Soba con seppie e coste allo zenzero


Era tantissimo che non mangiavo la soba, e poi mi sono trovata due porzioni nell’armadietto dei cereali, nascoste dietro ai vasi colmi di riso e quinoa. Le seppie sono frutto di una recente gita in pescheria. Le coste invece mi sono state direttamente recapitate a casa grazie alle amicizie contadine della nonna. Fino a pochi anni fa aveva anche lei un grande orto, per vivere faceva la coltivatrice diretta, un mestiere che penso sia durissimo, con levatacce all’alba e schiene spezzate sulla terra e poi la verdura da preparare… Io ho un ricordo sbiadito del suo banchetto al mercato; il motocarro del nonno parcheggiato in cortile, carico di cassette di verdura. Mi racconta spesso che ha regalato tanta verdura quando aveva l’orto e ora che non l’ha più riceve spesso doni della Terra tramite le persone che si ricordano di lei. Voglio credere che il bene che facciamo poi torni indietro nel corso della vita.

Soba con seppie e coste allo zenzero

soba 120gr
seppioline 300 g
coste 12 grandi foglie
zenzero fresco gratuggiato 3 cm
olio di sesamo 2 cucchiai
salsa di soia un cucchiaio + quella per servire
wasabi

Lavate e asciugate le coste e tenetene da parte due belle grandi. Spezzettate le altre foglie e privatele dei gambi. Tagliate le seppie a striscioline. Mescolate lo zenzero gratuggiato con l’olio di sesamo e fatevi marinare le coste e le seppie per circa 30 minuti. Saltatele poi in padella con la marinata per qualche minuto, le seppie devono essere tenere e le foglie appena appassite. Intanto fate cuocere la soba in acqua calda ma non troppo bollente per due minuti, quindi scolatela e raffreddatela velocemente con dell’acqua fredda per fermarne la cottura. Scolatela bene e saltatela con il condimento. Posizionate la foglia della costa nella ciotola e poi adagiate la soba condita.Servite con salsa di soya e wasabi a piacere.


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5 commenti a “Soba con seppie e coste allo zenzero

  1. Sono già innamorata di questa nonna :-)

    Desidero da sempre un grande orto. E per vivere farei volentieri la coltivatrice diretta: ho sempre pensato fosse un mestiere ricco, forte, carico di fatica ma di altrettanta soddisfazione e magia.
    …Chi si è spezzato la schiena sulla terra possiede una rara saggezza.

    La tua ricetta è interessante, anche se non ho mai avuto modo di assaggiare la soba. Che sapore ha? Descrivimelo come farebbe Hamingway :-)

    Io voglio credere che dopo il bene che facciamo dobbiamo imparare a non desiderare nulla indietro, nel corso della vita.

  2. io non ho ancora mai assagiato la soba che ho iniziato a conoscere sul tuo blog. Questa soba nell’ultima foto l’hai trasformata in un pavone!

  3. Acilia
    Penso che tu piaceresti a lei. La soba ha una punta di amaro e un gusto intenso di farina di grano saraceno. La tua visione ti mette al riparo da probabili delusioni oltre a essere molto altruista. Vorrei riuscire a pensarla così nel profondo.

    Francesca
    che fantasia! non ci avevo pensato, sai? Devi provarla assolutamente!

  4. Belatusa, vedo che sai di cosa sono fatti i soba noodles: di farina di grano saraceno, come i pizzoccheri (e infatti li fanno nelle regioni montuose del nord del Giappone).
    Praticamente hai fatto dei pizzoccheri con le seppie (le coste ci sono anche nei pizzoccheri della Valtelina). Mo’ me li segno…

  5. Trollo
    Ma dai, non ci avevo pensato. E dire che ho conosciuto ben prima i pizzoccheri della soba. Tra l’altro, inutile precisarlo, adoro i pizzoccheri. Se li fai con le seppie fammi un fischio che li voglio vedere!

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