Chartier


Sono a Parigi da qualche giorno così ho colto l’occasione per cenare da Chartier, un ristorante che vi voglio segnalare, non tanto per l’offerta gastronomica, umile e schietta ma per la storia di cui è impregnato.
Innanzitutto un’avvertenza: se come nel mio caso si ha l’imprudenza di recarvisi dopo le 18.45, preparatevi ad un’attesa di circa trenta-quaranta minuti nell’affascinate e affollato cortile antistante.


Una volta dentro sono rimasta colpita dalla grandezza del locale, amplificata dalla presenza di numerosi specchi: sviluppato su due piani, conserva in massima parte le scelte di arredamento effettuate nel 1896 dal suo primo proprietario , quando il ristorante si chiamava ancora Bouillon.



Molto legno, presumibilmente noce, e i muri color cremisi con decori in stile Belle Époque mi trascinano indietro nel tempo, in un quadro di Caillebotte.


Numerosi i cassettini a muro: servivano in altri tempi per riporre i tovaglioli dei clienti abituali, in massima parte contabili con le maniche di tessuto nero, necessarie a dissimulare le macchie di inchiostro lasciate dagli incartamenti. Ma non c’è tempo da perdere: siamo subito accomodati da uno dei camerieri, frenetici nelle movenze ma anche burloni e sempre gentili. Pochi minuti per scegliere tra piatti: carne con patate, la classica choucroute alsaziana, la terrina di anatra all’arancia, qualche insalata e l’immancabile camembert.



Il cameriere, abbigliato con la tradizionale divisa immune alle mode, gilet nero e grembiule bianco, scrive sulla tovaglia l’ordine effettuato. Un battito di ciglia e il cibo è sul tavolo. La carne era ragionevolemente tenera, la remoulade di sedano gustosa: il rapporto qualità-prezzo è onesto, si mangiano un paio di portate con una quindicina di euro. Terminato il pasto e pagato il conto, il cameriere ci invita con gentilezza ad andarcene adducendo un motivo evidente: la lunga fila che si snoda ancora all’esterno. Dopo le 22.00 i clienti non sono più accettati: regolatevi di conseguenza se non volete fare la fila inutilmente.



Chartier
7, rue du Faubourg-Montmartre
metro Grands-Boulevards

Altri posti che ho “scoperto” a Parigi

Ace mart, negozio di alimentari jap
Beau et bon, l’épicerie folle
Chartier, immerso ne la Belle Époque
Dishny, il ristorante indiano
La Charlotte de l’île, cioccolateria e sala da the.
Le loir dans la Théière, sala da the nello splendido Marais
Marché Monge
Minamoto kitchoan, sala da the jap con pasticceria wagashi

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23 commenti a “Chartier

  1. Ciao cara,
    ma che bella descrizione, scrivi proprio bene, sai?! Ho una voglia di tornare a Parigi…
    (sono appena tornata dalla Valle d’Aosta invece;)

  2. Bellissimo questo ristorante…molto francese d:-D.
    Anch’io amo Parigi, ci sono stato 2 volte in vacanza..spero prossimamente di tornarci d;).

  3. Ciao Kiaretta!
    Con l’ordine scritto sulla tovaglia se arriva un piatto diverso non ci sono scuse che tengano!
    A Parigi sono stata solo di passaggio, ma a se continui a descriverla così riparto subito!!!

  4. Miii sei a Parigi! Io se potessi ci andrei almeno una volta al mese! Quando torni (ho un interesse personale per chiedertelo)?

    Saluti
    Omar

  5. Elisa: ecco dove eri! Devi venire quando ci sono anche io a Paris, mi raccomando ;-). Il fatto che scrivo bene, detto da te, mi sembra un parere di grande valore.

    Ale: ciao, benvenuto nel mio blog. Parigi e` bella non c’e` che dire, ma io preferisco Londra :-)

    Rosso Fragola: se vieni fammelo sapere che ti suggerisco dei posti carini non sempre segnalati sulle guide e che vale la pena vedere> Ti diro` che sono rimasta impressionata dalla memoria dei camerieri che memorizzavano gli ordini per 10-12 persone!

