! :-)

  7. bentornata chiara!
    sapevo che eri a new york (me l’ha detto la franci).
    aspettavo con ansia il post in merito!
    complimenti!
    un bacio, lus

  8. Bentornata a casa! Ti invidio, anche a me piacerebbe molto visitare New York, mi da l’impressione che sia un po’ come andare su un’altro pianeta! Grazie per aver condiviso con noi questa tua esperienza.

  9. WOW!
    E’ una vita che vorrei andare a New York ma temo che poi non riuscirei più a tornare a casa. Troppe cose da fare lì, persone da rivedere, lavoro…conosco più americani che italiani.

    Grazie per la visita cara e…non devi assolutamente giustificarti per una sciocchezza. Almeno io non sono quel tipo di persone. Non hai tempo ed è chiaro. La vita vera deve avere certamente molto più spazio di un blog! Quando ti andrà sarò lieta di leggere i tuoi 5 libri!

    A presto!

  10. Morgan
    me la sono spassata… Sono già tornata :(

    Acilia
    Pensando al the a New York mi vengono alla mente dei posti meravigliosi, e soprattutto il sapore del delizioso matcha latte che occhieggia tra le ultime foto.

    Marina
    benvenuta! Si anche a me è piaciuta molto ma sinceramente quando sono partita il mio entusiasmo era tiepido, ora invece mi sono innamorata :)

    Francesca
    Sono felice di portarvi anche se solo virtualmente a scoprire New York. Riguardo alla mancanza di free wi-fi sappi che non è l’unica stranezza che mi ha lasciato attonita. Ad esempio l’uso della carta di credito è estremamente scoraggiato, questo spiazza parecchio se pensi che siamo nel paese in cui hanno inventato il concetto! Del resto credo lo facciano per diminuire marginalmente le tasse altissime.

    Lus
    ciao, questo è solo il primo di una serie dedicata a New York :)

    Dolcetto
    Grazie e benvenuta! Seguiranno altri post soprattutto sul cibo newyorchese :)

    Lizzy
    Non so se ci vivrei addirittura, ma starci un 6 mesi mi piacerebbe tantissimo

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