Il pranzo di Kanika


In realtà è stata una cena, in cui Kanika, un’ amica originaria di Delhi, ha servito il pasto indiano più autentico e buono che io abbia mai mangiato. I piatti che ci ha proposto sono definiti moghul, aggettivo che deriva dall’aurea dominazione che ha interessato l’India settentrionale e che ha portato al fiorire di letteratura, architettura e naturalmente arte culinaria.


Poori
Impastate farina integrale, semi di cumino pestati, spinaci crudi tritati e l’acqua necessaria ad ottenere una pasta umida ma non troppo. Prendete una pallina di pasta e appiattitela, continuate così fino ad esaurimento della materia prima poi friggete in olio caldo ed abbondante finchè le frittelline sono leggermente dorate. Queste delizie sostituiscono il pane, ma accompagnate con la raita diventano un freschissimo aperitivo; inoltre si preparano di rado, generalmente per festeggiare un’occasione speciale.


Dam aloo
Sbucciate delle patatine novelle (aloo significa patata) e praticatevi dei buchi con i rebbi della forchetta, quindi friggetele in olio caldo e abbondante. A parte tritate una grossa cipolla, zenzero, aglio, due peperoncini verdi, e semi di cumino e fateli soffriggere con il burro e l’olio a fuoco medio-alto; quando sono ben coloriti aggiungete un kg circa di pomodori fresci e addolcite il fuoco. Dopo una quarantina di minuti aggiustate di sale e aggiungete yogurt, uvetta, anacardi e un ts di curcuma. Quando l’olio “si separa” dal resto, è il momento di unire le patate, asciugate dell’olio, e poca acqua. Fatela evaporare, poi cinque minuti prima di servire versate una goccia di panna e un pizzico di zucchero. Decorate con cilantro fresco.


Chicken Tikka
Tagliate il pollo a pezzetti, e marinatelo per tutta la notte con lo yogurt che avrete miscelato con il preparato di spezie ad hoc che si trova in commercio per realizzare questo piatto. Tuttavia se non ne disponete potete riprodurlo tritando zenzero, aglio, peperoncino, semi di cumino, semi di cardamomo, pepe nero, curcuma, alloro e chiodi di garofano. Preparate un soffritto con olio, tre grosse cipolle, tagliate grossolanamente e pestate, aglio e un po’ di zenzero e fateli colorire a fuoco vivace. Aggiungete un kg e mezzo di pomodori freschi e fate cuocere per un ‘ora a fuoco dolce, poi aggiungete il pollo e cuocete ancora per almeno due ore. Kanika assicura che più la cottura sarà lenta e prolungata, maggiore sarà la tenerezza del pollo; io ve lo confermo: oltre che saporito, si sciglieva letteralmente in bocca.


I piatti sono stati accompagnati da riso basmati cotto al vapore con curcuma e condito con un soffritto di cipolla, aglio e zenzero. Come si nota nella foto le cipolle sono decisamente colorite, aspetto non auspicabile nella cucina italiana ma necessario per la buona riuscita di quella indiana.
Un the chai ha coronato la serata davvero piacevole, condita dai racconti e i discorsi che si fanno tra amici… Thank you, Kanika, for your dinner and hospitality. Please come soon for a pasta!
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15 commenti a “Il pranzo di Kanika

  1. Che meraviglia queste portate! Ho una voglia di assaggiare tutto e che bel sorriso Kanika…davvero complimenti!

  2. Chiara, ma latua amica ha cucinato tutto questo cibo da sola?? Ma è un portento! Falle i miei complimenti veramente:)
    grazie di aver postato anche le ricette così da poter provare. che fortuna essere invitati ad una cena così!
    cioa e buona giornata:)

  3. Elisa: Kanika oltre che sorridente è davvero simpatica, quando racconta fa una serie di facce buffissime! :)
    Francesca: in realtà si è avvalsa dell’ aiuto non volontario di qualcuno a lei molto vicino :-)
    Le ricette le spiegava mentre mangiavamo, ho fatto anche un filmatino ora che ci penso! Magari dopo lo posto, ok? Non ci sono quantità precise ma vai pure “a occhio” e il risultato sarà buonissimo. Buona giornata anche a te.

  4. Kjaretta! Che tripudio di favolosa cucina indiana!!! Anch’io voglio diventare amica di Kanika!!!

    😉

  5. Ciao Lorenzo, benvenuto!
    Venere: grazie; “Il pranzo di Babette” deriva da un racconto di karen Blixen, da cui è stato anche tratto un film… Nel mio primissimo post ne ho parlato 😉
    Piperita: immaginavo che ti sarebbe piaciuto! chi crederebbe, dopo avere visto tutto questo che Kanika sta facendo un phd in matematica?!

  6. Che la Dea Madre benedica la diversità. Quanta cultura ci può essere in un “pranzetto” e quante altre cose ci si scambiano a tavola. Ebbrava Kanika, bella lezione di cucina, namastè (chissàcomesiscrive?)
    Ebbrava Kja, bella lezione di vita.
    Remy

  7. Gourmet: no, si esibisce raramente per pochi intimi, ma in quelle occasioni meglio esserci!
    Remy: grazie ma gli apprezzamenti sono tutti per Kanika. Una sua ricettina prossimamente la realizzero` io.
    Much: non solo il mandolino, anche i baffoni neri finti e l’insegna “pizza da Luigi”

  8. Ciao a tutti!!Grazie mille per i complementi(sto provando imparare italiano :))Sono molto felice che avete gradito i piatti indiani. Also Kjaretta has presented everything so beautifully in her BLOG that it makes the dishes look even more delectable!!

  9. This is amazing!

    le mie scuse..non conosco l’italiano. quindi devo usare l’inglese..(in fact used an online translator for these few words)
    but I do know Kanika.. old friend – great job done here!

    Am amazed.. never knew kanika could cook mughlai dishes like that! .. but nice to see such culinary expertise and the dereserving appreciation of true blue good old indian food ..

    i still cant believe it though that she made all of that!

    Cheers and always keep the foodie in you raring to go along with the Maths PHD!!!

    Tata

  10. Kanika: brava cuoca e brava che ti eserciti con l’italiano. Ero sicura che i tuoi piatti avrebbero avuto successo!
    ricky6979 : It’s true; Kanika made all this food for us… So good!

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