    Omar: in effetti io ci vengo una volta al mese… :-)

  6. La foto del cameriere moooolto contento di essere fotografato, vale il viaggio. Se non fosse che sei una brava cuoca, potresti avere un futuro come fotoreporter.
    Remy
    Uffa, niente ogb nemmeno oggi

  7. Un locale decisamente molto affascinante, sei veramente fortunata ad essere a Parigi in questa stagione.
    Certo che ci fai un po’ d’invidia. Glò

  8. Ciao Kja!!
    Sai che qui a Torino in una delle pizzerie ( padellino) più frequentate
    (da Dessy) scrivono la comanda sulla tovaglia di carta proprio come da Chartier… Però mica è la stessa cosa… :-)
    Ti invidio da morire!!!
    Goditela… E’così bella Parigi..

  9. Ape: concordo, anche se la conosco meno, Londra ha un fascino diverso.

    Remy: in realta` non era seccato; era solo stupito di essere fotografato in quel momento. Ho dovuto scartare un sacco di foto, perche` i camerieri si mettevano in mezzo facendo smorfie o mettendosi in pose strane… Il tutto mentre portavano gli ordini! No guarda, qui erano davvero simpatici.

    Gloricetta: anche per me e` strano venirci cosi` spesso, ora, sepensi che la prima volta ci sono venuta poco piu` di un anno fa e non sapevo se ci sarei mai tornata!

    Gourmet: Torino, purtroppo e` una citta` che non conosco molto ma che mi piacerebbe visitare in maniera piu` approfondita. Beh, comunque vedo che anche tu hai fatto un bel giro 😉

  10. ma è bellissimo! Parigi è così piena di cose da vedere, un mese non basta.

    Sono stata sia a Londra che a Parigi e tra le due non saprei scegliere. Sono completamente diverse, ognuna col suo fascino.

    Vorrei tornare a visitarle :-(

  11. se quella foto potesse parlare direbbe “dio mio che immmmmmmmmbecille…neanche mentre lavoro!”

    @ale:ti interesserà meno di zero giustamente ma il tuo avatar è stupendo :Q___

  12. ciao,
    che posto bello, mi segno l’indirizzo per quando riuscirò a raggiungere Parigi (Parigi, Parigi a me va bene, per non tornare più…)
    l’unica cosa noiosa è doversene andare via in fretta dopo aver mangiato, è così bello rimanere a chiacchierare davanti alla tavola disordinata

    ciao!

    francesco

  13. miss Piperita: ti auguro di ritornarci presto, sono due splendide citta`!

    much the cow: bello anche il tuo di “avatar”

    Kiakkio: ciao, benvento nel mio blog! Hai ragione e` piuttosto seccante ma ci hanno letteralmemte sospinti fuori, se vuoi fare con maggior calma prova un orario meno infelice, tipo le 18.45

  14. Chiara, addirittura? arrossisco :)

    In quanto a venire a Parigi, ora che ti conosco, cerchero’ di conciliare il piu’ possibile i miei viaggi con la tua presenza li’…sai che bei giretti gastronomici 😉

    Pero’…quando torni?

    :***

  15. Pingback: New York: dinner time | Il Pranzo di Babette

  16. Chartier è uno dei primi ristoranti in cui ho cenato a Parigi. Ho avuto esattamente le stesse impressioni di Kja: dalla sensazione di fare un balzo di cento anni indietro nel tempo, fino alla schiettezza del cibo, gustoso e a un prezzo abbordabile, considerati gli standard parigini. Unico appunto: il nostro cameriere, purtroppo, non era il massimo della gentilezza!

  17. Oh, peccato. Il mio era gentilissimo, e anche tornando ho sempre avuto delle impressioni positive. Ma l’eccezione che giustifica la regola, in media infati il cameriere nei ristoranti parigini non ha esattamente un’attitudine spiccta averso il prossimo 😉

  18. Ciao Chiara,
    tra pochi giorni sarò nuovamente a Parigi, la mia seconda casa. Volevo cenare da “Chez Maxim!”, sai se ne vale la pena, oltre al contesto mozzafiato?

    Grazie!

  19. anche il nostro…quello della foto in questo sito…è stato squisito come il cibo…ed era dispiaciuto del nostro ritorno a casa…

  20. Ciao…sono capitata per caso nel tuo blog….e volevo ringraziarti immensamente perchè cercavo questo ristorante da anni….avevo perso i riferimenti e non sono riuscita a rintracciarlo nelle successive visite a Parigi…grazie grazie…Adesso però ci devo ritornare :-)

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